ZODIAC – Grain Of Soul

Pubblicato il 01/10/2016 da
voto
7.5
  • Band: ZODIAC
  • Durata: 00:41:53
  • Disponibile dal: 29/07/2016
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

La scena hard rock europea è in fermento, la crescita di popolarità di Blues Pills, Kadavar, Graveyard (ahinoi, appena scioltisi), Uncle Acid And The Deadbeats è sotto gli occhi di tutti gli amanti del classic rock, ammirati da una serie di release brillanti e che vanno ben al di là della rievocazione di un passato glorioso. Per ora leggermente meno famosi degli ensemble citati, ma già nella loro scia e senza alcuna voglia di perderla, ecco da Munster gli Zodiac. Fondati dal batterista dei Long Distance Calling Janosch Rathmer e dal cantante/chitarrista Nick van Delft, si sono proiettati fin dall’esordio “A Bit Of Devil” (2012) nei confortevoli ambienti dell’hard rock blueseggiante. Uno stile caldo e morbido, progettato attorno a un chitarrismo che fa le fusa a riff datati con piglio deciso e ne arricchisce la portata tramite un utilizzo attento e poco invasivo dell’organo, portato a dare il suo contributo anche nelle esibizioni dal vivo. Al quarto disco in cinque anni, i quattro tedeschi confermano un’ispirazione sopra la media e la naturalezza nel concepire canzoni dure, fresche e melodiche, equilibrate nel peso dato ai diversi strumenti e rifuggenti il trend nostalgico grazie a un suono tutt’altro che vintage. Balza subito all’attenzione, infatti, una produzione massiccia ma organica, che dà rilevanza alle ritmiche di chitarra e mette nel dovuto risalto sia la sezione ritmica che la voce. Nelle intenzioni del gruppo “Grain Of Soul” avrebbe dovuto ridurre le sortite blues a favore di un ispessimento dell’anima hard della formazione; obiettivo colto in pieno, perché la tracklist si sofferma su emozioni differenti e si prodiga di esplorare un ampio ventaglio di sentimenti, mantenendo quasi sempre ritmi concitati e fluidità. Se i Led Zeppelin sono tuttora gli amorevoli angeli custodi dei Nostri, ci pare che la conformazione del suono possa anche riportare a qualcosa dei Soundgarden o dell’hard rock di ultima generazione, confermando la volontà dei musicisti di non finire nel calderone del retrò-rock che sta imperversando negli ultimi anni. Una peculiarità dell’intero disco è quella di avere un dinamismo che conquista nelle prime battute e fa venire una gran voglia di assaporare nuovamente tutto quanto terminata l’ultima nota della title track, pure in virtù di un minutaggio contenuto, che non lascia diluire la tensione emotiva aizzata dalla prima nota di “Rebirth By Fire”. Opener perfetta per un disco di questo stampo, imperniata un po’ come tutte le tracce su ritmi ammiccanti e il più delle volte cadenzati, scossa veementemente da un riff portante caldo e pastoso che si intervalla nel dare enfasi al brano alla voce, fra il seduttore e il narratore, di van Delft. Cantante che non eccede in protagonismo e forse anche per il suo ruolo di chitarrista sa incastrare accuratamente la voce nei piccoli vuoti concessi dal muro di sei corde,  contribuendo a dettare un groove distintivo per ogni pezzo. I toni oscillano fra divertimento, malinconia, sentimentalismo e limpida energia rock’n’roll, attingendo al blues, come detto, in misura contenuta e non perdendo le coloriture soul, che fanno sovente la differenza. A una scatenata “Animal” fa quindi da contraltare la dolce “Follow You”, mentre la linea vocale confidenziale posta a introduzione di “Get Out” ha il suo rovescio della medaglia nell’attacco serrato di “Like A Sun”. Innumerevoli i piccoli istanti, i filler, le brevi divagazioni in arrangiamento che danno carattere alle composizioni: pensiamo ai riusciti coretti di “Ain’t Coming Back”, o al riff martellante di “Faithless”, o ancora all’arpeggiare crepuscolare di “Down”. Strofe e refrain si prestano a essere cantate con passione e a non sfumare nella banalità dopo i primi entusiasmi; l’impatto ritmico sostiene anche le piccole perdizioni nella delicatezza, così che l’intero ascolto si compie fra molteplici sussulti di apprezzamento e nessuna mortificazione. I rocker in ascolto stiano in guardia e inizino a dare la rilevanza che meritano agli Zodiac: “Grain Of Soul” ha le carte in regola per sorprendervi e farvi innamorare della band teutonica.

TRACKLIST

  1. Rebirth by Fire
  2. Animal
  3. Follow You
  4. Down
  5. Faithless
  6. Crow
  7. Ain't Coming Back
  8. Get Out
  9. Like the Sun
  10. Sinner
  11. Grain of Soul
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.