KANONENFIEBER: “Fino a quando le cose stanno così, non suoniamo più in Italia”

Pubblicato il 15/03/2026

Kanonenfieber – Alcatraz – 13 marzo 2026 – foto Pamela Mastrototaro

 

Dopo le prime accuse mosse dai KANONENFIEBER all’Alcatraz di Milano e la pronta risposta del locale in merito alla vendita del merchandise, la band ha postato un lungo comunicato sui social aggiungendo ulteriori critiche circa la data italiana del 13 marzo.
 
Vi anticipiamo che domani sera alle ore 21:00 in diretta su Metalitalia Podcast si parlerà proprio di questa vicenda, con una panoramica generale circa l’organizzazione di eventi di questo tipo in Italia. Con noi ci saranno i promoter stessi della data di Milano dei KANONENFIEBER che risponderanno anche alle domande del pubblico.
Link video a fine articolo.
 
 

Ecco quanto postato ieri dalla band:

 
Dichiarazione riguardo allo show di Milano
 
Non siamo una band che si lamenta facilmente. Nel corso degli anni abbiamo visto quasi tutto ciò che una band in tour può incontrare: locali più piccoli di un ripostiglio, palchi dotati di tecnologie degli anni ’70 e aree backstage che non erano altro che un bagno dietro una cucina. Ci siamo adattati e abbiamo proseguito senza lamentarci.
Tuttavia, quello che abbiamo riscontrato ieri a Milano supera una linea che non può essere ignorata.
 
Merchandise
 
Allo show di ieri non c’è stata vendita di merchandise. Il locale richiede una commissione del 25% più il 22% di IVA, il che significa effettivamente che quasi la metà dell’incasso dovrebbe essere consegnata al gestore [Alcatraz ha già precisato di non essere coinvolto nella rivendita del merchandise, la quale è gestita da concessionarie esterne, ndr]. I nostri amici in tour, i MENTAL CRUELTY, ci hanno inoltre informati che nel loro ultimo show a Milano è stato richiesto un ulteriore 16% per il personale addetto alle vendite, portando la trattenuta totale al 63%.
Le nostre magliette costano €25, un prezzo ben al di sotto di quelli diventati comuni negli ultimi anni. Produzione, trasporto, personale e infrastrutture generano costi significativi. Se quasi metà dell’incasso deve essere versata al locale, alla band resta ben poco. Per quanto riguarda i vinili — acquistati a caro prezzo da Sony Music — con queste condizioni finiremmo effettivamente per perdere soldi su ogni unità venduta.
Come se non bastasse, proprio davanti al nostro tour bus veniva venduto merchandise contraffatto dei KANONENFIEBER. Questo è stato apparentemente tollerato dall’organizzatore, mentre allo stesso tempo ci si aspettava che cedessimo quasi la metà dei nostri ricavi dai prodotti ufficiali.
 
Produzione

Prima di ogni show, definiamo con cura le nostre necessità tecniche per offrire la produzione più imponente possibile. Queste richieste vengono inviate ai promoter e alla crew locale con settimane di anticipo e devono essere confermate. In mancanza di risposta, diamo per assunto che i requisiti verranno rispettati.
Ieri, tuttavia, siamo stati collocati su un palco che non offriva nemmeno una frazione dello spazio di cui abbiamo bisogno. Non c’erano pedane, né cannoni, né fondali mobili, né i carrelli per rappresentare la trincea o la prua della nave, e non c’era uno spazio adeguato per i cambi d’abito della band. In realtà, la produzione che è stato possibile allestire non avrebbe richiesto nemmeno un furgone. Ciononostante, siamo arrivati davanti all’Alcatraz con un autoarticolato da 40 tonnellate a pieno carico, che abbiamo dovuto scaricare completamente a causa del modo in cui la nostra attrezzatura è imballata e strutturata per il tour.
 
Effetti pirotecnici
 
Il nostro show vive di teatralità e pirotecnia. Siamo consapevoli che non tutti i locali ne consentano l’uso. In Italia, tuttavia, la situazione è particolarmente rigida: gli effetti pirotecnici da palco sono completamente proibiti.
 
Serata disco post-concerto
 
Ci è stato ordinato di liberare il locale entro 60 minuti dalla fine dello show per fare spazio a una serata in discoteca. La nostra produzione comprende un camion da 40 tonnellate a pieno carico e un rimorchio merci da 3 tonnellate attaccato al nostro tour bus. In media, smontare la produzione del palco e caricare l’attrezzatura richiede due ore e mezza.
Ieri sera la nostra crew è stata messa sotto una pressione considerevole per correre tra le sale dell’Alcatraz al solo scopo di sgomberare l’edificio — solo per vedere, a più di due ore dalla fine del concerto, circa venti persone ballare su ritmi mainstream.
 
Burocrazia
 
Entrare in Italia richiede più burocrazia, scartoffie e sforzo amministrativo di tutte le altre date di questo tour messe insieme. La documentazione richiesta, i permessi e le formalità consumano un’enorme quantità di tempo e risorse.
 
Perché abbiamo rilasciato questa dichiarazione
 
Questo comunicato non vuole essere una lamentela fine a se stessa. Serve a spiegare perché lo show di ieri ha dovuto essere ridimensionato in modo significativo — e per chiedere scusa a tutti coloro che hanno pagato per vederci. Ciò che siamo stati in grado di presentare sul palco ieri sera non si avvicina minimamente a quello che dovrebbe essere uno show dei KANONENFIEBER.
La realtà è semplice: abbiamo perso soldi per questo concerto. Il compenso non arriva nemmeno a coprire i costi della nostra crew di undici persone, del tour bus, del camion, della band di supporto e dei musicisti stessi.
L’unico motivo per cui ci siamo esibiti nonostante tutte queste circostanze è che sapevamo che le persone non vedevano l’ora che arrivasse questa serata. Alcuni hanno preso ferie dal lavoro o viaggiato a lungo per essere presenti.
Allo stesso tempo, è chiaro che non accetteremo di essere trattati così in futuro. Uno show da headliner in Italia previsto per l’anno prossimo è stato quindi già cancellato. Se la situazione per le band in tour in questo Paese non cambierà, in futuro eviteremo di programmare attività professionali lì.
Se un Paese vuole che la cultura prosperi, deve sostenerla — non spremerle ogni singolo euro.

 

Domani sera alle 21:00 in diretta su Metalitalia Podcast le risposte degli organizzatori.

Ecco il link video:

 

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