INTRODUZIONE
Articolo a cura di Alessandro Corno e Matteo Cereda.
Ogni uscita targata Avantasia è sempreaccolta con grande entusiasmo ed attenzione da media e appassionati.L’opera metal inventata dal leader degli Edguy Tobias Sammet nellontano 2001 ha conseguito negli anni notevole caratura grazie ad unaqualità costantemente elevata e ad un cast di artisti ospitisempre diverso ed intrigante. Il recente tour che ha portato la creatura di Tobias in giro per i palchi di mezzo mondo, suggellandol’opera Avantasia come una delle più importanti realtà inambito heavy metal dell’ultimo decennio. Siccome Sammet non smettemai di stupirci, ecco arrivare oggi il nuovo capitolo della saga,consistente in un mastodontico doppio CD con ventidue canzoni e pocomeno di due ore di heavy metal melodico. Invitati ad un ascolto in anteprima dell’opera, noi di Metalitalia.com non potevamo certolasciarci sfuggire l’occasione di assaporare in anticipo una delleuscite più attese dell’anno. Precisiamo che i due dischi sonostati ascoltati in serie all’interno dei prestigiosi Massive ArtsStudios di Milano una sola volta, pertanto quelle che vi riportiamosono semplicemente delle impressioni a caldo, mentre il giudizio definitivo verrà espresso in sede di recensione dopo ulteriori ascolti. Ma non è finita, perchè abbiamo anche intervistato il leader Tobias Sammet, il quale ci ha raccontato come sono nati questi nuovi album, la storia su cui si basano, i suoi piani per il futuro e altro ancora!
“THE WICKED SYMPHONY” E “ANGEL OF BABYLON” TRACCIA PER TRACCIA
AVANTASIA: The Wicked Symphony
01. The Wicked Symphony (9.28)
02. Wastelands (4.44)
03. Scales of Justice (5.04)
04. Dying For An Angel (4.32)
05. Blizzard On A Broken Mirror (6.07)
06. Runaway Train (8.42)
07. Crestfallen (4.02)
08. Forever Is A Long Time (5.05)
09. Black Wings (4.37)
10. States of Matter (3.57)
11. The Edge (4.12)
Durata: 1.00.30
Data di pubblicazione: 03 aprile 2010
Etichetta: Nuclear Blast Records
THE WICKED SYMPHONY (music & words: Tobias Sammet)
Il brano di apertura del nuovo capitolo di Avantasia è un pezzo dal minutaggio elevato (sfiora i dieci minuti), che tuttavia mantiene una struttura non troppo complessa. Si parte con una prolungata introduzione sinfonica, seguita da una strofa minimale in mid tempo. Il ritornello è di stampo corale e presenta notevole impatto sin dal primo ascolto, mentre colpisce il break dal riffing thrashy dopo il primo solo di chitarra (firmato Shasha Peath), sul quale Russel Allen fa un ottimo lavoro nel cantato. Ottima partenza.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Jorn Lande – lead vocals
Russel Allen – lead vocals
Sascha Paeth – guitars
Miro Rodemberg – keyboards
Felix Bohnke – drums
WASTELANDS (music & words: Tobias Sammet)
Brano tipicamente power metal giocato sulla velocità con doppia cassa martellante, sulla quale si innestano zuccherose melodie ottimamente confezionate. L’influenza degli Helloween si fa sentire ed in particolare affiora il parallelismo con l’indimenticata “March Of Time”, anche perché dietro al microfono a duettare con Tobias c’è un Michael Kiske con un cantato alto come non lo si sentiva da anni. Gli estimatori del genere godranno non poco.
Michael Kiske – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Sascha Paeth – rhytm guitars & lead guitar
Oliver Hartmann – lead guitar
Miro Rodemberg – keyboards
Eric Singer – drums
SCALES OF JUSTICE (music & words: Tobias Sammet)
Mid tempo dinamico fatto su misura per Tim “Ripper” Owens, protagonista di un’ottima performance alla voce. I richiami ai Judas Priest o agli ultimi Iced Earth non mancano, ma a differenza delle band sopraccitate il ritornello di scuola hard rock conferisce al pezzo una maggior fruibilità. Nella seconda parte della canzone compare un pregevole break melodico che non pare però ben legato al resto del brano. Se ci vorranno ripetuti ascolti per assimilarlo al meglio o se si tratta di una prima sbavatura lo scopriremo con successivi ascolti.
Tim “Ripper” Owens – lead vocals
Tobias Sammet – additional lead vocals & bass
Sascha Paeth – guitars
Alex Holzwarth – drums
DYING FOR AN ANGEL (music & words: Tobias Sammet)
Il primo singolo del nuovo Avantasia è un mid tempo hard rock moderno molto immediato, con ritornello memorizzabile sin dal primo ascolto. La strofa è minimale e funzionale al crescendo che porta proprio all’esplosione del refrain principale. La presenza alla voce del carismatico Klaus Meine rende il tutto ancora più entusiasmante. Ideale come singolo, sarà un valore aggiunto in eventuali concerti.
Klaus Meine – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Sascha Paeth – guitars & keyboards
Eric Singer – drums
BLIZZARD ON A BROKEN MIRROR (music & words: Tobias Sammet)
Siamo ancora su ritmiche medie, per un pezzo dai connotati heavy rock in cui compare al fianco di Sammet l’immancabile Andre Matos qui molto in stile Angra. Al di la dell’ottima interpretazione regalata dai due, la canzone offre i soliti spunti melodici di qualità senza eccellere ed anzi appare un tantino sgonfia dopo lo sprint iniziale.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Andre Matos – lead vocals
Sascha Paeth – guitars & keyboards
Felix Bohnke – drums
RUNAWAY TRAIN (music & words: Tobias Sammet)
Una sorta di semi-ballad dalla struttura leggermente più articolata chericorda vagamente proprio nella costruzione la “Farewell” del debutto.Alla voce si alternano Tobias Sammet, Kiske, Lande e il solito grandeBob Catley con risultati strabilianti. Il fulcro della canzone è, mancoa dirlo, il bellissimo ritornello corale sul cui si intrecciano levoci dei protagonisti sopraccitati. Trascinante!
Bob Catley – lead vocals
Jorn Lande – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Michael Kiske – lead vocals
Bruce Kulick – lead guitar
Sascha Paeth – rhythm guitar, lead guitar intro
Miro Rodemberg – keyboards
Eric Singer – drums
CRESTFALLEN (music & words: Tobias Sammet)
Hard rock melodico che intreccia influenze ’80’s e un taglio piuttosto moderno che pare intrigante sino al ritornello, questa volta poco ispirato e piuttosto monotono, con degli preudo-scream di Sammet del tutto evitabili. Non basta il solito Jorn Lande a risollevare le sorti di una canzone destinata a cadere presto nel dimenticatoio.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Jorn Lande – lead vocals
Sascha Paeth – rhythm guitars, lead guitar, keyboards
Oliver Hartmann – lead guitar: 2nd part
Alex Holzwarth – drums
FOREVER IS A LONG TIME (music & words: Tobias Sammet)
Siamo ancora al cospetto di un pezzo heavy rock sulla scia degli ultimi Edguy, sul refrain portante entra una doppia cassa blanda che unita alle melodie gioiose ed alla struttura corale delle voci, regala suggestioni power metal, tuttavia l’interpretazione calda di Lande ed alcune scelte melodiche introducono anche interessanti influenze AOR per una resa complessiva largamente positiva.
Jorn Lande – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals, organ & bass
Sascha Paeth – rhythm guitars, lead guitar
Oliver Hartmann – lead guitar: 2nd part
Alex Holzwarth – drums
BLACK WINGS (music & words: Tobias Sammet)
Apertura marziale dalle tinte oscure che lascia il posto col proseguire del pezzo a melodie evocative di stampo melodic metal ben costruite. Buona la prestazione dell’inedito Ralf Zdiarstek (Amitav) dietro al microfono in condivisione col solito Tobi, ma nel complesso abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad una canzone discreta e nulla più. Trascurabile.
Ralf Zdiarstek – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Sascha Paeth – guitars & keyboards
Felix Bohnke – drums
STATES OF MATTER (music & words: Tobias Sammet)
Con “States Of Matter” Tobias ritorna a livelli eccellenti grazie ad un brano di metal melodico incisivo, piuttosto semplice e banale nella struttura che segue il canovaccio di molte canzoni qui presenti (strofa minimale e crescendo sul ritornello) e tuttavia vincente in virtù di un refrain portante irresistibile e tra i più ispirati dell’intero disco. A migliorare le cose contribuisce anche un grande Russel Allen che non si risparmia nel pregevole duetto con Sammet.
Russel Allen – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals
Sascha Paeth – guitars & bass
Alex Holzwarth – drums
THE EDGE (music & words: Tobias Sammet)
A chiudere il primo disco del nuovo Avantasia ci pensa una ballata romantica. “The Edge” è una canzone che ricorda “Save Me” (Edguy) nella struttura, ma rispetto alla song citata mostra suggestioni epico-sinfoniche grazie anche alla presenza dell’organo, di orchestrazioni e di un refrain interpretato in maniera corale assai imponente. Il giusto impatto per chiudere il primo capitolo e addentrarsi nella seconda parte della storia.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Sascha Paeth – rhythm guitars
Bruce Kulick – lead guitars
Simon Oberender – organ
Felix Bohnke – drums
AVANTASIA: Angel Of Babylon
01. Stargazers (9.33)
02. Angel of Babylon (5.29)
03. Your Love Is Evil (3.53)
04. Death Is Just A Feeling (5.21)
05. Rat Race (4.07)
06. Down In The Dark (4.23)
07. Blowing Out The Flame (4.51)
08. Symphony of Life (4.30)
09. Alone I Remember (4.48)
10. Promised Land (4.47)
11. Journey To Arcadia (7.12)
Durata: 58.44
Data di pubblicazione: 03 aprile 2010
Etichetta: Nuclear Blast Records
STARGAZERS (music & words: Tobias Sammet)
Angel Of Babylon si apre con uno dei suoi pezzi più convincenti ad un primo ascolto. Il brano parte su ritmi piuttosto rilassati dove le diverse voci si alternano al microfono accompagnate da un arpeggio di chitarra. Il pezzo poi accelera sostenuto dalla doppia cassa di Holzwarth e culmina con una bella accoppiata bridge-ritornello di stampo power metal dove Kiske è protagonista con una linea vocale incentrata su tonalità molto alte. Nel corso della sua notevole durata il brano si sviluppa tra parti soliste strumentali, su cui mette il proprio marchio Bruce Kulick, e reprise del ritornello che però a sorpresa non viene riproposto nella parte finale del pezzo, dove invece trova spazio una linea vocale più melodica.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Jorn Lande – lead vocals
Russel Allen – lead vocals
Michael Kiske – lead vocals
Oliver Hartmann – vocals
Bruce Kulick – guitars
Sascha Paeth – guitars & keyboards
Alex Holzwarth – drums
ANGEL OF BABYLON (music & words: Tobias Sammet)
La titletrack non riserva molte sorprese e pesca a piene mani dal repertorio Edguy. Un mid/up tempo classico e minimale che senza eccedere in velocità sfocia in un bridge e poi un ritornello entrambi immediati e molto in stile con la band di Tobias Sammet. Manco a dirlo, ottima la prestazione di Jorn Lande nel refrain dalle tinte AOR costruito su una base powereggiante.
Tobias Sammet – lead vocals, bass & keyboards
Jorn Lande – lead vocals
Jens Johansson – keyboard solo
Sascha Paeth – guitars
Alex Holzwarth – drums
YOUR LOVE IS EVIL (music & words: Tobias Sammet)
Ripropone più o meno le stesse coordinate del pezzo precedente, sviluppandosi su tempi medi e melodie vocali piuttosto catchy. La chiave del brano è ancora una volta l’ottimo ritornello che regala melodie avvincenti interpretate da Sammet con una timbrica insolitamente alta rispetto ai suoi ultimi standard. Ad un primo ascolto il pezzo convince anche più della stessa titletrack.
Tobias Sammet – lead vocals, bass & keyboards
Sascha Paeth – guitars
Oliver Hartmann – guitars
Alex Holzwarth – drums
DEATH IS JUST A FEELING (music & words: Tobias Sammet)
Ecco uno dei momenti migliori (se non il migliore) di entrambi i dischi. Il brano che vede come unico cantante Jon Oliva non colpisce per chissà quale evoluzione tecnica strumentale o canora ma per la sua atmosfera. L’impressione è quella di un’ambientazione dal retrogusto tetro alla Tim Burton ("The Nightmare Before Christmas" in particolare), interpretata dal cantato maligno di Jon che si adatta perfettamente alle oscure atmosfere di questo mid tempo sinfonico. Il ritornello è ad ogni modo melodico ma caratterizzato da una linea vocale accattivante e non scontata. L’idea sembra riprendere il canovaccio di “The Toy Master”, presente nel precedente “The Scarecrow”, con risultati ancor più brillanti.
Jon Oliva – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Sascha Paeth – guitars
Miro Rodemberg – keyboards
Felix Bohnke – drums
RAT RACE (music & words: Tobias Sammet)
Si torna su un sound più divertente e incline all’hard rock sulla scia delle ultime composizioni targate Edguy. Tempi ancora una volta medi e melodie ariose sono le caratteristiche principali del brano che ad ogni modo non sembra rientrare nel gruppo dei migliori forse a causa della ripetizione di schemi ormai abusati.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Jorn Lande – lead vocals
Bruce Kulick – lead guitar
Sascha Paeth – rhythm guitars
Eric Singer – drums
DOWN IN THE DARK (music & words: Tobias Sammet)
Si ripropone la formula del mid tempo semplice e immediato alla Edguy, dove la linea vocale è improntata su melodie molto accessibili e il ritornello ha la classica componente corale che ritroviamo nei lavori della prima (o seconda… a questo punto il dubbio è lecito) band di Tobias. Un altro potenziale singolo che, grazie alle superlative linee vocali divise equamente tra Sammet e Lande, si candida ad essere uno dei pezzi più coinvolgenti dell’intero lavoro.
Jorn Lande – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Sascha Paeth – guitars
Felix Bohnke – drums
BLOWING OUT THE FLAME (music & words: Tobias Sammet)
E’ il turno del lentone con piano in sottofondo, sinfonie in primo piano e un chorus in cui udiamo anche qualche voce bianca. Il risultato è buono ma si ha l’impressione che il ritornello corale sia eccessivamente sdolcinato. Il pezzo è efficace nel spezzare la tensione dopo una serie di brani più energici, ma non sembra godere della miglior ispirazione.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Sascha Paeth – guitars & keyboards
Eric Singer – drums
SYMPHONY OF LIFE (music & words: Sascha Paeth)
E’ il brano più lontano dai canoni delle produzioni targate Avantasia e non a caso è l’unico scritto da Sascha Paeth. Stiamo parlando di un pezzo gothic rock/metal caratterizzato da atmosfere oscure e dall’incedere pacato dove il dolce cantato della singer Cloudy Yang è in contrasto con chitarre ribassate come da tradizione moderna. L’esperimento risulta riuscito, il pezzo in questione appare ruffiano e ben arrangiato in tutte le sue parti, nonostante la marcata differenza stilistica con il resto dell’opera.
Cloudy Yang – lead vocals
Sascha Paeth – guitars & keyboards
Tobias Sammet – bass
Felix Bohnke – drums
ALONE I REMEMBER (music & words: Tobias Sammet)
Mid tempo hard rockeggiante con un guitar work che soprattutto nella parte iniziale riporta alla mente "Monkey Business" degli Skid Row. La strofa parte decisa e avvincente ma il brano sembra sgonfiarsi un po’ sul ritornello caratterizzato da linee vocali di stampo AOR. Non stiamo parlando di una brutta canzone ma nel contesto di un opera dal minutaggio così elevato, rischia di cadere presto nel dimenticatoio.
Tobias Sammet – lead vocals, bass & keayboards
Jorn Lande – lead vocals
Sascha Paeth – guitars
Simon Oberender – organ
Eric Singer – drums
PROMISED LAND (music & words: Tobias Sammet)
Si rientra in territori più power con un pezzo dove Lande è di nuovo il grande protagonista. I ritmi sono sostenuti ma realmente veloci solo nella parte solista centrale. Il chorus è il vero punto di forza grazie ad una linea vocale piuttosto allegrotta, dinamica e magistralmente interpretata dal singer norvegese. Difficile dare giudizi ad un primo ascolto ma l’impressione è quella di un brano divertente, di presa e tra i migliori sentiti oggi.
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Jorn Lande – lead vocals
Henjo Richter – guitar
Sascha Paeth – guitar
Miro Rodemberg – keyboards
Eric Singer – drums
JOURNEY TO ARCADIA (music & words: Tobias Sammet)
La chiusura è affidata ad un mid tempo molto pomposo che ricorda il periodo "Mandrake" degli Edguy o "Metal Opera pt.II" degli Avantasia. Molto spazio ai cori e ai diversi cantanti presenti, su cui spicca la voce unica di Bob Catley. Il minutaggio di questo pezzo piuttosto articolato supera i sette minuti, ma a legare al meglio tutte le parti ci pensa come al solito un impeccabile ritornello corale. Dopo uno stacco lento ben fatto e l’assolo firmato Bruce Kulick, tornano protagoniste nel finale linee vocali interpretate a più voci che chiudono con piacevoli melodie zuccherose l’opera.
Bob Catley – lead vocals
Tobias Sammet – lead vocals & bass
Russel Allen – lead vocals
Bruce Kulick – lead guitar
Sascha Paeth – guitars
Miro Rodemberg – orchestration
Alex Holzwarth – drums
INTERVISTA CON TOBIAS SAMMET

BENE TOBIAS, LA PRIMA DOMANDA È: PERCHÉ HAI DECISO DI PUBBLICARE DUE ALBUM, ANZICHÉ SCEGLIERE LE TRACCE MIGLIORI PER UN SOLO DISCO?
“Se hai sentito i due dischi, dovresti esserti accorto che tutte le tracce sono grandiose! (risate, ndr) Ok, seriamente, ad alcuni piacciono certe canzoni, ad altri altre e se prendi dieci persone e chiedi loro di dirti quali pezzi preferiscono, sceglieranno tutti dei brani diversi. Certi ad esempio diranno che “Rat Race” è un gran pezzo, altri che fa schifo e così via. Avevo anche molte altre idee, ma non ci sono sugli album perché erano veramente pessime! (ride, ndr). Per me ognuna di queste invece canzoni è molto importante e ognuna di esse mi piace così com’è”.
CE NE SARÀ PURE UNA CHE PREFERISCI, CHE CREDI SIA VENUTA MEGLIO DI ALTRE…
No! Vedi, cambio idea ogni giorno e in ogni momento. Oggi mi hanno già fatto questa domanda e ho risposto “Runaway Train” ma se me lo chiedessi domani, probabilmente sceglierei un altro pezzo”. (Nel frattempo portano a Tobias. un piatto di tartine e del vino, ndr) Hey ma ho già cenato! Ok grazie mille, mangiamoci anche questa "bruscheeeta"! Sai alcuni pensano ‘È un’arrogante testa di cazzo’ ma fatto sta che sono qui da stamattina e già sto simpatico al barista … Scusa, quale era la domanda? (risate, ndr)
“Hai perfettamente ragione, questo pezzo è diverso dagli altri e infatti è l’unico pezzo che non ho scritto io. Lo ha composto Sascha, me lo ha proposto e abbiamo deciso di metterlo sul disco. Non era stato pensato come un pezzo per gli Avantasia e sulla prima demo la voce era stata registrata con questa cantante Cloudy Yang … È un’amica di Sascha e ha cantato come corista nel tour degli Avantasia. Ha una grande voce e quello che aveva fatto sulla demo, mi convinse a tal punto che pensai ‘Ok , sarà lei a cantare il pezzo anche su disco’”.
NON TEMI CHE SI POSSA RIPROPORRE LA SOLITA CRITICA CHE GIÀ VENNE FUORI CON “LOST IN SPACE”, OSSIA CHE IL PEZZO SIA UN PO’ COMMERCIALE? “Immaginavo che me lo avresti chiesto … Me lo aspetto, sì. Ma non lo temo perché sono un true metal warrior e non ho paura! Ok ho paura di morire, ma non ho paura di questa cosa!” (risate, ndr)
PARLANDO DI UN ALTRO BRANO, A MIO PARERE “SCALES OF JUSTICE” È PERFETTO PER LO STILE VOCALE DI TIM OWENS, SEMBRA CHE TU L’ABBIA SCRITTA PER LUI…
“Domada curiosa, perché anche io ho avuto la stessa impressione ma ti posso assicurare che non l’ho scritta pensando a lui. Quando la demo del pezzo fu completata con la mia voce, allora mi resi conto che la canzone suonava in stile Judas Priest e ci voleva un cantato più aggressivo. Non ho pensato a Rob Halford ma subito a Ripper. Non sono un gran fan dei due album dei Judas su cui Ripper ha cantato, ma la sua voce è così potente, così tagliente e così adatta alla mia canzone. Dunque l’ho contattato, lui ha sentito il pezzo e ha detto ‘gran canzone, si può fare’”.
UN ALTRO PEZZO DI CUI VOLEVO PARLARE È “DEATH IS JUST A FEELING”. STAVI ASCOLTANDO I SAVATAGE E GUARDANDO “THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS” NEL PERIODO IN CUI HAI SCRITTO QUESTA CANZONE?
“Altra domanda curiosa! Tutti tirano fuori “The Nightmare Before Christmas” quando si parla di “Death Is Just A Feeling” ma io non conosco quel film! Certo, mentre componevo il pezzo avevo un’immagine di quello che la canzone doveva rappresentare, una cosa in linea con un film di Tim Burton. Quando ho finito il brano mi sono chiesto chi potesse impersonare il sinistro personaggio che avevo in mente e ascoltando “Streets” dei Savatage, ho capito che doveva essere Jon Oliva. Il suo cantato drammatico e teatrale era l’ideale … all’inizio anche lui credeva che la canzone fosse stata scritta per lui”.
WASTELANDS INVECE È MOLTO POWER METAL IN STILE HELLOWEEN, RICORDA LA GRANDE “MARCH OF TIME” (SU KEEPER OF THE SEVEN KEYS pt. 2”, ndr). DUNQUE NON HAI PERSO LA PASSIONE PER QUESTO TIPO DI SONORITÀ?
“Certo che mi piace ancora quel tipo di musica, è parte di me. I classici degli Helloween, soprattutto i primi tre dischi. Potendo contare su Michael Kiske, quando scrivo un pezzo veloce penso sempre alla sua voce e compongo il pezzo proprio in quella direzione. E quella direzione mi piace!” (risate, ndr)
NON TI MANCA QUALCHE GRANDE CANTANTE CHE ERA PRESENTE SUGLI ALBUM PRECEDENTI, COME AD ESEMPIO DAVID DEFEIS O ALICE COOPER?
“Alice Cooper e David DeFeis hanno delle voci eccezionali, uniche ma questa volta la lista dei cantanti era già completa. Vedi, su un disco di Avantasia i cantanti rappresentano dei personaggi e dunque ho scelto delle voci che si adattassero il meglio possibile ad essi. Anche questa volta credo di aver scelto bene. Le voci, secondo me, sono esattamente quello di cui le canzoni avevano bisogno”.
E’ DIFFICLE LAVORARE CON TUTTI QUESTI GRANDI ARTISTI?
“Può essere difficle ma il vantaggio questa volta è stato avere un sacco di tempo a disposizione. Iniziai a produrre ‘The Scarecrow’ nel 2006, sapendo che sarebbe stato diviso in due parti, perchè la storia richiedeva due album. Scrissi venti pezzi circa e ne completai la metà per ‘The Scarecrow’. Poi arrivò il tour, il nuovo disco degli Edguy e il tour degli Edguy. Più o meno a inizio 2009 ripresi a lavorare a quello che doveva diventare “The Scarecrow pt. 2” ma arrivarono nuove idee e nuovi pezzi … dodici, quindici, venti pezzi e allora capii che ci volevano altri due album, non uno solo. Ecco, quando hai così tanto tempo a disposizione, puoi dare agli artisti ospiti un sacco di tempo per registrare le loro parti senza alcuna fretta e questo elimina quasi tutti i problemi”.
“Alcuni hanno spedito le loro parti, altri sono venuti in studio. Jorn lande e Klaus Meine ad esempio hanno registrato con me in studio mentre altri come Jon Oliva o Ripper Owens hanno spedito i file audio. Certo avrei preferito averli tutti qui ma sono grandi artisti che sono nel giro della musica da molto prima di me, quindi mi fido di quello al 100% di quello che fanno”.
VUOI PARLARCI INVECE DELLA STORIA ATTORNO ALLA QUALE RUOTANO “THE WICKED SYMPHONY” E “ANGEL OF BABYLON”?
“The Scarecrow” parlava di un ragazzo emozionalmente isolato dall’ambiente circostante che scopre di essere in grado di trovare una pace interiore assorbendo le vibrazioni e i suoni dell’ambiente che lo circonda. Inizia dunque ad usare i suoni per constuirsi un piccolo mondo e comunicare attraverso la sua arte, componendo musica. Così la gente dapprima lo nota e poi inizia ad apprezzare le sue opere sempre di più e lui si sente sempre più amato. Ma più la sua notorietà e il suo successo aumentano, più demoni interiori e tentazioni deve affrontare. “The Scarecrow” era un’introduzione al personaggio, ora i due nuovi album descrivono gli stati d’animo estremi a cui va incontro il protagonista, queste tentazioni a cui cede e i suoi sempre più rari momenti di lucidità in cui capisce che qualcosa non va. Ogni pezzo è una descrizione di questi episodi e i due album possono essere visti come un’esplorazione nella natura umana”.
AVANTASIA OGGI E’ UN NOME PIUTTOSTO IMPORTANTE, FORSE ANCHE PIU’ DEGLI EDGUY E AD ESEMPIO HA FATTO DA HEADLINER AL WACKEN OPEN AIR. LA DOMANDA E’ SEMPLICE: QUAL’E’ OGGI LA TUA BAND PRINCIPALE, EDGUY O AVANTASIA?
“Questa sera sono sicuramente gli Avantasia mentre tra pochi giorni, nel momento in cui inizierà il tour inglese degli Edguy, saranno gli Edguy. Io amo entrambi i gruppi. So che è un paragone stupido ma sarebbe come scegliere tra due figli. Quello che conta di più è quello su cui ti stai concentrando in quel determinato momento. Il fatto di riuscire a fare entrambe le cose mi rende molto felice. Ad ogni modo gli Edguy esistono da tanto tempo e quindi vedo più loro come la mia band principale, come la mia routine”.
PARLANDO INVECE DI DATE LIVE, CON GLI EDGUY HAI GIA’ PIANIFICATO DIVERSI SHOW. HAI IN PROGRAMMA UN TOUR O DEI FESTIVAL ANCHE CON AVANTASIA?
“No, mi piacerebbe farlo ma al momento non credo che si farà. Questo perchè le date dal vivo con Avantasia sono molto difficili da organizzare. Ogni artista ha i suoi impegni… Andre Matos, Sascha paeth, Bob Catley, Jorn Lande, Olli Hartmann e il resto dei musicisti hanno le loro band ed è molto complicato riuscire a radunarli tutti. Per questo non credo ci saranno date live questa volta”.
SE CI FOSSE L’OCCASIONE, TI PIACEREBBE PORTARE ANCHE MICHAEL KISKE IN TOUR CON TE?
“Se ne avessi l’opportunità, assolutamente sì! La volta scorsa gli domandai di farlo e gli feci anche una grossa offerta in termini economici. Lui mi disse molto onestamente che in quel momento non se la sentiva di andare sul palco. Non è così antipatico come molti pensano, ha solo la sua mentalità ed è molto fermo su certe cose. Per fortuna che ogni tanto collabora a qualche progetto metal e il mio è tra quelli!” (ride, ndr)
SUL FRONTE EDGUY INVECE COSA PUOI DIRMI? C’E’ GIA’ UN NUOVO ALBUM IN PREPARAZIONE?
“Abbiamo iniziato a parlarne e Jens (Ludwig, chitarra, ndr) ha già qualche nuova idea. Ora faremo il tour inglese e poi a maggio il tour tedesco di supporto agli Scorpions. Subito dopo credo che iniziaremo a scrivere i nuovi pezzi ma non so dirti di preciso quando inizieremo a registrare. Vedi, dipende anche dall’ispirazione, non sai mai quando arriva!
OK TOBI, A TE LE ULTIME PAROLE…
“Graze a tutti per il supporto che ci date. Ascoltate i nostri due nuovi album perchè sono assolutamente degli eccezionali, fantastici, incredibili, assoluti, memorabili capolavori heavy metal!”
(risate, ndr)


