Gli HATEBREED e il frontman Jamey Jasta hanno replicato alla causa intentata dall’ex bassista e cofondatore Chris Beattie, sostenendo che le sue accuse non abbiano fondamento legale.
Beattie aveva denunciato la band la scorsa estate, affermando che Jasta avesse inventato un episodio di presunta molestia nei confronti di un addetto alla sicurezza di Live Nation per estrometterlo e aumentare così i propri guadagni da tour e merchandise.
Secondo i legali degli HATEBREED, però, si tratta di un “comune caso di rottura all’interno di una band”: non essendoci contratti che garantissero a Beattie la permanenza nel gruppo a tempo indeterminato, il rapporto era “terminabile a volontà”. La mozione depositata il 25 settembre chiede di respingere quattro delle sei accuse legate all’allontanamento del bassista; restano in piedi solo due capi d’accusa relativi alle vendite di merchandise.
Beattie, che nega ogni accusa di cattiva condotta, continua a sostenere che la sua esclusione sia stata motivata dall’avidità di Jasta.

