BLIND GUARDIAN – “AT THE EDGE OF TIME” TRACCIA PER TRACCIA
Articolo a cura di Alessandro Corno
01. Sacred Worlds (9:17)
02. Tanelorn (5:58)
03. Road Of No Release (6:30)
04. Ride Into Obsession (4:46)
05. Curse My Name (5:52)
06. Valkyries (6:38)
07. Control The Divine (5:26)
08. War Of The Thrones (4:55)
09. A Voice In The Dark (5:41)
10. Wheel Of Time (8:55)
Durata: 01:03:58
Data di pubblicazione: 30 luglio 2010
Sito Ufficiale
MySpace Ufficiale
Etichetta: Nuclear Blast Records
Prodotto da Charlie Bauerfeind
Sono passati quattro anni da “A Twist In The Myth” e i Blind Guardian sono pronti per pubblicare il loro nuovo “At The Edge Of Time”. I fan dovranno attendere fino al 30 luglio prima di avere tra le mani la nuova creatura di Hansi Kursch e Andrè Olbrich ma Metalitalia.com ha avuto modo di ascoltare il disco e soprattutto di offrirvi in anteprima web esclusiva italiana una descrizione traccia per traccia del lavoro, dandovi un’idea di come suonano i brani contenuti nel disco. Non è tempo per giudizi, quelli arriveranno in sede di recensione, ma di esprimere una prima e non definitiva impressione sui pezzi che compongono questo attesissimo album. E non solo, perchè lo stesso Hansi Kursch, creatore di tutti i testi, ha aggiunto un breve commento circa i contenuti lirici di ogni brano!
SACRED WORLDS
Metalitalia.com: si parte con il pezzo già pubblicato nella colonna sonora del videogioco “Sacred 2”. Ad esclusione di una intro e una coda sinfoniche molto in stile cinematografico, il brano è quasi identico a quello che già potete trovare su youtube con tanto di videoclip animato pesente nel gioco. Parliamo di un pezzo da oltre nove minuti realizzato col supporto dell’orchestra di Praga, molto pomposo, ricco di pathos, epico ed elaborato, in parte influenzato da quella complessità e varietà di tempi e atmosfere di brani come “And Then There Was Silence”. Dopo la succitata parte introduttiva sinfonica, si inserisce su una ritmica incalzante un riff piuttosto aggressivo rispetto al resto del brano, che evolve poi in una parte più lenta ed epica a cui segue un ritornello dai toni solenni. La seconda accoppiata strofa-ritornello ripete sostanzialmente lo stesso schema, mentre si torna sui tempi più veloci con la parte solista e relativo bridge centrale composto da più cambi di tempo e in continuum con un ritornello finale più corale rispetto ai precedenti. Ottima la prestazione di Hansi e notevoli come sempre gli arrangiamenti dei molteplici elementi presenti. Pezzo tra i migliori del disco.
Hansi: “Il testo ruota ovviamente attorno al concept di ‘Sacred 2’. Ho cercato di includere sia la storia, le ambientazioni del gioco che i protagonisti La Serafina e Il Guerriero Ombra ed infine anche il giocatore stesso e le sue emozioni, in quanto parte fondamentale del gioco e vero tramite con la realtà”.
TANELORN
Metalitalia.com: ecco lo spettro dei Blind Guadian vecchio stampo, quelli che proponevano ritmiche thrashy e tempi sostenuti. “Tanelorn” è infatti un pezzo dalle strofe piuttosto tirate, con gran lavoro della doppia cassa di Frederik Ehmke, riffing secco e un cantato aggressivo di Hansi che in alcuni casi si prodiga anche in acuti fuori dalla sua portata in sede live. Il brano rallenta sull’immediato e abbastanza semplice ritornello, non tra i migliori del disco. Parte solista centrale al solito elaborata e melodica. Azzeccato l’innesto corale sull’ultimo ritornello, utile nel donare varietà ad un brano nel complesso abbastanza canonico e non particolarmente entusiasmante.
Hansi: "Ho sempe creduto che il mio personaggio fantasy preferito, Elric Di Melnibone di Moorcock, meritasse un’altra citazione e dunque ho deciso di tornare a parlare di lui e le vicende antecedenti l’episodio in cui mette fine al vecchio universo per far posto a quello nuovo. È un pezzo che ha collegamenti con ‘Somewhere Far Beyond’”.
ROAD OF NO RELEASE
Metalitalia.com: la partenza con piano, coro e cantato pulito lascia pensare ad un semi-lento ma presto si inserisce un pre-chorus dal taglio quasi progressive con ritmica più complessa e piano in sottofondo che anticipa un ritornello molto melodico e corale. Riecco i Blind Guardian sperimentali “post-Nightfall”, anche se qualche alone dei vecchi Blind aleggia anche in questo pezzo. Ogni strofa alterna infatti parti più lente ed atmosferiche ad altre più sostenute con relativo indurimento del sound e cantato più aggressivo che mette in risalto l’ariosa apertura melodica del ritornello. La minor immediateza della traccia rispetto alle precedenti, rende necssario più di un ascolto prima di apprezzarne le effettive qualità.
Hansi: “Per questo pezzo, che è una sorta di via di mezzo tra vecchio e nuovo stile dei Blind Guardian mi serviva una storia strana e l’ho trovata leggendo ‘The Innerkeeper Song’ di Peter S. Beagle. È una strana storia basata su magia, morte, resurrezione, amore, amicizia e sulla competizione tra apprendista e maestro. Nel testo ci sono scambi di parti tra diversi personaggi in quanto ho seguito gli stessi cambi di prospettive che l’autore propone nella storia”.
RIDE INTO OBSESSION
Metalitalia.com: doppia cassa lanciata, riff serrato, inserti melodici solisti di chitarra ad accompagnare Hansi su una linea vocale immediata e aggressiva, e ritornellone corale che pare una risposta ai tentativi di emulazione di tali Savage Circus. A sorpresa si salta dunque indietro nel tempo, ai periodi antecedenti “Nightfall In The Middle Earth” con un brano che farà contenti soprattutto i fan di vecchia data e la cui immediatezza dovrebbe renderlo più efficace dal vivo rispetto a molte altre produzioni recenti della band.
Hansi: “È il primo pezzo dedicato al romanzo ‘La Ruota Del Tempo’ di Robert Jordan. Possiamo considerare questa canzone come un’introduzione ai due personaggi principali della storia: il Drago Rinato e il signore oscuro Ba’ alzamon”.
CURSE MY NAME
Metalitalia.com: ecco un semi-lento dal taglio molto medievaleggiante per via di arpeggi e melodie folkeggianti, flauti, archi, campanellini e sonagli, il tutto sostenuto da percussioni e tempi di batteria quasi marziali in particolare a livello del ritornello. Proprio il chorus si rivela essere come da tradizione abbastanza cantabile. Nel finale il brano si fa più pomposo e i cori più imponenti, per una chiusura dai toni solenni. I Blind Guardian tornano a fare i bardi in modo anche più convincente rispetto a “Skalds And Shadows” del precedente lavoro.
Hansi: “Questo è un pezzo differente dunque mi son basato su una storia differente. Qui ho preso spunto da ‘The Tenure Of Kings And Magistrates’ di John Milton in cui l’autore spiega il suo punto di vista sul perchè un sovrano deve sottostare alla condanna a morte decisa dal popolo”.
VALKYRIES
Metalitalia.com: eccoci ad uno dei bani meno immediati del lavoro. La partenza dalle atmosfere epiche con tanto di cantato pulito ed evocativo, pioggia in sottofondo e arpeggio acustico, lascia presto spazio ad un brano dal sound più sperimentale rispetto alla media di quanto sinora sentito. Tempi medi e non certo lineari, a ben vedere quasi prog come idea, e linea vocale abbastanza elaborata e lontana dall’immediatezza di un pezzo tipico dei Blind Guardian. Sulla stessa scia assoli e giri melodici di chitarra e il ritonello, anch’esso poco orecchiabile. Un brano che richiede più ascolti ma non sembra essere degno di particolar nota.
Hansi: “Qui ritroviamo temi legati alla mitologia nordica narrata nell’Edda. Mi sono basato su un poema che descrive la sconfitta dei britannici nella loro terra da parte dei Vichinghi. Nel poema un ragazzo inglese narra il modo in cui i Vichinghi vincono la battaglia con l’aiuto determinante delle Valchirie”.
CONTROL THE DIVINE
Metalitalia.com: Si prosegue col discorso stilistico del precedente pezzo, scorporato però della vena epica nordica e con un’atmosfera generale più cupa. Le melodie sono ancora poco dirette, il drumming è abbastanza vario e impostato su tempi medi piuttosto elaborati e, sebbene la linea vocale sia un pochino più accessibile rispetto a quella del pezzo precedente, l’accoppiata pre-chorus acustico-ritornello non colpisce come dovebbe. Anche qui sono d’obbligo più ascolti ma difficilmente riuscirà a impressionare positivamente. Potenziale filler.
Hansi: “Troviamo ancora un’opera di Milton, questa volta “Paradise Lost”, il suo poema più famoso. Si affronta un tema religioso, in particolare la caduta di Lucifero e il suo mettere in discussione certe cose”.
WAR OF THE THRONES
Metalitalia.com: il secondo lento di “At The Edge Of Time” si apre con dolci note di pianoforte su cui si inserisce un cantato di Hansi alternato tra pulito e aggressivo. La strofa cresce di intensità con l’ingresso di sonagli e sinfonie che si fanno via via più presenti, fino a sfociare in un ritornello molto cantabile nel quale il sound viene riempito dall’ingresso di basso e chitarra acustica. Il ritmo cadenzato e la linea vocale semplice rendono il ritornello molto semplice da ricordare già dopo il primo ascolto e dunque potenzialmente efficace dal vivo. Bello l’ultimo ritornello la cui coda evolve in un tipico coro melodico alla Blind Guardian. Non stiamo certo parlando di “A Past And Future Secret” ma come per “Curse My Name”, di un lento più convincente rispetto agli ultimi realizzati dalla band.
Hansi: “Qui i testi sono ispirati sia da ‘The Innerkeeper Song’ di Peter S. Beagle che ‘Le Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco’ di George R. R. Martin. Questo perché mentre componevo il pezzo ho deciso di creare un testo che contenesse riferimenti con entrambe le storie, creando una sorta di ibrido”.
A VOICE IN THE DARK
Metalitalia.com: dopo venti minuti di relativa calma un riff thrashy e il drumming lanciato a tutta velocità aprono il brano più immediato e veloce del disco. Il paragone con i pezzi più tirati di “Somewhere Far Beyond” è quasi automatico, per la gioia di coloro che dai Blind Guardian pretendono tempi tirati, ritmica serrata e ritornello immediato chiuso dal classico solo melodico di Andrè. Nessuno spazio per sperimentazioni, orchestrazioni o altre diavolerie e anche la parte solista seguita dal bridge centrale pescano a piene mani dagli stilemi power-speed propri dei Blind Guardian che furono. Un piacevole salto nel passato dunque e difatti la scelta di utilizzare questo brano come singolo appare una mossa per "andare sul sicuro".
Hansi: “E’ un pezzo molto intenso ispirato da un breve tratto di ‘Le Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco’ in cui si descrive un ragazzo in stato di coma che sogna di cadere nel vuoto e deve decidere se svegliarsi e affrontare le conseguenze del suo risveglio oppure continuare a cadere in eterno”.
WHEEL OF TIME
Metalitalia.com: Dopo un brano tradizionale come il precedente i Blind non potevano certo lasciarci senza un’altra traccia che ribadisca la loro voglia di guardare avanti ed ecco dunque un pezzo di nove minuti che riprende il sound sinfonico di “Sacred World”. Anche qui la band si è servita dell’orchestra di Praga e come nella opener il risultato è tanto positivo da poter considerare questo come uno degli episodi migliori del lavoro. L’inizio è lasciato a percussioni, orchestrazioni e melodie etniche mediorientali sulle quali si inserisce la strofa, con il cantato di Hansi accompagnato da imponenti sinfonie e ritmiche impostate su tempi medi. Un’accelerazione sul pre-chorus lancia il primo dei due differenti ritornelli, più arioso e meno imponente del secondo, che irrompe invece con un coro dal notevole impatto dopo una bridge che contiene anche una parte solista. Il brano evolve nella reprise delle sinfonie e melodie mediorientali di inizio pezzo e dopo una parte più tirata che ricorda il periodo “Imaginations”, si chiude ottimamente accoppiando i due ritornelli e completandoli con una coda di cori maestosi. Bel pezzo e longevità garantita da una molteplicità di elementi ottimamente amalgamati.
Hansi: “Nella mia traccia preferita dell’album tratto ancora ‘La Ruota Del Tempo’ di Robert Jordan descrivendo un po’ meglio la storia e l’Unico Potere di cui in essa si parla".
I SUONI: Charlie Bauerfeind ha fatto un gran bel lavoro, riuscendo a valorizzare con scelte differenti sia l’aggressività e l’incisività dei brani più tirati, sia la complessità del sound e i molteplici elementi che caratterizzano i brani sinfonici. La resa è ovviamente massima in cuffia.


