YERBADIABLO – It Doesn’t Work

Pubblicato il 23/05/2014 da
voto
6.5
  • Band: YERBADIABLO
  • Durata: 00:48:38
  • Disponibile dal: 17/12/2013
  • Etichetta:
  • (logic(il)logic)
  • Distributore: Andromeda

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Nato originariamente come one-man-band, questo curioso progetto prende vita ad agosto nel 2010 in terra emiliana, da sempre autentica fucina eruttante eclettici talenti (pensiamo ai CCCP e agli Offlaga Disco Pax), che nel bene e nel male hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della musica alternativa tricolore. La fulgida mente del polistrumentista Nik plasma i brani contenuti nel caleidoscopico esordio intitolato “Jester In Brick Lane”, il quale suscita un discreto rumore tra chi bazzica con solerzia nell’underground nostrano. Il leader decide in seguito di evolvere gli Yerbadiablo in una band vera e propria, reclutando tre famelici soggetti con i quali si mette al lavoro sulle composizioni confluite nel qui presente “It Doesn’t Work”. La cruda sceneggiatura, incentrata su di una serie di Mali che attanagliano la vita dell’uomo del Ventunesimo secolo, si pone in netta antitesi con l’ampio ventaglio di suoni e visioni generati da una bizzarra macchina del tempo. La conseguente composizione chimica amalgama senza soluzione di continuità umori psichedelici, rarefatte impennate hard e sbalzi umorali dialogici espressi con il duplice utilizzo della lingua inglese e spagnola. Una ricchezza artistica di questa portata rischia però di rivelarsi una pericolosa arma a doppio taglio, se non si ha la necessaria dimestichezza nel veicolare in maniera sensata le proprie vulcaniche idee. Così ci ritroviamo disorientati nel vagare tra marcati citazionismi di antica scuola ‘floydiana’ (“Imbunche” e “Black Bird”), asfissianti labirinti ad incastro dai quali è impossibile non uscirne stremati (“Ojos De Bruja”) ed incompiute velleità sperimentali (“Eurozone” e “Pink Clouds Purple Eyes”) che ci conducono inesorabilmente in un vicolo cieco. D’altro canto, i Nostri ottengono risultati decisamente migliori quando adottano un approccio più urgente e privo di fronzoli. Piace il parossismo hardcore di “Habemus Punk”, inebria come un buon vino strutturato il consistente influsso ‘hendrixiano’ di “El Viparo” e strappano un applauso le temerarie incursioni strumentali nelle paludi viscose del classic rock con “Hemp Generation”. Gli Yerbadiablo hanno dimostrato di avere il giusto potenziale e i necessari attributi per raggiungere ben altri obiettivi rispetto a quelli parzialmente centrati in questo capitolo. Abbiamo fiducia in voi, non deludeteci.

TRACKLIST

  1. Hemp Generation
  2. El Viparo
  3. Eurozone
  4. U.S.A. (United State Of Alienation)
  5. Black Bird
  6. Imbunche
  7. Calavera Y Veneno
  8. !Crash
  9. Ojos De Bruja
  10. Rattlesnake Tail In The Belly Of The Whale
  11. Diving Chamber
  12. Habemus Punk
  13. Pink Clouds And Purple Eyes
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