WORM – Gloomlord

Pubblicato il 20/01/2020 da
voto
7.5
  • Band: WORM
  • Durata: 00:41:38
  • Disponibile dal: 24/01/2020
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

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Il progetto Worm nasce in Florida nel 2012. In ambito metal, lo stato americano ispira ricordi legati soprattutto all’esplosione della prima ondata death metal, con realtà come Morbid Angel, Death o Deicide – senza dimenticare i mitici Morrisound Studios – a ridisegnare quell’immaginario collettivo che sin lì vedeva la Florida come un semplice luogo di villeggiatura tutto spiaggia e palme. Non va inoltre dimenticato come parte della regione sia ancora praticamente selvaggia, in quanto ricoperta per chilometri da foreste, paludi e acquitrini. Questa dimensione è da tenere in grande considerazione quando ci si avvicina a “Gloomlord”, secondo album targato Worm. Dopo esordi votati ad un black metal dall’indole e dal fascino primordiali, per certi aspetti paragonabile a Mortuary Drape e Mystifier, il progetto guidato dal polistrumentista Wurm infatti opta qui per una proposta maggiormente radicata in ambienti death-doom, facendo leva esplicitamente su un’atmosfera sospesa e una resa sonora paludosa che rimandano appunto all’ecosistema tipico di certe aree del luogo d’origine della band. Questa nuova prova si rivela una raccolta molto eterogenea di immagini musicali, spesso senza filtri, all’insegna di una rielaborazione di elementi death metal, doom e persino gothic della prima ora, tra muri di chitarre insormontabili, melodie dolenti e improvvise aperture semi-acustiche spesso guidate da arpeggi dal sapore enigmatico di chiara ispirazione Disembowelment. Anche se alcuni passaggi appaiono punteggiati da tastiere, sono dunque le chitarre a dettare la vera linea sonora del disco, sia quando si distorcono in un vero e proprio death-doom – e qui i riff nei momenti più compatti ricordano i vecchi My Dying Bride – sia quando rallentano la ritmica e abbassano i volumi, fino appunto a farsi pulite e sibilline.
“Gloomlord”, nonostante giunga in un periodo piuttosto inflazionato da analogo death metal cavernoso, è un disco che riesce a farsi notare proprio per versatilità e imprevedibilità, entrambe legate alla particolare atmosfera agreste e al contempo ostile da cui il progetto trae ispirazione: Wurm si ripete di rado, le sue scelte sono difficilmente pronosticabili, anche all’interno dei singoli brani, a cui non fanno difetto, allo stesso modo, spontaneità e cura dei dettagli. E’ senza dubbio un lavoro interessante, il suo, che ha tutte le carte in regole per imporsi, con i propri verdi colori, tra le proposte più interessanti di questo inizio di nuovo anno.

TRACKLIST

  1. Putrefying Swamp Mists at Dusk (Intro)
  2. Rotting Spheres of Sentient Black
  3. Apparitions of Gloom
  4. Melting in the Necrosphere
  5. Abysmal Dimensions
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