HOUR OF PENANCE: “Paradogma” traccia per traccia!

Pubblicato il 27/01/2010

HOUR OF PENANCE

"Paradogma"

1.Paradogma
2.Thousands Of Christs
3. The Woeful Eucharisty
4.Malevolence Of The righteous
5.Caged Into Falsehood
6.Incestuous Dynasty Of Worms
7.Adversary Of Bigotry
8.Incontrovertible Doctrines
9.Spiritual Ravishment
10.Apotheosis

Registrato e mixato presso i 16th Cellar Studios di Roma da Stefano Morabito
Masterizzato presso gli Hertz Studios in Polonia (Behemoth, Decapitated, Hate)
Artwork a cura di Gyula Havancsak (Destruction, Annihilator, Stratovarius)

Giulio Moschini – chitarra
Mauro Mercurio – batteria
Francesco Paoli – voce
Silvano Leone – basso

"Paradogma" verrà pubblicato il 31 marzo 2010 dalla Unique Leader Records.

 

Introduzione di Giulio Moschini
Commenti ai brani di Luca Pessina

"Paradogma", come ogni nostro album, rappresenta nuovamente un’evoluzione della band maturata durante le esperienze live che ci hanno visto partecipi da marzo 2008 (data di uscita del nostro vecchio album "The Vile Conception") fino ad aprile 2009. Le numerose soddisfazioni che ci siamo tolti durante questi ultimi due anni non hanno fatto altro che spingerci a scrivere del nuovo materiale, quasi 15 canzoni di cui ne abbiamo scelte e poi registrate ai 16th Cellar Studios solamente 10, quelle che ritenevamo più idonee a far parte del nostro nuovo disco, che a mio avviso rappresenta sicuramente il lavoro più ispirato degli Hour Of Penance ad oggi. Ma l’ultima parola spetterà sicuramente a voi!

Paradogma
L’album si apre con la titletrack, brano basato su un riffing piuttosto agile per gli standard della band, sul quale si sovrappongono una serie di melodie epiche che aiutano non poco a entrare subito nell’atmosfera del disco. Da segnalare la maestosa apertura centrale, che rimanda ad alcune delle melodie più solenni di "The Vile Conception". Una partenza magari un po’ meno brutale e "cattiva" del solito, ma che mette subito in luce l’ottimo lavoro fatto in sede di arrangiamento e la maggiore cura riposta nelle dinamiche.

Thousands Of Christs
Eccola qui, la prima mazzata del disco! Il riffing si fa subito serratissimo e i blast-beat esplodono in men che non si dica. Sicuramente siamo davanti a una delle tracce più dirette di "Paradogma", nel quale il gruppo non va troppo per il sottile, sfoderando un approccio alla Nile che si stempera soltanto nel finale, rallentato e ancora una volta epicheggiante. In questo brano la band sfodera alcuni dei suoi riff più "ignoranti" di sempre!

The Woeful Eucharesty
Uno dei brani più catchy dell’intero repertorio degli Hour Of Penance. I primi due minuti stupiscono perchè il tipico riffing tiratissimo del gruppo si sposa con delle dinamiche in stile Behemoth, per un risultato finale immediatamente esaltante e riconoscibile. La vera sorpresa, però, è dietro l’angolo e ha le sembianze di uno stacco in midtempo di una efficacia mostruosa, che parte a metà brano e finisce per concludere il pezzo tra riff massicci e nuovi spunti melodici.

Malevolence Of The Righteous
Chi accusava gli Hour Of Penance di essere un gruppo un po’ monocorde e sempre votato alla velocità più sfrenata verrà definitivamente messo a tacere dall’arrivo di "Malevolence Of The Righteous", traccia che parte da dove si conclude la precedente e che si rivela totalmente incentrata su un possente midtempo morbidangeliano che – ne siamo certi – farà sbattere molte teste quando verrà riproposta dal vivo. Una graditissima sorpresa.

Caged Into Falsehood
Un’altra canzone nella quale violenza e orecchiabilità si sposano alla perfezione. Praticamente la sorella di "The Woeful Eucharesty", "Caged Into Falsehood" è forse la traccia più dinamica e memorizzabile del disco, dove scuola polacca e le tipiche, allucinanti, accelerazioni degli Hour Of Penance si fondono per un risultato finale che lascia a bocca aperta. Qui spicca in particolar modo la prova di Francesco Paoli alla voce e quella di Mauro Mercurio alla batteria, praticamente due mitragliatrici umane.

Incestuos Dynasty Of Worms
Un altro brano molto diretto, a un primo ascolto simile a "Thousands Of Christs" o a certo materiale di "The Vile Conception". Tuttavia non ci vuole molto per notare nuovamente come gli Hour Of Penance riescano oggi a risultare catchy e dinamici anche quando si muovono su velocità molto sostenute, segno che i nostri hanno raggiunto una maturità e una personalità invidiabili. Questo è un pezzo che dal vivo funzionerà alla grande.

Adversary Of Bigotry
Si prosegue andando a mille, ma, a costo di risultare noiosi, ci tocca ribadire come la proposta della band continui a rivelarsi fluida e orecchiabile, pur mantenendosi ovviamente su registri brutali. Di "Adversary Of Bigotry" probabilmente vi rimarrà subito impresso l’enorme stacco centrale rallentato e l’annesso, ottimo, assolo di chitarra di Giulio Moschini.

Incontrovertible Doctrines
Quando parliamo di "orecchiabilità", ci riferiamo anche a chorus come quello di "Incontrovertible Doctrines"… semplicemente assassino! La canzone va annoverata sicuramente tra le maggiori hit di "Paradogma" poichè sposa la furia classica della band con una struttura molto scorrevole e il già oltremodo citato rinnovato approccio ritmico, per un risultato finale nuovamente maligno, epico e altamente dinamico.

Spiritual Ravishment
Se "The Woeful Eucharesty" e "Caged Into Falsehood" sono sorelle, allora "Incontrovertible Doctrines" e il qui presente "Spiritual Ravishment" sono fratelli! In questo ennesimo, notevole, brano troverete infatti tutti i gustosi ingredienti rintracciabili nell’episodio che lo ha preceduto, assieme a un finale atmosferico che conduce direttamente a…

Apotheosis
… "Apotheosis", traccia semi-strumentale giocata in midtempo che chiude l’album tra riff corposi e melodie nuovamente epiche. Lenta come "Malevolence Of The Righteous", ma assai diversa nell’atmosfera, "Apotheosis" mette in mostra delle soluzioni chitarristiche tutto sommato inedite per la band, che forse verranno sviluppate ulteriormente in futuro. In ogni caso, una conclusione perfetta dopo tanta intensità.

 

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