Incubi Sottopelle – Intervista a Welt Yama Tattoo e Clod The Ripper

Pubblicato il 17/04/2020

A cura di Sara Sostini

Metal e tatuaggi, due categorie che si trascinano dietro un lungo carico di pregiudizi, costituendo uno dei connubi più stereotipati di sempre. Eppure, come la musica estrema si declina in numerosissime accezioni, così anche il mondo dell’inchiostro sottopelle si scinde in singole mani, tecniche differenti e scuole distintive. Lì dove si incontrano nascono creature particolari, incubi fatti di inchiostro, esoterismo e note pesantissime, creati da artisti dalle moltissime sfaccettature. Abbiamo cercato un confronto con due dei maggiori esponenti della scena, Welt di Yama Tattoo e Clod The Ripper: molto diversi tra loro per latitudine (il primo è di base in uno dei rioni storici di Roma, il secondo si divide tra Lombardia e Svizzera), attitudine (più espansivo Welt, più ermetico Clod) e stile, ma entrambi devoti al mondo della musica metal (come fruitori e musicisti) e pieni di passione per quello dei tatuaggi più sulfurei e orrorifici, in un’indagine costante delle loro sfumature più inquietanti, simboliche ed arcane. Nel disegno come nella musica.

Welt (a sinistra, foto di Benedetta Gaiani) e Clod (destra, foto di Pier Sparello)

CIAO AD ENTRAMBI: NOME REALE, NOME D’ARTE, PROVENIENZA, ANNI D’ESPERIENZA, GENERE METAL PREFERITO.
Welt: – Ciao! Utilizzo solo il mio nome d’arte Welt ormai da molto tempo, con questo mi conoscono un po’ ovunque nel mondo e non vorrei creare confusioni con un altro nome (già è successo). Il nickname nacque a Londra nei primi del Duemila, quando ci vivevo. Sono di Roma dove ho aperto ormai da dodici anni il mio studio Yama Tattoo nel rione Monti. Orbito nel settore tatuaggistico almeno dal 1994 e tatuo all’incirca dal 1997. Ho praticamente visto cambiare completamente la scena tattoo nel corso degli anni, da quando era molto anche un fenomeno di nicchia (metalhead, punk, hc e appassionati vari) al mostro commerciale che è diventato ora. Genere metal… thrash metal, death metal, heavy metal, grindcore, heavy 70’s. Aggiungerei anche colonne sonore horror come Goblin, Frizzi, Carpenter, John Harrison, Alan Howarth, Keith Emerson.
Clod: – Claudio DeRosa, Clod The Ripper, Milano, 21, black metal.

L’ARTE DEL TATUAGGIO E LA PASSIONE PER LA MUSICA METAL SONO DUE MONDI SPESSO IN CONNESSIONE, ANCHE NELL’IMMAGINARIO COMUNE: CON QUALE DEI DUE HAI AVUTO IL PRIMO CONTATTO E COME QUESTO SI È COLLEGATO CON IL SECONDO?
Welt: – La musica è arrivata per prima, a otto anni già ascoltavo le prime tape (e dopo i vinili) che mi regalavano degli amici e da lì a poco cominciavo a vestirmi da metallaro e ad andare a concerti vari dell’epoca (parliamo di fine anni ’80, inizi ’90) e ad approcciare il basso come primo strumento musicale. Fino agli inizi del Duemila questo stile di vita era ancora un tabù culturale: in molti ci rompevano le balle sul come ci vestivamo e tutto il resto! Oggi è decisamente più tranquilla la situazione in generale.
Comunque la tattoo art in qualche modo già mi era entrata nell’anima, perchè molte band erano tatuate (Judas Priest, Ozzy, Motley Crue, Venom, Dark Angel, Morbid Angel) e quegli input in qualche modo già stavano prendendo forma in me. Tutt’oggi mi sembra assurdo aver tatuato alcuni dei personaggi di spicco della scena metal che all’epoca mi iniziarono a un percorso alternativo ai costumi della società (da membri dei Venom, Pestilence, Poison, Nocturnus, Saint Vitus, Sodom, Exciter, Electric Wizard e altri)… forse il karma esiste davvero! Grazie sempre alla musica metal ho avuto anche vari stimoli artistici con le cover art degli album, la poster art dell’epoca, il merch delle band e oggi collaboro – in modo minore rispetto ai tatuaggi – anche in questo settore con i miei artwork. Mostri di ogni tipo, tematiche fantasy, esoteriche e antiche. Altra cosa di cui sono contento è di aver fatto arte per Autopsy, Slayer, Goblin, Saint Vitus ed altri.
Clod: – Decisamente col metal. A dodici anni mi fu regalato il primo basso, poi l’immaginario metal fatto di copertine di dischi pieni di teschi e mostri, oltre ai musicisti spesso molto tatuati, mi ha spinto ad avvicinarmi intorno ai sedici anni al mondo del tattoo.

IN QUALI ASPETTI QUESTI DUE MONDI CONTINUANO AD ESSERE IN DIALOGO NELLE VOSTRE VITE?
Welt: Non hanno mai smesso di dialogare! Lavoro tutti i giorni ascoltando a studio musica metal, tatuo molti metallari italiani ed esteri con cui i discorsi vertono inevitabilmente sulla musica; con il mio studio Yama Tattoo contribuisco come sponsor a molti eventi di genere da molto tempo, creo design per locandine e merch di vari festival come il vostro (ha curato il concept della locandina per l’edizione 2020 del Metalitalia.com Festival, ndR), Rock Hard, True Metal ed altri, mostre d’arte in eventi, concept per eventi, collaborazioni nel mondo dell’editoria (da poco è uscito tra l’altro un libro sulla mia arte, “Legacy of Darkness – l’arte di Welt” della Shatter Edizioni) , di tutto e di più insomma. Continuo a comprare riviste, vinili e libri di settore sia per collezionismo che per supporto alle realtà che più amo. Ho anche una buona rete di guest artist metallari a studio come Tas (ex Electric Wizard), Taneli Jarva (ex Sentenced, Impaled Nazarene) ed altri. Nel tempo libero suono anche in vari progetti metal estremo. Direi che le due cose sono piuttosto inseparabili!
Clod: – Beh, ad esempio mentre rispondo alle tue domande ascolto l’unico EP degli olandesi Antzaat del 2017, che vi consiglio. Quotidianamente durante le mie sessioni di tattoo la colonna sonora resta sempre a base di metal, quando ho tempo mi dedico ad artwork e loghi per band metal ed in generale i miei tatuaggi nascono sempre accompagnati dal giusto sottofondo musicale.

IL VOSTRO STILE SI CONTRADDISTINGUE NELLA SUA PECULIARITÀ ED È DIVENTATO IMMEDIATAMENTE RICONOSCIBILE – ENTRAMBI SEMBRATE PREDILIGERE SOGGETTI MISTICO-OCCULTI, SINISTRI E LEGATI A TEMATICHE D’INCUBO TANTO CARE ANCHE ALLA MUSICA METAL, DECLINANDOLI CON UN TRATTO PRETTAMENTE GRAFICO E OLD-SCHOOL (WELT) O D’IMPIANTO ‘REALISTICO’ (CLODE). QUANTO QUESTO È PER VOI VINCOLANTE (O MENO) NEI VOSTRI LAVORI?
Welt: – A livello stilistico prediligo l’oscurità in generale. Dalle incisioni e decorazioni antiche, alchemiche ed esoteriche, a una rock art ricca di elementi bizarre, fantasy ed horror. Sono nato e cresciuto, insieme alla musica metal, anche con i film, fumetti e libri horror e di fantascienza, le influenze visionarie di questi generi sono il mio pane quotidiano. Quello che mi piace nel mio modo di rivedere questi generi nel tatuaggio è lasciare prevalere l’impatto del tattoo con contrasti e linee abbastanza forti, senza troppi giochi esageratamente tecnici (sfumature di tutti i tipi, tanti colori), sia per una resa estetica potente e immediata che anche per un percorso stesso della pelle nel tempo. Una buona graficizzazione nei tattoo a mio parere li fa durare meglio sulla pelle per anni. Ovviamente rispetto a prescindere chi tratta tutt’altro stile nel tatuaggio ma, specialmente ora, pare che le regole base tecniche se le siano scordate un po’ troppo in molti, abbassando la qualità del prodotto e anche il modo dei clienti sul come porsi con un vero professionista. Comunque a gusto mio i tatuaggi li vivo un po’ come i miei gusti nel metal: meno leccature, virtuosismi che tolgano la ‘botta’ – visiva nel caso dei tatuaggi – e la loro integrità anche nel futuro, quando la pelle inevitabilmente si rovinerà insieme ai tattoo che vestiamo (slowly we rot!). Il fatto poi che siano riconoscibili gli stili personali non lo trovo vincolante, anzi credo sia una qualità maturata nel tempo, che demarca il tuo stile e la tua personalità caratterizzandola ulteriormente, rendendola anche più duratura nel tempo. Già nel disegno e la pittura mi permetto sperimentazioni tecniche e stilistiche più ampie perchè il supporto non essendo la pelle te lo permette di più.
Clod: – Intanto grazie mille per le tue parole; trovare un tratto distintivo è sempre la cosa più difficile. Io personalmente non lo trovo per nulla vincolante, anzi sono molto appagato dalle richieste dei miei clienti, con i quali condivido spesso i medesimi interessi: musica metal e film horror. Oltretutto mi lasciano sempre piena libertà di espressione nella rappresentazione della loro idea di base, che per me rimane fondamentale per dare sempre un lavoro di qualità ed unico.

ENTRAMBI – ORA COME IN PASSATO – SIETE STATI MUSICISTI. QUANTO HA INCISO L’IMPEGNO NELLE VOSTRE BAND SUL VOSTRO LAVORO DI TATUATORI (NEGLI ASPETTI PRATICI O ANCHE SEMPLICEMENTE COME ISPIRAZIONE ARTISTICA)?
Welt: – Grazie per il musicista! Ma nell’arte mi reputo dopo un tattoo artist più come un disegnatore, poi come un pittore e poi viene il suonare, nel mio caso, per ora. E’ che non ho, purtroppo, mai avuto troppo tempo per seguire una band accuratamente. Per divertimento ho suonato nei 90’s in diversi progetti, uno thrash, uno punk/hc e un altro super weird (con i synth, una sorta di “Devo” mischiati al noise grindcore). Studiai anche musica antica e mettemmo su un piccolo ensemble per qualche anno. Negli ultimi anni abbiamo seguito con un’impronta già più professionale il nostro gruppo Sangue ed ho scoperto di avere una discreta predisposizione nell’arrangiare riff, e nel mischiarci atmosfere più cupe in vari interludi, anche tramite l’esperienza della musica antica in passato. Una volta esposto il tutto agli altri componenti del gruppo (e viceversa) si maturava tutti insieme il sound con altri riff, dando vita a un bel risultato malato! I Sangue a quanto pare sono stati apprezzati dalle scene più estreme. Il genere è un death black metal più raw e furioso, prodotti dalla Nuclear War Now! prima con un demo e poi con l’album “Culs”. Il concept è quello di antichi riti ancestrali mostruosi degli etruschi. Il feedback è stato e continua ad essere positivo dalla scena estrema globale legata a quel genere (influenzato da Blasphemy, Autopsy, Repulsion, Darkthrone, Terrorizer, Nuclear Death, Necrophobic, AC). Nella band oltre al sottoscritto ci sono Alex Wank (ex Pungent Stench), Valerio Scissor, Meta e Mirko K. Offender. Purtroppo non suoneremo mai dal vivo, per scelta. Ovviamente suonare anche in sala portava via energie durante una settimana piena di lavoro con i tatuaggi, ma una volta pronti con gli strumenti in mano ci prendevamo subito bene e cominciavano a picchiare duro dimenticando il resto! Da tempo ho in mente anche un altro progetto parallelo, to be announced soon.
Clod: – Attualmente suonando solo con i Blasphemer le due cose convivono e s’incastrano senza particolari problemi logistici, ma devo ammettere che in passato quando suonavo regolarmente in tre band, gestivo la mia etichetta discografica e organizzavo una due giorni di festival con band da tutto il mondo e tatuatori… Beh, era un po’ più dura (ride, ndR). Dalla mia avevo però meno anni e non ero papà.

SIA IL MONDO DEI TATUAGGI CHE QUELLO DELLA MUSICA METAL SONO ANDATI INCONTRO AD UN PROGRESSIVO SDOGANAMENTO CULTURALE E COMMERCIALE: BANALMENTE OGGI LA PERCENTUALE DI PERSONE TATUATE È AUMENTATA MOLTISSIMO ED AL TEMPO STESSO È POSSIBILE TROVARE MAGLIETTE CON IL LOGO DEGLI SLAYER IN MOLTI PUNTI VENDITA DI CATENE D’ABBIGLIAMENTO. IN CHE MISURA CONCORDATE O MENO CON QUESTA AFFERMAZIONE, ANCHE ALLA LUCE DELLE VOSTRE ESPERIENZE? E’ QUALCOSA DI POSITIVO O NEGATIVO?
Welt: – Lati positivi e lati negativi ovviamente. Grazie ai social, nel mondo dei tatuaggi c’è stata un’enorme crescita ulteriore commerciale nell’aspetto lavorativo e una maggiore tranquillità nell’indossare i tattoo stessi sulla pelle nel sociale, il che è una cosa buona (io vengo dagli anni ’90, in cui questo lavoro era ancora visto malissimo dalla società!). Però c’è stato anche un enorme abbassamento culturale nel panorama che la mia generazione aveva faticato a stabilizzare, specialmente in Italia dopo i miei precursori, ovviamente. Un’altra cosa attuale è la mancanza di una giusta cognizione dei clienti nel riconoscere i veri specialisti, per dargli anche il valore economico adatto agli artisti veri del settore; molta colpa di ciò è del web, che rende superficialmente ‘tutti tutto’ generalizzando, confondendo e togliendo valore al vero professionista e al prodotto stesso spesso. Cazzo, ci vuole tanto tempo per formarsi come tatuatori in generale, non qualche annetto, ci vuole tempo per arrivare a degli obiettivi, che nell’arte non hanno mai fine per me, tra l’altro; se si è portati, poi, si sviluppa uno stile proprio sempre in evoluzione. Questo vale anche per l’aspetto tecnico e attitudinale, non è un gioco. E il vero ‘rispetto’ di quello che si produce e si fa credo venga soprattutto con il passaparola nel corso del tempo per un nome, non solo con il web o le mode passeggere. Riguardo l’attitudine servirebbe fare un corso di etica e storia del tatuaggio a molti nuovi arrivati del settore: tanti contemporanei non sanno neanche chi c’era prima di loro e cosa ha fatto di incredibile, in tempi molto diversi da oggi, a favore della realtà tatuaggistica mondiale. Non vorrei essere troppo polemico, ma è veramente un momento duro e di superinflazione nella scena tatuaggistica mondiale ora come ora. Un po’ di senso critico non credo faccia male, ed è sempre rivolto a un fine costruttivo. Di base comunque mi basta tatuare per stare su col morale!
Sul lato della musica metal direi più o meno la stessa cosa, capisco che band storiche in una scena purtroppo verso la fine portino i loro marchi nei ‘fast food’ dell’abbigliamento e che questo porti gente qualsiasi a indossare magliette di gruppi che amiamo senza neanche sapere di che si tratta; giuro, mi è capitato molte volte, a studio, di vedere ragazze che arrivano con le magliette dei Maiden senza neanche sapere chi siano! Di positivo forse c’è che se mi piace il prodotto lo posso comprare con facilità anche da amatore, di positivo ci sarà anche che la gente ti guarda meno male se indossi magliette con mostracci vari in giro perchè ormai sono alla mercè di tutti, ma rimane il fatto che io nell’88 mi disegnavo i loghi delle band sui giacchetti da solo, ci mettevo toppe scelte accuratamente e borchie varie, non compravo tutto già confezionato senza una sua storia alle spalle; tutt’oggi supporto come posso il merch ufficiale dei gruppi e se posso non compro online ma in negozi specializzati, perché sono in via di estinzione anche loro e vanno supportati!
Clod: – Verissimo! E mi viene da vomitare!

IN CHE MODO QUESTO HA INFLUENZATO/INFLUENZA IL VOSTRO LAVORO?
Welt: – A parte i lati negativi già esposti di positivo c’è che ormai il tatuaggio è un lavoro socialmente accettatissimo. Oltre l’aspetto artistico a me piace lavorare sempre con il tatuaggio.
Clod: – Fortunatamente poco. I miei lavori non sono molto commerciali, dunque ho principalmente clienti molto appassionati, collezionisti e cultori di film o di musica. Questo escludendo il periodo della trasmissione in tv sui tatuaggi in cui la gente prendeva treni e si faceva i km per una letterina ad un prezzo sproporzionato e un selfie.

L’ARTE DEL TATUAGGIO IN ITALIA: UN PARERE.
Welt: – Lavoro da tanto ormai, quindi credo che questo mi dia un’ulteriore stabilità sia commerciale che con i miei sostenitori per stili artistici che tratto. Mi piace molto quando i metalhead vengono da tutte le parti d’Italia – come anche dall’estero – apposta da me per pezzi personalizzati nel mio stile. Una critica all’Italia, in generale, potrebbe essere quella per cui nelle scene artistiche dovrebbe essere meno modaiola, cosi da creare più una cultura stabile nel tempo invece che degli up & down pesantissimi, con tanto di guerra tra poveri tra il Nord/Centro e Sud. Essendo una persona che ha viaggiato molto, l’esempio andrebbe preso più da alcuni paesi del Nord Europa e dagli Stati Uniti per certi linguaggi culturali alternativi (metal, tattoo, horror) ed il loro maggiore sviluppo/stabilità professionale. Poi ovviamente tante lodi a chi non ha mai smesso di farsi il culo nel nostro bel paese per mantenere vivi questi interessi anche in momenti difficili, dei grandi da supportare a vita!
Clod: – Obiettivamente di alto livello, unica pecca: come in tutto tendiamo a seguire dei trend e dunque omologarci a quelli.

IL PANORAMA METAL ITALIANO: UN PARERE.
Welt: – Conosco un sacco di gente forte. Purtroppo il panorama metal italiano è troppo frammentato, a volte irritabilmente ‘moderato’. Poi ognuno è libero di fare ciò che sente per carità, ma un po’ più di unione non farebbe male alla scena italiana: abbiamo talenti e personaggi carismatici da tutto il paese che, quando si mettono in testa di spingere, a mio parere potrebbero dare filo da torcere a tutto il mondo! E poi ho sempre rispetto massimo a chi le cose le fa da molto tempo (chi organizza eventi, editoria, siti web), senza questi guerrieri saremmo messi proprio male… Support your local scene!
Clod: – Anche in questo caso di alto livello, sia underground che mainstream.

PROGETTI EXTRA-STUDIO ED EXTRA-MUSICALI?
Welt: – Troppi (ride, ndR). Produco artwork per band ed eventi, contribuisco a magazine di settore con articoli (su Rock Hard magazine faccio un servizio sul genere horror). Dipingo e faccio mostre. Ogni tanto contribuisco con idee nella produzione di eventi particolari e libri d’arte. Altri progetti sono in cantiere.
Clod: – Trovare un equilibrio e un po’ di fiducia nel genere umano, trasferirmi in Svizzera, finire un romanzo iniziato nel lontano 2006.

tatuaggi lovecraftiani: a sinistra Cthulhu di Welt, a destra H. P. Lovecraft di Clod

VINILE, CD O CASSETTA?
Welt: – Vinile e cassetta! CD ne ho molti ma con il web ora la qualità del suono è più o meno uguale, quindi non li compro più.
Clod: – Vinile bello, cassetta romantica (per quanto riguarda la mia generazione), CD inutile ormai.

DEICIDE O MORBID ANGEL?
Welt: – Dipende dal momento… ma forse Morbid Angel!
Clod: – Cazzo, iniziano le domande difficili… Deicide i primi tre, poi merda in crescendo. Morbid Angel sempre di alto livello con qualche caduta, dunque devo dire i secondi.

BATHORY O VENOM?
Welt: – Eh, dipende dal momento.
Clod: – Bathory.

LOVECRAFT, POE O KING?
Welt: – Li amo tutti, ma per me Lovecraft un qualcosa di più decisamente… yog-sogthoth!
Clod: – Li hai praticamente messi in ordine già tu. Personalmente escluderei proprio King dalla lista; belle idee, ma stile di scrittura pessimo!

ARGENTO O CARPENTER?
Welt: – Entrambi. Due geni assurdi che ho avuto anche la fortuna e l’onore di conoscere.
Clod: – Non ho mai amato Argento, non odiatemi. Sono più da Fulci. Carpenter quando imbrocca il film mi piace molto, ma poi ha fatto anche tanta, ma tanta spazzatura.

MATITA, PENNE O PENNELLI?
Welt: – Tutti insieme. A matita gli sketch, ne produco moltissimi.
Clod: – …Ormai iPad.

SOGGETTO PREFERITO DA TATUARE.
Welt: – Mostri di ogni tipo. Mostri fusi a rovine e a decorazioni antiche. Mostri fusi ad elementi naturali. Mostri!
Clod: – Teschi, teschi, teschi.

IL TATUAGGIO PIÙ ASSURDO.
Welt: – Tra l’assurdo e il divertente ho tatuato 3 ‘High 5’ (‘batti il cinque’, ndR) sui palmi di tre marines americani!
Clod: – Non so mai cosa rispondere a questa domanda, non credo di aver mai fatto tatuaggi assurdi; magari agli inizi quando tatuavo di tutto… Ma non saprei dirti, forse più posizioni assurde: genitali, lobi delle orecchie, sotto i piedi, la lingua.

il tratto di Welt (sinistra) e quello di Clod (destra)

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