A cura di Alessandro Corno
Dopo undici anni dall’ultimo discreto album “Psycho Circus”, i Kiss sono pronti a tornare alla carica con il nuovo “Sonic Boom”. Con Tommy Thayer alla chitarra ed Eric Singer alla batteria, Paul Stanley e Gene Simmons si apprestano a pubblicare un altro capitolo di una storia trentennale che ha segnato indelebilmente il corso della musica rock. Metalitalia.com, con la collaborazione di Roadrunner Records Italia, ha avuto l’opportunità di ascoltare per voi in anteprima esclusiva web italiana questo nuovo attesissimo album della band americana.
“’Sonic Boom‘ è il miglior disco realizzato dai tempi di “Destroyer“! È l’incontro ideale tra “Rock And Roll Over” e “Love Gun“! – Gene Simmons

Kiss – “Sonic Boom”
Data di pubblicazione: 05 ottobre 2009
Etichetta: Roadrunner Records
“Modern Day Delilah“
Un bel riff dal sapore settantiano valorizzato da suoni caldi ma comunque attuali, apre la strada all’ingresso di Paul Stanley che esordisce con un “Yeah, Yeah!”, per poi lanciarsi subito su tonalità alte che mettono in luce il suo buono stato di forma. Il pezzo è un mid tempo di tre minuti e mezzo molto groovy che cresce con un bridge molto arioso e sfocia in un ritornello non irresistibile ma facilmente cantabile. Bello l’assolo nella parte centrale. Puro e semplice rock che lascia pensare un “non male, si parte col piede giusto”.
“Russian Roulette“
Tocca a un Gene Simmons pulito nel cantato prendere il microfono per quello che è uno dei pezzi più catchy del disco. Mid tempo dal riff quasi AC/DC sulla strofa e accompagnato dal basso di gene qui in primo piano, accelera sul divertente bridge che porta ad un bel ritornello molto semplice ed efficace come linea vocale. Difficile non immaginare il pubblico intonare gli “ah-ah-ah-ah” che chiudono il chorus. Altro solo di classe da parte di Tommy Thayer.
“Never Enough“
Paul Stanley torna dietro al microfono per un altro pezzo molto diretto e breve che ha dalla sua un buon potenziale live, soprattutto per un chorus molto arioso e melodico in stile un tantino più rock-pop dei Kiss degli anni ’80 (“Lick It Up”), che stacca in maniera netta dalla strofa. Un pezzo che sarebbe potuto benissimo uscire come singolo.
“Yes I Know (Nobody’s Perfect)“
Altri tre minuti (il pezzo più breve del lavoro) all’insegna del rock più sexy e groovy in stile Kiss anni settanta guidato da un Gene Simmons convincente sia come linea di basso che come prova vocale. Pare di tornare indietro di trent’anni con un pezzo che sarebbe potuto stare anche su “Rock And Roll Over”. Un altro ritornello essenziale con cori molto diretti e catchy.
“Stand“
Questa volta Gene a Paul si alternano alla voce in un pezzo che stacca rispetto a quelli che lo hanno finora preceduto. Partenza su ritmi rock abbastanza andanti alla “Strutter” che non lasciano immaginare il taglio più commerciale che il brano prende dopo il bridge, con un bel ritornellone da stadio. Per non parlare poi della parte corale quasi “a cappella” posta nel break centrale. Abbastanza easy-listening al punto da candidarsi come il pezzo più adatto del lavoro a finire sulle radio di tutto il mondo.
“Hot And Cold“
Basso in primo piano, i tocchi di Eric sul campanaccio e la voce di Gene tessono le trame per un altro pezzo che affonda le sue radici negli anni settanta con attitudine e lyrics anche qui molto sexy (“Let me introduce you to pleasure, I will seduce you my treasure” la dice lunga). Meno esaltante di altri brani finora ascoltati e con un senso di già sentito, fa comunque la sua figura grazie ad una ritmica impostata su un up-tempo dal bel tiro.
“All For Glory“
Ecco in questo caso Eric singer protagonista di una gran bella prova al microfono con la sua voce leggermente ruvida. Il riff iniziale ricorda quello di “Deuce” e apre la pista ad un pezzo ultra-diretto dove è netto il passaggio dal bridge a un ritornello corale molto melodico e cantabile. Notevole Thayer sia con gli inserimenti solisti sulle strofe che nel solo che precede un break centrale studiato apposta per far cantare il ritornello al pubblico. Sicuramente una delle hit di questo “Sonic Boom”.
“Danger Us“
Buoni il tiro e il groove del riff classicissimo che supporta questo mid tempo rock, così come la prova vocale un tantino più “sporcata” di Paul Stanley e le evoluzioni chitarristiche di Thayer ma altrettanto non si può dire del chorus abbastanza scontato con cui culmina. Non stiamo parlando di un brano negativo ma l’aria del filler c’è tutta.
“I’m An Animal“
Sempre in pieni anni settanta con questo brano interamente scritto e cantato da Gene Simmons. Un riff d’altri tempi che chiama in causa anche Led Zeppelin e Black Sabbath, si sposa con uno dei tempi più lenti e cadenzati del lavoro, scanditi da un Eric Singer ispirato nella sua linearità. Anche in questo caso non siamo di fronte ad un pezzo che colpisce particolarmente al primo ascolto.
“When Lightning Strikes“
Il campanaccio di Eric Singer torna a farsi sentire su questo brano dal notevole taglio live e dove troviamo di nuovo linee vocali più ariose. La sorpresa è però Tommy Thayer dietro al microfono con un cantato pulito e incisivo anche sulle tonalità medio-alte. Una canzone abbastanza canonica come guitar work e che si assesta su livelli qualitativi medi, pur risultando complessivamente godibile grazie ad un’accoppiata bridge-ritornello di discreta presa, soprattutto in vista di un’eventuale riproposizione dal vivo.
“Say Yeah“
Il disco partiva con “Yeah” e si chiude con “Yeah”. Tocca a paul Stanley cantare l’ultimo pezzo dell’album e anche uno dei più catchy, diretti e ottantiani. Già la strofa, con l’effetto eco sulla voce di Paul, che il bridge hanno un taglio melodico accattivante ma è il ritornello a catturare con il suo grande potenziale live. Se mai i Kiss suoneranno questo brano dal vivo, sarà uno spettacolo vedere migliaia di fan nelle grandi arene rispondere con un sonoro “Yeah, yeah, yeah!” al “Let me hear, say yeah” di Paul. Sicuramente tra gli highlight del disco, anche a livello commerciale.
Ovviamente il giudizio finale lo esprimeremo in sede di recensione, ma possiamo dire che i fan dei Kiss difficilmente rimarranno delusi.
