AMORPHIS – “Under the Red Cloud” studio report!

Pubblicato il 07/07/2015

Speciale a cura di: Chiara Tricarico

 

A due anni dall’uscita di “Circle” i finnici Amorphis tornano con un nuovo album, intitolato “Under the Red Cloud”, che sarà disponibile a partire dal 4 settembre 2015 per Nuclear Blast Records. A far crescere l’attesa per questo nuovo lavoro, oltre alla particolare copertina ricca di significati nascosti e ad opera di Valnoir Mortasange, artista francese che ha in passato lavorato con Paradise Lost, Watain, Behemoth, è la nuova collaborazione con il famoso produttore Jens Bogren (Amon Amarth, Paradise Lost, Katatonia, Opeth). La band, che si è fatta conoscere per le sue sonorità curate, imperlate di elementi folk e talvolta pregne di una malinconia che richiama subito alla mente i paesaggi innevati del Nord Europa, senza però lasciar fuori motivi assolutamente melodici e catchy, ha operato negli anni diversi cambi di stile, pur mantenendo sempre l’inconfondibile sound, il cui marchio di fabbrica è da ormai parecchi dischi la bellissima e versatile voce del cantante Tomi Joutsen. In occasione dell’imperdibile appuntamento per la pre-listening session di questo nuovo disco, noi di Metalitalia.com siamo volati a Helsinki, nella suggestiva location dei Suomenlinna Studios, situati in un verde angolo di una fiabesca isola (Suomen Linna, appunto) proprio di fronte alla capitale finlandese, per ascoltare le dieci tracce appena partorite dal sestetto e darvi qualche anticipazione. Non ci siamo fatti ovviamente mancare una piacevole chiacchierata con il cantante Tomi Joutsen e con il bassista Niclas Etelävuori.

Di seguito il resoconto della giornata.

 

amorphis - Under The Red Cloud - 2015

Amorphis – “Under The Red Cloud”
Data di pubblicazione: 4 settembre 2015
Etichetta: Nuclear Blast Records
www.amorphis.net

01. UNDER THE RED CLOUD

Il disco si apre con la title track “Under the Red Cloud”, che comincia con le melodiche note introduttive di un pianoforte, seguito da una chitarra acustica. Il pezzo, che forse è quello che più si allinea al classico stile recenti Amorphis, procede poi con delle vocals molto pulite e catchy, che cambiano in stile solamente nel pre-ritornello in growl. Il chorus ha una bella e ariosa linea vocale pulita con risposte in growl a completare il primo e convincente refrain del disco. Ottima la produzione dai suoni potenti e cristallini a cura di Jens Bogren.

Niclas Etelävuori: “La prima canzone è forse quella più in stile tradizionale Amorphis ed è un’ottima opener”.
Tomi Joutsen: “Sì, ci sono molte parti in clean vocals e penso che sia un’ottima opener per i nostri concerti, data anche l’intro di piano all’inizio”.

 

02. THE FOUR WISE ONES

Si passa poi alla traccia più aggressiva dell’intero disco, introdotta da pesanti riff di chitarra accompagnati da un potente growl. Questa canzone è caratterizzata da un continuo alternarsi di linee vocali molto aggressive, tra growl e uno scream piuttosto insolito per gli Amorphis, accompagnate da indiavolati arpeggi di chitarra elettrica. Brano dal notevole impatto che sorprende per la posizione in tracklist e contribuisce a dare varietà stilistica all’album.

Tomi Joutsen: “E’ probabilmente la canzone più pesante dell’intero album. Non c’è cantato in pulito, ma growls in stile death e black. Penso che Jens abbia voluto metterla all’inizio anche per dimostrare che siamo fieri di questo album e delle sue parti pesanti, quindi non abbiamo voluto nascondere questa traccia verso la fine. È una canzone molto ‘kick in the face’”.

03. BAD BLOOD

Traccia che si apre con un’interessante intro di tastiera, che accompagnerà l’intero pezzo, e con il titolo della canzone ripetuto diverse volte in growl, seguito da chitarre molto potenti. Il ritonello invece è molto melodico, in perfetto stile gothic finlandese, in cui il cantante sfoggia un range vocale piuttosto alto.

Tomi Joutsen: “E’ forse la più moderna. Molto ben bilanciata e atmosferica”.

 

04. THE SKULL

Pezzo dalla struttura molto particolare, in cui si alternano parti più blande ad altre decisamente più cattive e in cui trova posto anche un intermezzo di piano. Le chitarre sono molto decise e presenti, accompagnate da parti vocali piuttosto varie e a tratti cadenzate. Brano che necessita sicuramente più di un ascolto per essere colto in tutte le sue sfaccettature.

Tomi Joutsen: “‘The Skull’ è una storia. Non è una canzone tradizionale nella sua struttura: non c’è strofa e poi ritornello che si ripetono e non c’è una vera e propria intro, ma parte immediatamente. Ci sono molte parti diverse, proprio perché il testo è una storia… sarebbe interessante vedere un video di questa traccia”.

 

05. DEATH OF A KING

Questa canzone si apre con un’intro molto orientaleggiante, dal motivo che si ripete poi in maniera incalzante, accompagnata da un alternarsi di voce growl e pulita in perfetto stile Amorphis. Anche in questo caso il ritornello è piuttosto melodico ed efficace.

Tomi Joutsen: “C’è molto materiale interessante in questo pezzo. C’è l’electric sitar e ci sono le percussioni di Martin Lopez”.
Niclas Etelävuori: “Sì, possiamo aggiungere che la strofa è molto pesante, mentre in ritornello è molto melodico”.
Tomi Joutsen: “All’inizio sono rimasto molto impressionato dal ritmo di questa canzone… non posso dire di voler fare il rapper, ma il ritmo di questo pezzo è talmente serrato, che in certi momenti mi sembrava quasi di ‘rappare’, e a dire il vero era una cosa piuttosto nuova per me. Mi piace tantissimo immaginarmi on stage a ripetere ‘Death of a king… death of a king’”.

 

06. SACRIFICE

Arriviamo ora alla traccia più melodica ed orecchiabile dell’intero album, non distante da pezzi come “The Wanderer”. Le belle melodie della voce sono accompagnate da chitarre molto spesse, stoppate nella strofa e interrotte da un solo piuttosto complesso e dalla durata notevole. Ritornello molto accessibile e adatto a un singolo.

Niclas Etelävuori: “E’ una canzone molto melodica, forse la più melodica del disco, forse quella più catchy, radio friendly…”
Tomi Joutsen: “A dire il vero il ritmo è molto progressive, specialmente nelle strofe, non è quindi così diretta come potrebbe sembrare… io credo comunque che qui in Finlandia potrebbero facilmente passarla in radio… non so come sia la situazione in Italia, forse non è così facile sentire canzoni metal in radio, ma sono sicuro che qui da noi potrebbe andare”.

 

07. DARK PATH

La settima di questo album inizia con un’intro di piano molto delicata, che fa pensare quasi di trovarsi di fronte ad una ballad. Ma subito irrompe lo screaming, ed il mood generale viene ribaltato, in questo bel pezzo che presenta spunti chitarristici decisamente anni settanta e un chorus di facile presa.

Tomi Joutsen: “Inizia in un modo molto dolce e intimistico, ma dopo pochi secondi entrano i growl e parti molto black metal… il ritornello è comunque molto catchy… in un certo senso è un mix di musica black e death metal e pop. Una canzone strana”.

 

08. ENEMY AT THE GATES

In questa traccia si ritrova nuovamente l’inclinazione della band per melodie orientaleggianti, ma vi trova spazio anche un solo quasi psichedelico, ottimo elemento in un pezzo molto oscuro nel suo complesso, nonchè più articolato e tra i meno immediati del disco.

Niclas Etelävuori: “E’ piuttosto orientaleggiante, hippie e death metal! (ride, ndr)
Tomi Joutsen: “Mi ricorda qualcosa della musica degli anni sessanta”.
Niclas Etelävuori: “La più psichedelica, forse”.

 

09. TREE OF AGES

Ci troviamo ora di fronte alla canzone più folk dell’intero lavoro, di quelle che fanno venire voglia di accendere un grande falò e di correre a piedi nudi per tutta la notte. Forse uno degli highlight di questo disco, presenta un ritmo molto incalzante che sicuramente rimane in mente già dal primo ascolto. Traccia decisamente energetica e molto diretta, grazie anche a un ottimo ritornello che immaginiamo avrà un’a grande resa dal vivo.

Tomi Joutsen: “E’ la più folk dell’album. Penso che sarà una canzone che i fan apprezzeranno molto e che suoneremo molto volentieri ai festival… credo rimanga molto in mente. Ha anche qualcosa di irlandese”.

 

10. WHITE NIGHTS

Track conclusiva dell’album, che sorprende nel suo inizio per la splendida presenza di una cantante ospite femminile, la quale si sposa perfettamente con le linee vocali molto diversificate del cantante Tomi, che senza dubbio ha operato una performance di altissimo livello per l’intero album. Pezzo dalla durata non breve, che comprende parti molto diversificate tra loro e spunti decisamente progressive metal tali da far tornare alla mente, anche se solo a tratti, i colleghi Opeth, e che conclude ottimamente questo “Under The Red Cloud”.

Tomi Joutsen: “Forse è una canzone strana ma molto interessante, anche per il fatto che ci sia una voce femminile  come ospite (una ragazza che abita in Svezia ma che ha origini sudafricane, che si chiama Alaya) e abbia ritmi particolari. È stata un’idea di Jens quella di mettere una voce femminile qui e ci ha proposto lei come ospite, ed io credo che il suo cantato stia benissimo. La sua voce potrebbe essere descritta come dei sussurri di fantasmi… molto diversa da quello che siamo abituati a sentire nell’heavy metal con voce femminile”.

 

Intervista a Tomi Joutsen e Niclas Etelävuori

 

BENE RAGAZZI, INIZIAMO OVVIAMENTE PARLANDO DEL NUOVO ALBUM: C’È STATO UN CAMBIO NELLA PRODUZIONE, INFATTI QUESTA VOLTA AVETE LAVORATO CON JENS BOGREN. IN CHE MODO QUESTO CAMBIAMENTO HA INFLUENZATO LA COMPOSIZIONE DEL DISCO?
Niclas Etelävuori: “Il processo di scrittura del nuovo album è stato piuttosto simile alle precedenti volte, ma la principale differenza è stata che questa volta prima di entrare in studio ci siamo incontrati con Jens. Con lui abbiamo lavorato molto sulle canzoni, abbiamo curato gli arrangiamenti ed altri aspetti, quindi le tracce erano molto mature e, quando abbiamo iniziato a registrare, anche le linee vocali erano pronte, quindi sapevamo esattamente che cosa avremmo fatto”.
Tomi Joutsen: “Molte band compongono la loro musica trovandosi tutti insieme e improvvisando ma questo non succede negli Amorphis. Quando iniziamo a lavorare ad un album, alcuni di noi hanno già pronte delle vecchie canzoni, già completamente composte a casa . Ad esempio, se Esa compone una traccia, lui scrive già le parti di ogni strumento…”
Niclas Etelävuori: “Sì, esatto, sono idee già piuttosto complete… noi lo scorso ottobre ci siamo trovati un po’ di volte per vedere le idee di ciascuno e a febbraio abbiamo iniziato a provare i nuovi brani”.

PARLIAMO ORA DEI TESTI: ANCORA UNA VOLTA SONO STATI SCRITTI DA PEKKA KAINULAINEN. CI PIACEREBBE SAPERE DI CHE COSA PARLANO, QUALI SONO I VOSTRI PREFERITI E ANCHE QUALE DI QUESTI RISPECCHIA MEGLIO IL VOSTRO ATTUALE UMORE.
Tomi Joutsen: “Ho ricevuto i testi qualche mese fa. Pekka li scrive tutti in finlandese inizialmente. Nel momento in cui li ho letti, penso che ‘Death of a King’ fosse una di quelle che davvero maggiormente mi è entrata dentro. Parla di come ci si sente quando credi di aver fatto o di essere qualcosa di grande e poi, improvvisamente, tutto cambia: il giorno prima ti senti un Re ed il giorno dopo potresti essere morto”.
Niclas Etelävuori: “Bene, io a dire il vero non devo cantare i testi! (ride, ndr) Però devo ammettere che ‘Death of a King’ è stata una delle mie tracce preferite fin dall’inizio. Ma devo dire che non c’è nessuna canzone nell’album di cui penso che forse sarebbe potuta essere scartata”.
Tomi Joutsen: “A dire il vero non mi ricordo i titoli, perché quando le canzoni sono in lavorazione usiamo dei titoli provvisori! Ah sì (ride e guarda la tracklist, ndr)… penso che un’altra canzone in cui i testi si adattano molto bene alla musica sia ‘Dark Path’: parla di quando non riesci a capire se qualcuno che ti sta accanto ti sia amico o nemico”.

QUINDI POSSIAMO ASPETTARCI CHE “DEATH OF A KING” SIA IL PRIMO SINGOLO TRATTO DALL’ALBUM?
Niclas Etelävuori: sì, probabilmente sarà il primo lyric video. E probabilmente il primo video sarà ‘Sacrifice’.

RIGUARDO ALLE LINEE VOCALI… CI SONO IMPORTANTI PARTI IN GROWL E SCREAMING IN QUESTO ALBUM, SPECIALMENTE SE PARAGONATE AI VOSTRI ULTIMI LAVORI. IN CHE MODO HAI SCELTO GLI STILI VOCALI E PERCHÉ LA SCELTA DI METTERE PIÙ PARTI AGGRESSIVE?
Tomi Joutsen: “Quando compongo le mie linee ovviamente ascolto la musica…. in questo disco ci sono parti strumentali molto aggressive, quindi mi è venuto piuttosto naturale mettere anche linee vocali di questo tipo e anche Jens voleva che ci fossero parti in growl e che questo disco fosse piuttosto pesante. Per quanto mi riguarda sono di mentalità molto aperta e mi piacciono entrambi gli stili: mi piace esprimermi in modi diversi”.

PARLIAMO ORA DELL’ARTWORK: LO STILE È MOLTO DIVERSO DA QUELLO DEI DISCHI PRECEDENTI E A PRIMA VISTA POTREBBE SEMBRARE ADATTO AD UN LAVORO PIU’ VICINO AL PROGRESSIVE. INOLTRE VORREMMO ANCHE SAPERE IL SIGNIFICATO DELLA PRESENZA DI QUESTO COLORE, IL ROSSO, CHE COMPARE APPUNTO ANCHE NEL TITOLO.
Tomi Joutsen: “Volevamo avere qualcosa di nuovo. Mi sembra sia stata un’idea di Esa di contattare questo ragazzo francese, Valnoir Montesange. Avevamo in mente delle idee: ci sarebbe piaciuto avere queste quattro figure maschili, che sono i quattro portatori del Paradiso, ispirate alle credenze di Pekka, il quale pensa che ci siano continue successioni nella storia, come per le stagioni, e che siamo vicini ad un momento di redenzione. Anche i serpenti sono ispirati ai testi, in particolare dalla canzone ‘Dark Path’: infatti non si riesce a capire se si stiano abbracciando o mordendo. Inoltre penso che questo stile utilizzato per l’artwork, oltre ad essere molto bello e diverso da quello dei precedenti album, sia anche molto ‘finlandese’… sembra quasi ispirato ai quadri di un pittore finlandese (pronuncia un nome incomprensibile, ndr). Sono molto contento di questa cover anche perché non è nel classico stile delle copertine ‘heavy metal’. Il colore è semplicemente ispirato al titolo: infatti ci sono delle nuvole rosse”.

CHE COSA VI ASPETTATE DAL NUOVO ALBUM: COME PENSATE CHE REAGIRANNO SIA IL PUBBLICO CHE I MEDIA?
Niclas Etelävuori: “Fino ad ora i pochi riscontri che abbiamo avuto sono stati tutti positivi, e spero che i fan si abituino a questo album, perché probabilmente si aspettavano anche qualche cambiamento. Secondo me queste nuove canzoni staranno molto bene nella nostra futura scaletta live, dal momento che c’è del materiale più pesante e più veloce”.
Tomi Joutsen: “Mi piacerebbe che i fan vedano Jens come parte integrante del disco, perché volevamo proprio avere un punto di vista esterno per trovare nuovi elementi e nuovi modi per lavorare, quindi spero che si senta la differenza dai precedenti dischi. Probabilmente le persone a cui piace il lato più commerciale della nostra musica rimarranno deluse, ma questo non è per noi un problema, dal momento che vogliamo suonare la musica che ci piace al momento, ed è tutto ciò che sappiamo fare”.

DIVIDERETE IL PALCO CON NIGHTWISH E ARCH ENEMY, E I FAN ITALIANI VI VEDRANNO A BOLOGNA A FINE NOVEMBRE. LA VOSTRA FAN BASE ITALIANA PUÒ ASPETTARSI PERÒ ANCHE DI VEDERVI IN UN TOUR TUTTO VOSTRO?
Niclas Etelävuori: “Non lo sappiamo a dire il vero, perché il tour è in lavorazione e sarà l’anno prossimo, ma speriamo che ci sia almeno una tappa italiana”.

AL WACKEN OPEN AIR, QUALCHE ANNO FA, AVEVATE ACCOSTATO AL SET ELETTRICO ANCHE UNO SHOW ACUSTICO MOLTO PARTICOLARE. POSSIAMO ASPETTARCI QUALCOSA DI SIMILE ANCHE PER IL TOUR DI “UNDER THE RED CLOUD”?
Niclas Etelävuori: “Sì, anni fa avevamo anche fatto qualche show acustico, ma era per ‘Tales From The Thousand Lakes’. Probabilmente per questo nuovo disco sarebbe praticamente impossibile fare altrettanto, data la pesantezza delle canzoni”.

FARETE QUALCOSA PER FESTEGGIARE I VENTICINQUE ANNI DI ATTIVITÀ DELLA BAND?
Niclas Etelävuori: “Non credo proprio, perché onestamente non ne abbiamo il tempo materiale: saremo molto impegnati con questa nuova uscita. E poi abbiamo già festeggiato i venti anni dall’uscita di ‘Tales From The Thousand Lakes’, non possiamo fare una festa diversa ogni anno!” (ride, ndr)

LA PROSSIMA È UNA DOMANDA PIUTTOSTO PERSONALE: C’È QUALCHE BAND O MUSICISTA CHE VI HA MAGGIORMENTE INFLUENZATO NELLA VOSTRA VITA SIA PRIVATA CHE ARTISTICA?
Niclas Etelävuori: “Devo dire che non saprei indicarne solo uno, ma posso dire che rispetto chi riesce a stare in questo business per molto tempo, perché non è semplice… ci sono tanti musicisti che vendono tantissimi dischi e che non imparano mai davvero a gestire la cosa e ci sono invece persone che non hanno tutto questo successo ma che continuano il loro lavoro, ed hanno per questo tutto il mio rispetto”.
Tomi Joutsen: “Io ho lo stesso problema! (ride, ndr), non saprei dire un solo nome, ma di sicuro rispetto quel tipo di artisti che hanno qualcosa di unico da dare… il punto è che secondo me non hai bisogno di avere una band o un’orchestra imponente alle tue spalle se hai forza e idee brillanti…”
Niclas Etelävuori: “Sto pensando ad esempio a Devin Townsend… lui qualsiasi tipo di musica faccia, fa delle cose incredibilmente belle”.

C’È QUALCOSA CHE VOLETE AGGIUNGERE PER I VOSTRI FAN ITALIANI?
Tomi Joutsen: “Certamente!”
Niclas Etelävuori: Buongiorrrrrno! (risate, ndr) Speriamo di vedervi a novembre, e di vedervi ancora più numerosi”.
Tomi Joutsen: “E speriamo anche di acquisire nuovi fan suonando con i Nightwish. Ci saranno molte persone e mi piace il fatto che ci saranno tre band molto diverse tra loro”.
Niclas Etelävuori: “Le prime due band di sicuro faranno in modo che la gente non si addormenti…” (risate, ndr)
Tomi Joutsen: “Io penso che lo show dei Nightwish sarà davvero pazzesco!”

amorphis - band - 2015

2 commenti
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