A cura di Maurizio “MorrizZ” Borghi
Con un pizzico di fierezza possiamo dire di averli seguiti dall’inizio, quando “Either Caesars Or Nothing” era un’ottima promessa, un gran bel disco autoprodotto uscito dal nulla, firmato da una formazione che ha avuto il battesimo del fuoco, sul palco, l’iconico 6/6/06. La firma per Coroner Records e la successiva ristampa nel 2009 ci hanno fatto più che piacere ovviamente, così come gli applausi del resto della critica, che hanno avuto risonanza internazionale. Il sostanziale cambio di line-up invece ci ha fatto temere per il loro futuro: ad inizio 2010 Tommy Aurizzi (chitarra solista) e Umberto Maliziotti (batteria) si sono uniti ai fondatori Marco Krasinski (vocals/basso) e Fabrizio Damiani (chitarra ritmica).
Dopo svariate date con Vader (con cui il gruppo ha condiviso il palco per l’intero tour in Russia ed Europa dell’Est nel 2010), Destruction, All Shall Perish, Hatesphere, Bonded by Blood, Necrodeath, Gama Bomb, sopravvissuti ad assestamenti vari e terminata una lunga gestazione, i FOMENTO presentano oggi, su queste pagine, il nuovo album “To Persevere Is Diabolical”. La produzione è stata affidata ancora una volta al frontman Marco Krasinski mentre l’album è stato registrato, mixato e masterizzato da Matteo Gabbianelli ai Kutso Noise Home Studio di Roma, Italia. L’artwork di copertina, infine, è firmato da Brent Elliot White (JOB FOR A COWBOY, TRIVIUM, CHIMAIRA, ARCH ENEMY).
Vi offriamo, prima di tutto, un’anteprima scritta in questo track-by-track, come breve antipasto. Dalla prossima settimana invece, grazie a Coroner Records, l’intero disco sarà disponibile per l’ascolto in streaming, in esclusiva assoluta per Metalitalia.com!
FOMENTO – To Persevere Is Diabolical
Durata: 40:30
Etichetta: Coroner Records
Nei negozi dal: 13 marzo 2012
1. Beware The Ides Of March
Un pezzo breve che traghetta nel presente i Fomento di “Either Caesars Or Nothing” (2009). Il pezzo parte stranamente ovattato, ma dal secondo 46 si capisce che è una mossa voluta: il gruppo ingrana la quinta, il mix si fa più chiaro e potente e tutto si rende più adatto per il vero inizio, affidato alla spettacolare traccia numero 2.
2. The Skeleton Coast
Lo stile dei Fomento, definito efficacemente ‘Slayercore’ nel primo capitolo discografico, si inasprisce, si secca e si avvicina al death/thrash classico in questo incipit, molto più veloce e intricato rispetto al primo album. Il brano è costruito sull’immutato attacco lirico di Krasinski e, soprattutto, sul doppio pedale della nuova aggiunta dietro le pelli: Umberto Maliziotti fa subito bella mostra di sé, e il mixaggio lo consacra come innesto eccellente. Il cuore del brano mostra un’interessante digressione thrash metal, con un assolo conciso a chiudere.
3. Devil’s Trill
Qui i Fomento si fanno trascinare dalle note malefiche delle coppia d’asce, che si prodigano in un tributo agli Slayer, e su un ritornello semplice e urlato, giocato sul dialogo tra frontman e gang vocals. Lo sviluppo verte ancora sul drumming chiassoso, sugli stop-and-go, e su un riff principale particolarmente azzeccato.
4. The Dysteleological Argument
E’ il blackened death dei Behemoth, con note sulfuree ed evocative, ad impossessarsi dei romani per la traccia numero 4. Krasinski cerca di diversificare il suo cantato e puntare su tonalità più gravi, il riffing è nero come la pece, il doppio pedale onnipresente. Sulla 3/4 viene finalmente lasciato spazio ad un assolo esteso di Aurizzi, che prelude alla sfuriata thrash finale.
5. Predominance
Sarà la campana, sarà questo riff particolare, ma alla sostanza primaria che contraddistingue la formazione della capitale in “Predominance” sentiamo l’influenza dei Lamb Of God. In più istanti voce e chitarre si fanno da parte per aumentare la suspence di un brano dalla struttura atipica. A parere di chi scrive alcuni momenti particolarmente spenti, purtroppo, impattano negativamente sul giudizio complessivo.
6. Monster Mobster
La parola d’ordine qui è “affondare il piede sull’acceleratore”: il risultato è una traccia veloce, senza compromessi e senza respiro, che si ferma quando il cronometro segna i 2 minuti solo per affondare la testa nell’abisso e riemergere con altro veleno da sputare, per un finale corale urlato e cadenzato.
7. Desecrators
Un altro pezzo veloce, pesante, freddo, che rappresenta appieno il dinamismo e l’affiatamento della nuova formazione. Riff stoppati e gang vocals ammodernano questa “Desecrators” che, per semplice ispirazione e riuscita, con gli stessi ingredienti delle altre canzoni di “To Persevere Is Diabolical”, si candida ad essere uno dei suoi migliori rappresentanti.
8. Blood Pact
L’occhio di bue puntato su Umberto per un mini assolo di batteria, ed ecco “Blood Pact”: una canzone che si regge su una sezione ritmica terremotante, con uno sviluppo violento e la mistura di vecchio e nuovo a farsi apprezzare dalle nuove e dalle vecchie leve. Krasinski non sarà il miglior vocalist sul pianeta (in effetti è piuttosto monocorde) ma tenta comunque di dare enfasi e potenza alla sua prestazione grazie a ripetizioni e cadenza ad effetto.
9. The Mud Machine
Uno dei pezzi più lineari della raccolta si fa comunque apprezzare per i bei momenti (50″), l’impatto e il riffing azzeccato. Il finale che cade nel vuoto è particolarmente ben riuscito.
10. In The Sixth Day
Quasi avessero letto le notre parole su “The Mud Machine”, ecco un riff atipico su un pezzo che gioca su cambi di tempo e di umore, con tante melodie chitarristiche, un assolo lungo e complesso, un incedere imponente, che cambia le carte in tavola e mette in vetrina le capacità di scrittura del quartetto.
11. Necropotency
L’attacco al trend delle reunion l’avete già sentito da un pezzo, come avete già sentito il grosso “FUCK YOU!” alle major e alle puttane dei discografici che in massa si stanno riunendo, quasi tutti per tour inutili che mirano a scippare le tasche dei fan più nostalgici.
12. On My Father’s Grave
Un titolo epico non poteva non avere un corrispettivo che gioca su linee di chitarra che evocano magnificenza, intervallate da riff dall’impatto moderno e cadenzato, sempre guidate dalle vocals apocalittiche del frontman.


