WORMFOOD – France

Pubblicato il 10/01/2006 da
voto
7.5
  • Band: WORMFOOD
  • Durata: 00:47:20
  • Disponibile dal: 05/12/2005
  • Etichetta:
  • Code666
  • Distributore: Audioglobe

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Un laido e grottesco teatrino di fenomeni da baraccone. Individui deviati e certamente poco sani di mente. Barocchismo antiquato tanto quanto misterioso ed intrigante. Languido e macabro humour nero. Grandeur e pomposità tipicamente francesi. Quella appena citata è la serie di immagini, associazioni e caratteristiche che sovvengono alla mente dopo aver ben ascoltato “France”, debutto dei transalpini Wormfood, quintetto di Rouen messo sotto contratto dalla nostra sempre interessante Code666. Il metallo teatrale e senza precisi riferimenti è sempre un bel rebus da risolvere, in quanto il confine tra buffonata e capolavoro è totalmente dipendente dai gusti e dall’apertura mentale di chi ascolta i simili di tale disco. I Wormfood, capitanati dal cantante e chitarrista (ma aggiungeremmo anche istrionico mattatore) Emmanuel El Worm, sembrano aver composto più un capolavoro che una buffonata, anche se il giudizio di chi scrive è totalmente sindacabile. Di base, gli autori di “France” sono molto originali e fantasiosi, soprattutto nell’inserire parti recitate, spezzoni drammatici e continui intervalli teatrali, ma facile risulta individuare alcune influenze imprescindibili: gli Arcturus di “La Masquerade Infernale”, ormai punto di riferimento obbligato per chi si voglia cimentare in un metallo sinistro, filo-criminale e pazzoide; i Type O Negative di “Bloody Kisses”, per le dosi abbondanti di black humour e le soluzioni gotico-visionarie à la “Black No. 1”; i connazionali Misanthrope, padri putativi dei Wormfood, vuoi per il doppio uso del cantato inglese/francese, vuoi per la componente death-doom-black che ricorda parecchio il combo di S.A.S. De L’Argilière. Unite queste indicazioni e ammantate tutto di un’atmosfera barocca e decadente, votata però alla follia e alla devianza pura. La descrizione dei singoli brani risulta in fin dei conti inutile e poco indicativa: vi basti sapere che “Leçon De Français/French Lesson”, “Ecce Homo”, “Daguerroétype” e “Comptine” sono delle bislacche introduzioni alle rispettive tracce seguenti. Particolarmente “toccante” la traccia d’apertura, inaugurata da un barbone ubriaco, dal suo vomito e dalle invettive contro un camion della nettezza urbana… “Comptine”, invece, è una filastrocca per bambini, atta ad introdurre al brano migliore di “France”, ovvero “Vieux Pédophile”, realmente terrificante e angoscioso, soprattutto nella sezione in cui – si suppone – il vecchio pedofilo del titolo si masturba ferocemente di fronte ad un parco giochi brulicante di bimbi vocianti. Episodi di siffatta natura – magari un po’ meno disturbanti e più ironici – sono sparsi per tutto il lavoro, comunque contenente una serie di brani convincenti, certo non immediati, ma comunque composti con perizia e spazianti in molteplici sonorità, fra i quali segnaliamo “Bum Fight”, “Miroir De Chair” e “O = Ø”, mentre la conclusiva “Love At Last” ci sembra decisamente più orecchiabile e commerciale. Per gli amanti dei gruppi sopra citati, i Wormfood dovrebbero cadere a fagiolo. Ma anche chi adora le atmosfere appena descritte e considera il metallo qualcosa di più di un genere musicale, apprezzerebbe molto il disco qui trattato. Ottimo e perfetto nel suo genere. Non proprio cibo per vermi… a meno che non vi consideriate tali.

Nota: il titolo della traccia n° 10 non è esatto: al posto della O, è presente il simbolo dell’Ohm, non riproducibile con il programma di gestione del portale.

TRACKLIST

  1. Leçon De Français / French Lesson
  2. Bum Fight
  3. Ecce Homo
  4. T E G B M ( Fantaisie Galante Du Grand Siècle )
  5. Daguerroétype
  6. Miroir De Chair
  7. Comptine
  8. Vieux Pédophile
  9. Dark Mummy Cat
  10. O = Ø
  11. Love At Last
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