7.0
- Band: ZENIT
- Durata: 00:34:35
- Disponibile dal: 01/02/2018
- Etichetta:
- Time To Kill Records
- Distributore: Goodfellas
Nuova formazione italiana dedita ad uno stile musicale che trova una difficile collocazione di genere specifica, ma che per comodità potremmo accorpare al progressive metal. In realtà il giovane combo mescola con capacità le atmosfere dense del genere sopra citato con la frizzantezza ritmica e melodica del djent, insieme con qualche lampo decisamente più classico, risultando nel complesso dinamico ed emotivo. Sin dalla prima traccia notiamo che questi elementi son miscelati con cura, sapienza ed un’ottima dose di personalità, creando piacevoli strutture complesse a livello tecnico ma comunque d’ottimo e chiaro impatto anche per l’ascoltatore meno avvezzo a certe sonorità. La fluidità delle composizioni proposte è il vero punto di forza di questo “Black Paper”, merito anche del lavoro di Marco Mastrobuono del noto Kick Recording Studio di Roma (Coffin Birth, Flashgod Apocalypse, Hour Of Penance). Brani rappresentativi di questo disco possono essere la trascinante “Wraith”, la calda “Crow’s Peach” e l’energica titletrack. Le linee vocali dei brani vengono affidate maggiormente all’ugola tenue ma molto espressiva di Federico Fracassi in alternanza con il timbro growl feroce del bassista Andrea Pedruzzi. Ecco permettendoci un unico appunto ci sentiamo di dire che una maggiore intercambiabilità vocale o quantomeno un maggiore spazio alle parti aggressive avrebbe donato maggiore incisività e alzato un po’ il velo di malinconia caratteristico del timbro del vocalist; infatti in alcuni frangenti la sua voce sembra proprio non esplodere come vorrebbe, ad esempio nell’opener. Detto ciò siamo solo al primo lavoro per questi ragazzi e avranno tutto il tempo di mostrarci le loro (comunque evidenti) capacità. Un esordio davvero intrigante e riuscito adatto agli amanti del prog quanto a quelli di frange un po’ più estreme.
