7.0
- Band: WRECK-DEFY
- Durata: 00:49:58
- Disponibile dal: 20/02/2026
- Etichetta:
- Massacre Records
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
Gruppo o super-gruppo, questo è il dilemma? Il dubbio amletico non si risolve semplicemente leggendo la biografia della band in questione quanto piuttosto ascoltandone la produzione discografica, perennemente costellata da ospiti, collaborazioni e partecipazioni.
Assodato Matt Hanchuck nel ruolo di capo, chitarrista e fondatore della realtà canadese, con l’ex Testament Greg Christian ormai in pianta stabile nella line-up ufficiale, nel corso degli anni si sono alternati musicisti del calibro di Doug Percy (ex Heathen), Geoff Thorpe dei Vicious Rumors, Aaron Randall (ex Annihilator), Alex Marquez dei Solstice e un certo Chris Poland, pedina fondamentale dei Megadeth in occasione degli eterni “Killing Is My Business… and Business Is Good!” e “Peace Sells… but Who’s Buying?”.
Ed è proprio per questo motivo che risulta complicato circoscrivere il nome dei Wreck-Defy all’interno di un genere ben definito: che le fondamenta siano cementate di thrash metal è abbastanza chiaro, tuttavia l’apporto sostenuto da ognuno dei protagonisti sopra menzionati ha fatto in modo che ogni album rilasciato avesse più di un elemento distintivo.
E se l’ultimo “Hybridized”, uscito lo scorso anno, brillava di elettrico e tecnico dinamismo dal primo all’ultimo minuto, con lo stesso Chris Poland a vestire i panni di uno special guest presente praticamente in ogni brano, il nuovo “Dissecting The Leech”, porta con sé un consistente tasso di groove da portare più di un brano sul versante di un southern metal, così da creare un vertiginoso incrocio tra Pantera ed Overkill.
Dieci pezzi che brillano di luce propria, costruiti sull’ospite di turno, a sostegno del vocalist Greg Wagner, caricando il tiro nelle occasioni più spedite, rendendolo invece accessibile negli episodi più rotondi e corposi. Il merito di questo singolare dicotomia sonora va nuovamente ricercata nei nomi che hanno contribuito al lavoro del quartetto base dei Wreck Defy (Wagner, Hanchuck, Christian e O’Neal): tra loro il cantante degli Into Eternity, ex Iced Earth, Stu Block, Nikolay Atanasov degli Agent Steel, Michael Gilbert dei Flotsam And Jetsam e, ancora una volta, Chris Poland, protagonista in “Rivolt”.
L’impronta peculiare di questa miscela southern e thrash lviene immediatamente presentata dall’opener “Under the Sun”, tanto rapida e terremotante nelle strofe, altrettanto trascinante e cadenzata in sede di refrain, creando un interessante equilibrio tra ritmo e melodia.
Si citavano gli Overkill, poco fa, ed i rimandi alla band di New York giungono all’orecchio sia nella martellante “Do It Again” sia in “The Haunting Past”, il cui vibrante inizio ci spedisce indietro sino al 2012 e alla “21st Century Man” di “The Electric Age”, sedicesimo lavoro in studio di Bobby Blitz e compagni.
Quando poi la pesantezza si mette al servizio dell’orecchiabilità, ecco pronte all’uso “Millenial Dystopia”, il cui riff conduttore aiuta l’ascoltatore a non perdere il bandolo della matassa, e la stessa title-track, caratterizzata dall’intenso lavoro alle sei corde della coppia Hanchuck-Gilbert.
A condire ulteriormente la mescolanza di generi, causando così una leggera confusione d’intenti, ci pensa infine la rockeggiante “The Path” certificando “Dissecting The Leech” come un album che funziona, e qui non vi sono dubbi del caso, ma che lascia dietro di sé un punto di domanda su quale sia il ‘vero’ volto della band canadese.
L’idea e la conseguente apertura incondizionata alle varie ospitate l’ha portata a non seguire un percorso artistico stabile e lineare: scelta condivisibile ma che, di fatto, ha creato qualche incertezza nel suo esito finale.
