CADAVERIC CREMATORIUM: “One Of Them” traccia per traccia

Pubblicato il 07/04/2012

A cura di Luca Filisetti

Abbiamo deciso di dedicare un track by track alla nuova fatica dei Cadaveric Crematorium per una serie di motivi. Posto che siamo perfettamente coscienti che il combo bresciano non ha (ancora) raggiunto le vette di eccellenza toccate da altre realtà estreme del bel paese, ci piace però segnalare una maturità musicale finalmente raggiunta tramite la formula di un death-grind decisamente violento e coinvolgente. “One Of Them” é un lavoro interessante, sostenuto da un concept il cui assunto é marcatamente paradossale ed il cui svolgimento farebbe morire di invidia il Peter Jackson di “Bad Taste” e “Splatters”. Inoltre, i Nostri ancora una volta escono su The Spew Records, label eccellente che in passato ha provveduto a lanciare band diventate poi dei veri e propri big in campo estremo. Willi e Dr hanno provveduto a sviscerare le varie tracce a livello lirico e musicale, a noi non rimane altro che fornire un ulteriore parere, maturato dopo i primi ascolti di “One Of Them”. Nel TBT ci siamo limitati a commentare solamente i brani veri e propri, lasciando a Willi la descrizione dei numerosi intermezzi che aiutano a disegnare il concept.

CADAVERIC CREMATORIUM
Willi – chitarra
Necrom – basso
Dr – voce
Gerro – batteria

ONE OF THEM
Data d’uscita: 07 Maggio 2012
Label: The Spew Records/Punishment 18
www.cadaveric.it
www.facebook.com/cadavericcrematorium
www.myspace.com/cadavericcrematorium

01. ALFA ( 01:05 )

Willi: “Qui comincia la storia musicale di ‘One Of Them’. Abbiamo creato una partenza martellante in crescendo con una batteria e un tempo ad aprire la strada agli altri strumenti in una melodia piuttosto malsana e intricata, ma allo stesso tempo comprensibile, unita a suoni in sottofondo con trasmissioni radio di poliziotti e vari altri effetti. Il tutto cercando di dare l’idea del caos imminente in una sorta di piccola colonna sonora per l’annuncio ‘Radio Porco’ del secolo”.
Dr: “Le lettere dell’alfabeto greco, usate per tutte le intro e intermezzi, oltre a fare figo, sono i nomi delle radiazioni che creeranno le mutazioni, gli zombi e che fotteranno l’umanità”.

02. SMILING AND FARTING ( 03:23 )

Willi: “Questo brano parte subito forte con chitarre e basso che suonano veloci, batteria pestata e la voce che si fa sentire immediatamente, come a dire: ‘I Cadaveric sono tutti presenti e da subito’. Per noi é stata la prima canzone composta per questo disco e l’abbiamo subito considerata l’opener perfetta. I primi riff sono intervallati da stacchi con scale velocissime, mentre al centro un mid tempo molto incisivo, molto ‘americano’ . La giusta preparazione ad un evento che sconvolgerà il mondo”.
Dr: “Un’introduzione che prepara l’ascoltatore al racconto. La presa di coscienza che l’uomo non ha più personalità e come sta succedendo nella realtà tutti seguono la massa, in particolar modo hanno un debole per l’unico network, Radio Porco, che accompagna la loro triste vita. Questo decide di organizzare un scoreggia mondiale e tutti accolgono l’idea con felicità e credono proprio che sia un gran figata”.

Si parte subito piuttosto forte, I ritmi pur non essendo terremotanti sono sempre piuttosto tirati. La voce di Dr insiste su di uno screaming di matrice grind. Discreti gli inserimenti della sei corde solista, così come discreto é lo stacco centrale rallentato, con Dr in versione maiale sgozzato. I tempi sono piuttosto spezzati e nervosi e questo – pur mantenendo la traccia un approccio estremamente diretto ed ignorante – riesce a far guadagnare una certa profondità al tutto.

03. BETA ( 00:23 )

Willi: “É stato un intro molto divertente da ‘comporre’, 20/30 suoni d’aria intestinale sincronizzati tutti insieme preceduti dal più classico dei conti alla rovescia, poi l’esplosione. Per molti sarà un classico e sicuramente troveremo il modo di eseguirlo anche dal vivo”.

04. SUPERCHARGED SUN ( 02:46 )

Willi: “Seconda canzone composta in ordine di tempo, seconda canzone in scaletta sul disco. Si aumentano ulteriormente i tempi e velocizziamo le esecuzioni, una canzone corta con tre riff di base ripetuti violentemente, e quando al centro c’é uno stacco che pare una tregua, ripartiamo subito ultraveloci, nessuna pausa musicale per la distruzione del mondo. Il sole ora é sovraccarico. Questa canzone anche”.
Dr: “La scoreggia mondiale ha delle conseguenze impreviste sulla terra, infatti l’asse terrestre si modifica e la terra stessa viene proiettata verso il sole cambiando la sua orbita. Mutazioni genetiche, ustioni, escrescenze, cambiamenti climatici, terremoti e aumento delle radiazioni sono degli esempi delle conseguenze estreme”.

Dopo una partenza tutto sommato tranquilla, il brano diventa piuttosto nervoso, ben guidato dalla batteria di Gerro; la prima parte della canzone offre anche alcune dissonanze chitarristiche piuttosto ben fatte, mentre la seconda parte è più diretta e tellurica, senza particolari fronzoli che appesantiscono il tutto. Anche se l’impatto rimane notevole, i numerosi cambi di tempo rendono la traccia meno immediata e “facile” della precedente.

05. GAMMA ( 01:28 )

Willi: “Personalmente è una parte che mi ha dato molti grattacapi ma che una volta registrata mi ha dato molte soddisfazioni. La associo musicalmente, con la dovuta modestia, all’intro di ‘Sorrow’ dei Pink Floyd perché da li ne ho preso l’ispirazione. Questo non lo nego, anzi ne vado orgoglioso. Musicalmente viene preparata la nascita della razza dei ‘Protetti’. Il suono di chitarra è esattamente lo stesso usato per i soli della prossima ‘The Protected’ e ne annuncia l’arrivo”.

06. THE PROTECTED ( 04:52 )

Willi: “Terza canzone composta, terza canzone in scaletta. Si parte con un tempo cadenzato con un solo lento e con soli vagamente ‘egiziani’. Poi tutto cambia e si pesta. Questa canzone per noi é stata frutto di riflessioni in quanto volevamo dare le giuste intensità alle parti. I tempi veloci, lenti e pestati si susseguono, ma alla fine tutto rimane in testa. Al centro c’é una delle parti più heavy del disco , introdotta da un arpeggio pulito seguito da una parte di chitarre doppiate in un crescendo molto incisivo. Il brano si conclude con lo stesso assolo lento dell’inizio ad introdurre la successiva ‘Delta’”.
Dr: “La popolazione si divide in due fazioni, ‘The protected’ e ‘The Mutants’. I primi hanno scelto di fuggire dalla devastazione dalle radiazioni rifugiandosi in bunker e hanno abbandonato la speranza di un miglioramento del pianeta. Non hanno protezioni contro le radiazioni esterne, hanno trovato nel sangue dei mutanti un ottima barriera e se ne cospargono il corpo quando escono in superficie”.

Si entra nel vivo del lavoro; il brano parte piuttosto lento e pesante ed inesorabilmente accelera fino a raggiungere velocità decisamente notevoli. Ancora una volta i ragazzi sono bravi a gestire ritmiche non sempre lineari ed a conciliarle con l’impatto tout court. Dr preferisce utilizzare un growl profondo e catarroso, utile a donare maggiore profondità sui tempi medi. Nella prima metà della canzone le chitarre paiono non svolgere un lavoro particolarmente buono, salvo riprendersi nel proseguio della traccia grazie a dei solismi particolari sebbene un po’ scolastici. Durante il solo le ritmiche ci paiono leggermente slegate rispetto al lavoro della sei corde.

07. DELTA ( 01:15 )

Willi: “Si tratta di una composizione per chitarra classica. La prima parte di questo brano è composto melodicamente sulle note di ‘Gamma’ riprese da The Protected’ . L’idea é di dare continuità musicale a quanto già fatto in precedenza mettendo le basi, nella seconda parte a quello che arriverà più avanti, ma non nell’immediato. In sottofondo una giornalista dice ‘The Congress declares War of the World’. E la guerra prepara la sua distruzione”.

08. WWIII ( 03:21 )

Willi: “Quinto pezzo composto in ordine di tempo. Si ritorna a suonare velocemente. Il primo riff é un susseguirsi di cambi di metrica, tempi dispari e scale raddoppiate mentre il secondo riff é veloce e scandito. Abbiamo cercato di curare ogni riff come un comandante stratega che prepara gli attacchi. Questo è ciò che abbiamo voluto evidenziare, allo stesso tempo però abbiamo voluto che il pezzo si ricordasse fin dal primo ascolto”.
Dr: “Le due fazioni (i mutanti sono descritti nella successiva canzone) entrano in guerra per il possesso delle poche risorse e il poco cibo rimasto che è rimasto in superficie. Una guerra cruda, sanguinaria, di contatto, senza missili intelligenti o armi batteriologiche. Come una volta, un bel fucile o una bella lama tagliente e via ad ammazzare un tuo vicino o tuo fratello perchè vuole le tue risorse”.

Brano piuttosto intenso che coniuga i tecnicismi di un certo grind moderno con l’impatto del death metal di matrice floridiana. I ritmi tornano a salire, Gerro azzarda anche brevi passaggi in blast beat. Anche se ci dobbiamo ripetere, non possiamo fare a meno di segnalare un discreto sfoggio di tecnica messo al servizio della violenza che il death grind deve giocoforza scatenare. Willi alla chitarra utilizza dei suoni piuttosto in voga al giorno d’oggi, soprattutto in ambito post core. Molto buono il finale tellurico e cadenzato, forse uno dei punti più alti dell’intero lavoro.

09. THE MUTANTS ( 04:18 )

Willi: “Questo brano é la naturale prosecuzione di ‘Delta’. É il brano più cadenzato di tutto il disco, anche se non mancano tempi dispari, stacchi veloci e passaggi elaborati. La storia musicale segue la linea delle liriche, a modo nostro abbiamo voluto spiegare chi e cosa sono i Mutanti. Al centro del brano un pezzo lento che diminuisce di velocità, con accordi aperti, quasi una epic song”.
Dr: “I mutanti sono i coraggiosi che hanno scelto di rimanere in superficie e di non nascondersi, speranzosi che il cambiamento subito dal pianeta sia solo momentaneo. Subiscono il processo di mutazione lentamente perchè abituati alle radiazioni e difendono le risorse che pensano siano solo di loro proprietà”.

Finalmente anche il basso di Necrom fa sentire la propria voce, dato che fino ad ora si é potuto apprezzare troppo poco. La traccia é decisamente interessante ed alterna in maniera ottima mid tempo molto pesanti ed assassini ed accelerazioni al fulmicotone, guidate da una chitarra sempre più influenzata dalla scena post (grind) core. Dr arriva a profondità notevoli con il suo growl, mentre Gerro dietro le pelli si concede divagazioni soliste piuttosto efficaci. Finale quasi liquido ed impalpabile.

10. GENETIC CORRUPTION ( 03:27 )

Willi: “Un pezzo intricato. In questo brano sono presenti tutti i canoni che noi intendiamo siano il death metal. Doppia cassa, cambi di tempo, voce martellante, chitarre e basso a mille. Per il secondo riff sono stato ispirato da Satriani, con le parti di chitarra in armonico naturale. Il finale lo abbiamo voluto scuro e desolante, con il basso che esegue scale soliste molto presenti, e chitarra pulita e batteria a fare da supporto”.
Dr: “Il sistema escogitato dai protetti per proteggersi dalle radiazioni ha dei risvolti negativi. Infatti col tempo il DNA rifiuta il contatto col sangue dei mutanti esposto così a lungo alle radiazioni e tra tremori, emorragie e vomito, si accasciano senza vita. I mutanti credono che la vittoria sia vicina”.

La rivincita del death metal! Se fino ad ora a farla da padrone era stato il grindcore contaminato, con “Genetic Corruption” i Cadaveric Crematorium virano con decisione verso un death molto floridiano ed old school decisamente ben fatto, salvo magari qualche passaggio vocale fin troppo rilassato e privo di mordente. Comunque la traccia é una delle migliori del lotto, proprio grazie al fatto che qui l’impatto generato é assolutamente grezzo, genuino ed ignorante. Solismi di chitarra e soprattutto di basso di buona fattura.

11. THETA ( 01:02 )

Willi: “L’intro , per chi lo noterà, non é altro che l’esecuzione unplugged acustico di uno dei riff di ‘WWIII’. Mi ha appassionato riprendere parti dai brani e dare a tutto il disco una prosecuzione e delle riprese musicali. In più Necrom esegue un solo di basso molto inquietante. Alla fine viene svelato come uccidere gli zombi, un bel colpo in testa ed è fatta”.

12. THEY’RE BACK ( 02:15 )

Willi: “Ogni volta che riascoltiamo questo brano ci diciamo: ‘Ragazzi questo dal vivo sarà una potenza, dalla scaletta non la toglieremo mai’. Canzone corta, con batteria velocissima, ma con riff comprensibili che rimangono in testa al primo ascolto. Un pezzo 100% Cadaveric”.
Dr: “I protetti morti si rialzano con i loro corpi putrefatti, mutilati e coperti di sangue rappreso. Una situazione assurda che sbigottisce sia i protetti sia i mutanti. un terzo esercito senza paura e affamato si è creato e aumenta sempre più”.

Brano assolutamente devastante, che riprende a tratti anche la lezione di certo thrash tedesco, trasportandola però all’interno del death grind tipico della band. Dice bene Willi qui sopra, questa é una classica traccia che dal vivo non farà prigionieri, un up tempo terremotante che chiama il pogo a gran voce. Nulla di nuovo, niente di eclatante solamente una traccia ben fatta, con passione e sincerità.

13. LAMBDA ( 00:09 )

Willi: “Questo é un intro non suonato. Lo scienziato mutante spiega semplicemente a tutti cosa sono gli zombi, per chi ancora non lo sapesse”.

14. IT’S ENOUGH ( 03:47 )

Willi: “Questo brano é chitarristicamente il più divertente da suonare, ma anche il più difficile. Un brano di matrice vagamente thrash ma pieno di sweep picking. Ci é piaciuto giocare su tempi terzinati, tempi dispari. ma malgrado tutto secondo noi, l’idea è che tutto possa essere ascoltato con estrema fluidità. Per tutto l’album questo é stato il nostro obiettivo, pezzi intricati ma diretti. ‘It’s Enough’ ne è il perfetto esempio”.
Dr: “Tutto il concept è vissuto dal nostro protagonista, un mutante scienziato. Arrivato ora ad una situazione esasperata, perde la speranza ed è divorato dal dolore di una guerra senza motivo. Vuole trovare la madre con la quale, prima della divisioni in fazioni, stava studiando una cura alle radiazioni e mutazioni”

Anche qui si sentono benissimo gli influssi thrash dei quali parlavamo anche in precedenza. Questa influenza rende il brano di più semplice assimilazione, anche se i break solisti di Willi denotano una abilità strumentale più che buona. Con lo scorrere del tempo, il brano diviene sempre più complesso, i tempi rallentano leggermente e l’insieme si appesantisce non poco. Ancora molto bene Dr dietro al microfono, piuttosto efficace e decisamente “sul pezzo”. Brano decisamente trascinante.

15. OMICRON ( 00:11 )

Willi: “Un altro annuncio radio, e il nostro protagonista stufo della fottuta violenza! Le razze si avvicinano all’autodistruzione, la loro fine è vicina”.

16. INFECTED SCIENTIST ( 04:58 )

Willi: “Un altro brano strutturalmente complicato, ma altrettanto diretto. Dopo una parte iniziale strumentale e uno stacco comincia una strofa che a mio parere è la più incisiva di tutto il disco: un riff insistente, seguito da un altrettanto insistente riff per il ritornello basato su un mid tempo. Al centro del brano abbiamo voluto giocare con il metronomo, suonando accordi pesanti e stoppati rallentati fino al limite, per poi tornare al riff del ritornello. Nel finale un fade out che preannuncia l’epilogo”.
Dr: “Infiltrato nei bunker dei protetti il nostro eroe trova la madre occupata nella ricerca della cura, ma senza gli strumenti nel suo vecchio laboratorio in superficie è impossibile. Dopo aver spiegato la situazione raggiungono il laboratorio e uniscono le forze. La madre (una protetta) ha bisogno del sangue del figlio per resistere alle radiazioni. Come tutti i protetti cosparsi di sangue di mutante, col tempo muore e poco dopo torna in vita”.

Tecnicamente questo é il brano più complesso del lotto ed anche uno dei più riusciti. Più vicino al death che non al grind, “Infected Scientist” scorre via che é un piacere, guidato da un chitarrismo decisamente ficcante che soprattutto in fase ritmica non fa prigionieri. L’assolo non é tra i più riusciti, ma il successivo mid downtempo é veramente di una pesantezza esagerata e riconcilia l’ascoltatore con la band. Ottimo anche il finale, costruito su di un solismo chitarristico piuttosto melodico se rapportato al resto.

17. SIGMA ( 00:56 )

Willi: “Questo intro è quasi ‘cinematografico’, un arpeggio e un assolo molto lento e tristissimo annuncia la fine imminente. In questo intro si sente quello che verrà poi descritto in musica su ‘Zombies Will Dominate’”.

18. ZOMBIES WILL DOMINATE ( 02:39 )

Willi: “Basso distorto, il nostro disco doveva finire con un brano cosi. Musica ‘ignorante’ facile da suonare, ma non facile da comporre. Al centro abbiamo voluto inserire uno stacco jazz/swing e un’altro ministacco quasi country, per il solo gusto di suonarli. Un pezzo corto come é giusto che sia, abbiamo detto tutto, inutile aggiungere altro…più o meno”.
Dr: “Nonostante la madre si sia trasformata in zombi il nostro protagonista non ha la forza di ucciderla e decide di tenerla legata in laboratorio. Continua senza sosta lo studio della cura e grazie all’aiuto avuto dalla madre la trova. Poco prima di distribuirla e quindi salvare sia i protetti che i mutanti, la madre si libera, lo mangia e la cura viene persa per sempre. Che Inculata (cantata ‘che ‘nculada’ in dialetto bresciano… che tanto non si capisce lo stesso)”.

Finale “ovvio” con un brano semplice, ficcante e dall’afflato quasi Motorheadiano, tanta é l’ignoranza e la linearità delle ritmiche. Gli stacchi di cui parla Willi sono decisamente brevi ed anche decisamente inutili. Probabilmente si poteva trovare il modo di chiudere in maniera migliore e più consona al resto dell’album, ma tant’é.

19. OMEGA ( 00:52 )

Willi: “Finale cimiteriale, con un effetto ambientale surreale…qui eseguo lo stesso arpeggio di ‘Sigma’ ma senza assolo, la zombificazione è in atto, chi sarà il prossimo?”.

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