EXODUS, ANTHRAX, MIKE PORTNOY e altri contro la decisione di Live Nation di tagliare i compensi agli artisti

Pubblicato il 19/06/2020

Dopo la notizia dei nuovi accordi contrattuali diffusi da Live Nation alle agenzie con cui lavora, iniziano ad arrivare le prime repliche e lamentele da parte degli artisti, che contestano misure come la riduzione del 20% del compenso garantito, e altre che se non avete ancora letto, trovate spiegate nel dettaglio a questo indirizzo.

Ecco la dichiarazione via Instagram di Gary Holt degli EXODUS:

“Quindi Live Nation ha deciso che, siccome la vita per loro adesso è dura, pagheranno gli artisti il 20% in meno, pagheranno loro solo il 25% del compenso quando un promoter cancella una data al posto del 100% ma se poi sei tu artista a dover cancellare, ti tocca dare al promoter il doppio del tuo compenso previsto. Inoltre si tengono il 30% delle vendite del tuo merch. Questo potrebbe essere l’ultimo chiodo nella bara per il metal e il rock. Quel taglio del 20% ora salta fuori dal merchandise ma su quello si prendono una percentuale ancora maggiore. Devi sperare poi di non dover annullare perchè ti sei ammalato”.

Scott Ian degli ANTHRAX ha aggiunto:

“E si sa che gli headliner dei festival non subiranno alcun taglio, perchè senza di loro non ci sarebbero nemmeno i festival. E’ la fascia media ad essere colpita maggiormente”.

Gary Holt ha quindi risposto:

“BINGO! Gli headliner prenderanno i soldi e noi lo prenderemo nel culo e dovremo anche dire grazie”.

Phil Demmel dei VIO-LENCE ed ex-MACHINE HEAD ha replicato:

“Domanda stupida: ma siamo costretti a suonare nelle loro venue?”

Mike Portnoy in un post a parte ha invece dichiarato:

“Che schifo. Questa è avidità aziendale allo stato puro… già i servizi di streaming hanno levato quasi tutto quello che un artista prendeva dalla sua musica, rendendo necessario per un musicista andare in tour… poi il coronavirus ci ha privato di qualsiasi entrata per chissà quanto tempo da qui al prossimo anno 8o forse oltre?)… ora l’avida Live Nation sta cambiando le sue policy in vista di quando forse i tour potranno riprendere e vuole rimodellare i live show in modo che gli artisti debbano lottare per fare qualsiasi cosa ed essere anche responsabili delle loro stesse perdite! E’ assolutamente inaccettabile”.

Gary Holt

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