YAWNING MAN – Pavement Ends

Pubblicato il 11/11/2025 da
voto
8.0
  • Band: YAWNING MAN
  • Durata: 00:37:28
  • Disponibile dal: 14/11/2025
  • Etichetta:
  • Heavy Psych Sounds

Spotify:

Apple Music:

Si ha quasi un timore reverenziale nell’approcciarsi al nuovo lavoro degli Yawning Man, poiché sono ben pochi i gruppi oggi a poter vantare uno status simile al loro: quarant’anni di carriera, fondatori del desert rock, precursori dello stoner, tantissima qualità e una proposta lontana da qualsiasi logica commerciale, quasi interamente strumentale e dai toni spiccatamente dilatati e psichedelici.
Difficile dire quanti e quali gruppi siano stati effettivamente influenzati dai pionieri californiani, ma echi delle loro sonorità sono ben presenti in una miriade di compagini, dallo stoner rock al post-metal delle ultime due decadi.
Un gruppo di culto fin da quando, nella seconda metà degli anni Ottanta, si rese protagonista dei ‘generator party’, sorta di infinite jam musicali nel deserto californiano, dove ad alimentare gli amplificatori erano i generatori diesel, e gli astanti potevano godersi le improvvisazioni messe in piedi dal nucleo originario degli Yawning Man – Gary Arce, Alfredo Hernandez, Mario e Larry Lalli – che talvolta potevano trasormarsi in veri e propri concerti.
Tra gli altri, ad assistere a queste esibizioni informali, c’erano John Garcia, Josh Homme e Brant Bjork, che in seguito formeranno i Kyuss; e quando Alfredo Hernandez suonerà la batteria sul loro canto del cigno “…And The Circus Leaves Town”, sceglieranno di registrare la cover di “Catamaran” degli Yawning Man.

Partiti da un suono essenziale certamente debitore dei grandi gruppi della psichedelia degli anni Sessanta, dai The Doors ai Pink Floyd, sintetizzando quindi una specie di space rock acustico con elementi surf e scale mediorientali, si sono via via inoltrati nell’utilizzo di effetti di chitarra e basso, arricchendo la proposta senza stravolgerla, e tenendosi comunque ben lontani dalle distorsioni.
Gli Yawning Man preferiscono infatti gli echi e i riverberi, i suoni cristallini e ben distinguibili che esaltano i fraseggi dei singoli musicisti, che, pur non indugiando mai nel virtuosismo, offrono prestazioni di grande classe e padronanza dello strumento, sempre volte ad esaltare le composizioni stesse, che devono trasportare l’ascoltatore verso altri mondi e dimensioni.
E ancora una volta, su quest’ultimo “Pavement Ends”, troviamo pregevoli intrecci di basso e chitarra tra i membri superstiti Mario Lalli e Gary Arce, che non insistono quasi mai sulle stesse partiture: un tappeto estremamente organico e coerente costituito dalla sezione ritmica – completata dell’ormai storico Bill Stinson – su cui si adagia, più anarchica e ad ampio raggio, la chitarra, ora arpeggiata, ora solista, ora semplicemente volta a produrre suoni di accompagnamento.

Volendo azzardare un parallelo cinematografico, se i vecchi brani degli Yawning Man potevano essere la colonna sonora di un piccolo film indipendente, la prima traccia del nuovo disco “Burrito Power” si avvicina di più a quella di un kolossal; inaspettato anche l’utilizzo di – comunque lievi – distorsioni, ma è tutto l’album ad essere arricchito da delay, chorus, flanger, che dirottano i californiani su territori contigui ad esempio ai Russian Circles; tuttavia gli Yawning Man sono sempre loro, e anzi è apprezzabile che dopo quattro decadi di attività trovino ancora la voglia di provare soluzioni inedite e allargare i propri orizzonti musicali, riuscendo al contempo a rimanere fedeli al loro marchio di fabbrica.
C’è infatti tantissimo spazio per il classico suono tipico della band su “Pavement Ends”, riscontrabile ad esempio anche nella stessa, sublime, title-track; e quando un gruppo riesce a riproporre i suoi tipici stilemi a distanza di così tanti anni senza annoiare e risultare ripetitivo non rimane altro che ringraziare e applaudire.
Un lavoro che accontenterà gli appassionati di vecchia data e potrà far innamorare nuove leve, grazie a un suono che viene da lontano, ma risulta ancora fresco e contemporaneo.

TRACKLIST

  1. Burrito Power
  2. Gestapo Pop
  3. Bomba Negra
  4. Dust Suppression
  5. Pavement Ends
  6. Bad Time To Be Alive
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.