HELLOWEEN: “7 Sinners” traccia per traccia

Pubblicato il 05/10/2010

Articolo a cura di: Alessandro Corno

 

Attesissimo dai fan, il nuovo album degli Helloween, intitloato "7Sinners" uscirà tra poco meno di un mese ma noi di Metalitalia.comabbiamo il piacere di offrirvi in anteprima le prime impressioni che cihanno lasciato i tredici brani del lavoro. A voi dunque questo track bytrack, in attesa ovviamente di esprimere un giudizio definitivo tra unpaio di settimane con la recensione definitiva!

 

 

01. Where The Sinners Go
02. Are You Metal?
03. Who is Mr. Madman?
04. Raise The Noise
05. World Of Fantasy
06. Long Live The King
07. The Smile Of The Sun
08. You Stupid Mankind
09. If A Mountain Could Talk
10. The Sage, The Fool, The Sinner
11. My Sacrifice
12. Not Yet Today
13. Far In The Future

Durata: 1:00:44

Release Date: 31-10-2010
Sony Music

 

 

01 – WHERE THE SINNERS GO (3:35)

Contro ad ogni previsione si parte con un mid tempo dalle sonorità piuttostoinsolite per un album degli Helloween. Coraggiosa la scelta di un soundgeneralmente moderno e potente, primo segnale che la band ancora una volta non rinuncia a sperimentare anche qualcosa di atipico rispetto alle coordinate deisuoi brani più famosi. Chitarre ribassate e riff ridondante siaall’inizio del brano che sul semplicissimo ritornello. Poca la melodia,molto breve la parte solista e linee vocali su tonalità medie. Qui laband si mantiene piuttosto distante dai canoni del power e l’impressione è quella di un brano sufficiente e con un discreto groove, non certotra i migliori del disco.  

02 – ARE YOU METAL? (3:38)

E’ il primo singolo estratto dal lavoro ma anche in questo caso non citroviamo certo di fronte ad un pezzo allegro o troppo melodico. Trattasi infatti di un up tempo in cui le chitarre sono sempre basse e il riffportante della strofa è piuttosto pesante, in contrasto con l’aperturapiù solare del pre-chorus che porta ad un altro ritornello moltosemplice e diretto che si limita alla ripetizione del titolo del brano.Sorprendente la sfuriata su ritmi di batteria velocissimi e aggressiviche troviamo a metà brano, dove Andi Deris si prodiga in acuti sutonalità altissime. Pezzo non fenomenale ma dal bel tiro e che invogliaal riascolto proprio per la presenza di soluzioni diverse dai canoni del genere e per una prestazione strumentale maiuscola.


03 – WHO IS MR. MADMAN? (5:40)

Qui la band riserva una bella sorpresa a chi apprezza il corso del grupponell’era Deris. La fredda melodia di tastiera introduttiva riprendeinfatti quella di "Perfect Gentleman" e la narrazione ci fa intuire cheil qui presente brano è una sorta di continuo di quel pezzo. Con la partenza indoppia cassa i ritmi si alzano e ci si addentra finalmente in territoripower, anche se il riffing sulla strofa rimane piuttosto secco eaggressivo. Efficace il ritornello, questa volta più melodico e dinamico come linea vocale. Ottime le prestazioni di Andi e del solito DaniLoble alla batteria, vario e tecnico anche laddove i ritmi sono piùlineari.


04 – RAISE THE NOISE (5:06)

Le accordature basse ormai abbiamo capito che sono una costante del disco e le troviamo nel riffing anche di questo vivace up tempo dal bel tiro, allegro e dalle linee vocali melodiche. Tutto gioca attorno all’accoppiata tra un piacevole pre-chourus ricco di cori, che è in effetti una sorta diprimo ritornello, e il chorus principale, anch esso corale, dinamico eimmediato. Inatteso e curioso l’intermezzo centrale di flauto.  


05 – WORLD OF FANTASY (5:15)

Mid tempo power molto accessibile come struttura e melodie sia sulla strofa che sul ritornello. La linea vocale della strofa ricorda quella di"Final Fortune" presente su "Gambling With The Devil", mentre ilritornello molto corale gode ancora una volta di una melodia ariosaanche se non eccessivamente sdolcinata e di un sottofondo di tastiere.Bella l’apertura melodica del bridge che precede una parte solista dovefa capolino anche il classico assolo melodico armonizzato alla Helloween sostenuto da doppia cassa.


06 – LONG LIVE THE KING (4:12)

Si torna a picchiare duro e a correre sul serio con questo brano dalleritmiche medie sulla strofa ma parecchio tirate e dal riffing serrato,quasi thrashy, sul ritornello e sul bridge centrale. Chorus che silimita a ripetere il titolo del brano ma efficace come tiro e impattodel guitar work che lo accompagna. Uno dei pezzi più aggressivi che gliHelloween abbiano mai composto.  

07 – THE SMILE OF THE SUN (4:37)

Ecco il lento e viste le atmosfere non molto solari del disco, era quasiprevedibile che il gruppo cercasse di bissare la bellissima "If I CouldFly" presente sul cupo "The Dark Ride".   Le similitudini con quel pezzo infatti non mancano, a partire dal giro di piano che accompagna lalinea vocale. Buona proprio la melodia di quest’ultima e potenzialmenteefficace dal vivo, anche se non siamo ai livelli del vecchio brano sopra citato.


08 – YOU STUPID MANKIND (4:05)

Pezzo piuttosto oscuro che si apre con una strofa con ritmi medi dal riffonebasso, pesante e spezzato che si stempera a livello di un pre-chorus più veloce, solare e molto bello come melodie vocali. Segue purtroppo unritornello cantato su tonalità altissime che appare piuttosto anonimo eche rende il brano tra i meno convincenti dell’intero lavoro. Darilevare comunque una innegabile volontà di spaziare tra sonoritàdifferenti.


09 – IF A MOUNTAIN COULD TALK (6:43)

Si torna su coordinate prettamente power metal con questo ottimo brano dal lungominutaggio che non potrà non piacere a chi ama i brani più tirati emelodici degli Helloween. Non stiamo parlando di una canzone velocissima ma la doppia cassa entra in gioco più volte, in particolare su strofedal riff lineare e diretto, e sull’efficacissimo ritornello dalla lineamelodica dinamica e immediata. Sebbene sia presente la classica partestrumentale a centro brano con i tipici melodicissimi soli armonizzatialla Helloween, il pezzo non risparmia qualche riff più aggressivo comesui pre-chorus o sul bridge che precede la reprise dell’ultimoritornello, evidenziando ancora una volta una certa voglia di introdurre elementi differenti anche laddove il sound è più canonico. Ovvie lesimilitudini con i "cugini" Gamma Ray.


10 – THE SAGE, THE FOOL, THE SINNER (4:00)

Pezzo costruito su tempi medi, melodicissimo come linee vocali e adattissimocome eventuale secondo singolo. Semplici la struttura, la ritmica e l’efficacissima lineavocale del ritornello, ideale per stamparsi in testa al primo ascolto.Parte centrale solista piuttosto melodica con soli che prima sialternano ed infine convergono nella tipica accoppiata di assoliarmonizzati. Nulla di nuovo ma comunque di ottimo livello.

11 – MY SACRIFICE (5:00)

Non molto convincente al primo impatto, questo pezzo abbastanza aggressivo, a tratti sinfonico e tirato è costruito su riff piuttosto lineari e sempre dal suono dichitarra basso e potente soprattuto sulla strofa, in netto contrasto con i toni più classicamente power del pre-chorus e con l’apertura melodica del ritornello. Su quest ultimo una discreta ma non particolarmente entusiasmantelinea vocale ariosa vede Andi muoversi su tonalità più alte dei suoistandard.

12 –  NOT YET TODAY (01:11)

Breve intermezzo che vede Andi cantare pacatamente su una linea melodicamolto delicata accompagnato solo da un sottofondo di tastiere. Si creaun’atmosfera rarefatta che prepara all’ultimo brano.  

13 – FAR IN THE FUTURE (7:42)

Il pezzo di chiusura è anche il più lungo e articolato del disco. Un riffthrashy sostiene una prima strofa piuttosto irruenta come cantato chesfocia dopo poco direttamente in un discreto ritornello dai tornipiuttosto ariosi. Il pezzo poi alterna una parte tirata ad una dai ritmi lenti dove il cantato si fa più melodico e ci porta alla seconda strofa su cui si ritorna su un sound più aggressivo. Dopo il ritornelloarriviamo alla più veloce parte centrale del brano in cui troviamovirtuosismi di chitarra, dei bei soli armonizzati e il bridge che portaalla parte finale con la reprise di strofa e ritornello. Brano dunquepiuttosto variegato e discretamente convincente proprio per l’alternanza di vari tipi di sonorità.

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