BURZUM: Varg Vikernes torna sulla strage di Oslo, “Le vittime erano dei codardi”

Pubblicato il 12/05/2012

Mesi dopo le sue criticate parole circa la strage di Utoya del 22 luglio 2011, che ha visto Anders Behring Breivik uccidere 69 ragazzi, il leader dei BURZUM, Varg Vikernes, tramite un lungo post sul proprio sito ufficiale è tornato a parlare dell’attentato. Anche questa volta non ha risparmiato punti di vista a dir poco estremi nonchè alquanto criticabili e attacchi alla società norvegese:

“C’è una questione dietro alle stragi di Utoya che deve ancora essere risolta: come fa un solo uomo con armi semi-automatiche leggere a girare liberamente per una piccola isola e sparare ai suoi bersagli quando è sotto di numero di 700 a 1? Dice che è stato attaccato solo una volta durante l’ora di attentato, da una sola persona che ha spinto via e ucciso. Il numero di ragazzi estremisti di sinistra che ha ucciso non mi turba, l’attentato in sè non mi turba, e nemmeno mi sorprende, ma questo vergognoso fatto mi turba sin dal primo giorno. La mia prima reazione è stata vergogna. Come possono dei miei connazionali essere così estremamente codardi e impotenti? Che cosa c’è che non va in loro? Voglio dire: ogni persona sana in una situazione del genere tenterebbe quantomeno di reagire, organizzare piccoli gruppi armati di sassi e bastoni e contrastare l’uomo. Ok, alcuni di loro sarebbero stati uccisi, ma l’uomo sarebbe stato sopraffatto alla fine e avrebbe terminato il massacro. Anche con un proiettile o due in corpo puoi sempre combattere, non sei inutile nemmeno se hai delle ferite mortali. Devi solo avere uno spirito combattivo. Potreste anche pensarla diversamente e lo so. Io ho combattuto con una mandibola rotta una volta e ne sono uscito vincitore. Ho visto anche altri farlo. Il più famoso è Aarseth [Euronymous dei Mayhem che lo stesso Vikernes uccise con 23 coltellate, ndr] che anche dopo 7 coltellate e con i polmoni perforati, combatteva ancora. Certo lo ha fatto perchè era all’angolo, ma lo ha fatto. Anche quei ragazzi erano all’angolo a Utoya ma non han fatto nulla, eccetto l’esempio che ho menzionato. Gli altri non han fatto niente. Molti si son fermati, si son rassegnati e anno atteso che venissero uccisi, altri si sono abbassati coprendosi la testa con le braccia, alcuni han implorato pietà. Sono stati tutti uccisi da Mr. Breivik. Il darwinista sociale che è in me applaude a questo; codardi come questi meritano di morire. Ad ogni modo capisco il perchè hanno reagito così. Sono cresciuto nella Norvegia “socialdemocratica” (ossia Marxista)”.

Vikernes giustifica il suo pensiero criticando la società norvegese, a partire dal sistema educativo che secondo lui non premia i più meritevoli e mette tutti sullo stesso piano:

“In Norvegia Tutti possono prendere una laurea con il minimo sforzo e in tutto il percorso sei seguito anche dai più scarsi studenti. Tutti prendono una laurea e per assicurarsi che sia effettivamente così, i Marxisti hanno rimosso ogni ostacolo lungo il cammino di uno studente. Puoi passare un esame leggendo magari due o tre libri. […] I norvegesi vanno fieri dei loro titoli, senza sapere quanto è difficile prenderli in altri stati (compreso il Ghana)”.

E ne ha anche per il mondo del lavoro:

“La Norvegia va fiera del fatto che ha uno dei tassi di disoccupazione più bassi del mondo. Wow! Lo Stato Sovietico di Norvegia è però pieno di ‘lavori artificiali’ che servono solo a creare posti di lavoro e tenere basso il tasso di disoccupazione. Abbiamo sociologi, sessuologi, masse di giornalisti, antropologi e via dicendo, tutti creati per diffondere i miti Marxisti e tenere i norvegesi nell’ignoranza. Anche le ragazze più stupide riescono a prendere una laurea e fare come professioniste i più insignificanti lavori”.

E con le tasse…:

“Mio padre pagava più del 60% di tasse. Come ritorno lo stato ti da ogni cosa: strade, polizia, pompieri, ospedali ecc. Il welfare qui tutela tutti. Sei povero? Nessun problema, lo stato ti aiuta. Sei malato? Nessun problema, lo stato ti aiuta. Vuoi morire? No! non puoi, sei di proprietà dello stato! Ti han rubato la macchina? Nessun problema, lo stato ti aiuta. La tua macchina è stata sfasciata dal ladro? Nessun problema, lo stato ti aiuta. Hai figli? Nessun problema, lo stato li crescerà per te! […] Lo stato qui ha bisogno di tutti quei soldi perchè si occupa di ogni cosa. Tu non puoi azzardarti a fare nulla per conto tuo”.

E questa è, riassumendo, la sua conclusione:

“I norvegesi sono rovinati da un’ideologia socialista che li vede tutelati dallo stato al punto che non sono in grado di proteggere loro stessi o gli altri. […] Oggi compatisco i ragazzi di Utoya, sia quelli che sono scappati di fronte al nemico, sia quelli che sono stati uccisi. Non erano ‘autorizzati’ ad essere coraggiosi, gli era stato fatto il lavaggio del cervello per far sì che lo stato si occupasse di tutti i loro problemi. Dunque anche se molti di loro erano originariamente coraggiosi, li ricorderemo sempre come codardi. La social democrazia norvegese non è solo responsabile delle motivazioni che hanno spinto l’assassino di Utoya, ma anche per il numero di vittime e sono estremamente preoccupato per il futuro della mia nazione, quando vedo quanto questo sistema ha malridotto molti norvegesi”.

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