XANDRIA – Theater Of Dimensions

Pubblicato il 25/01/2017 da
voto
6.5
  • Band: XANDRIA
  • Durata: 01:14:25
  • Disponibile dal: 27/01/2017
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Chi vi scrive ha avuto modo di conoscere i tedeschi Xandria circa una decina di anni fa, all’epoca del loro terzo album, “India”, recensito su queste pagine. Da quell’album, in verità non proprio esaltante, ne è passata di acqua sotto i ponti: la band ha cambiato line up più di una volta negli ultimi anni e ha pubblicato altri tre album, magari non eccezionali, ma comunque dignitosi, sempre in bilico tra l’universo dei Nightwish e, più recentemente, quello gli Epica. “Theater Of Dimensions” è il secondo lavoro della band che vede al microfono Dianne van Giersbergen, artista decisamente dotata nel registro lirico e non solo, che forse non brillerà per originalità, risultando spesso la classica cantante da female fronted band, ma che comunque si adatta perfettamente al sound e al songwriting di Marco Heubaum (chitarra, tastiere e voce maschile). Per questa nuova release, la band spinge ancora di più sul versante della teatralità e della grandeur, pubblicando un lavoro pantagruelico, della durata di settantacinque minuti. Il rischio di una indigestione è alto, ma anche noi, come il gigante di Rabelais, abbiamo uno stomaco forte, quindi apriamo le danze addentrandoci tra le tracce dell’album. Senza tediarvi con un track by track, vale la pena soffermarci sui diversi spunti offerti dalle canzoni dell’album: abbiamo, ovviamente, l’anima più sinfonica e magniloquente, rappresentata dal brano di apertura, “Where The Heart Is Home”, con le sue orchestrazioni imponenti, oppure “Ship Of Doom”, con la sua spinta corale e quella sinistra filastrocca in apertura. Non mancano i passaggi più folk ed epici, come “Death To The Holy”, dal ritornello coinvolgente, oppure il brano strumentale, “Céilì”, che risulta essere uno dei momenti più interessanti dell’album. Talvolta la band gioca la carta della melodia immediata e catchy, come succede in “Forsaken Love” e in “Burn Me”; altre volte invece spinge più sull’acceleratore, enfatizzando maggiormente le chitarre, come in “Call Of Destiny” e, soprattutto, nella successiva “We Are Murderers (We All)” più oscura e cupa, con tanto di voce in growl a fare da contrappunto alla voce femminile. Infine non possiamo non citare il brano finale, “A Theater Of Dimensions”, una suite di 14 minuti che vuole essere un po’ la summa di quanto detto finora: la composizione si apre con delicatezza e romanticismo, per poi lasciare il passo allo stile barocco e orchestrale visto in precedenza; il brano si evolve poi con un bel passaggio centrale, impreziosito da un assolo di chitarra, che fa da collegamento ad una sezione di armonizzazioni e intrecci vocali che hanno fatto la fortuna di tanti pezzi dei Savatage e che guidano l’ascoltatore verso un climax cinematografico. C’è tanta carne al fuoco in quest’album, come potete vedere, forse troppa: 75 minuti non sono pochi e, francamente, ci sono diversi brani che finiscono per essere dei riempitivi. Come giudicare, quindi, questo lavoro? Sicuramente lo sforzo compositivo è degno di lode e ci sono diversi passaggi interessanti, che mostrano un percorso di crescita; tuttavia gli Xandria appaiono ancora privi di una personalità spiccata, il che li rende dei buoni mestieranti, ma non ancora dei fuoriclasse capaci di imporsi su una scena dove la concorrenza sa essere molto agguerrita.

TRACKLIST

  1. Where the Heart Is Home
  2. Death to the Holy
  3. Forsaken Love
  4. Call of Destiny
  5. We Are Murderers (We All)
  6. Dark Night of the Soul
  7. When the Walls Came Down (Heartache Was Born)
  8. Ship of Doom
  9. Ceilí
  10. Song for Sorrow and Woe
  11. Burn Me
  12. Queen of Hearts Reborn
  13. A Theater of Dimensions
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