AMARANTHE: anteprima del nuovo album “Manifest”

Pubblicato il 16/07/2020

A cura di Lorenzo Santamaria

La band scandinava capitanata da Elize Ryd, con ormai cinque dischi all’attivo, un nome cementato all’interno della scena internazionale ed una fan-base di fedelissimi, dal proprio debut nel 2011 è riuscita a modulare e creare una forma di modern metal a tinte pop unica, combinando tre voci e molta elettronica ad una base di metal di scuola svedese, diventando un vero e proprio punto di riferimento per il genere. A dispetto del poco ispirato “Helix”, ultimo lavoro in studio della band, dove la formula presentata sembrava aver perso lo smalto e la freschezza degli esordi, i Nostri hanno comunque continuato a fare sold out su sold out in sede live, continuando a crescere in popolarità. Il sestetto, reduce da svariati cambi di line-up all’interno del comparto vocale negli anni passati, sembra avere finalmente trovato una nuova armonia e sinergia, puntando moltissimo su questo ultimo arrivato “Manifest” come il loro lavoro più rappresentativo.  A fine maggio, nel vivo della pandemia europea, siamo stati invitati ad una listening session virtuale del nuovo album in anteprima insieme ad un numero di giornalisti di altre testate europee di rilievo, presenziata dalla band in persona e al gran completo, dove abbiamo avuto modo di ascoltare “Manifest” nella sua interezza una volta. Nel track by track che segue potrete trovare le nostri opinioni a caldo. Successivamente, le varie domande dei giornalisti sono state selezionate da un moderatore e presentate alla band, la quale in una sorta di conferenza stampa ci ha raccontato tante cose su questo nuovo tassello della propria discografia, dei propri progetti e delle grandi incertezze per il futuro, viste le difficoltà incontrate causa Covid.

AMARANTHE

Olof Mörck – Chitarre, tastiere e synth
Elize Ryd – Voce
Morten Løwe Sørensen – Batteria
Johan Andreassen – Basso
Henrik Englund Wilhelmsson – Scream
Nils Molin – Voce

MANIFEST

Data Di Uscita: 02/10/2020
Etichetta: Nuclear Blast

01. FEARLESS (03:31)
Le premesse di un album più tirato sembrano essere state mantenute. Questa prima traccia parte subito a mille con un riff cazzutissimo di scuola Gothenburg, con le voci che lavorano molto bene insieme, creando un intreccio davvero ficcante, il tutto coadiuvato da un ritornello glorioso. Uno dei pezzi più interessante partoriti dal combo scandinavo da molto tempo a questa parte.

02. MAKE IT BETTER (03:50)
Con questo secondo episodio entriamo in territori più cadenzati e groovy, trainata da un delicato intro di Elize Ryd, prima che lo scream di Henrik faccia la sua comparsa. Ritornello epico e catchy, in piena tradizione Amaranthe, prima che il pezzo finisca con un fade out.

03. SCREAM MY NAME (03:03)
Elettronica a palla e vocalizzi potenti e misurati la fanno da padrone in questa canzone, che ricorda un po’ i divagamenti pop stile Eurovision di “The Nexus”. Solite golose esplorazioni soliste della chitarra principale e solito ritornello al Bostick.

04. VIRAL (03:01)
Con “Viral” il tiro si abbassa un po’, regalandoci una canzone più spensierata ma sempre carica di groove. Interessante, ma pare mancare lievemente di mordente, e ad un primissimo ascolto non ci fa gridare al miracolo. Forse, dopo altre fruizioni potrebbe darci un feeling diverso.

05. ADRENALINE (03:09)
L’adrenalina decantata dal pezzo si fa sentire immediatamente grazie ad un potente tappeto di chitarre rinforzate, ed una sezione ritmica precisa e puntuale. Indiscutibilmente ‘metal pop’, vediamo la band destreggiarsi in quello che sa fare meglio, ovvero creare inni potenti e orecchiabili.

06. STRONG (03:06)
Pezzo tutto al femminile, che vede la partecipazione di Noora Louhimo dei finlandesi Battle Beast in veste di ospite, la cui voce rotonda e possente si amalgama molto bene con quella di Elize Ryd. Gustoso episodio pop che si lascia ascoltare con piacere.

07. THE GAME (03:01)
Veniamo subito presi di petto da un tappeto di tastiere dal vago sapore anni ’80, le quali riescono molto bene nell’intrecciarsi con le chitarre, creando uno dei pezzi più ficcanti del lotto. L’epico ritornello mette la proverbiale ciliegina su un’altra ottima prova di questi Amaranthe 2020.

08. CRYSTALLINE (03:20)
Arriva adesso il momento della ballata emozionale di rito, intarsiata di piano e violoncelli grazie alla partecipazione di Perttu Kivilaakso degli Apocalyptica. La sempre impeccabile voce di Elize fa la sua figura e rende davvero bene in questi frangenti dove l’espressività è un must, partendo prima in sordina e poi esplodendo all’arrivo della seconda voce maschile, in questo caso di Elias Holmlid dei Dragonland. Pezzo interessante e non scontato.

09. ARCHANGEL (03:23)
Tra i brani più ruggenti di questo “Manifest”, con una presenza più marcata del growl, e caratterizzato da delle pompose architetture sonore ed un songwriting più ricercato. Il ritornello ci ricorda da vicino i Nightwish.

10. BOOM! (04:13)
Esplosiva traccia dal sapore nu metal, corposa e cadenzata, che risulta un territorio finora inesplorato da parte del combo scandinavo. Il pezzo va alla grande all’inizio, con addirittura delle sperimentazioni rap da parte dello screamer Henrik Englund, ma perde purtroppo di mordente una volta giunti al ritornello, che impedisce al pezzo di spiccare il volo. Resta comunque uno degli episodi più interessanti sentiti finora.

11. WAKE UP AND DIE (03:08)
In finire, abbiamo una Elize dal sapore mediorientale, per vocalizzi e atmosfere, che regala un micidiale pezzo in puro Amaranthe style, risultando frizzante e carico di mordente. Plauso per il guitar work.

Dopo questo primo assaggio, abbiamo trovato “Manifest” un lavoro assolutamente interessante e fresco, soprattutto paragonato alla produzione recente della band. Ovviamente ci riserviamo un ascolto più approfondito per dare una valutazione finale più esaustiva.

INTERVISTA

POTRESTE RACCONTARCI COME SI E’ SVOLTO IL PROCESSO DI SCRITTURA DELL’ALBUM, CONSIDERATA LA SITUAZIONE COVID IN EUROPA?
Olof: –
L’album era originariamente programmato per essere registrato dal 13 marzo, qualche giorno prima che la Danimarca chiudesse i confini, e ci siamo trovati in questa strana situazione in cui non sapevamo cosa sarebbe successo, se saremmo dovuti rimanere in Danimarca a tempo indeterminato o altro. Non volevamo cancellare la registrazione del disco in Danimarca e trovarci in Svezia a registrare per due mesi con un produttore con il quale non avevamo mai lavorato prima. Quindi alla fine abbiamo deciso di continuare con il piano originario, rimanendo in Danimarca per due mesi e mezzo circa, e aggiungendo le parti di basso di Johan a quanto registrato, dato che lui vive in Finlandia e si sarebbe trovato a dover attraversare due confini per arrivare da noi. Per quanto riguarda Nils e Henrik, siamo riusciti ad ottenere i permessi necessari perché potessero venire da noi e registrare, essendo le parti vocali le più delicate durante le registrazioni, e non ci sono nemmeno costati troppo sul mercato nero (ride di gusto, ndR).

I TESTI DI QUESTO “MANIFEST” SONO IN QUALCHE MODO ISPIRATI DALLA SITUAZIONE ATTUALE?
Olof & Elize: – Ti diremmo di sì, è una cosa che in verità facciamo più o meno dal primo album e questo aspetto ci sta molto a cuore. Col passare del tempo continuiamo imperterriti ad avvelenare il pianeta, e questo è tragico, però poi questa pandemia ci ha fatto riflettere e ci ha portato addirittura a cambiare alcuni dei testi per renderli più positivi e pieni di speranza. Parlare di cose negative è una cosa, però si può anche parlare delle stesse cose cercando di mantenere un approccio positivo. E crediamo sia proprio quello di cui non solo i nostri fan, ma tutti, abbiano bisogno.
Nils: – Assolutamente d’accordo, la gente ha bisogno di messaggi positivi di questi tempi. Oltretutto, quali migliori titoli per dare ottimismo di “Fearless”, “Make It Better”, “Strong”, ecc.

COSA CI POTETE DIRE A RIGUARDO DELL’ARTWORK?
Morten & Henrik: – 
Immediatamente direi che rappresenta un paesaggio distopico, oscuro. Però intravedi subito questo raggio di luce, di speranza, che taglia e illumina. Ed è più o meno il tipo di messaggio che volevamo dare con questo disco. L’artista con il quale abbiamo lavorato, Emmanuel Schiu, è stato incredibile. Ma d’altronde è un artista di fama mondiale, ha fatto grafiche e disegni per Game Of Thrones, Blade Runner e altri blockbuster.

VI E’ CAPITATO DI AVERE UN PEZZO PARTICOLARMENTE A CUORE, ESSERE CONVINTI CHE VERRA’ APPREZZATO, MA UNA VOLTA IN SEDE LIVE NON DA IL RISULTATO SPERATO?
Morten & Henrik: – Oh, assolutamente. Ci è successo un sacco di volte. Evidentemente il problema sei tu, artista, che non riesci a trasmettere in modo giusto, oppure è una questione di contesto. Ci sono certi pezzi che hanno un tiro migliore se suonati di fronte ad una grande platea da arena, altri che rendono molto meglio in club più piccoli. Tutto dipende. Ed ovviamente ci vuole un buon bilanciamento all’interno della setlist per creare la giusta armonia durante un concerto.

JOHAN, PENSI MAI CHE IL TUO BASSO VENGA POCO VALORIZZATO IN FASE DI MIXAGGIO?
Johan: – Assolutamente no. Ti dirò, io ho un visione particolare della cosa. Ho la fortuna di suonare in una band incredibile, con dei talenti individuali pazzeschi, tra cantanti, chitarra e batteria. Ognuno suona su disco in maniera fenomenale, e non è giusto che il mio basso prevarichi gli altri. Io trovo che un buon basso debba essere presente ma al tempo stesso discreto in un mixaggio. E’ il traino invisibile del pezzo!

AVETE PENSATO AD UN PIANO B PER LA PROMOZIONE DEL DISCO QUANDO USCIRA’, CONSIDERATE LE DIFFICOLTA’ ATTUALI?
Olof & Elize: –
Beh, questo tipo di conferenza stampa, ad esempio. Non l’avevamo mai fatto prima, ma sembra essere una bella soluzione per la promozione di un lavoro in remoto. La nostra stagione concertistica sarà sicuramente annullata, ma speriamo di riuscire a dare notizia dell’uscita di questo disco a più gente possibile.

L’ALBUM CHE ABBIAMO APPENA ASCOLTATO CI E’ SEMBRATO UNO DEI PIU’ POTENTI CHE ABBIATE MAI SCRITTO. E’ STATA UN SCELTA DELIBERATA?
Johan & Olof: –  
Crediamo sia stato un processo organico, una naturale evoluzione della band. Abbiamo sentito un’energia nuova con l’ingresso dei nuovi membri, e questa energia si è tramutata in un approccio più veloce nella scrittura e nel sound dei pezzi. Un’altra grande influenza è stato il periodo che abbiamo passato in tour coi Sabaton, che ci ha dato una grande energia. E’ un periodo molto bello per la band a livello personale, il che ci dà serenità e voglia di fare bene.

PENSATE CHE L’ALBUM VERRA’ ACCOLTO DIVERSAMENTE OLTREOCEANO RISPETTO All’EUROPA?
Olof: –
Credo di sì, anche se non in maniera radicale. Ci siamo trovati negli Stati Uniti per tre anni di fila, dal 2013 al 2016, e siamo stati in tour in maniera costante. Il mercato americano sembrerebbe essere più complesso e maggiormente dipendente dalle hit radiofoniche. Ma non vedo perché “Manifest” dovrebbe avere un successo diverso Oltreoceano. In fin dei conti siamo una band nord europea, ed è giusto che si senta (ride, ndR).

CI SONO STATE CANZONI O PARTI DELL’ALBUM CHE AVETE SCRITTO NEL PERIODO DELLA QUARANTENA, IN STUDIO?
ELIZE & OLOF: –
Certamente! “Archangel”, per esempio. Oppure la parte migliore di “Viral”, il nostro primo singolo, che era nata come un riff scritto a casa di fretta, e che si è evoluta una volta che ci siamo trovati tutti insieme in studio. E anche “Crystalline”, la ballad. L’abbiamo scritta a casa insieme dopo quattro bottiglie di vino (ridono, ndR).

COME SI E’ CREATA LA COLLABORAZIONE CON ANGELA GOSSOW SUL VOSTRO PEZZO “DO OR DIE”?
Olof: –
Avevamo la canzone in mente da un po’, e se avete per caso visto il video saprete che ha un tema ambientale contro l’inquinamento causato dall’uomo, il quale sta distruggendo il pianeta. Angela adesso è una band manager e lavora molto con Nuclear Blast, ed è stata proprio lei a consigliarci come girare il video e a darci ulteriori input. E la sua successiva partecipazione alla canzone è stata la diretta conseguenza di ciò.

ULTIMA DOMANDA: “MANIFEST” SEMBRA ESSERE UN TITOLO MOLTO IMPONENTE A LIVELLO DI SIGNIFICATO. SEMBRA QUASI UNA DICHIARAZIONE D’INTENTI DA PARTE VOSTRA, CIOE’ CHE QUESTO SIA LA PIU’ FULGIDA RAPPRESENTAZIONE DEGLI AMARANTHE. E’ COSI’?
Johan, Olof & Elize: –
Molto corretto. Crediamo rifletta esattamente in che punto della nostra vita ci troviamo adesso, la nostra sicurezza come autori e musicisti e la nostra voglia di far sentire la nostra musica ad un pubblico il più ampio possibile.

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