ANCILLOTTI: “The Chain Goes On” traccia per traccia!

Pubblicato il 03/02/2014

a cura di Andrea Raffaldini

Sabato 25 gennaio ai Tartini Studios di Parma si è svolta la presentazione ufficiale di “The Chain Goes On”, il disco di debutto degli Ancillotti, in uscita il 28 febbraio tramite Pure Steel Records. Gli studi erano pieni di addetti ai lavori pronti ad ascoltare in anteprima nuovi brani della formazione tosco-emiliana. Gli Ancillotti, seppur all’esordio su full length, sono composti da nomi storici del panorama metal italiano. Daniele “Bud” Ancillotti (Strana Officina, Bud Tribe), il fratello Sandro “Bid” Ancillotti (Bud Tribe), il figlio Brian Ancillotti (Shabby Trick) ed il chitarrista Luciano “Ciano” Toscani (Listeria) lo scorso anno si sono fatti conoscere con l’EP “Down This Road Together” e, grazie alla buona fattura della loro musica, hanno destato l’interesse di diverse case discografiche, tra cui proprio la Pure Steel Records. Prima di iniziare l’ascolto, il produttore Fausto Tinello (Wyvern) ha dato ai presenti diversi informazioni tecniche molto interessanti sulla realizzazione del disco, dal particolare modo di registrare le voci di Bud alla volontà con cui la band ha cercato di catturare e riversare su CD tutta l’energia e l’impatto tipici di un vero live show.  Tasto Play premuto, l’ascolto inizia.

ANCILLOTTI - The chain goes on - 2014

ANCILLOTTI
Daniele “Bud” Ancillotti – Voce
Luciano “Ciano” Toscani – Chitarra
Sandro “Bid” Ancillotti – Basso
Brian Ancillotti – Batteria


THE CHAIN GOES ON

Data d’uscita: 28/02/2014
Etichetta: Pure Steel Records


BANG YOUR HEAD – 4:37

Bud la definisce un inno all’heavy metal. Pochi secondi di intro dove suoni tribali vengono mischiati ad un conto alla rovescia, un avviso che sta per essere sganciata una bomba di heavy rock. Riff veloci, il basso martellante di Bid e le potenti cannonate di Brian sorreggono un brano veloce, diretto e pieno di energia. Il ritornello “Bang Your Head” suona perfetto per scatenare i fan durante i concerti. A fine brano, Ciano si scatena con un lungo assolo. “Bang Your Head” è un’ideale opener per scatenare il pogo sotto il palco.

CYBERLAND – 3:46
Il testo parla di chi si rifugia dietro un computer, di chi nella vita reale appare come uno sfigato, mentre nel mondo virtuale diventa un campione di videogiochi e si realizza. Meno rabbiosa della canzone precedente, su “Cyberland” si continua a pestare l’acceleratore, Bud alterna cantato pulito a parti più aggressive e ruvide. La sezione ritmica suona compatta e dà vita ad un muro sonoro di notevole potenza.

VICTIMS OF THE FUTURE – 3:54
Di questo brano colpisce in primis il testo, che narra delle vittime del futuro viste tramite gli occhi di un soldato durante la guerra in Afghanistan. Seppur convinto di portare la pace, vede odio negli occhi di un bambino, che nel futuro si ritroverà a sua volta a combattere una nuova guerra. Il sound di “Victims Of The Future” assume una veste più epica e melodica, enfatizzando un ritornello suggestivo e pieno di pathos. Ancora una volta Ciano offre una lunga parte solista nella seconda parte del pezzo, la sua Gibson tuona note e bordate rock alla vecchia maniera, senza tanti artifici.

MONKEY – 3:51
Questa volta è la droga il protagonista del testo, un tossico si libera della sua dipendenza (la “scimmia”) e cerca di iniziare una nuova vita. I riff di Ciano e le linee vocali di Bud nelle strofe possiedono un sound che riporta alla mente l’Ozzy Osbourne solista dei primi dischi. L‘heavy metal veloce degli Ancillotti a metà brano rallenta per lasciar spazio ad un intermezzo melodico su cui ancora una volta spicca l’intensa interpretazione di Bud. Il ritornello corale picchia duro e dal vivo farà sfacelo.

LEGACY OF ROCK – 5:31
Il brano forse più rappresentativo e sentito da parte degli Ancillotti. Siamo di fronte ad un altro inno al rock, con cui la band si presenta durante i concerti manifestando il legame che li unisce. Mid tempo a metà tra Saxon ed Accept, le ritmiche incalzanti disegnano strofe che aumentano di intensità fino ad esplodere in un ritornello epico ed irresistibile. Non si può non cantare “Legacy Of Rock”, che per intensità e coinvolgimento diventa il vero cavallo di battaglia del disco.

LIAR – 3:20
Il testo parla di una donna bugiarda e un po’ “zoccola” (testuali parole di Bud, ndR). Sin dalle prime note della canzone si avverte un’atmosfera particolare. Le chitarre ed il sound del brano infatti richiamano alla mente i migliori Thin Lizzy. Le sfaccettature della musica firmata Ancillotti si vedono proprio su questo tipo di canzoni, capaci di mischiare vecchia scuola anni Settanta ed Ottanta, e mantenere allo stesso tempo una forte impronta personale. Altra bomba che incendierà gli show della band.

I DON’T WANNA KNOW – 3:48
La velocità d’esecuzione rallenta a favore di una canzone melodica e molto intensa a livello d’interpretazione. La veste radiofonica del brano non scade mai nel mero commerciale, perché l’adrenalina si mantiene a livelli pericolosamente alti. Il ritornello ammiccante fa del pezzo un possibile singolo che potrebbe attirare anche chi non vive esclusivamente di pane ed heavy metal.

DEVIL INSIDE – 3:41
Il batterista Brian Ancillotti è l’autore di questo brano dal sound più americano rispetto ai precedenti. Bud ruggisce mentre Bid e Brian creano ritmiche sostenute e quadrate. Il bridge carica a dovere prima di lasciar spazio ad un ritornello dinamitardo e corale. Il titolo originale del brano avrebbe dovuto essere “Devil May Cry”, in onore dell’omonimo videogioco, ma in un secondo tempo il testo è stato rivisto. La canzone comunque rimane una delle più incalzanti e riuscite dell’intero disco.

WARRIOR – 3:25
Il guerriero, una persona che combatte contro gli imprevisti della vita senza arrendersi mai. Il guerriero vichingo, determinato, esploratore e dal cuore di ferro. Brano veloce e potente sulla scia di “Bang Your Head”, si distingue per il ritornello battagliero su cui si staglia in sottofondo un coro vichingo che da al pezzo un tocco di epicità.

SUNRISE – 6:07
Una delle primissime canzoni che gli Ancillotti hanno composto insieme. “The Chain Goes On” si conclude con una ballad toccante e sincera, di quelle che arrivano dritte al cuore. Per l’occasione la band si è avvalsa della collaborazione di Simone Manuli dei Wyvern che ha scritto e arrangiato le parti orchestrali presenti sul pezzo. Si possono sentire violini, violoncelli e flauti accompagnare la chitarra di Ciano e le vocals di Bud. A metà ascolto “Sunrise” decolla, intrecciando le orchestrazioni con un fantastico assolo in cui si può sentire davvero “piangere” la Gibson Les Paul di Ciano. Una fine col botto, perché “Sunrise” non suona come la classica ballad finta e costruita a tavolino, si sente l’emozione di chi l’ha composta.

 

A fine ascolto, dopo le classiche domande di rito da parte degli addetti ai lavori, gli Ancillotti si lanciano in un breve concerto in studio dove proporranno alcuni dei nuovi brani tra cui “Living For The Night Time”, la bonus track presente su disco.  Nonostante sia stata esclusa dalla scaletta ufficiale, la canzone non ha nulla da invidiare alle altre ascoltate in precedenza. Heavy rock dalle melodie che rimangono in testa sin dal primo ascolto ed un ritornello da cantare a squarciagola sono gli ingredienti vincenti di questo brano, che la band già propone nei suoi concerti. La serata finirà poi nel migliore dei modi in una rustica osteria sotto il Castello di Torrechiara, ma questa è un’altra storia…

ancillotti - band - 2014

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