EVAL LEVI DA LONDRA

E così mi ritrovo qui, in uno stabile anonimo soprannominato The Strongroom. È l’ultimo giorno e sto ascoltando il lavoro che Colin e Matt (Hyde) hanno fatto sul pezzo “From The Blind”. Stanno ascoltando il suono che esce dagli speaker ENORMI e i muri stanno letteralmente tremando. È una bella sensazione. Tutto suona alla grande. Hanno dato una nuova ampiezza e brillantezza ai pezzi che suonano ora, enormi, davvero enormi. Se ad alcuni non piacciono le nostre canzoni, almeno non potranno dire che non le abbiamo presentate nel modo giusto. È qualcosa che pensavo non avrei mai potuto dire di un mio album. Cosa ve lo dico a fare, questo viaggio in Inghilterra è stato davvero —— .
Il primo giorno è stato piuttosto stressante visto che ho perso l’aereo a causa del traffico enorme che c’è ad Atlanta. Atlanta, va detto, ha il traffico peggiore che si sia mai visto. Comunque, dato che avevo perso il volo, ero in ritardo il primo giorno del mixaggio. E mi è scocciato. Quando sono arrivato in studio stavano lavorando al primo pezzo e tutto andava più che bene. Batteria e basso avevano un suono fantastico. L’unica cosa che non funzionava molto era la timbrica della chitarra. Provarono a ri-amplificare le chitarre, ma il problema era che The Strongroom non aveva gli amplificatori adatti per questo genere di musica. La possibilità di trovare l’assetto giusto in tempo era piuttosto remota. Ma qui entrò in gioco Andy Sneap, e salvò la situazione. Rese cristallino il suono di tutte le nostre chitarre e finalmente il suono fu eccellente. A questo punto tutti gli elementi erano al posto giusto e le cose cominciavano a muoversi.

Una delle cose più fighe di The Strongroom è che lo studio di registrazione era provvisto di un bar. Mi hanno detto che nel Regno Unito è una cosa abbastanza usuale quella di avere uno studio bar, ma per me è stata una vera e propria scoperta. Una scoperta che volevo sfruttare almeno una volta. L’opportunità si presentò la notte di Halloween quando Lee, il nostro assistente, mi convinse che era meglio bere nove bicchieri di assenzio e fare il barista piuttosto che stare nella sala controllo dello studio. Pensai che aveva ragione. Per noi americani, poter bere assenzio è una gran cosa perché negli Stati Uniti è illegale. Per noi è raro avere l’occasione di berlo, ed io era da un po’ che volevo provarlo. La cosa interessante è che il giorno dopo non stavo male. Quindi mi viene da chiedermi che cacchio c’era nel punch alla frutta.
A parte la fase del mastering, che avverrà a New York, l’album è quasi finito. Ed era ora, cazzo! Dopo due anni siamo finalmente pronti a portare sul palco questa roba e far ascoltare al mondo ciò su cui abbiamo lavorato.
Eyal Levi
I DETTAGLI DI ‘THE HINDERERS’

Prodotto da James Murphy (ex Death, Obituary, Disincarnate, Testament), co-prodotto dai Daath, e mixato da Colin Richardson (Bullet For My Valentine, Machine Head, Cradle of Filth, Fear Factory), con la collaborazione di Andy Sneap, The Hinderers rappresenta un ritorno deciso al classico sound death metal/black metal che dominava la scena nei primi anni ’90.
Il chitarrista Eyal Levi dichiara: “Come del resto ci aspettavamo, il mix di Colin Richardson è DEVASTANTE! E’ stato divertente lavorare con lui e avere Andy Sneap dietro le nostre chitarre non è stato da meno. Questo album suonerà esattamente come desideravamo!”. Il risultato è un death metal classico, progressive e tecnico con canzoni come “Ovum,” “Festival Mass Soulform,” “Subterfuge,” “Under A Sober Sign” e altre.
La tracklist di The Hinderers è la seguente:
1. Sightless
2. Subterfuge
3. Under A Somber Sign
4. From The Blind
5. Cosmic Forge
6. Ovum
7. Festival Mass Soulform
8. Above Lucium
9. War Born (Tri-Adverserenade)
10. Dead On The Dancefloor
11. Who Will Take The Blame
12. Blessed Through Misery
13. The Hinderers.
I DÅÅTH danno inoltre il benvenuto al batterista Kevin Talley (ex Chimaira, Dying Fetus). Commenta Levi: “Suonare con Kevin è stata una scelta naturale per noi. Erano anni che era coinvolto nel progetto e non solo egli è uno dei più grandi batteristi in circolazione, ma è anche uno dei nostri più cari amici. Siamo eccitati all’idea di averlo nella band, così come non vediamo l’ora di iniziare il nostro primo vero e proprio tour negli States con i Cattle Decapitation e Goatwhore: saremo on the road dal 17 novembre fino al 15 dicembre”.
I Daath sono Sean Farber (voce), Mike Kameron (tastiere, backing vocals), Eyal Levi (chitarra), Emil Werstler (chitarra), Jeremy Creamer (basso) e Kevin Talley (batteria).
