IHSAHN – Studio Report

Pubblicato il 10/04/2008

INTRODUZIONE

A cura di Luca Pessina
 
Data l’importanza degli Emperor e gli ottimi risultati conseguiti da “The Adversary”, il primo album solista di Ihsahn, è logico che la storica Candlelight Records abbia deciso di investire “AngL” (si pronuncia “Angel”) – la nuova fatica dell’ex cantante/chitarrista della mitica black metal band – del ruolo di release di punta per l’intero 2008. Uno sforzo promozionale quasi senza precedenti per la label inglese, ma siamo certi che tale dispendio di enegie verrà ampiamente ripagato, una volta arrivato il disco nei negozi. Possiamo infatti affermare con una certa tranquillità che “AngL” sarà senz’altro uno dei dischi caldi di quest’anno! Noi lo abbiamo ascoltato nei rinomati Angel Studios di Londra, un paio di settimane fa, e siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla qualità del materiale preparato per quest’occasione dal musicista norvegese, tra l’altro presente in studio. Più heavy e, al tempo stesso, più elaborato di “The Adversary”, “AngL” ci è sembrato un album con tutte le carte in regola per mettere d’accordo ed entusiasmare metalhead di diverse frange, compresi i vecchi fan degli Emperor. Nelle pagine che seguono, potrete saperne di più sui singoli brani e potrete leggere le prime dichiarazioni di Ihsahn su questa sua nuova opera, che arriverà nei negozi verso la fine di maggio…

LISTENING SESSION

In una sala dello studio a dir poco magnifica, tutta decorata in legno e dominata da un organo di dimensioni imponenti, si è dunque svolta la listening session di “AngL”. Luci basse, silenzio assoluto… ecco quanto fuoriuscito dagli amplificatori…
 
Misanthrope: Un midtempo sostenuto da una possente doppia cassa apre il disco. Subito si nota come la produzione si assesti su livelli nettamente superiori a quella, comunque già buona, di “The Adversary”. Alcuni riff e certe atmosfere ricordano gli Emperor di “IX Equilibrium”, tuttavia la sezione ritmica prettamente prog-oriented, composta dal drummer Asgeir Mickelson (Spiral Architect, Borknagar) e dal bassista Lars Norberg (Spiral Architect), mantiene tutto su binari personali e facilmente riconoscibili.
 
Scarab: Un altro midtempo, ma questa volta, se si escludono un paio di sfuriate in doppia cassa, le trame sono più controllate. Break acustici e atmosfere vagamente orientaleggianti dominano il pezzo, così come le ormai tipiche orchestrazioni firmate Ihshan. Si rimane positivamente sorpresi dall’interpretazione vocale di quest’ultimo: il pulito è migliorato tantissimo e non è mai stato tanto espressivo prima d’ora.
 
Unhealer: Forse il brano principe del lotto! Una partenza interlocutoria, con chitarre duellanti, lascia presto spazio al grande ospite del disco: Mikael Akerfeldt degli Opeth! Cimentandosi prima con le clean vocals e poi con il growl (duettando con Ihsahn), Akerfeldt marchia a fuoco il pezzo, il quale presenta le trame più variegate udite sino a ora: valanghe di orchestrazioni, stacchi prog e jazzati, cattiveria black-death. Finale evocativo e arioso. Una traccia splendida!
 
Emancipation: Un altro brano abbastanza controllato, più o meno sulla scia di “Scarab”, anche se l’approccio è maggiormente progressive. Questa volta, comunque, sono le linee vocali a essere le indiscusse protagoniste: Ihsahn alterna pulito e screaming in continuazione, arrivando anche a sovrapporre i due registri in un paio di circostanze. A livello di arrangiamenti vocali, una canzone quindi assai complessa.
 
Malediction: L’attacco di “Malediction” torna a citare gli ultimi Emperor, sfoderando una violenza tutto sommato inedita per l’Ihsahn solista. Gran lavoro di batteria, con blast-beat, doppia cassa e ulteriori accenni progressive a rincorrere per tutto il pezzo il riffing forsennato. Ottimi gli assoli… Ihsahn è migliorato parecchio anche sotto questo aspetto. Sempre dosate con gusto, infine, le orchestrazioni. Se mai verrà riproposto dal vivo, funzionerà alla grande.
 
Alchemist: Una partenza molto aggressiva introduce anche “Alchemist”. Il brano, tuttavia, presto lascia spazio alle ormai consuete aperture prog e alle orchestrazioni. Pur essendo condita da belle dosi di doppia cassa, la canzone finisce per assestarsi a grandi linee sullo stile di “Scarab” o “Emancipation”, mettendo nuovamente in mostra l’efficacissimo pulito di Ihsahn.
 
Elevator: Una traccia più orchestrale e “tastieristica” delle precedenti. In generale, abbiamo a che fare con un midtempo ipnotico, che dalla parte centrale si sviluppa in un’aria altamente ariosa e malinconica. Il primo, vero momento di relax dopo parecchie tracce dinamiche.
 
Threnody: Apre il pezzo un arpeggio che sembra essere palesemente ispirato agli Opeth. Un’impressione che diventa più forte con l’arrivo delle linee vocali, anch’esse paiono infatti essere state modellate su quelle di Akerfeldt. Ottima, comunque, la prestazione di Ihsahn… ormai un maestro con la voce pulita. Dal break centrale in poi, c’è spazio per un riffing di chitarra più scattante e aggressivo, anche se non si arriva mai in territori prettamente black.
 
Monolith: A un primo ascolto, ci è sembrata la composizione più articolata del lotto. C’è di tutto! A livello di riffing abbiamo black metal alla Emperor (con tanto di orchestrazioni come supporto), stacchi heavy-prog e ulteriori influenze Opeth. Ritmiche in doppia cassa, poi blast-beat e tanti virtuosismi. Le linee vocali vanno infine di pari passo, con screaming e pulito ad alternarsi continuamente. A tratti sembra davvero di assistere a una jam session fra Emperor e Opeth! Oltre ad “Unhealer”, questo è stato senz’altro il pezzo della tracklist che ci ha entusiasmato maggiormente. Sarà un piacere riascoltarlo.

QUATTRO CHIACCHIERE CON IHSAHN…

Terminato l’ascolto, c’è stato quindi il tempo per una brevissima e del tutto improvvisata conferenza stampa, durante la quale Ihsahn è apparso al tempo stesso visibilmente soddisfatto di quanto realizzato, ma anche piuttosto imbarazzato a parlare in pubblico!
 
CHE COSA TI HA INFLUENZATO PER LA STESURA DEL NUOVO DISCO?
“Come per ‘The Adversary’, le influenze arrivano da tutta la sfera metal… dalle band che ho sempre ascoltato. ‘AngL’ suona più aggressivo rispetto all’esordio, ma è stato un caso. Come sempre, ho composto i brani in totale relax e i riff che più mi hanno colpito sono stati quelli usciti nella maniera più spontanea. Ho scritto tutto partendo da questi ultimi e il risultato finale è un album più oscuro e violento, ma che trovo sia comunque strettamente legato al suo predecessore”.
 
COME È NATA LA COLLABORAZIONE CON MIKAEL AKERFELDT DEGLI OPETH?
“Ci conosciamo da tanti anni e ognuno nutre molto rispetto per il lavoro dell’altro. Avevamo in mente di fare qualcosa insieme da tempo, ma per vari impegni non ci eravamo mai riusciti. Quest’anno invece abbiamo trovato del tempo libero e sono stato felice di telefonargli e di invitarlo a cantare su uno dei nuovi brani. Mi sento molto vicino a Mikael… abbiamo una visione della musica piuttosto simile e anche lui ha una famiglia. Più passa il tempo, più abbiamo cose in comune. Anticipando la vostra prossima domanda, vi dico che non ci siamo ritrovati in studio assieme… abbiamo lavorato a distanza, usando studi differenti”.
 
CON DUE ALBUM ALL’ATTIVO, PENSI CHE SIA ORA GIUNTO IL MOMENTO DI PORTARE IL PROGETTO SU UN PALCO?
“Continuo a ricevere parecchie offerte per suonare live, ma per ora ho sempre rifiutato. Ho una famiglia e i miei bambini hanno bisogno di un padre. Un tour, quindi, è da escludere, almeno nell’immediato futuro. Delle apparizioni ai festival potrebbero invece essere fattibili, ma sto comunque aspettando il momento giusto. In ogni caso, potete stare certi che non suonerò alcun pezzo degli Emperor dal vivo. Non voglio diventare una cover band e non mi interessa affatto riprendere quei pezzi. Se mai terrò dei concerti, sarà solo per presentare live il materiale dei miei dischi”.
 
COSA TI ASPETTI DA QUESTO DISCO?
“Niente in particolare… ‘The Adversary’ è stato accolto benissimo, quindi spero solo che ‘AngL’ venga considerato un successore all’altezza. Io ne sono molto soddisfatto e ciò, in ogni caso, mi basta. L’ho scritto prima di tutto per me stesso”.

PROSSIMI CONCERTI

1 commento
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