FOLLOW THE REAPER: La nascita della scena melo-death finlandese in dieci dischi

Pubblicato il 25/01/2021

A cura di Riccardo Plata

Dopo il successo mondiale raggiunto a metà degli anni ’90, alla fine del ventesimo secolo la cosidetta scena di Gothenburg è ormai irriconoscibile: gli At The Gates hanno gettato la spugna, In Flames, Dark Tanquillity e Soilwork flirtano sempre più con elettronica e clean vocals, mentre gli Arch Enemy sono passati dal rude Jon Liiva alla ben più affascinante Angela Gossow. Nel frattempo nel ’97 esce un disco, “Something Wild”, destinato a lasciare un segno indelebile nella storia del genere, tracciando un solco nella cui scia germoglieranno molti  proseliti negli anni a venire. L’insieme di questi due fattori – unito al fatto che a Helsinki il metal si vende anche nei supermercati, mentre i vari Stratovarius, Nightwish e HIM diventano parte del PIL nazionale come la Nokia – fa sì che all’alba del nuovo millennio l’epicentro della scena melodic death sia sia spostata da Gothenburg alla terra dei mille laghi, dove prendono vita una serie di band destinate a lasciare il segno (chi arrivando fino ai giorni nostri, chi sparendo dopo poco). Questo speciale vuole dunque ricostruire la storia della scena finlandese attraverso dieci album di debutto usciti negli anni ’00, e non può che essere ovviamente dedicato alla memoria di Alexi ‘Wildchild’ Laiho, artista geniale scomparso troppo presto e ‘padrino’ di molti dei gruppi qui citati.

L’onore di aprire la rassegna tocca ad una band che ha fatto ben parlare di sé fin dagli esordi e che ancora oggi, forse più di ogni altra, incarna lo spirito originale dei padri fondatori svedesi, anche se interpretato fin dall’esordio con una chiave di lettura più malinconica, figlia della tradizione di connazionali seminali come Sentenced e Amorphis…

INSOMNIUM – In The Halls Of Awaiting (Candlelight Records)

 

Mentre gli Insomnium registravano il loro debutto, un’altra band con un nome di origine latina emetteva i primi vagiti discografici, preludio ad una carriera che dura ancora oggi e che nel corso degli anni ha visto le due formazioni imparentate grazie al chitarrista Markus Vanhala, che dal 2013 si divide tra la sua band originale e i cugini di cui sopra….

OMNIUM GATHERUM – Spirits And August Light / Steal The Light (Nuclear Blast)

 

Oltre al debutto degli Omnium Gatherum nel 2003 vede la luce, sempre sotto l’egida della Rage Of Achilles, un altro disco di una band che fa dell’unione tra melodic-death e progressive il proprio tratto distintivo. A differenza dei colleghi citati finora la loro carriera sarà molto più breve, ma sarà proprio il singer Jukka Pelkonen (qui noto come J) a prendere il posto dietro al microfono degli Omnium Gatherum dal 2006…

ELENIUM – For Giving – For Getting (Rage Of Achilles)

 

Sempre nel 2003 gli annali registrano l’esordio di un’altra band finnica dal nome latino, ancora in auge anche se la versione 2.0 della line-up è formata da due soli elementi, con il cantante Ville Viljanen a rappresentare la continuità e il chitarrista Andy Gillion che porta una dimensione più internazionale. Nella prima fase della loro carriera la band di Puori era viceversa perfettamente allineata al melo-death dell’epoca, di cui questo debutto rappresenta uno dei più fulgidi esempi…

MORS PRINCIPIUM EST – Inhumanity (Listenable Records)

 

Fateci caso: siamo arrivati quasi a metà dello speciale, e ancora non abbiamo toccato, se non marginalmente, emuli dei Bambini di Bodom, nè tra tante etichette sparse per il mondo (Inghilterra, Francia, Germania…) ce n’è una autoctona. A colmare entrambi i gap ci pensa il debutto di una band di Oulu, la più popolosa città del Nord finnico, che alla limpidezza del lago di Bodom contrappone la melma delle paludi….

KALMAH – Swamplord (Spikefarm)

 

Se i Kalmah rappresentano i rivali più accreditati e duraturi dei Children Of Bodom, al punto che in qualche occasione l’allievo ha perfino superato il maestro, un’altra band di Espoo avrebbe avuto le caratteristiche per competere sullo stesso terreno, salvo scomparire prematuramente dopo un cambio di monicker e di genere; aspetti questi che col tempo hanno contribuito ulteriormente allo stato di ‘cult’ del loro ormai introvabile debutto discografico…

THRONE OF CHAOS – Menace And Prayer (Spikefarm)

 

Sempre da Espoo, città gemellata con Gothenburg visto il ruolo cruciale nella ‘scena’, arriva un’altra band formatasi a metà degli anni ’90 con il nome Requiem, ma che dovrà attendere il 2002 per l’esordio ufficiale sotto la Spikefarm, avendo nel frattempo cambiato monicker. A dare la spinta decisiva sarà peraltro un bambino di Bodom, amico di quel Petri Lindroos all’epoca fondatore della band ed oggi meglio noto come frontman degli Ensiferum…

NORTHER – Dreams Of Endless War (Spikefarm)

 

E a proposito di Ensiferum, non possiamo che spostare l’attenzione su Jari Mäenpää, cantante e chitarrista degli allora più celebri vichinghi di Helsinki nel loro storico debutto del 2001 e nel successivo “Iron” del 2004. E proprio quell’anno arriva il licenziamento dalla band madre per poter portare avanti il suo progetto parallelo cui lavorava da tempo, di fatto nato come one-man-band per poi evolversi includendo tra i propri membri l’ex-bassista dei Norther e il chitarrista degli Imperanon…

WINTERSUN – Wintersun (Nuclear Blast)

 

Dai campetti di periferia all’approdo in Serie A, fino all’Europa League e alla Champions: è questo il percorso di Daniel Freyberg, partito con ad inizio 2000 con il progetto Acid Universe per poi esordire con la sua band (formalmente mai sciolta, anche se l’ultima testimonianza discografica è del 2007), trampolino di lancio per l’approdo ai Norther e infine ai Children of Bodom / Bodom After Midnight…

NAILDOWN – World Domination (Spinefarm)

 

In chiusura di questa lunga disanima, ci sarebbero tante altre band meritevoli di entrare in questo elenco (Eternal Tears of Sorrow, Noumena, Imperanon, Diablo, MyGrain…), ma abbiamo scelto di guardare ‘avanti’ includendo un gruppo che si distacca dai precedenti sia per l’assenza di ‘parentele’ che per il genere proposto e l’anno di formazione, pur mantenendo qualche punto di contatto per il ruolo delle tastiere e l’influenza dei Bodom di metà carriera…

FEAR OF DOMINATION – Call Of Schizophrenia (Onasto-A-Records)

 

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