HARDCORE SUPERSTAR: ‘Split Your Lip’ traccia per traccia!

Pubblicato il 29/10/2010

Acura di Alessandro Corno

 

1. Sadistic Girls
2. Guestlist
3. Last Call
4. Split Your Lip
5. Moonshine
6. Here Comes That Sick Bitch
7. What Did I Do
8. Bully
9. Won’tGo To Heaven
10. Honeymoon
11. Run To Your Mama

 

Data di pubblicazione: 26 novembre 2010
Etichetta: Nuclear Blast Records

 

Metalitalia.com vi offre una nuova interessante anteprima. Questa volta tocca a "Split Your Lip", il nuovo album degli hard rocker Hardcore Superstar del quale siamo lieti di raccontarvi le nostre prime impressioni traccia per traccia. E non solo, perchè in esclusiva vi riportiamo anche i commenti del batterista Magnus "Adde" Andreasson ad ogni singola canzone! Come al solito aspettiamo la recensione definitiva prima di esprimere un giudizio ma dopo aver letto l’articolo, non vi sarà difficile immaginare che il gruppo "sleaze metal" svedese è ritornato con un lavoro che lascerà il segno. Buona lettura!

 

SADISTIC GIRLS: Pezzo semplice e super diretto in pieno stile hard rock-metal dei nuovi Hardcore Superstar che parte direttamente con un ritornello molto divertente. Il riff di chitarra ha evidenti inflessioni metal ma l’atmosfera generale piuttosto ariosa del pezzo fa già intendere un ritorno su sonorità più rock rispetto agli ultimi due lavori in studio anche come scelta di suoni. Più che buona per rompere il ghiaccio ma non tra le tre canzoni migliori dell’album.

Adde: "Quando suoni in una band incontri un sacco di ragazze e quando meno te l’aspetti, ne trovi una che ti ispira  una canzone. Abbiamo tutti dei talenti nascosti e ne valeva la pena scrivere un pezzo circa questa esperienza".

GUESTLIST: Altro mid tempo molto divertente, trascinante e ricco di melodie soprattutto a livello di chitarre. Il ritornello è di nuovo piuttosto allegro, catchy e dalla linea vocale melodica guidata dalla voce graffiante del solito impeccabile Jocke Berg. Impossibile non pensare a quanto sarà efficace questo pezzo dal vivo, ma da questo punto di vista "Split Your Lip" riserva ben altre carte da mettere in tavola.

Adde: "Tobbe Lindell, il nostro produttore, ha avuto l’idea di usare un effetto talk box sul riff portante. Ci piaciuto e tra l’altro non credo di aver sentito un pezzo che usasse quell’effetto sul riff principale sin dai tempi di ‘Living On A Prayer’ di Bon Jovi. In giro ci son un sacco di scrocconi e parassiti che finiscono sempre nel nostro camerino. A noi piace stare qualche minuto da soli dopo i concerti e alcuni per questo si incazzano. Sono sempre quelli che non abbiamo mai incontrato prima. Ci siam fatti due risate su sta cosa e così ho scritto il pezzo".

LAST CALL: riallacciandoci a quanto appena detto, ecco a la conferma che il qui presente album contiene alcuni pezzi ideali per i concerti, brani hard rock come questo che catturano subito l’attenzione grazie a ritmi medi dal gran tiro, cori inframezzati alle strofe ideali per essere intonati dalla platea e un ritornello corale dall’apertura melodica spettacolare. Una vera bomba.

Adde: "Questo pezzo è stato scritto da Vic e Martin ed è un classico al livello dei migliori Hardcore Superstar. Il pezzo si presenta da sè ed è stato oggetto di discussione quando si è trattato di decidere quale dovesse essere il primo singolo. Già tra i favoriti in vista dei concerti".


SPLIT YOUR LIP
: l’iniziale riff piuttosto groovy su cui si basa la strofa ci fa pensare che l’attitudine da party espressa coi precedenti brani sia già terminata ma ci pensa un altro ritornello corale ultra melodico a rievocarla. Anche qui la struttura del brano è molto diretta, con strofe che sfociano direttamente nei ritornelli, i quali si chiudono con cori per così dire"ignoranti" che si limitano a ripetere il titolo del pezzo. Buono il solo di Vic Zino a centro brano.

Adde: "NON parla di sesso orale. Sono andato a vedere una partita di hockey con degli amici e l’unico momento in cui mi sono esaltato è stato quando è scoppiata una rissa sul campo. Ho preso il telefono e ho scritto al volo tutto il pezzo. Poi ho aggiunto le parti di batteria, mentre il riff portante è uno che ho scritto un paio di anni fa".


MOONSHINE
: ecco un altro pezzo da novanta nel quale è determinante l’alternanza tra l’adrenalinico up tempo delle strofe e il ritmo danzereccio e a dir poco accattivante su cui è cantato uno dei ritornelli più divertenti degli Hardcore Superstar. Automatico immaginare la platea saltare e ballare sui ritmi di questo pezzo. Senza dubbio un must dei prossimi live.

Adde: "Il brano composto per questo album, scritto al ritorno dal Download Festival. Il tipico pezzo da postumi di una sbronza. Contiene molti arrangiamenti differenti. Un nuovo lato degli Hardcore Superstar".


HERE COMES THAT SICK BITCH
: il primo lento del disco è un pezzo che vede Jocke accompagnato dalla sola chitarra acustica di Vic Zino. Il risultato finale è discreto, anche se il ritornello non stacca quanto dovrebbe rispetto alla strofa e forse un’interpretazione vocale meno omogenea avrebbe giovato alla resa complessiva del brano.

Adde: "Inizialmente questo pezzo era un up tempo, poi lo abbiamo riadattato in studio. Parla di quando ci si lascia".


WHAT DID I DO
: mid tempo dal notevole tiro, tanto semplice quanto efficace come riff e stacchi su cui è giocato il bridge che precede un ritornello di nuovo piuttosto catchy e immediato. Il testo del chorus pare quasi uno scioglilingua. Qui ritorna alla mente l’attitudine più rockettara del fenomenale "Bad Snakers". Simpatico il finale in cui troviamo prima degli innocui coretti melodici poi ironicamente seguiti da dei growl.

Adde: "I miei amici degli Hellfueled sono venuti a Goteborg per girare un video e ci siam fatti una bevuta. Ero completamente distrutto e il giorno dopo non ricordavo niente, così ho dovuto chiedere a degli amici, i quali mi hanno detto che mi ero comportato bene. Ne ho preso spunto per scrivere un pezzo".

BULLY: anche qui notevole il tiro e l’impatto sia della batteria che dei riff staccati sulla strofa iniziale. Forte ed efficace la presenza dei cori sia sul bel ritornello, per l’appunto corale, che sullo stacco centrale. Anche qui parliamo di un brano coinvolgente ed esplosivo in previsione di un live, i cui cori sono molto adatti ad essere cantati dal pubblico.

Adde: "Non sopporto chi fa il prepotente con quelli che non si sanno difendere da soli".

WON’T GO TO HEAVEN: bel pezzo hard rock moderno stilisticamente in linea con il precedente album "Beg For It" per via della contrapposizione tra chitarre più metalliche e linee vocali melodiche e dinamiche che sfociano in una bella apertura a livello del ritornello. Ideale per chi ha apprezzato pezzi come "Innocent Boy" o "Nervous Breakdown" dall’appena menzionato lavoro. Da segnalare anche un’altra buona prova solista di Vic.

Adde: "Non uscire mai con dei vampiri psichici e NON INIZIARE MAI una relazione con una di loro".

HONEYMOON: eccoci ad un altro picco qualitativo non solo del qui presente disco ma di tutta la discografia della rock band svedese. Difficile non affermare ciò quando ci si trova a fare i conti con le diverse influenze presenti che hanno permesso al gruppo di accostare una strofa spettacolare, divertententissima e quasi ballabile al netto stacco che dona l’ingresso di un ritornello dall’apertura melodica accattivante come poche. Pezzo ruffiano quanto volete ma ottimo e (si spera) di diritto nelle prossime setlist.

Adde: "Ho letto da qualche parte che puoi andare ad Haiti e divorziare velocemente e senza problemi, non ti devi sbattere come negli altri paesi. Che gran argomento per una canzone".

RUN TO YOUR MAMA: il secondo lento è più una specie di outro tastiera-voce. Se le atmosfere rarefatte delle tastiere/piano che accompagnano la linea vocale sono belle, altrettanto non si può dire di quest’ultima, purtroppo piuttosto scialba. Pezzo superfluo.

Adde: "Un pezzo sull’amicizia". 

 

 

2 commenti
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