ZWAN – Mary Star Of The Sea

Pubblicato il 27/02/2003 da
voto
8.5
  • Band: ZWAN
  • Durata: 01:05:44
  • Disponibile dal: 07/02/2003

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Gli Smashing Pumpkins sono morti: evviva gli Smashing Pumpkins!Sicuramente questa è la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver ascoltato per intero questo disco degli Zwan. E del resto non potrebbe essere altrimenti visto che, anche in questo caso, la mente ed il cuore degli Zwan sono rappresentati dalla persona di Billy Corgan. L’approccio alla materia musicale è lo stesso; la voce (unica ed inimitabile) è la stessa; la chitarra, gli assoli, i riff, sono gli stessi. In altre parole, musicalmente parlando, Billy Corgan, con i suoi nuovi compagni di viaggio, non ci propone nulla di nuovo, nulla che non abbia già detto con gli Smashing Pumpkins. Eppure sarebbe riduttivo considerare questo disco degli Zwan come un altro disco degli Smashing Pumpkins, per due semplici motivi. Primo: la qualità di questo album e dei pezzi che lo compongono è notevolmente superiore a tutto quanto proposto dai Pumpkins a partire da “Mellon Collie & The Infinite Sadness” in poi. Secondo: la filosofia di Billy Corgan è completamente cambiata. Per quanto riguarda la qualità dei pezzi, sicuramente si può dire che questo album sia stato composto in un clima di grande tranquillità, senza le pressioni, sia interne (l’ambizione di Billy) sia esterne (le case discografiche), derivanti dalla necessità di dover pubblicare un altro capolavoro e che hanno rovinato gli ultimi lavori dei Pumpkins. Da questo punto di vista i pezzi sono molto più semplici, molto più lineari: non c’è nessuna pretenziosità in essi, nessuna concettualizzazione, solo la voglia di fare della buona musica.Tutto ciò si traduce nella quasi totale scomparsa degli inserti elettronici, che tanto avevano danneggiato gli ultimi pezzi dei Pumpkins (basti pensare che “Adore” suonato dal vivo ha la statura del capolavoro, mentre su disco risulta di una mediocrità totale), e nella scoperta della forma canzone strutturata attraverso basso-chitarra-batteria. Basti ascoltare, a tale scopo, pezzi come “Lyrics” o “Settle Down” o anche il singolo “Honestly”, canzoni dirette, scevre di qualsiasi sovrastruttura, ma forti di quella epicità che rendeva uniche le canzoni dei primi Pumpkins. Questo nuovo approccio musicale si sposa benissimo con la nuova filosofia di Billy Corgan. Smessi i panni del predicatore di turno, del sacerdote vestito di nero che aveva da ridire contro le case discografiche (“E’ colpa loro se gli Smashing Pumpkins si sciolgono”) e contro i suoi connazionali che non erano in grado di capire la sua musica, Billy riscopre la felicità di suonare senza dover necessariamente comunicare qualcosa, o meglio senza dover necessariamente cambiare la vita delle persone con ogni canzone. I testi sono molto meno opprimenti, si parla di fede (“Declarations Of Faith”), di amore (“Of A Broken Heart”) e c’è anche spazio per una canzone dal titolo “Baby Let’s Rock” che rende bene l’idea del cambiamento in atto, se pensiamo che a partorirlo è stata la stessa mente che tre anni fa parlava di se stesso come “The Machine Of God”. Insomma, ritroviamo qui un Billy Corgan più sereno, che nella sua serenità trova la forza di regalarci un grande disco come non ne sfornava da tempo, e come solo i Pumpkins sapevano fare. Gli Smashing Pumpkins sono morti… evviva gli Smashing Pumpkins!

TRACKLIST

  1. Lyric
  2. Settle Down
  3. Declarations Of Faith
  4. Honestly
  5. El Sol
  6. Of A Broken Heart
  7. Ride A Black Swan
  8. Heartsong
  9. Endless Summer
  10. Baby Let's Rock!
  11. Yeah!
  12. Desire
  13. Jesus, I/Mary Star Of The Sea
  14. Come With Me
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