KILL-TOWN DEATH FEST 2012: intervista all’organizzazione

Pubblicato il 12/07/2012

A cura di Luca Pessina

Lo abbiamo visitato per la prima volta solo l’anno scorso, ma ci siamo già innamorati perdutamente del Kill-Town Death Fest di Copenhagen, happening underground death metal che è nato da un’idea di un collettivo che ha base nella capitale danese. Rigorosamente basato su etiche DIY (do it yourself, fai da te, ndR), il festival ha il solo scopo di promuovere death metal band underground e senza propositi commerciali; in sintesi, quelle realtà che solitamente non rientrano nei programmi dei grandi festival e che vedono la musica esclusivamente come un’espressione artistica e non come un mezzo tramite il quale raggiungere denaro e prestigio. Nel nostro report dell’edizione 2011 avevamo deciso di tradurre e riportare interamente il manifesto del Kill-Town Death Fest, e proprio ad esso vi rimandiamo (CLICCA QUI) per scoprire tutti i dettagli del concept dell’evento, visto che questo non è cambiato minimamente. Anche nel 2012, infatti, il centro sociale Ungdosmhuset ospiterà una schiera di gruppi death metal e di appassionati provenienti da ogni parte del mondo, pronti a spargere il verbo dell’undergroun più puro e “no compromise” e a cibarsi di specialità rigorosamente vegane, prerogativa di ambienti punk-hardcore dai quali il KTDF trae molta ispirazione. Rispetto all’anno passato, il festival si allunga però di una giornata, incorporando il cosiddetto “Gloomy Sunday”, ovvero una domenica dedicata esclusivamente a sonorità death-doom. Un”idea nata – come poi ci spiegherà Daniel, una delle menti dietro il KTDF – durante l’organizzazione di un altro evento del collettivo, il doom festival Heavy Days In Doom Town, che ha esordito la scorsa primavera. Insomma, ci sarà sicuramente da divertirsi, quanto e, probabilmente, più di prima!

Queste le band confermate ad oggi:

Incantation (us) / Master (us) / Necros Christos (de) / Hooded Menace (fin) / Esoteric (uk) / Interment (se) / Verminous (se) / Voids Of Vomit (it) / Corpsessed (fin) / Morbus Chron (swe) / Church Bizarre (dk) / Tyranny (fin) – first show outside Finland in 8 years! / Execration (no) / Ritualization (fr) / Maveth (fin) / Fleshless (cz) / Cryptborn (fin) / Undead Creep (it) / Swallowed (fin) / Pustulation (dk) / General Surgery (swe) / Zom (irl)

Vi ricordiamo che il Kill-Town Death Fest quest’anno avrà luogo dal 31 agosto al 2 settembre, con un “warm up show” previsto per la sera del 30 agosto presso il locale Loppen di Christiania, quartiere “libero” della capitale danese.

P.S. Su richiesta dei ragazzi del collettivo, a fine intervista troverete la versione originale (in inglese) della stessa, in modo che anche i fan esteri abbiano modo di leggerla e di saperne di più sull’evento.

QUANDO E COME È NATA L’IDEA DEL KILL-TOWN DEATH FEST?
“Allora, da dove iniziare… faccio parte della scena DIY di Copenhagen sin dai primi anni ’90 e da allora ho sempre organizzato concerti qua e là. Nel 2001 il primo K-Town festival ha visto la luce e nel corso degli anni è cresciuto sino a diventare uno dei principali underground DIY punk/hardcore festival in Europa. Il festival aveva luogo nella nostra venue/squat Ungdomshuset, che dal 1982 era il fulcro della scena DIY di Copenhagen. La casa è stata sgomberata nel 2007 e ciò ha portato alla morte del K-Town Fest. Per alcuni anni ho pensato all’organizzazione di un altro festival che si ispirasse al vecchio K-Town, ma con un focus diverso. Musicalmente, sono sempre stato più appassionato di metal che di punk, ma non mi sono mai sentito a mio agio nella scena metal qui in Danimarca. Quindi ho presentato l’idea a David della death metal band locale Undergang e lui l’ha accolta con entusiasmo. In breve tempo, abbiamo iniziato ad allestire un collettivo. Inizialmente non avevamo un’idea esatta di dove andare a parare: stavamo solo lanciando idee e cercando di allestire un piano. In principio stavamo pensando a un DIY metal fest con tutti i tipi di metal, ma poi siamo giunti alla conclusione di concentrarci solo sull’old School death metal, che è il genere a noi più caro. Abbiamo iniziato a cercare fondi e a strutturare il collettivo e fortunatamente le cose hanno subito preso una piega confortante: abbiamo ricevuto una somma che ci ha aiutato tantissimo nell’alzare le nostre ambizioni e abbiamo iniziato a pensare in grande, invitando alcune delle nostre band preferite, tra cui gli Anatomia dal Giappone e i Dead Congregation dalla Grecia. Siamo stati fortunati perchè la maggior parte dei gruppi hanno dimostrato di condividere le nostre idee e il nostro concept, mettendo subito il festival nelle condizioni di poter decollare”.

QUALI SONO STATE LE SFIDE PIÙ SIGNIFICATIVE CHE AVETE DOVUTO AFFRONTARE NELL’ORGANIZZAZIONE DELLE PRIME EDIZIONI?
“Beh, abbiamo dovuto partire dal nulla. Alcuni di noi avevano esperienza nell’organizzazione di festival e show, ma la maggior parte del collettivo era davvero giovane e inesperta. Inoltre, la maggior parte dei nostri contatti rientravano nel circuito DIY punk, quindi all’inizio è stato un po’ problematico presentare e far capire le nostre idee a persone e band distanti da questa scena. Abbiamo iniziato con il contattare band, label, zine, blog, magazine, radio, locali, promoter, ecc, chiendendo loro di far parte del nostro progetto. Fortunatamente, il feedback sulla nostra idea di festival è stato molto positivo e la cosa ci ha tolto un po’ di ansia. Poi abbiamo dovuto pensare a come le band o gli avventori avrebbero reagito nel trovarsi ad un festival in un centro sociale, con un gruppo di punk a servire cibo vegano e con slogan politici contro sessismo, razzismo e omofobia scritti sui muri. Eravamo pronti al peggio, ma, alla fine, la prima edizione è stata uno degli eventi più pacifici e meglio riusciti della storia dell’Ungdomshuset. Siamo stati più che soddisfatti del risultato finale e questo ci ha dato la spinta per continuare”.

COM’È LA SCENA MUSICALE DI COPENHAGEN? HAI MAI DESIDERATO ESSERE DI UN’ALTRA CITTÀ, SOPRATTUTTO IN RELAZIONE ALLE DIFFICOLTÀ CHE AVRETE INCONTRATO NELL’ORGANIZZASIONE DI EVENTI COME IL KILL-TOWN DEATH FEST?
“La scena musicale di Copenhagen è molto frammentata. Negli anni mi sono nascosto nella scena DIY e per anni mi sono concentrato sul circuito punk e hardcore, che per anni ha partorito a intervalli ottime band con un seguito internazionale. Negli anni ’90 ho fatto parte della scena death metal – o perlomeno andavo ai concerti – che all’epoca era molto grossa, visto che le band più note del genere passavano di qui regolarmente, anche perchè siamo letteralmente accanto alla Svezia. Ma, come dicevo prima, non mi sono mai sentito a casa nella scena metal danese: ho trovato invece ‘rifugio’ nella comunità DIY punk, nella quale ho poi iniziato a organizzare show e festival concentradomi su quell’ibrido di punk e metal noto come crust. Con il passare del tempo ho pensato più volte di trasferirmi altrove, anche a Milano, ad esempio… ma alla fine non ho mai preso quella decisione. Nonostante a volte mi capiti di odiare Copenhagen, penso che la città abbia qualcosa di bello da offrire. Musicalmente non siamo la Svezia, ma culturalmente penso che la Danimarca sia a un livello superiore. Comunque, il problema principale nell’organizzazione di eventi come il Kill-Town e ora con l’Heavy Days In Doom Town è che la Danimarca non è grande a sufficienza per supportare tali iniziative: dobbiamo fare affidamento completamente sulla risposta delle scene death metal e doom estere. In ogni caso, le cose per noi stanno andando bene e stiamo notando un aumento di interesse nei confronti del nostro operato.Purtroppo, la scena locale non pare voglia supportarci più di tanto, perchè altrimenti potremmo avere un pubblico più vasto. L’anno scorso siamo stati così ‘fortunati’ da competere solo con altri tre death metal show in quel weekend, cosa che dimostra chiaramente quanto ci considerino nella zona… Questo è senz’altro il problema principale che dobbiamo risolvere”.

OGGIGIORNO QUAL È IL VOSTRO OBIETTIVO PRINCIPALE NELL’ALLESTIMENTO DI UNA NUOVA EDIZIONE DEL KILL-TOWN DEATH FEST?
“Il primo obiettivo è mettere insieme un bill interessante. Visto che il festival sta diventando un po’ più celebre, fortunatamente non è un obiettivo troppo difficile da raggiungere. Siamo entrati in contatto con numerose band nel corso degli anni e il responso che stiamo ottenendo è andato ben oltre le aspettative iniziali. A volte riceviamo anche dieci-venti richieste di suonare in una settimana e solo ascoltare tutte queste band e rispondere alle email porta via un sacco di tempo! Ma pensiamo sia doveroso dare un ascolto e rispondere a tutti. Ultimamente abbiamo poi iniziato a lavorare con alcuni gruppi più ‘grandi’: l’idea è quella di farli suonare alle stesse condizioni delle altre band, in modo da spostare ulteriori riflettori sul nostro concept e sugli ideali DIY. Non siamo ancora sicuri che questa strategia funzionerà, ma se sarà un fallimento potremo sempre tornare a collaborare solo con realtà strettamente underground. Toccherà alle persone che verranno al prossimo festival giudicare e darci un responso. Sono i gruppi che vi suonano e le persone che vi accorrono a fare il festival: quest’ultimo deve essere organizzato secondo le preferenze e i desideri di coloro che ogni anno ci stanno vicini e ci mandano i loro suggerimenti”.

IL KTDF È ORMAI FAMOSO PER OFFRIRE TRA I MIGLIORI BILL DEATH METAL, ALMENO IN EUROPA. A MIO PARERE, È UNO DEI POCHI FESTIVAL IN CUI L’AVVENTORE PUÒ ANCORA SENTIRSI COME PARTE DI QUALCOSA… CHIAMIAMOLA “SCENA”. HO LA NETTA IMPRESSIONE CHE COLORO CHE VANNO AL KTDF CONOSCONO DAVVERO LA MUSICA, LE BAND, LE LABEL E L’INTERO NETWORK. NON SI VA AL VOSTRO FESTIVAL PERCHÈ “È FICO ANDARCI”. VOI COME PERCEPITE L’EVENTO? DI CERTO DOVETE ESSERE DEI GRANDI FAN DI QUESTA MUSICA PER RIUSCIRE A OFFRIRE UN BILL TANTO COMPETITIVO NEL SUO GENERE…
“Grazie per i complimenti! Ciò che stai descrivendo è esattamente l’idea che abbiamo sempre avuto per il nostro festival. Vogliamo che esso sia uno spaccato di una ‘scena’ internazionale che oggigiorno è in netta crescita. Vediamo che c’è un gran fermento nei circuiti death metal di ogni nazione e dal canto nostro stiamo cercando di radunare all’evento le band più interessanti di questo fenomeno underground. Siamo tutti dei genuini fan di questa musica e facciamo del nostro meglio per rimanere aggiornati. Collaboriamo quotidianamente con etichette in cerca di nuovi talenti da lanciare e non facciamo altro che valorizzare ulteriormente il lavoro di altri. Sono inoltre d’accordo sul fatto che l’atmosfera del festival sia piuttosto familiare: chi accorre all’evento sembra senz’altro un vero ‘die-hard’ fan e un membro della grande famiglia death metal. Di certo se il festival si ingrandirà qualcosa di questa atmosfera andrà persa, ma non credo che ci saranno mai cambiamenti drastici: non ci muoveremo mai dalla nostra attuale location e la capacità massima sarà sempre di mille persone”.

COME VI È VENUTA IN MENTE L’IDEA DI UNA GIORNATA DEDICATA AL DEATH-DOOM? È STATA UNA CONSEGUENZA DELL’ORGANIZZAZIONE DEL NUOVO HEAVY DAYS IN DOOM TOWN FEST, L’EVENTO DOOM CHE AVETE LANCIATO LA SCORSA PRIMAVERA?
“Sì, è più o meno andata così. Lavorando al HDDT siamo entrati in contatto con diverse band che hanno punti in contatto con entrambi i mondi e, non sapendo se ingaggiarle per un evento oppure per l’altro, abbiamo deciso di allungare il KTDF di una giornata, dando vita al ‘Gloomy Sunday’. Pensiamo che sarà un bel modo di concludere il festival dopo tre giorni di massacro”.

CHE REAZIONI HA SUSCITATO IL BILL DI QUEST’ANNO? PRENDETE NOTA DELLE CRITICHE E DEI COMMENTI CHE VI ARRIVANO?
“Il feedbcak è stato altamente positivo sinora ed è ciò che ci mantiene davvero motivati. Soprattutto quest’anno la gente pare molto entusiasta e se queste sono le premesse potremmo ritrovarci con l’edizione più fortunata di sempre, anche se la prima sarà sempre speciale. Personalmente prendo in considerazione i commenti di coloro che ci scrivono e ci fanno sapere il loro punto di vista. Non mi preoccupo invece di quello che viene scritto nei vari forum, dove spesso la gente non fa altro che criticare il cibo vegano, ecc”.

DOVE VEDI IL KILL-TOWN DEATH FEST IN CINQUE ANNI DA OGGI?
“Spero vivamente che ci sarà ancora un KTDF tra cinque anni, ma chi può dirlo? Potremmo arrivare a un punto in cui non avremo più tempo o energie a sufficienza per dedicarci a esso. Magari qualche altra persona si unirà a noi e ci aiuterà a rimanere in vita o a rinnovarlo… ora non posso saperlo. Dopo tutto, organizzare qualcosa del genere è un impegno enorme e siccome tutti noi lo facciamo nel tempo libero è difficile prevedere quanto la cosa potrà durare. Ma di certo faremo del nostro meglio per andare avanti nell’offrire ottime lineup e nel riempire i metallari di cibo vegano! Come accennavo prima, non ci muoveremo mai in un’altra location, ma la speranza è quella di raggiungere sempre il sold out, in modo da avere un budget più elevato da investire per invitare band da altri continenti. Siamo in contatto con numerosi gruppi asiatici, mediorientali e sudamericani, ma al momento non ci è possibile invitarli, viste le nostre finanze”.

SECONDO TE CHI È L’AVVENTORE MEDIO DEL FESTIVAL?
“In parte ho già risposto prima. Comunque, a livello di sessi credo che ci sia un buon bilanciamento tra uomini e donne, anche se, essendo la scena metal un ambiente tutto sommato dominato dai maschi, questi ultimi sono più numerosi. Ovviamente ci piacerebbe vedere altre ragazze al festival. Abbiamo anche cercato di trovare gruppi con membri femminili, ma per ora non abbiamo avuto molta fortuna, anche perchè scegliamo gli artisti in base alla musica che propongono, non in base al sesso. A livello di nazionalità, gli avventori sembrano provenire in prevalenza dall’Europa occidentale, ma ci sono anche est europei. Inoltre vi sono alcune persone che arrivano addirittura dagli USA, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Restando in Europa, il maggior numero di fan proviene dalla Svezia, seguiti dai loro fratelli finlandesi”.

AVETE MAI AVUTO PROBLEMI CON UNA BAND INVITATA AL FESTIVAL, LA QUALE VI HA MAGARI FATTO PRENDERE LA DECISIONE DI NON INVITARLA PIÙ?
“Fortunatamente no. Al momento abbiamo avuto solo esperienze positive con le band che abbiamo invitato. Abbiamo fatto del nostro meglio per essere chiari su ciò che le band potevano aspettarsi, in modo da non finire in situazioni spiacevoli durante la loro permanenza. Sinora la maggior parte dei gruppi ci è sembrata felicissima dell’esperienza e del trattamento che hanno ricevuto”.

TUTTE LE BAND COMPRENDONO I VOSTRI IDEALI DO IT YOURSELF? È DIFFICILE FAR CAPIRE LORO CHE IL KILL-TOWN DEATH FEST NON È IL SOLITO METAL FEST?
“Magari non tutte, ma per noi è molto importante far capire loro i motivi per cui agiamo in questa maniera. Penso che la maggior parte delle band lo capiscano a pieno una volta al fest, quando possono vederlo coi loro occhi e provarlo in prima persona”.

VI È UNA BAND CHE VI PIACEREBBE VEDER SUONARE AL FESTIVAL MA CHE PER QUALCHE RAGIONE NON SIETE ANCORA RIUSCITI A INVITARE?
“Ce ne sono diverse, ma non so se voglio fare nomi. Comunque, abbiamo scritto ad alcune di esse, ma per un motivo o per l’altro non siamo riusciti a raggiungere un accordo. Con altre invece non ci siamo messi in contatto perchè presumiamo che non accetterebbero di suonare alle nostre condizioni. Tuttavia, credo che le cose potrebbero cambiare una volta che il nome del festival sarà diventato più prestigioso grazie al passaparola. La nostra speranza è quella di poter continuare a proporre le migliori band in circolazione in futuro”.

CHE COSA STAI ASCOLTANDO ULTIMAMENTE?
“Sono stato nel mondo del doom negli ultimi sei mesi, quindi la maggior parte della musica che si sente a casa mia ultimamente è doom. Per quanto riguarda il death metal, sto ascoltando parecchio i tedeschi Venenum, che trovo una band dal grande potenziale. Disma e Funebrarum sono altri due dei miei preferiti, assieme a Cruciamentum e Grave Miasma, senza poi dimenticare i grandi Necros Christos. Oltre a questi, direi Corpsessed, ZOM, Vastum, Ritual Necromancy, Vasaeleth, Slugathor, Drowned e tanti altri. A livello di classici, di recente ho ascoltato tanto Dismember, Grave, Autopsy, Bolt Thrower, Incantation, ecc. Per quanto riguarda la roba più lenta, apprezzo molto Mournful Congregation, Worship, Pallbearer, Adhedonist, ecc. Tante band e tantissima ottima musica là fuori!”.

GRAZIE MILLE PER AVER TROVATO IL TEMPO DI RISPONDERE A QUESTE DOMANDE. A TE LA CONCLUSIONE DELL’INTERVISTA…
“Grazie a te, Luca per essere stato così paziente. Continua a portare avanti il tuo lavoro. Ci vediamo là fuori!”.

 

ENGLISH VERSION

HOW DID THE IDEA OF KTDF COME ABOUT IN THE FIRST PLACE?
“Well, where to start… I have been part of the Copenhagen DIY scene since the early/mid-90´ies and been setting up shows on/off since back then. In 2001 the first K-Town festival saw the light of day and over the years it grew to be one of the main underground DIY punk/hardcore festivals in Europe. The fest was based in our old venue/squat Ungdomshuset which was the main DIY center in Copenhagen since 1982. The house got evicted in 2007 and with that died the K-Town Fest. For some years I was thinking to do a new festival inspired by the way we did K-Town, but with a different focus. Musically I have always been more into metal than punk, but never felt at home in the metal scene here in Denmark. So I presented the idea to David from local DIY Death Metal band Undergang and he was into the idea, so we started getting a collective together. In the beginning we had no real clue what we were doing and we were just brainstorming.  To start with we had the idea to do a DIY metal fest presenting all kinds of metal, but as we progressed a little we landed on narrowing it down to only focus on Old School Death Metal, which was what most of were most passionate about. We started fundraising and structuring the festival collective and we were lucky to recieve quite a bit of funds. That helped us tremendously to raise the ambition level and we started inviting all of our favourite bands among them Anatomia from Japan and Dead Congregation from Greece. We were lucky enough that the majority of the bands we asked were into our idea and concept and slowly the fest started taking off”.

WHAT WERE THE BIGGEST CHALLENGES YOU HAD TO FACE WHILE WORKING ON THE FIRST EDITIONS?
“Well, we had to start from scratch. Some of us had experience in doing festivals and organizing shows, but the majority of the group were really young and inexperienced. We were also more connected to the DIY punk networks, so it was a big challenge trying to get new contacts and presenting our ideas to people and bands not so familiar with the concepts we were working with. We started writing bands, labels, zines, webblogs, magazines, radiostations, venues, promoters etc and asking them to be part of the process of creating and shaping this new fest. Luckily we had really positive feedback and the idea/fest got really well recieved. We were also quite anxious on how the bands and guests would deal with the fest being held in a squat-like venue with a bunch of punks serving them vegan food and with political ideas written on the wall against sexism, racism, homofobia etc. So we spent a lot of time trying to work out  solutions for different bad scenarios. But it turned out to be one of the nicest and most peaceful bigger events in the history of Ungdomshuset. We were very pleased with the outccome and that motivated us to continue”.

HOW’S THE MUSIC SCENE IN COPENHAGEN? HAVE YOU EVER WISHED YOU WERE FROM SOMEWHERE ELSE, IN RESPECT TO POTENTIAL DIFFICULTIES AT ARRANGING EVENTS LIKE KTDF? DO YOU FEEL COMFORTABLE WITH WHAT YOU’VE ACHIEVED SO FAR AND WITH THE TURNOUT YOU’RE GETTING?
“There any many different music scenes in Copenhagen. I have over the years been hiding in the DIY scene and my focus was for many years the punk and hardcore scene here which on/off has been fleurishing with great bands with international outlook. I was part of the Death Metal scene (or atleast attending shows) in the 90´ies where the scene was big and we had all the great bands of the golden era passing through here regularly, mainly because we are situated right next to the mighty Sweden. But as I mentioned earlier I never really felt at home in the Danish metal scene and I found my place in the DIY punk community where I started doing shows and festivals with a focus on the mix between punk and metal, the hybrid know as crust.
Over the years I have considered relocating a number of times among other places to Milano… But that never happened. I think, even though I from time to time like to hate on Copenhagen, that we have some good things happening here. We are not Sweden musically, but culturally I think Denmark has way more to offer.
The main problem with organizing events like KTDF and now HDDT is that Denmark is not big enough in itself for events like that. We completely rely on the attendance and support from the international OSDM and Doom communities. But so far we have been doing ok and we can definitely see a growing interest in what we are doing from many sides. We dont get much support from the local scenes and that is our main problem, cause we could easily have more guests attending. Last year we were so “lucky” to be competing with no less than 3 other Death Metal shows that weekend, which show quite clearly the support we are getting locally… I guess that is our main obstacle and challenge that we need to overcome”.

NOWADAYS WHAT’S YOUR FIRST AND FOREMOST GOAL WHEN YOU START THE PREPARATION OF A NEW KTDF EDITION?
“To get a nice lineup together. As time has progressed and the festival is getting more established that is luckily not so difficult. We have been in contact with a lot of bands over the years and the interest from bands from around the world has been overwhelming to say the least. Sometimes we recieve 10-20 requests a week, so just keeping up with listening and getting back to people is a quite timeconsuming thing. We are doing our best to give everyone a fair chance and as a minimum a listen and a reply.
We have now started to work with a concept where we bring in a few “bigger” names where the idea is that by bringing bigger bands endorsing the concept and playing the same terms as the rest of the bands, we are bringing more focus on the underground and the DIY ideals. We are still not sure if this strategy will work for us and if it doesnt we will go back to doing stricktly underground stuff. That will be entirely up to the people attending the fest to judge and give us feedback and we will shape the fest after that respons. Its the people and the bands attending the fest that makes the fest and the fest will have to be organized in accordance to the wishes and preferences of the dedicated few that sends us their thoughts every year”.

KTDF IS NOW FAMOUS FOR OFFERING THE MOST INTERESTING UNDERGROUND DEATH METAL BILLS, IN EUROPE AT LEAST. IN MY OPINION IT IS PROBABLY THE ONLY FESTIVAL WHERE AN ATTENDEE CAN ACTUALLY FEEL LIKE IS A PART OF SOMETHING, LET’S CALL IT A “SCENE”. I’VE BEEN TO SEVERAL FESTS IN EVERY PART OF THE WORLD, BUT I GOT THE IMPRESSION THAT IF YOU GO TO KTDF YOU’RE ACTUALLY REALLY INTO THAT MUSIC. YOU KNOW THE BANDS, THE LABELS, THE WHOLE NETWORK. YOU DON’T GO THERE JUST BECAUSE “IT’S COOL TO GO” OR JUST TO MEET UP WITH FRIENDS. THIS IS MY PERSONAL OPINION OF COURSE. :) SO YEAH… HOW DO YOU GUYS PERCEIVE IT? YOU GUYS ALSO SEEM VERY PASSIONATE AND QUALIFIED MUSIC FANS. ARE YOU AWARE OF THAT? HOW DO YOU MANAGE TO SET UP A BILL LIKE THIS EVERY YEAR?
“Well thanks for the compliments! What you are describing here is pretty much the main idea of the whole fest; to be a frame for an international “scene” on the rise. We see a lot of interesting stuff going on in the different local OSDM scenes around the world and we are attempting to be a gathering event that sums up some of the most interesting contemporary and older acts around in the OSDM underground. We are all passionate music lovers and we do our best to keep updated on whats going on and whats new. We are also working together with a few labels that does exellent jobs in finding the good new demo bands and putting them out. We merely pick up on the work done by others.
About the posing stuff; well I agree with you that KTDF has a quite familiar feeling to it and that the crowd that shows up seems to be the truly genuine “die-hard” fans from the Death Metal family who hails the underground.  I assume if the event gets bigger that more people will show up and maybe some of those people that you are discribing above. But we will never move to another venue, so the fest can never grow too big. Our max capacity is 1000 people”.

HOW DID YOU COME UP WITH THE IDEA OF A DOOM-DEATH ALL DAYER? I KNOW YOU GUYS ARRANGE THE HEAVY DAYS IN DOOM TOWN FEST AS WELL, WAS ONE A A LOGICAL CONSEQUENCE OF THE OTHER (OR VICEVERSA)?
“Yeah that is pretty spot on. We have with our work with HDDT been in contact with many bands that contacted us who could be discribed as laying between the two festival concepts. Some more fitting for KTDF and some more for HDDT. In the end we spread some of those bands out a little between the two fests and the end result was the “Gloomy Sunday” concept. We think/hope it will be a nice way to end the fest after 3 days of total mayhem and distruction”.

WHAT ABOUT THE FIRST REACTIONS FROM THE AUDIENCE REGARDING EITHER THE BILL OR THE NEW SETUP? MORE POSITIVE OR NEGATIVE? DO YOU TAKE NOTE OF WHAT THE PEOPLE TO SAY ABOUT YOUR FESTIVAL EVERY YEAR?
“We have recieved a lot of positive feedback almost every year and thats what has kept us motivated to continue doing it. People have been especially happy with the lineup we are presenting this year and I think this edition might end up being the best we have done so far, even though is will be hard topping the first edition… About taking note about what people say about the fest, I care when people write us and let us know their thoughts. I dont sit all day on the different messageboards and forums and see what people have to say about the vegan food and stuff… That I dont care so much about”.

WHERE DO YOU SEE KTDF IN 5 YEARS FROM NOW? DO YOU SEE IT MOVING LOCATION AND GETTING BIGGER?
“I surely hope there will be a KTDF in 5 years… But who know knows. We might end up running out of time or energy or both. Maybe new blood will join and help keeping the fest alive and keep it renewing itself? I can´t say for sure for myself. Its a very timeconsuming thing to do and since we are all doing it in our sparetime as a hobby, who knows how long we can keep it up. We will do our best to keep it going and to keep doing great lineups and stuffing the metal heads with vegan food… ☺
As mentioned above; we will never change location or grow bigger that our max capacity, but we hope to be able to sell out in the future, so we will have a bigger budget to be able to fly in bands from all parts of the world. We are in contact with many bands from Asia, The Middleeast and Latin America that we would like to be able to fly in and promote, but as our finances look now we have to stick with more “secure” bookings like more established bands from the States”.

IN YOUR OPINION WHO’S THE AVERAGE ATTENDEE OF YOUR FESTIVAL? WHAT IS THEIR MUSIC TASTE LIKE? ARE THERE MORE GUYS OR GIRLS? WHAT NATIONALITIES?
“I think I kinda answered that above somewhere… About boys and girls; I think there is a pretty good spread between both sexes, but since the metal  scene in  general is mainly dominated by men there are of course more men, but we would like to have more woman attending the fest. We have also been trying to find bands with female members, but it has shown to be a quite difficult task, since we book the bands because of their music not because of their gender.
About nationalities; My impression is that we have people attending from most western European countries and a few from the easten European countries. We also have a few select travellers coming all the way from the States, Australia and New Zealand. Our biggets attending nationality is of course the Swedes followed by their metal loving brothers and sisters from Finland”.

HAVE YOU EVER HAD PROBLEMS WITH A BAND BOOKED FOR THE FESTIVAL THAT MADE YOU WISH NOT TO BOOK IT AGAIN?
“Luckily not. So far we have had only positive experiences with the bands we have booked. We have tried our best to be straight forward with what the bands could expect, so that we wouldnt have any bad situations occuring during their stay. And so far almost every band has seemed overwhelmingly happy with the experience and the treatment we have been offering them”.

DO ALL THE BANDS YOU ARE IN TOUCH WITH ALWAYS GET THIS DIY CONCEPT OF YOURS? IS IT DIFFICULT TO MAKE THEM UNDERSTAND THAT KTDF IS NOT THE AVERAGE METAL FESTIVAL?
“Maybe not all of them, but we do make a big deal out trying to explain ourselves and why we do things the way we do them. I think most bands see it and understand it when they are at the fest and experience it “live”.

IS THERE A BAND YOU’D LOVE TO BOOK BUT SOMEHOW YOU HAVEN’T BEEN ABLE TO YET?
“There are many… I dont know if I wanna put names to them, but there are bands we would love to have playing at the fest. We have written to some and then it didn´t work out for some reason or the other and there are bands we haven´t even tried just becuase we assume that they wouldn´t play under our terms. But it might change in time when the festival is getting a good name for itself and the word spreads from mouth to mouth. We hope to be able to keep feeding you all the best bands around in the future”.

WHAT ARE YOU LISTENING TO LATELY? PLEASE RECOMMEND SOME RECORDS YOU’VE BEEN SPINNING THESE DAYS TO OUR READERS!
“I have been in Doom world the last 6 months or more, so a lot of music played in my house is Doom at the moment. But for Death Metal Im listening a lot to German Venenum who I think is a great band with great potential. Disma and Funebrarum are also two favorites along with Cruciamentum and Grave Miasma not to forget the mighty Necros Christos. Besides that Corpsessed, ZOM, Vastum, Ritual Necromancy, Vasaeleth, Slugathor, Drowned and many others. Of more classical stuff Im currently listening to a lot of Dismember, Grave, Autopsy, Bolt Thrower, Incantation etc. For the slower stuff Im really into Mournful Congregation, Worship, Pallbearer, Adhedonist etc. So many bands and so much good stuff out there!”.

THANK YOU VERY MUCH FOR TAKING THE TIME TO ANSWER THESE QUESTIONS! PLEASE END THE INTERVIEW AS YOU WISH.
“Thank you again Luca for being so patient with me. Keep up the good work and ill see you out there!”.

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