7.0
- Band: X-STATE RIDE
- Durata: 00:27:40
- Disponibile dal: 10/03/2013
- Etichetta:
- Indelirium Records
- Distributore: Andromeda
Era da un po’ di tempo che i bolognesi X-State Ride non si facevano sentire sulla scena, dopo aver svolto una discreta e produttiva carriera underground negli anni 2000, con all’attivo un EP, due album e uno split con i Waiting For Better Days. I ragazzi di Guastalla tornano in pista nel 2013 con questo lavoro omonimo, edito dalla Indelirium Records e presentante una buona e convincente manciata di canzoni a cavallo tra punk, hardcore melodico, screamo e – perché no? – thrash metal, soprattutto all’altezza di brani sparatissimi quali ad esempio “The Highest Throne”, “Free Fall” e “Splatterhouse”. Ci troviamo di fronte, in “X-State Ride”, ad un platter ben prodotto e anche ben scritto, con episodi dalla struttura ovviamente piuttosto semplice e straight-in-your-face, ma anche arrangiati con sapienza, si senta in merito quanto svolto in sede di approccio chitarristico, dove Ruspa e Nikkio (entrambi anche cantanti, con il secondo a svolgere le vesti ufficiali di vocalist) dimostrano di esser capaci di donare spessore e valore a composizioni di un genere spesso troppo considerato frivolo e semplicistico. La componente vocale si prende anch’essa una spunta positiva, sia nelle fasi in cui entrano in gioco corali gang vocals d’impatto, sia quando sono le melodie di ritornelli e strofe a farci vagamente sorprendere per la loro piacevolezza. Tra il socialmente impegnato – “1984”, “Dislike”, “Crimeocracy” – e il più che altro cazzaro – “Pizza Portrait”, “X-State Ride”, “DIY” – l’approccio lirico è quello che tutto sommato ci si aspetta da una formazione di siffatto genere. E piace molto la quasi perfezione dell’uso della lingua inglese, elemento che consideriamo da anni di fondamentale importanza per elevarsi il minimo indispensabile dal grosso della massa. Non dimentichiamo neanche di citare il dinamismo della sezione ritmica e la proposizione di qualche assolo particolarmente azzeccato. Insomma, per questo quartetto bolognese un buon rientro sul mercato, senza infamia e con discrete lodi. Bel passatempo!
