Track-By-Track del nuovo “Infected”
a cura di Dario Cattaneo

HAMMEFALL “Infected”
01. Patient Zero
02. B.Y.H
03. One More Time
04. The Outlaw
05. Send Me A Sign
06. I Refuse
07. Dia De Los Muertos
08. 666 – The Enemy Within
09. Immortalized
10. Let’s Get It On
11. Redemption
in uscita per Nuclear Blast/Warner il 20/05/2011
01. PATIENT ZERO:
Oscar: “E’ la prima song che abbiamo scrtto per questo album. La prima traccia dell’album stesso ma anche la prima ad essere stata composta in ordine cronologico. Il ‘paziente zero’ è il primo pazinete infettato da una sorta di malattia che lo trasforma in zombi… l’idea proviene da un B Movie”.
La canzone d’apertura è indubbiamente una delle più atipiche rispetto al sound tradizionale della band. I suoni sono secchi, la batteria ricorda da vicino quella ‘marciante’ di “Warriors Of The World” dei Manowar, e la produzione delle chitarre abbraccia un sound generalmente più ottantiano. La canzone manca del tutto di un ritornello, cosa atipica per gli Hammerfall, e presenta un inaspettato cambio di tempo centrale, che evolve il pezzo, fino a quel punto cadenzato, in un più standard uptempo di matrice power. Un pezzo sicuramente di difficile comprensione, che mette subito l’ascoltatore davanti ad una domanda: ‘Questi sono gli Hammerfall di Infected. Ti piaceranno?’. Scelta coraggiosa, che non ci sentiamo di dire se sia stata la migliore o meno. Certo è che alla lunga questa canzone mostra un certo tiro e alcune melodie interessanti
02. B.Y.H:
Oscar: “Come detto nell’intervista, è una canzone scritta da Joacim riguardo alla sua passione per l’heavy metal, ma vuole essere anche un esortazione a band e promoters dei festival estivi a considerare il ruolo di headliner per le band della nuova generazione”.
Dopo lo spiazzo iniziale, “B.Y.H.” riporta le coordinate della musica proposta su territori meno insidiosi, anche se la produzione continua ad essere pesantemente diversa dalla vecchia produzione degli Hammerfall, specie nel riffing, qui più presente e meno arricchito dall’uso delle tastiere quasi assenti. Il pezzo presenta comunque qualche novità, con un inatteso break centrale in arpeggio prima del solo e la discutibile scelta di inserire dei non troppo riusciti stop’n’go di chitarra ritmica in apertura. Un pezzo che vive sulla ritrovata potenza delle chitarre e un buon Joacim, sempre a suo agio con le note alte.
03. ONE MORE TIME:
Oscar: “E’ il singolo dell’album. Penso che riflette l’intero album perché, anche se tutte le canzoni in ‘Infected’ sono molto diverse tra loro, questa unisce in se tutti gli elementi presenti. E’ un riassunto di ciò che sono gli Hammerfall adesso”.
Nonostante il pensiero di Oscar Dronjak su questa canzone, sorprendentemente scelta come singolo, essa non sembra per nulla essere un riassunto delle sonorità dell’album, ma piuttosto, volendo estremizzare, un outtake degli ultimi album degli Iron Maiden. Salvo per un francamente evitabile doppio pedale a supporto della strofa che Nicko McBrain non userebbe mai ed una parte centrale lenta lasciata alla sola interpretazione di Joacim (cosa che peraltro vedremmo bene fare dal Bruce Dickinson solista), il pezzo segue queste coordinate. Pezzo heavy al 100%, ma francamente ancora una volta spiazzante per le scelte operate dalla band in termini di sound. Risulta comunque apprezzabile in virtù di una buona performance vocale e di belle melodie”.
04. THE OUTLAW:
Oscar: “E’ stata scritta da me e Joacim insieme, ed è molto melodica. E’ la più simile allo spirito dei vecchi album”.
Relativamente potente e aperta da un riff iniziale sullo stile dei vecchi lavori, la canzone funziona. Ha il tiro giusto, alcuni richiami alle vecchie “Hearts On Fire” e simili, ed in generale un approccio più libero alla canzone, che risulta la meno colpita dalla sindrome del dover stupire a tutti i costi con un nuovo sound.
05. SEND ME A SIGN:
Oscar: “Si tratta di una cover di una band ungherese chiamata ‘Pokolgép’, il cui titolo in lingua originale era ‘Hol Van A Szo’. Ne abbiamo riscritto le liriche in inglese e questo è il risultato”.
Anche se spacciarla per una cover di una band ungherese con il nome impronunciabile dovrebbe donargli un alone di interesse, la canzone è la classica ballad degli Hammerfall, con l’inizio arpeggiato e il finale più epico, sorretto da lunghi accordi di chitarra distorta. Si pone esattamente in linea con tutti gli altri lenti prodotti dalla band nella loro carriera, quindi non riserva alcuna sorpresa. A chi piace il genere dei lenti, piacerà anche questa canzone.
06. DIA DE LOS MUERTOS
Oscar: “Ancora una canzone con tema gli zombie, la canzone richiama film come ‘L’Alba Dei Morti Viventi’ e simili. Il ‘giorno dei morti’ è però anche una festività molto sentita in Messico”.
Questa è la canzone più simile alla vecchia produzione degli Hammerfall. La batteria torna su uno stili tipicamente power, il cantato di Joacim si piazza sulle tonalità alte, e i riff di chitarra sulla strofa abbandonano temporaneamente gli accordi pieni presenti sulle prime canzoni per riprendere un movimento ritmico simile a canzoni come “Dragon Lies Bleeding”. Per i fan della vecchia produzione una ventata di aria fresca. Il titolo in spagnolo non deve spaventare, le liriche sono comunque svolte in lingua inglese.
07. I REFUSE
Oscar: “E’ una canzone molto pesante, la più simile ad quella maniera di suonare power metal tipicamente di scuola americana”.
Altra canzone metal con tempi cadenzati e qualche tentativo di velocizzare il ritmo portante usando il doppio pedale. A parte la pesantezza del suono e l’oppressività del ritmo, non vediamo similitudini particolari al power americano. E’ un pezzo che da l’idea del filler, comunque.
08. 666 – THE ENEMY WITHIN
Oscar: “Le tastiere sono molto presenti in questo pezzo, in una maniera mai usata prima dagli Hammerfall. Hanno un ruolo principale qui. Questo da alla canzone un suono più ‘tedesco’”.
Di nuovo power metal melodico, anche se ancora con le dovute differenze dalla vecchia produzione. Un pezzo abbastanza carino, in cui le tastiere sono più udibili, anche se ancora non ricoprono un ruolo definibile proprio come principale. In questo pezzo è possibile sentire l’energia nelle chitarre di cui parla Oscar nell’intervista, e il pezzo risulta comunque apprezzabile.
09. IMMORTALIZED
Oscar: “Il riff portante di questa canzone risale addirittura al 1993. In realtà, parti di questo brano erano inclusi in una prima versione della canzone ‘Hammerfall’, subito prima del primo lick solista. Quando poi è stata registrata abbiamo cambiato tutto, e quindi questo riff era stato accantonato. Ora lo riportiamo a voi”.
I ritmi si mantengono alti per un pezzo ancora una volta comodamente situato all’interno della scena power melodica. Il consueto ritmo in doppia cassa guida il pezzo attraverso strofe e ritornelli cantati con tonalità ancora una volta molto alte, su una base di chitarra di vecchia estrazione. La produzione volutamente alta delle chitarre sul pezzo dona un esplosività che non si sentiva su altre canzoni dei vecchi album.
10. LET’S GET IT ON
Oscar: “E’ stata interamente da me, con lo scopo di far battere il cuore e pompare sangue nelle vene. E’ una canzone potente, basata su di un parallelismo tra arti marziali e il nostro lavoro come band. Ho fatot questa scelta perché sono un grande fan delle arti marziali. Il parallelismo avviene tra un combattente che entra nella gabbia, pronto a lottare e noi, che come lui entriamo sul palco, ma pronti ad esibirci”.
Guerresca ed adrenalinica, scritta per ottenere risposta dal pubblico e come tale dotata di una buona presa dal vivo. Ascoltata sul disco risulta però leggermente rumorosa, con le vocals di Joacim troppo strizzate in alto. Un pezzo fatto di luci e ombre, ma che supponiamo dal vivo farà la sua figura.
11. REDEMPTION
Oscar: “E’ una delle mie canzoni preferite, ha davvero molti aspetti. L’introduzione è epica, dopo diventa soft ma metallica, seguita da una parte lenta, che poi ridiventa power… ha un tradizionale stacco melodico in mezzo… possiamo dire che sia una canzone che ha proprio tutto”.
Gli Hammerfall non sono nuovi a canzoni dal minutaggio elevato, di solito poste in chiusura. Questa “Redemption” non è particolarmente lunga (arriva appena a sette minuti) ma come sostenuto da Oscar è una canzone che vive di parecchi momenti. Purtroppo, rispetto ai brani lunghi dei vecchi lavori, questo sembra un po’ un collage di momenti diversi… Il risultato è una canzone cangiante ed a tratti anche interessante, ma con il difetto di essere priva di un filo conduttore che ne migliorerebbe la fruizione. Allo stato attuale risulta carina, ma da l’idea di una potenzialità non sfruttata a pieno. Interessante la voce di Joacim, in alcuni frangenti molto vicina a quella di Bruce.
Intervista a Oscar Dronjak
a cura di Dario Cattaneo
COMINCIAMOL’INTERVISTA PARLANDO DEL NUOVO “INFECTED”. SONO IN MOLTI A DIRE CHEQUESTO DISCO SUONA MOLTO DIVERSO DAI PRECEDENTI, MA CHE COMUNQUE E’ AL 100%HAMMERFALL. SEI D’ACCORDO CON CHI SOSTIENE CIO’?
Oscar: “Si, èesattamente quello che penso anche io al proposiito. Esistono diversi modi diinnovare il proprio sound, senza per forza dove compiere un’inversione anovanta gradi o un brusco cambio di rotta. Il suono Hammerfall che volevamo atutti i costi mantenere è ancora tutto li, ma insieme ad esso si possonotrovare molte idee nuove, degli approcci completamente nuovi, sia nel modo incui componiamo le canzoni sia nel modo di suonarle. Sono dunque d’accordo al100% con coloro che sostengono quel concetto”.
MA CHE SIGNIFICATODAI TU, OSCAR, ALLA PAROLA ‘INNOVAZIONE’?
Oscar:”Innovazione… beh, dipende dal significato che ognuno gli da, da ciò chequella parola significa per te. Io penso che sia possibile essere innovativisenza dover per forza essere anche originali, ad esempio. Sono molte le personeche pensano che si debba essere innovativi… Ma, sai, io sono da sempre un fandell’heavy metal, ascolto questa musica da quando avevo 11 anni, faccio quelloche faccio per un unica ragione: amo questa musica. Non c’è un altra ragione.Ho quindi molta esperienza, sia come fan che come musicista, e posso portarequalcosa di nuovo senza dover stravolgere niente. Penso dunque che ci sia moltomargine per poter essere innovativi anche all’interno del sound tipicamenteHammerfall. ‘Infected’ è la prova fisica di quello che stodicendo”.
A PROPOSITO DELLEMODIFICHE NEL VOSTRO SOUND… SICURAMENTE I CORI SONO DIMINUITI E LE TASTIERESONO MENO PRESENTI E COMUNQUE RELEGATE AD UN PIU’ OSCURO RUOLO DIACCOMPAGNAMENTO. IL SOUND GENERALE E’ PIU’ CRUDO, PIU’ OTTANTIANO. POSSIAMODIRE CHE “INFECTED” SIA PIU’ HEAVY METAL CHE POWER METAL?
Oscar: “Insomma,è più o meno corretto. Più o meno. Sicuramente il suono complessivo dell’albumè il primo vero indizio che qualcosa è cambiato negli Hammerfall. Merito dellanuova produzione. Fin dagli inizi abbiamo sempre lavorato con CharlieBauerfinder alla produzione, ed è questa la ragione per la quale stavolta cisiamo rivolti a qualcun’altro. Non è perchè ci siamo trovati male, anzi, noiadoriamo il lavoro fatto con lui; ma il fatto è che quando si lavora sempre inuna certa maniera, con le stesse persone e nello stesso modo, si corre ilrischio di sentirsi un troppo… comodi (Oscar ha usato il termine’confortable’ per definire questo concetto, ndR). E’ un pò come un rapporto dicoppia, ami tutto di quel rapporto ma è una cosa che non puoi condividere conaltri… Certo, una relazione di coppia è tra due persone, mentre un rapportoband-produttore coinvolge necessariamente altre persone, fan compresi. Hocitato principalmente la produzione ma penso che ‘Infected’ abbia anchel’energia nelle chitarre che solo ‘Glory To The Brave’ aveva, e chenessun nostro album dopo quello aveva più avuto. Penso che le differenzeprincipali stiano in questi elementi. Nella produzione e nel modo stesso disuonare le chitarre, non sto parlo di composizione, ma proprio dell’esecuzionecon lo strumento”.
CHE NE PENSI DELLASCENA POWER METAL MELODICA ATTUALE? E’ ANCORA FRESCA COME DIECI ANNI FA O STASTAGNANDO? IL POWER METAL E’ ANCORA ATTUALE O PENSI CHE LE BAND USCITE NEGLIANNI ’90 DEBBANO TROVARE NUOVE STRADE? GLI EDGUY CON L’ULTIMO ALBUM HANNOVIRATO VERSO UN APPROCCIO PIU’ HARD ROCK, COME DICE SEMPRE TOBIAS SAMMETT…
Oscar: “No, quinon sono d’accordo. Quando siamo arrivati noi con gli Hammerfall, a metà deglianni ’90, il power metal come lo intendi tu semplicemente non esisteva. Ilpower metal di cui parli è un termine, non un genere. Il genere power metal aitempi era quello delle band americane, che erano sulle scene già da anni.Quello era il power metal negli anni ’90, non la nostra musica. Noi siamopartiti come band heavy metal e lo siamo sempre stati. Purtroppo ora l”heavymetal ora ha un’accezzione diversa, quando dici alla gente: ‘ io suono heavymetal’, loro ti rispondono: ‘ah, quella musica da vecchi che non fa piùnessuno’, ma noi non la pensiamo così. Noi l’heavy metal lo suoniamo, loviviamo, lo amiamo e quindi ci sentiamo di appartenere a pieno diritto a questotermine. Noi lo abbiamo semplicemente spinto oltre quello che era ai tempi, equindi la gente ha coniato questo termine perchè sembrava musica per i tempiancora nuova, mai sentita. Noi siamo sempre stati una heavy metal band, questotermine ci è stato accostato solo dopo e perchè sembrava in qualche modo adattoalla nostra musica, molto melodica, ma occorre ricordarsi che il termine avevaun altra provenienza. Io non ho mai considerato la mia band come facente partedi quel genere, comunque”.
LA SCELTA DI PATIENT ZERO COMEAPERTURA E’ UNA SCELTA FORTE… E’ UNO DEI PEZZI CHE MAGGIORMENTE SI DISTANZIADAL VECCHIO SOUND. SOPRATUTTO PER LA BATTERIA DI ISPIRAZIONE COSI’ ‘MANOWAR’, POTREMMODIRE… NON PENSATE CHE LA GENTE LA ASCOLTI COME PRIMO PEZZO E RIMANGA IN QUALCHE MODOSORPRESA?
Oscar: “Sì, hairagione per la batteria… l’idea proviene in realtà da un effetto che erapresente sulla canzone dei Judas Priest ‘Metal Gods’, da ‘British Steel’, che prevedeva dei microfoni posti in prossimitàdella batteria, così che i colpi del pedale e del rullante dessero l’idea diuna sorta di marcia, di una camminata. Comunque, sì… questa canzone èsicuramente diversa dalle nostre vecchie, ma ha anche una parte veloce centraleun pò più simile alla vecchia produzione. Penso sia una buona scelta comeopener”.
OK, ABBANDONIAMO PERUN ATTIMO L’ALBUM NUOVO E TORNIAMO AL PASSATO. GLI HAMMERFALL SONO FAMOSI PERIL SUCCESSO VELOCISSIMO CHE HANNO OTTENUTO. IN PRATICA SIETE DIVENTATI UNA BANDDI PUNTA SUBITO DOPO IL DEBUTTO. MA QUESTA E’ STATA UNA BUONA COSA PER VOI? OE’ DIFFICILE POI MANTENERE ALTE LE ASPETTATIVE?
Oscar: “Nonpenso che quello che tu dici si adatti al nostro caso, in quanto già tuttilavoravamo da tempo nel campo del metal. Suonavamo tutti da molti anni: JesperStromblad collaborava con noi ed era ai tempi negli In Flames, Joacim era in un altro gruppo e pure io suonavo daanni… Sapevamo come suonare dunque. Quando abbiamo scritto ‘Glory To TheBrave’ non ci siamo mai posti la domanda: ‘cosa dobbiamo fare per piacere allagente?’ No. Abbiamo semplicemente suonato quello che ci piaceva di più. E’stato il fatto che nessuno stesse facendo quello che facevano noi, che ci haportato da subito il successo di cui parli, e penso che questo sia stato unbene per noi, perchè non abbiamo dovuto lavorare troppo duramente per venireincontro ai gusti della gente. Piacevamo già come eravamo. Avevamo le nostreidee e le abbiamo portate avanti e siamo dunque felici del successo. Eravamopronti per esso. Quindi, per rispondere alla domanda, sì, è andata come dovevaandare e siamo felici”.
ANCHE l’ARTWORK E’DIVERSO COMUNQUE. PIU’ SCURO, CUPO. COME MAI NON AVETE IMPIEGATOANCHE STAVOLTA IL GUERRIERO CON IL MARTELLO PER LA COPERTINA?
Oscar: “Beh, lemodifiche nella direzione della musica, richiedevano le modifiche anchenell’artwork. Già con ‘No Sacrifice No Victory’ avevamo fatto un primopasso nella direzione di copertine più moderne, ma qui bisognava cambiare deltutto. Con ‘Infected’ volevamo una artwork che stesse a pari passocon la musica. Non penso che un immagine fantasy o comunque in stile cartooncome quelle vecchie si adattasse allo spirito che sta dietro alla creazione di ‘Infected’. Quest’album è più potente, è più spinto nella musica equindi volevamo un artwork che risultasse più ‘moderno’, ecco tutto”.
PIU’ CHE MODERNO, QUASIPROFETICO. NELLA VERSIONE PROMO, IL SIMBOLO DEL ‘BIOHARZARD’ ERA BEN VISIBILESULLA COPERTINA E QUESTO RIPORTA ALLA MENTE TUTTO CIO’ CHE STA SUCCEDENDO INGIAPPONE, DOVE IL CONCETTO DI ‘CONTAMINAZIONE’ E PURTROPPO TRISTEMENTEATTUALE… COSA NE PENSI DI QUANTO E’ SUCCESSO LI?
Oscar: “Si, èvero che avevamo il simbolo della contaminazione biologica sulla copertina, manoi abbiamo deciso titolo e artwork dell’album ben prima che tutto questosuccedesse… il simbolo di ‘bioharzard’ si sposava con il nostro concetto ebasta! Spero davvero che poche persone facciano questo collegamento. Noi siamoovviamente tristi per l’accaduto in Giappone e partecipiamo al dolore di quellagente, ma con questo voglio dire che non si deve per forza cercare uncollegamento in tutto. Magari poi alcuni penseranno che è stato di cattivogusto uscirsene con un grosso simbolo di contaminazione biologica sullacopertina dopo quanto successo in giappone, ma la copertina non ha niente a chevedere con tutto ciò… è una cosa completamente separata, lo capirai anchetu”.
‘B.Y.H.’ RICHIAMA ILVOSTRO PASSATO, ALMENO PER LE LIRICHE. PUO ESSERE UN PEZZO DA CONCERTO COME’HEARTS ON FIRE’, SCRITTO PER I FAN. E? IN EFFETTI UN ESORTAZIONE AI FAN A’SBATTERE LE TESTE(trad. di Bang Your Head, ndR)’?
Oscar: “Quellacanzone è stata scritta da Joacim, in realtà. Parla principalmente della suascoperta dell’heavy metal e del suo amore per questa musica. La canzone ha peròanche un altro importante significato, collegato al noto festival tedesco ‘BangYour Head’. Noi ci abbiamo suonato spesso, e l’ultimo anno siamo statifinalmente headliner di uno dei tre giorni. Questa è una cosa importante di cuiparlare… io penso che band come Hammerfall ed Edguy rappresentino lacosidetta nuova generazione del heavy metal. Certo, siamo in giro da 15 anni,ma rappresentiamo ancora la futura generazione di questo genere. Con i tempiche corrono adesso, con tutti questi musicisti che stanno morendo a destra e amanca… siamo concordi a pensare che le vecchie band non dureranno per sempre.Però, sono ancora molti quei festival che si basano solo sui vecchi nomi per ilruolo di headliner, e non sulle persone della nuova generazione. Se non faifare a band come noi da headliner ai festival, significa che vedrai il tuofestival morire prima o poi… E’ un problema di quello che la gente percepiscedalle tue scelte… se non fai fare il ruolo principale a queste band, checomunque vendono un gran numero di copie, la gente si convincerà sempre cheesse sono meno importanti. Le grandi band sono grandi, non dico di no, ma ilgap con le band nuove si sta facendo un pò troppo largo. Andrebbecolmato”.
SUONERETE A QUALCHEFESTIVAL ESTIVO?
Oscar: “Faremo sicuromolti festival ma purtroppo non in italia. Da aprile a settembre suoneremo soloai festival comunque, mentre sul finire dell’anno pensiamo di partire con iltour di ‘Infected’. L’approccio a tour e festival, per noi, è molto diverso. Aifestival devi piacere al maggior numero di gente possibile, mentre nei tour seipiù libero di fare ciò che vuoi. Vuoi cambiare canzone all’ultimo minuto? Lofai. Ad uno show tuo ci sono meno tempistiche da rispettare, hai più tempo adisposizione… quindi potremmo concentrarci maggiormente sul materiale delnuovo album. Ai festival non potremo, quindi inseriremo al massimo due o trecanzoni. In quel caso devi concentrarti su un mix di materiale vecchio e nuovo.Pssiamo dire che i festival sono per i ‘casual Hammerfall fans’ mentre il tourè dedicato ai ‘Die-hard Hammerfall fans’”.
PURTROPPO IL 2011 STAMANTENENDO IL TRISTE TREND DEL 2010… GIA’ UN ALTRO GRANDE MUSICISTA METAL E’DECEDUTO! CONOSCEVI SCOTT COLUMBUS? ERA AMICO TUO?
Oscar: “No, nonconoscevo Scott Columbus. Siamo tristi, certo, ma comunque aveva cinquantaanni… diventiamo tutti vecchi col passare degli anni, e malattie e problemitendono a manifestarsi andando in avanti con l’età. Non so la causa della mortequale sia stata, ma purtroppo è certo che le ‘Drums Of Doom’ (da una canzonepresente su ‘Fighting The World’, ndR) non suoneranno ancora. E questo cirammarica”.
