8.0
- Band: XIBALBA
- Durata: 00:44:00
- Disponibile dal: 26/01/2015
- Etichetta:
- Southern Lord
- Distributore: Goodfellas
Affermatisi definitivamente con l’apprezzato “Hasta La Muerte”, gli Xibalba ritornano con un album che saprà dire parecchio sul loro futuro. A livello musicale, il disco palesa un esaurimento quasi completo delle tendenze metal-core un tempo alla base del sound del quintetto californiano. Ciò significa ritrovarsi un sostanziale ampliamento degli elementi puramente death metal, i quali assumono sfaccettature sempre più varie e allo stesso tempo sembrano conferire all’album un’aura di inquietudine e pathos molto più marcata del solito. Un lavoro un po’ più “in sordina”, si potrebbe pensare, rispetto alle arrembanti sonorità dei primi due; ma è una sordina ben studiata, morigerata, che ha tanto il sapore di una solida conferma. Molti gruppi sono incappati in un songwriting ingenuo ed impacciato nel passaggio dal mondo hardcore a quello prettamente metal, ma gli Xibalba ne escono invece brillantemente; del resto, il loro cambiamento di registro e approccio non è stato repentino e radicale: da “Madre Mia Gracia Por Los Dias” ad “Hasta La Muerte” i Nostri avevano già compiuto un bel salto, indurendosi notevolmente, e ora la storia si ripete su questo nuovo “Tierra y Libertad”. A parte la voce di Nate Rebolledo, rimasta praticamente immutata rispetto agli esordi, e l’attitudine spavalda dei ragazzi, il suono Xibalba dal 2009 ad oggi si è diretto con sempre più insistenza verso formule extreme metal, inglobando sempre più influenze death e doom metal. Da una traccia che conferma il loro talento di schiacciasassi come “Guerrilla” si può intuire l’evoluzione della loro musica: lo slogan da emarginati del ghetto che apre il pezzo – qualcosa che potrebbe ancora rimandare a gente come gli Hatebreed – va ovattandosi sempre più, lasciando spazio ad un riff che è inequivocabilmente di marca Morbid Angel. Visto il mix di vocalità e attitudine hardcore e suoni 100% metal, ancora una volta si potrebbe arrivare a definire la proposta del quintetto death-core, se solo questa non riportasse alla mente band con cui gli Xibalba hanno poco a che spartire; la loro musica, d’altronde, si basa su veri e propri riff ispirati agli anni Novanta e su strutture ponderate, a differenza di quella di realtà di oggi, che il più delle volte ruota attorno a pseudo-breakdown e soluzioni chitarristiche elementari. Con “El Vacio” gli Xibalba si addentrano persino in territori totalmente doom-death, sfoderando il primo vero pezzo-monster della loro carriera: 12 minuti tra arpeggi e colate laviche che potrebbero uscire dal repertorio di qualche gruppo del bill del Roadburn Festival. In ultimo, comunque, “Tierra y Libertad” è un disco di sano, prepotente e ispirato death metal dai contorni solo vagamente accessibili: si tratta senz’altro dell’opera più raffinata e completa della carriera della band, quella che potrebbe definitivamente imporla all’attenzione del pubblico metal e di tutti coloro con la fissa della pesantezza sonora ad oltranza. Lasciatevi schiacciare.
