BEHEMOTH: In Absentia Dei

Pubblicato il 12/09/2020

A cura di Giacomo Slongo
Foto di Grzegorz Gołębiowski

Dopo avervi parlato di “30 Years of Amazing Awesomeness”, evento con il quale lo scorso 27 agosto i Gamma Ray hanno celebrato il loro trentennale, Metalitalia.com riaffronta l’argomento del live streaming in tempi di pandemia grazie alla discesa in campo della corazzata polacca che risponde al nome di Behemoth. Da sempre esperti nel catalizzare le attenzioni di pubblico e addetti ai lavori e nel curare scrupolosamente ogni aspetto della loro proposta, Nergal e compagni hanno messo in piedi uno spettacolo che – senza troppe sorprese – ha spazzato via le iniziative finora offerte dalla concorrenza, distinguendosi per la scelta della location (non un locale o una sala prove, bensì una chiesa sconsacrata in una non meglio precisata area rurale), per le trovate sceniche (che illustreremo di seguito) e per i mezzi tecnici dispiegati (otto videocamere in 4K Ultra HD), riassestando l’asticella di questo tipo di esperienza su livelli più che considerevoli. Perché se è vero che – ça va sans dire – le due ore di “In Absentia Dei” non siano state paragonabili ad un concerto propriamente detto, è altrettanto vero che lo show online di sabato 5 settembre sia coinciso con una visione piacevole e stimolante, a metà strada fra il classico DVD/Blu-ray musicale e un videoclip dalla forte carica suggestiva, di cui in definitiva serberemo un buon ricordo. Eccovi il resoconto della Director’s Cut…

PRE-SHOW
“In Absentia Dei” si apre con un pre-show di un’ora trasmesso gratuitamente su YouTube. Al suo interno, immagini dei preparativi, interviste alla band e – soprattutto – un concerto degli Imperial Triumphant allo Slipper Room Cabaret di New York, sorta di jazz club che riteniamo essere la cornice ideale per le evoluzioni cervellotiche del trio. Definitivamente assurti al ruolo di entità divisoria dello scenario extreme metal con il nuovo, chiacchieratissimo “Alphaville”, i mascherati della Grande Mela confermano a nostro avviso quanto offerto dal suddetto full-length: una preparazione tecnica formidabile incapace (forse per scelta, forse per limiti intrinsechi) di dare vita a composizioni di senso compiuto, in cui il concetto di caos è declinato nella maniera più sterile e pretenziosa possibile. Dell’esibizione sono comunque apprezzabili la regia e la scelta di interporre visual metropolitani che ben si sposano all’immaginario à la Fritz Lang del repertorio, ma se si guarda alla sostanza dell’avantgarde black/death di un brano come “Atomic Age” l’impressione è quello di uno sfoggio onanistico distante anni luce dall’efficacia e dalla profondità dei vari Deathspell Omega, Portal, Ulcerate o Thantifaxath. Senza riff è difficile impressionare o andare lontani.

IN ABSENTIA DEI
Si cambia completamente registro – sia in termini musicali che emotivi – con l’inizio ufficiale dell’evento e con l’entrata in scena di Nergal, Inferno, Orion e Seth. Ancora una volta, è inutile ribadire l’attenzione riposta nell’impatto visivo e nelle movenze del quartetto: seppur privi delle scenografie monumentali che ne hanno accompagnato gli ultimi tour, i Nostri prendono possesso della chiesa diroccata con il piglio e la sicurezza di un manipolo di crociati blasfemi, rendendo subito chiaro che la performance si svilupperà attraverso una serie di atti, quasi fosse un film o uno spettacolo teatrale, e che sarà accompagnata da varie animazioni/clip pre-registrate a tema rigorosamente satanico. Uno sfoggio di potenza (acquisibile soltanto dopo migliaia di date in tutto il mondo) supportato da una definizione video al top di gamma e da una qualità audio impressionante, di cui la regia accentua oculatamente le parentesi salienti e l’atmosfera simil-cinematografica. Notevole e ricca di sorprese anche la setlist: invece del ‘solito’ greatest hits, i Behemoth optano per un recupero massivo di brani più o meno datati della loro discografia, da “Prometherion” a “Satan’s Sword (I Have Become)”, passando per “From the Pagan Vastlands” e “Sculpting the Throne ov Seth”, chiudendo un cerchio che le succitate clip sacrileghe – tra crocifissioni con la tecnica della body suspension e cavalieri avvolti dalle fiamme (!) – portano su sfere di visionarietà e coinvolgimento impensabili per la concorrenza (pensiamo appunto alle performance in live streaming arrabattate di questo nefasto 2020). Poco meno di due ore di show che nel tripudio di fuoco e fiamme di “O Father O Satan O Sun!” ribadiscono i motivi per cui, mai sazi dei traguardi raggiunti in carriera, i polacchi continuano ad essere IL punto di riferimento di certa musica pesante. Aspettiamo solo di rivederli quanto prima, ovviamente non dal divano di casa.

Setlist:
Act I

Evoe
Wolves ov Siberia
Prometherion
From the Pagan Vastlands

Act II
Blow Your Trumpets Gabriel
Antichristian Phenomenon
Conquer All
Lucifer

Act III
Ora Pro Nobis Lucifer
Satan’s Sword (I Have Become)
Ov Fire and the Void
Chwała mordercom Wojciecha (997-1997 dziesięć wieków hańby)
As Above So Below
Slaves Shall Serve
Chant for Eschaton 2000

Act IV
Sculpting the Throne ov Seth
Bartzabel
Decade of Therion
O Father O Satan O Sun!

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