IDENTIKIT: Extrema – ‘Proud And Powerful’

Pubblicato il 04/04/2008

BIOGRAFIA E DISCOGRAFIA

A cura di Luca Filisetti

GLI ESORDI

Siamo nell’anno di grazia 1986. Anno oseremmo dire fondamentale per il metal: escono infatti due pietre miliari della musica pesante, due album che ancora oggi sono considerati capolavori, ovverosia “Reign In Blood” e “Master Of Puppets”. A corollario troviamo anche “Peace Sells, But Who’s Buying” e “Pleasure To Kill”, rispettivamente di Megadeth e Kreator; nasce l’epic doom moderno con “Epicus Doomicus Metallicus” dei Candlemass, esordisce la chimera Crimson Glory, i Watchtower sconvolgono l’underground con “Energetic Disassembly”. Fu un anno di grande fermento ma soprattutto fu l’anno della morte di Cliff Burton, bassista dei Metallica, allora all’apice della loro carriera (in termini di valore assoluto, non commerciali). Mentre tutto questo ha luogo, a Milano uno sconosciuto giovane chitarrista dà vita ad una band che, nel suo piccolo, è destinata a far parlare di sé: Tommy Massara crea gli Extrema.
La band, allora a livello embrionale, pubblica subito un EP a titolo “We Fuckin’ Care” e viene scelta per aprire la data milanese degli Slayer! Nel frattempo la line up si stabilizza con l’ingresso di Chris Dalla Pellegrina alla batteria e Mattia Bigi al basso. Tommy è alla ricerca di un cantante all’altezza della situazione e amici comuni indirizzano il guitarist al centro sociale Leoncavallo, allora nella sua sede storica. Lì avviene il fatale incontro con G.L.Perotti, giovane metalhead amante della birra sopra ogni altra cosa. Tra i due scatta il feeling ed il più è fatto. Dopo la pubblicazione di alcuni demo che riscuotono un grosso successo, i nostri sbarcano negli States dove si esibiscono davanti ad alcuni addetti ai lavori che rimangono entusiasti della prova dei meneghini. Al loro ritorno firmano un contratto con la Contempo e pubblicano finalmente (siamo nel 1991) il loro debut album “Tension At The Seams”. La band ormai era piuttosto nota a livello underground e soprattutto a Milano, i loro tour fanno sempre registrare il tutto esaurito ed attirano più pubblico di band molto più blasonate, come ad esempio gli Overkill. Grazie anche alle ottime recensioni della stampa specializzata, “Tension At The Seams” diventa un vero e proprio culto e gli Extrema allargano a macchia d’olio la loro popolarità. La band suona dappertutto, in ogni luogo dove li invitano, da Merano a Canicattì e le loro prove live non fanno prigionieri e permettono di guadagnare nuovi adepti. La loro fama si allarga a tal punto che addirittura Vasco Rossi in persona li invita ad aprire le sue date di Bergamo. Il climax della prima parte di carriera degli Extrema arriva però con la partecipazione al “Nowhere Else To Roam Tour” dei Metallica, che permette loro di esibirsi allo stadio delle alpi con i Four Horsemen, i Megadeth ed i Suicidal Tendencies!

IL SUCCESSO

Bisogna attendere il 1994 per l’uscita di “The Positive Pressure (Of Injustice)”. Nel frattempo la band ha rotto il contratto con la Contempo ed il nuovo album esce sotto etichetta Flying Records. Anche la line up cambia e Julius Loglio, secondo chitarrista, non fa più parte del progetto. La band decide che può tranquillamente andare avanti con quattro elementi e pubblica quello che a tutt’oggi è il loro lavoro più pesante. La loro popolarità, nonostante il fatto che il nuovo album non riesce ad essere qualitativamente superiore all’esordio, non accenna a calare. I nostri non disdegnano dei passaggi a Videomusic e suonano sempre in ogni dove, anche in luoghi dove solitamente il metal è bandito. Da segnalare la loro partecipazione a Sonoria, dove, unica band italiana, si esibiscono tra gli altri con Paradise Lost e Faith No More. Gli Extrema da qui iniziano un percorso probabilmente rischioso ma estremamente coraggioso: senza abbandonare mai del tutto le proprie radici thrash e groove, si interessano a nuove realtà, lontane dal metal e pericolosamente commerciali. Nasce così la collaborazione con gli Articolo 31 che, se da un lato apre loro porte altrimenti impossibili da raggiungere, dall’altro vengono tacciati di tradimento dal popolo del metal, solitamente sensibile a certi argomenti. Il “metallaro medio” non perdonerà mai agli Extrema questa cosa. I nostri rischiano di giocarsi la scena entro la quale sono cresciuti e di fare la fine degli Anthrax di John Bush, anche loro a loro modo criticati per la svolta groovy del fantastico “Sound Of White Noise”. Detto tra parentesi, lo stesso “metallaro medio”, anni dopo, non si accorge dell’abominio dell’ultimo Manowar, spudoratamente rhapsodiano e floscio, ma ai kings of metal tutto è concesso nel nome di un machismo e di un “celodurismo” francamente inaccettabili. Tornando a noi, gli Extrema accusano il colpo ma non si arrendono di certo e non tornano sui loro passi.

MEGLIO MORTI?

Questo consente loro, dopo un lungo lasso di tempo, di pubblicare un album come “Better Mad Than Dead”. Terzo album e terzo cambio di etichetta. Stavolta è il turno della Seven Records, che vanta distribuzione Self. I detrattori della band non si sognano nemmeno di ascoltare il nuovo lavoro, limitandosi a criticare. Stavolta la pietra dello scandalo si chiama Nu Metal: gli Extrema vengono accusati di scimmiottare i Korn e quindi di non fare più parte del mondo del metal, ma di essersi definitivamente venduti al mainstream. Ora, nell’album si paga di certo il tributo ai Korn, soprattutto a livello chitarristico, ma i ragazzi non lesinano certo in pesantezza e “Better Mad Than Dead” è a tutti gli effetti un album metal: contaminato e moderno ma sempre metal. Dal vivo, oltre ai consueti tour monstre in giro per il paese, i nostri aggiungono importanti date al loro palmares: Tattoo The Planet con gli Slayer, Heineken Jammin Festival con i Metallica e Flippaut. Intanto l’etichetta discografica cambia ancora e si passa alla About Rock, per la quale i nostri pubblicano una curiosa compilation fatta di cover, remix e tre brani inediti. La costante dei continui cambi di etichetta svela che i ragazzi hanno un senso del business pari allo zero assoluto ed il loro successo è merito innanzitutto del feeling diretto che hanno con il proprio pubblico.

I GIORNI NOSTRI

Per non smentirsi, il contratto con la nuova label dura ben poco e la band si accasa presso l’Ammonia (distribuita dal colosso Edel) che, subito capendo l’andazzo, ristampa i primi due album degli Extrema. A fine 2004 accade l’imprevedibile: Chris Dalla Pellegrina se ne va, dopo una vita passata a suonare insieme, il drummer decide di dedicarsi totalmente alla sua carriera di turnista che lo porta a suonare live con i Negrita tra le altre cose. Le audizioni per il ruolo rimasto vacante si susseguono numerose ad alla fine viene scelto il misconosciuto Paolo Crimi, drummer proveniente dalla scena hardcore. A giugno finalmente per i milanesi arriva la consacrazione definitiva sul palco del Gods Of Metal, con Anthrax, Megadeth e Motley Crue tra gli altri. A novembre esce finalmente il nuovo album, “Set The World On Fire”, che grazie ad alcuni brani, permette ai ragazzi di riavvicinare il pubblico della prima ora. Inutile dire che, dopo la pubblicazione del lavoro, la band si getta a capofitto nei live. Alla fine del 2006 cade la bomba in casa Extrema: G.L.Perotti, singer storico, leader carismatico e vera forza della natura lascia la band! Dopo un momento di comprensibile smarrimento la band decide di andare avanti, ma è proprio G.L. che torna sui suoi passi. Il singer giustifica la sua mossa parlando di un periodo di tensione da sfogare, una sorta di “crisi da sovrapproduzione” dalla quale è uscito con un seppur breve periodo di distacco e di riposo. Manco a dirlo, c’è l’ennesimo cambio di etichetta che ci porta ai giorni nostri. La band firma un contratto con la Scarlet Records, attivissima label milanese che non perde tempo ed immette sul mercato un ottimo DVD ed un CD per festeggiare il ventennale di carriera degli Extrema e subito dopo procede alla ristampa con bonus track di tutti gli album ufficiali della band, che hanno fatto da spunto per la stesura di questo special. Cosa prevede il futuro è arduo dirlo, l’unica cosa certa è che fino a che avranno forza gli Extrema continueranno a calcare i piccoli e i grandi palchi del nostro paese con una carica che dopo più di vent’anni di carriera non è mai venuta meno.

DISCOGRAFIA

Album Regolari:

1993 – Tension at the Seams
1995 – The Positive Pressure (Of Injustice)
2001 – Better Mad Than Dead
2005 – Set the World on Fire

Altre Uscite:

1987 – We Fuckin’ Care (ep)
1989 – Promo Tape (demo)
1989 – Rehearsal 24.02.89 (demo)
1991 – Demo ’91 (demo)
1993 – Proud, Powerful ‘n’ Alive (ep)
1996 – Mollami (singolo)
1999 – Vai Bello (singolo)
2003 – And the Best Has Yet to Come (best of)
2007 – Murder Tunes & Broken Bones – 20 Years Anniversary DVD
2007 – Raisin’ Hell With Friends (live)

INTERVISTA CON G.L.PEROTTI

NON REPUTATE UN RISCHIO AVER RISTAMPATO ANCHE L’ULTIMO “SET THE WORLD ON FIRE”, CONSIDERANDO CHE L’ORIGINALE È USCITO DA POCHISSIMI ANNI?
“Penso di no. Visto che non è praticamente più reperibile nei negozi ci pareva il caso di ristampare anche ‘Set The World On Fire’ ed aggiungerci delle bonus come sugli altri”.

DATO CHE DEGLI ALBUM SAPPIAMO PRATICAMENTE TUTTO, CONCENTRIAMOCI SULLE BONUS: INIZIAMO DA QUELLE DI “TENSION AT THE SEAMS”…COSA CI PUOI DIRE DELLE TRACCE AGGIUNTIVE?
“Per quanto riguarda ‘And The Rage…’ non è altro che la versione demo di due anni prima quando ero ancora alla chitarra ritmica e voce; ‘Tribal’ invece è un pezzo che ci è dispiaciuto lasciare fuori perché aveva degli ottimi spunti sia musicali sia per quanto riguarda il testo, scritto da Tommy, che trattava della deforestazione dell’Amazzonia….prima di Sting ne abbiamo parlato noi nel nostro piccolo!”.

E RIGUARDO A QUELLE DI “THE POSITIVE PRESSURE”?
“Be’, le prime tre come sopra, erano demo version pre ‘Tension’ ma è divertente ascoltarle non ancora prodotte al meglio, mentre ‘Take A Prayer…’ è ‘Lawyers Inc.’ con un testo divertente…..mandare in giro la demo è come fare sei al superenalotto e per trovare un contratto serviva e serve un miracolo divino, quindi perché non chiedere una preghiera per il proprio demo?”.

VENIAMO A “BETTER MAD THAN DEAD”…
“Per ‘Better Mad Than Dead’ abbiamo fatto questa versione acustica di ‘Another Nite’ praticamente in casa, ma è venuta così bene che abbiamo deciso con Scarlet, il fido Dop e Henry del Rockaway di farne un video che tra poco presenteremo e che quindi potrete gustare dalle vostre comode poltrone.
Sta piacendo un po’ a tutti e per fortuna i nostri fan più estremi non hanno storto il naso, anzi…visto le donnine nude (ride, ndR)!”.

E ORA ANALIZZIAMO LE BONUS DI “SET THE WORLD ON FIRE”.
“Su ‘Set The World On Fire’ abbiamo messo i pezzi più datati registrati in diretta in quel lontano 1989 subito dopo che io ebbi terminato la leva militare (unico della banda). ‘Massacro’, strumentale in classico stile thrash, era antecedente alla nostra entrata nel gruppo e Tommy (Massara) la incluse in quella economica ma efficace demo, mentre ‘Child Abuse’ è stata composta prima ma finita mentre io ero a naja….se non ricordo male! Il testo purtroppo è rimasto di triste attualità”.

GLI EXTREMA SONO CONSIDERATI IL PUNTO DI PASSAGGIO VERSO UN METAL INTESO IN MANIERA PIÙ PROFESSIONALE, ALMENO IN ITALIA: COSA AVEVA IL VOSTRO ESORDIO IN PIÙ RISPETTO ALLE USCITE DELL’EPOCA?
“Era più professionale sotto tutti i punti di vista! Se fossimo usciti solo qualche anno prima con una delle tante proposte fateci da etichette raffazzonate, avremmo solo fatto uscire una demo stampata su vinile e non avremmo avuto credibilità, saremmo stati come tutti quei gruppi che in quegli anni se la tiravano per aver fatto uscire un vinile che suonava peggio delle nostre demo e che aveva una grafica la maggior parte delle volte ridicola. Abbiamo preferito aspettare il momento giusto e nel frattempo abbiamo fatto tesoro delle esperienze live e non di quegli anni…nel 1992 eravamo pronti e l’etichetta ci sembrò quella giusta, ahinoi!”.

SIN DA SUBITO AVETE TROVATO SPAZIO NEL CIRCUITO DEI CENTRI SOCIALI, SPESSO PRECLUSI AL CIRCUITO METAL: ERAVATE DEI FREQUENTATORI ABITUALI OPPURE SIETE RIUSCITI A FARE BRECCIA CON LA VOSTRA MUSICA?
“Sia io che Tommy frequentavamo spesso i centri sociali, non per niente lui mi vide su di una fanzine che comprò al mitico Leoncavallo e il primo incontro fu proprio là, dove ci bevemmo una ventina di latte di birra facendo conoscenza.
La prima audizione invece me la fece in quel del Virus di piazzale Bonomelli
in mezzo a ratti che ci passavano sotto i piedi, infatti suonammo sopra ad alcune sedie…anche perchè erano belli grossi! Sai, abbiamo sempre amato l’hardcore e abbiamo sempre avuto questa attitudine live un po’ punk, quindi ai tempi i centri sociali erano gli unici posti in cui riuscivamo a suonare dato che erano l’hardcore e il punk i generi suonati e non le posse, che poi hanno rovinato la testa e la scena bellissima che c’era in quel periodo”.

ESISTONO DELLE BAND CHE NEL CORSO DEGLI ANNI VI HANNO INFLUENZATO MAGGIORMENTE?
“Per me sicuramente il primo thrash tedesco e la Bay Area scene! Dopo aver ascoltato ‘Pleasure To Kill’ dei Kreator decisi di mettere su la mia band, che poi mi ha dato la possibilità di passare agli Extrema senza fare mai né una demo e neanche un concerto…praticamente non ero capace di suonare. Ci siamo sempre scambiati le più disparate informazioni musicali in quanto ascoltiamo da sempre veramente di tutto e di più, anche se naturalmente ognuno di noi ha le sue preferenze. Per esempio Mattia è un fanatico della musica southern americana mentre Chris ascoltava ultimamente Ac/Dc dalla mattina alla sera. Paolo ha un I-Pod in cui puoi trovare tutto il metal e l’hardcore esistente sulla faccia della terra, Tommy è capace di metterti Pink e subito dopo i Black Label Society mentre io sono quello che porta i CD che vengono automaticamente tolti all’istante, vedi Bathory e compagnia bella…insomma con noi non ti annoieresti!”.

DOPO VENTI E PASSA ANNI DI CARRIERA RITENETE SENZA FALSA MODESTIA DI ESSERE DIVENTATI VOI STESSI UN’INFLUENZA PER LE BAND PIÙ GIOVANI?
“Sicuramente per chi ha buon gusto (ride, ndR). A parte gli scherzi siamo orgogliosi di vedere molti giovani musicisti riscoprire la nostra musica e farci dei grandi complimenti che comunque fanno sempre piacere. Se siamo un esempio lo siamo per coerenza e costanza e questi venti anni lo stanno a dimostrare”.

SO CHE DEVO FARVI FRUGARE NEI RICORDI, MA C’È QUALCHE EPISODIO PARTICOLARMENTE DIVERTENTE CHE VI È SUCCESSO IN VENT’ANNI DI CARRIERA E CHE CI VOLETE RACCONTARE?
“Sai,è successo veramente di tutto di più! Sceglierne uno in particolare sarebbe troppo riduttivo, ma prima o poi farò una specie di biografia in cui potrete leggere tutte le stronzate che abbiamo fatto durante questi venti anni di massacro collettivo”.

C’È STATO QUALCHE MOMENTO DI SCONFORTO IN CUI AVETE PENSATO DI MOLLARE TUTTO?
“Sicuramente! Dopo che fallì anche la Flying Records, la seconda etichetta in quattro anni, abbiamo passato un periodo veramente buio, talmente buio che rifiutammo un contratto per la Century Media che ai tempi era appena nata. Insomma vedevamo nero ed io peggioravo le cose essendo per metà del tempo sempre sbronzo marcio! Quello che ci ha spinti a rimanere è stata la nostra amicizia e la passione per la musica metal….tutto il resto è noia!”.

CON CHI VI PIACEREBBE ANDARE IN TOUR OGGI?
“Be’, ora faremo un tour europeo con i Death Angel e visto che è il nostro vero primo tour in venti anni non mi verrebbe da dire nessun nome, loro vanno benissimo. Se però vuoi un nome, per forza devo farne uno che non c’è più: Pantera! Ci avrei lasciato la mia vecchia carcassa”.

RIGUARDO ALLE ESPERIENZE PASSATE, QUAL È STATO IL CONCERTO PIÙ ESALTANTE?
“Ne abbiamo fatti tanti, anche in buchi sperduti in giro per la nostra penisola durante i quali dovevamo calmare il pubblico che tendeva a distruggere tutto quello che c’era in zona palco! C’era sempre un massacro totale e stage diving per tutta la durata del concerto; certo che i 30.000 del Delle Alpi con i Metallica, tutti in piedi e corna al cielo, non me li scorderò mai!”.

DOMANDA FINALE QUASI DI RITO: STATE LAVORANDO A QUALCOSA DI NUOVO?
“Certo, stiamo cominciando a lavorare ai primi abbozzi di pezzi che andranno a fare parte del nostro prossimo CD e devo dire che i nuovi riff di Tommy mi piacciono molto perché non si discostano di tanto dai pezzi più duri di ‘Set The World On Fire’. Siamo tornati a picchiare duro e non abbiamo intenzione di ammorbidire il nostro sound….anzi, faremo in modo che il prossimo CD vi fonda l’apparato auditivo!”.

GRAZIE PER LA DISPONIBILITÀ E A PRESTO…
“Grazie a te e mi raccomando, massacro collettivo totale!”.

EXTREMA – TENSION AT THE SEAMS

EXTREMA - Tension At The Seams
Era l’anno di grazia 1993 quando “Tension At The Seams” degli Extrema arrivò a squassare il panorama metal italiano. Chi scrive ricorda che il nome della band era sulla bocca di tutti i metalhead di quei tempi, giusto per chiarire a chi non c’era quale sia stata la portata dell’album. A distanza di quindici anni il lavoro risulta essere ancora piuttosto attuale e rimane la migliore incisione della band milanese. La Scarlet, con opera meritoria, come bonus track dell’album inserisce l’intero EP “Proud, Powerful ‘N’ Alive”, uscito lo stesso anno, e due tracce provenienti dal passato remoto della band, ovverosia “Tribal Scream” e “And The Rage Awaits” in versione demo. Partiamo da queste ultime: se la seconda è sostanzialmente uguale alla versione finita poi su disco (con un suono ovviamente peggiore), “Tribal Scream” è una discreta composizione thrash con vaghi influssi ancorati al metal anglosassone presenti soprattutto nella sei corde di Tommy Massara. A dispetto dei ben più noti Massara e Perotti, la parte del leone in questo primo album la fa il fenomenale Mattia Bigi al basso, che spesso e volentieri indugia in slappate funky che impreziosiscono il thrash della band. I classici degli Extrema sono quasi tutti dentro questo esordio, a partire da “Join Hands” e “Child O’ Boogaow” che rimangono a parere di chi scrive i loro brani migliori, fino ad arrivare a “Lawyers Inc.” e “Road Pirates”, passando per l’imprescindibile cover del classico dei Police “Truth Hits Everybody”. Il live allegato ci mostra una volta di più quello che vale la band sul palco, con una citazione d’obbligo per la riproposizione di “Too Drunk To Fuck” dei Dead Kennedys. “Tension At The Seams” nel suo piccolo ha fatto la storia del metal italiano e non crediamo sia un caso che la sua ristampa sia quella meglio curata tra le quattro riproposte dalla Scarlet.

EXTREMA – THE POSITIVE PRESSURE ( OF INJUSTICE )

EXTREMA - The Positive Pressure ( Of Injustice )
A distanza di due anni dall’esordio ecco arrivare “The Positive Pressure (Of Injustice)”, seconda fatica sulla lunga distanza degli Extrema. Il thrash classicamente Bay Area del primo lavoro viene decisamente imbastardito e modernizzato in un’ottica che a molti ha ricordato i Pantera, allora al loro massimo splendore, almeno commercialmente parlando. Gli Extrema hanno sempre rifiutato il paragone con la band di Anselmo, ma sia la performance di G.L. Perotti sia quella di Tommy Massara lasciano pochi dubbi in proposito. In quest’album viene anche criminalmente limitato Mattia Bigi, che si concede ancora qualche passaggio funky, ma in maniera molto limitata rispetto al passato. Le canzoni da tramandare ai posteri qui sono l’iniziale “This Toy” e il super classico “Money Talks”, quest’ultima cavallo di battaglia live ancora oggi. Dicevamo del suono dell’album: ebbene, le chitarre di Massara, non più coadiuvato da Julius Loglio, sono più pesanti che mai, il riffing è serrato ed anche gli assoli sono per così dire più moderni. Perotti offre una prova molto meno ingenua che sul precedente album ma risulta alla fine troppo influenzato da Phil Anselmo. I nostri ad onor del vero tentano anche di percorrere strade differenti, come nella complessa “Grey”, sorta di metalcore ante litteram, con il singer che alterna parti di cantato pulito al suo classico semi growling. Particolare anche la conclusiva “Tell Me”, piuttosto lenta e controllata con un incedere quasi hard rock, nonostante sia suonata con estrema pesantezza. A coronare la ristampa troviamo il demo del 1991 comprendente quattro canzoni tra le quali l’inedita “Take A Preyer For My Demotape”, che non avrebbe sfigurato sull’album precedente e che gode di un lavoro di basso straordinario. Passo indietro quindi rispetto all’esordio, ma abbiamo ancora a che fare con una band valida che però sembra avere smarrito per strada il dono della freschezza compositiva.

EXTREMA – BETTER MAD THAN DEAD

EXTREMA - Better Mad Than Dead
2001: arriva la pietra dello scandalo. A sei anni di distanza dal precedente lavoro e dopo due singoli usciti con gli Articolo 31 francamente bruttini, la band si ripresenta sul mercato con “Better Mad Than Dead” ed è subito tempesta. Molti, forse troppi, si sono presi la briga di bocciare il lavoro senza appello anche se non l’avevano mai ascoltato. La colpa della band era quella di avere tradito, di avere inciso con un gruppo RAP da classifica, di frequentare troppo i salotti di Rock Tv ed altre menate del genere. La verità è che l’album non è di facile ascolto, è effettivamente diverso da quanto fatto dalla band in precedenza, vi sono degli influssi evidenti di nu metal ma resta comunque un lavoro pesante e niente male. I nostri innanzitutto si sono scrollati di dosso la nomea fastidiosa di Pantera italiani e, dal punto di vista tecnico e compositivo, hanno fatto un notevole balzo in avanti. Forse a tratti solo la sei corde di Tommy Massara eccede in modernismi e dissonanze inutili dove sarebbe stato meglio piazzare degli assoli. G.L. Perotti è clamorosamente migliorato e risulta più espressivo che mai; Mattia Bigi e Cris Dalla Pellegrina formano una sezione ritmica ottimamente allestita. I rimandi ai Korn sono sicuramente presenti, ma gli Extrema fanno un uso dell’elettronica più massiccio e la loro base ritmica è decisamente più heavy. Una canzone come “All Around” è una sorta di crossover moderno, con cantato simil-rappato, stacco catchy e tappeto elettronico ad ammantare il tutto. “W.A.S.T.E.D.”, pur essendo pregna di melodia, è piuttosto pesante e monolitica e a tratti ricorda gli Anthrax era Bush, mentre “Wannabe” è una fucilata thrash core breve e senza compromessi. In sostanza gli Extrema hanno realizzato il loro album più vario, certamente moderno e catchy, ma lo hanno fatto senza perdere di vista la pesantezza che da sempre li contraddistingue. Le bonus track sono “Divin’”, “Release” e una versione acustica di “Another Nite”. La prima è una traccia thrash-death ammodernata solo dalle dissonanze della chitarra di Massara; la seconda è una mazzata dove la sezione ritmica spacca davvero e contiene dei cori urlati in pieno stile hardcore; l’ultima traccia è una reprise acustica sorprendente che recupera umori rock piuttosto oscuri, a cavallo tra Seattle ed Atlanta. In definitiva “Better Mad Than Dead” è un lavoro parzialmente da riscoprire e non merita di essere bollato solo come un’accozzaglia modernista e “Korn addicted”.

EXTREMA – SET THE WORLD ON FIRE

EXTREMA - Set The World On Fire
L’ultimo album di inediti uscito a marchio Extrema è “Set The World On Fire”, datato fine 2005. Essendo l’uscita ancora abbastanza fresca forse la ristampa risulta troppo affrettata, ma giustamente la Scarlet, avendo rilevato i diritti sul lavoro uscito originariamente per l’Ammonia, ha pensato bene di riproporlo sul mercato. Ovviamente le cose dette poco più di due anni fa sono ancora valide, quindi, per fare un rapido sunto, diremo che la band ha cercato di tornare a sonorità più thrashy lasciando da parte certi modernismi del precedente “Better Mad Than Dead” ma senza rinunciare comunque alla voglia di progredire e di guardare avanti. Tracce quali “New World Disorder” o “Restless Soul” guardano indietro, mentre “Second Coming” e la title track si proiettano nel presente. Da segnalare anche una nuova vena rock presente nel lavoro ed in particolare nella sudista “Free Again”, in “Don’t Leave Me Alone” ed ovviamente nella riproposizione di “Ace Of Spedes” degli immarcescibili Motorhead. Ancora una volta è la chitarra di Massara che detta la linea e stavolta il leader della band opta per soluzioni più accessibili e non eccede nelle dissonanze che avevano caratterizzato nel male (a parere di chi scrive, ovviamente) il precedente album. Le bonus track sono “The World Decline”, “M.a.s.s.a.c.r.o.” e “Child Abuse”. Le ultime due sono estratte addirittura da un live demo del 1989 e, data l’epoca, sono ovviamente due brani di puro thrash ottantiano, semplici, dirette ed efficaci nella loro spontaneità. “The World Decline” invece era già presente nella bizzarra raccolta “nd The Best Has Yet To Come” ed è una heavy thrash song moderna e cadenzata, per nulla disprezzabile tranne che per un break melodico a metà canzone abbastanza mediocre. Anche se questo non è l’album migliore degli Extrema è però riuscito a ricucire lo strappo provocato con “Better Mad Than Dead” e ad avvicinare nuove leve di metallari all’ormai storico combo milanese. Questa disamina sulle uscite della band termina qui, dove andranno ora a parare i ragazzi non è ancora dato sapere.

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