7.5
- Band: XIBALBA
- Durata: 00:56:22
- Disponibile dal: 17/08/2012
- Etichetta:
- Southern Lord
- Distributore: Goodfellas
Sfruttando le pause tra tour, gli Xibalba sono riusciti a dare un seguito a “Madre Mia Gracias Por Los Dias”, il loro fortunato debut album. Stilisticamente, il materiale viaggia sugli stessi binari del predecessore; quello che cambia è la qualità degli arrangiamenti e la solidità delle canzoni. Dove il valore aggiunto di “Madre…” era nel suono incredibilmente ignorante, spesso reso più intenso dalla bassa fedeltà, in “Hasta La Muerte” molto, o quasi tutto, risiede in come vengono strutturati i brani e nella maniera di arrangiare tutti gli elementi che danno vita a questi ultimi. Senza perdere un briciolo di violenza, il gruppo californiano è riuscito a confezionare pezzi maggiormente scorrevoli e dall’identità più flagrante. In verità, una traccia come “Stone Heart” risulta forse il classico passo più lungo della gamba, nel suo esibire persino una voce femminile; piuttosto, è quando il quintetto sceglie di muoversi solo all’interno dei territori ad esso più familiari che se ne vedono delle belle: la strumentale “The Flood”, la title track o “Lujuria” ci mettono nuovamente di fronte a uno dei gruppi più assurdamente heavy sulla piazza, ma questa volta si ravvisa maggiore lucidità a livello di dinamiche e strutture, con un orecchio più attento per l’atmosfera e saliscendi ritmici meglio studiati. Fascinazioni doom e death metal si mescolano ad un amore mai nascosto per il metal-core più brutale alla Disembodied e per lo sludge di matrice Crowbar, ma si lascia spesso e volentieri campo anche ad un temperamento latino che non disdegna richiami ai Sepultura di “Chaos A.D.” e “Roots”. Se oggigiorno non fosse sinonimo di band banali, iper prodotte e con la capacità di offendere di un moscerino, potremmo tranquillamente affibbiare ai ragazzi l’aggettivo “death-core”, considerate le soluzioni di diversa estrazione che vengono adoperate e miscelate in “Hasta La Muerte”. Superfluo, tuttavia, impuntarsi troppo su simili questioni: lasciamo che sia la musica a parlare e, di conseguenza, lasciamo che i Nostri ci investano con la loro ormai perculiare combinazione. D’altra parte, le parole d’ordine sono sempre le stesse: risultare pesanti come macigni, ricreare un senso di oppressione costante, ribassare tutto il ribassabile, optare sempre per il down-midtempo come prima soluzione ritmica. Gli Xibalba sono l’equivalente sonoro di un anfibio intento a schiacciare una testa contro l’asfalto. “None heavier” è già diventato il loro motto; ora sta voi raccogliere la sfida e provare a misurarvi con il loro disagio sonoro.
