WOODS OF YPRES – Woods 5: Grey Skies & Electric Light

Pubblicato il 09/03/2012 da
voto
7.0
  • Band: WOODS OF YPRES
  • Durata: 01:02:00
  • Disponibile dal: 27/02/2012
  • Etichetta: Earache
  • Distributore: Self

Riposa in pace David Gold, con la consapevolezza che la carne è deperibile ma che la tua musica sta ancora lì, potenzialmente eterna. Se n’è andato a trentun’anni in un inicidente stradale in una gelida giornata di Dicembre, David Gold, unico e solo leader da sempre dei gothic doomsters canadesi Woods Of Ypres. Questo “Woods 5: Grey Skies & Electric Light”, appena licenziato dalla Earache, è dunque il loro canto del cigno, l’ultimo saluto fattoci da un uomo e artista semplice e sincero, che amava profondamente quello che faceva, e che ha sempre seguito la sua strada senza timori o evidenti desideri di conformarsi ad alcunchè. Strano come l’ultimo album dei Canadesi sia il più pacato, melodico e malinconico che abbiano mai fatto, come se fosse un pianto inarrestabile e disperato in vista di un lutto annunciato. Peccato che il disco sia il capolinea, perchè questo ultimo lavoro mostra un songwriting interessantissimo che da una parte coccola e dall’altro fa sorridere, tanto è delicato ed avvolgente. Abbandonate completamente le predominanti escursioni nel black metal delle origini (anche se delle spruzzate di blast-beat e voci gracchiate fanno capolino spesso e volentieri un pò ovunque), i Woods Of Ypres, di “Woods 5: Grey Skies & Electric Light” ci si mostrano oggi come una band gothic rock melodica e ricercata a tutti gli effetti, persi a metà strada, non si sa dove, tra la bucolica e primordiale formula degli Agalloch di “The Mantle”, la malinconia senza speranza dei Paradise Lost di metà carriera e i momenti più riflessivi e oscuri degli Him. La parte del leone in questo lavoro la fa senz’altro la voce baritona, maliziosa e malinconica di Gold, che disegna quasi sempre delle melodie azzeccatissime, seppure non senza far sorridere per via di uno stile “operatico” e molto pomposo propinato dal nostro musicista sempre pronto a scandire ogni singola parola con una chiarezza quasi poetica, e con un piglio molto pop. I Woods Of Ypres, in definitiva, con questo quinto capitolo sembravano essere giunti ad un bivio e mostrano tutto il potenziale necessario per diventare una band addirittura in grado di scrivere (forse, non lo sapremo mai) delle hit per un pubblico più ampio e distratto, grazie ad una sensibilità pop e “alternative” davvero notevole, zuccherosa e colorita senz’altro, ma per niente pacchiana o esagerata, mantenuta sempre a fuoco grazie comunque a dei mood sempre e irrimediabilmente malinconici e pessimisti, come d’altronde il verbo gothic-doom impone. Sembravano lanciati in una nuova e interessantissima direzione, i Woods Of Ypres, pronti magari a seguire i passi di gente come i Katatonia o gli stessi Paradise Lost, diversi dalle loro origini, certo, ma senza sacrificare un grammo di buon songwriting e integrità. Ora, certo, quello che poteva essere non lo sapremo mai. Non resta che salutare per sempre un musicista e uomo che ci ha lasciato una discografia interessantissima, che qui viene chiusa per sempre con un ultimo tassello che fa onore perfettamente a quanto fatto sinora. R.I.P. David Gold.

TRACKLIST

  1. Lightning & Snow
  2. Death Is Not An Exit
  3. Keeper Of The Ledger
  4. Traveling Alone
  5. Adora Vivos
  6. Silver
  7. Career Suicide (Is Not Real Suicide)
  8. Modern Life Architecture
  9. Kiss My Ashes (Goodbye)
  10. Finality
  11. Alternate Ending
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