LABYRINTH: “A Midnight Autumn’s Dream – Return To Heaven Denied pt 2” traccia per traccia

Pubblicato il 09/06/2010

“A MIDNIGHT AUTUMN’S DREAM” TRACCIA PER TRACCIA

 track by track a cura di Matteo Cereda

 

Nel 1998 i Labyrinth erano una delle più importanti e accreditate heavy metal band d’Italia ma non solo, infatti grazie allo strepitoso “Return To Heaven Denied”  il gruppo si era posto all’attenzione di mezzo mondo. Certo, era un momento particolarmente favorevole alle sonorità power metal, fatto sta che da quel felice periodo, forse complice la pressione di dover far sempre meglio, la band di origine toscana tra continui cambi di formazione e di etichetta non è più riuscita ad esprimersi sugli stessi livelli qualitativi. Oggi il ritorno in formazione del chitarrista leader Olaf Thorsen ha portato una ventata d’ossigeno e il profumo dei bei ricordi passati e, non a caso, per esorcizzare l’instabilità che ha condizionato il gruppo in questi anni, i Labyrinth hanno deciso di guardarsi le spalle e provare a concepire la seconda parte dell’indimenticato “Return To Heaven Denied”. Metalitalia.com in collaborazione con Scarlet Records, ha avuto l’occasione di ascoltare il nuovo album e presentarvelo in anteprima esclusiva. Fare un accostamento con il lavoro del 1998 è pressoché impossibile, perché stiamo parlando di musicisti che nel frattempo sono cambiati e hanno vissuto esperienze diverse, così come sono cambiati i tempi ed alcune influenze. Tuttavia per quanto l’ascolto dell’opera non sia ancora definitivo l’impressione è quella di un disco estremamente positivo che abbraccia con maggior insistenza le sonorità power degli esordi, senza dimenticare la vena progressiva da sempre insita nel dna della band. In sede di recensione cercheremo senz’altro di essere più precisi, per ora godetevi le prime impressioni scaturite dall’ascolto di “A Midnight Autumn’s Dream – Return To Heaven Denied pt. 2”.

 

 

The Shooting Star
A Chance
Like Shadows In The Dark
Princess Of The Night
Sailors Of Time
To Where We Belong
A Midnight Autumn’s Dream
The Morning’s Call
In This Void
A Painting On The Wall

 

Prodotto da Olaf Thorsen e Labyrinth

Masterizzato ai Finnvox Studios, Helsinki da Mika Jussila.
Artwork by Nerve Design.

Release date: 21/06/2010
Etichetta: Scarlet Records

Sito ufficiale: www.labyrinth.com

 

 

1- The Shooting Star – Canzone piuttosto elaborata con un minutaggio sopra la media, caratterizzata da sonorità power metal. L’inizio e la fine della canzone sembrano una sorta di tributo a “Moonlight” e riallacciano il discorso con la prima parte di “Return To Heaven Denied”, poi la canzone parte con un riff spigoloso e ritmiche in doppia cassa. Interessante il rallentamento atmosferico sul bridge, con Tiranti alle prese con un cantato morbido in falsetto che lancia al meglio il refrain portante, giocato su linee vocali alte e d’impatto per un inizio promettente.


2- A Chance La seconda traccia si apre con un coro a più voci che anticipa il mood del ritornello, poi la canzone si evolve su binari power metal dalle tinte neoclassiche con ritmiche accelerate, anche se ancora una volta prima del refrain principale la band propone un break melodico rallentato in cui Tiranti si supera con un interpretazione su tonalità basse.

3- Like Shadows In The Dark E’ un ottimo pezzo di metal melodico e progressivo fra i più riusciti dell’opera almeno ad un primo ascolto. La strofa è blanda e atmosferica ed è seguita da un bridge in crescendo con tastiere in primo piano che lanciano al meglio un grande ritornello caratterizzato da una felice linea vocale.

4- Princess Of The Night Si ritorna a picchiare con una dinamica ed immediata canzone nuovamente incentrata su sonorità powereggianti. Il pezzo è piuttosto scolastico ma risulta coinvolgente sin da subito, grazie ancora una volta ad un ritornello di valore che ben si presta anche al coinvolgimento in sede live.

5- Sailors Of Time Da annoverare tra le canzoni più riuscite dell’album, “Sailors Of Time” punta su ritmiche più blande, pur non rinunciando nelle scelte melodiche alle influenze power neoclassiche; a fare la differenza è ancora una volta, manco a dirlo, il bellissimo ritornello che pur facendo presa sull’ascoltatore sin dai primi ascolti, segue una linea vocale tutt’altro che banale.

6- To Where We Belong Un altro bersaglio centrato, questa volta con doppia cassa e chitarre taglienti in primo piano che supportano al meglio un ritornello al solito ispirato, la cui melodia vi ritornerà in testa ripetutamente nel corso della giornata.

7- A Midnight Autumn’s Dream A metà tra ballata e mid-tempo atmosferico è forse la traccia più bella dell’intero disco, grazie a scelte melodiche altamente emozionanti. La strofa è minimale con archi in primo piano, mentre nel ritornello la canzone esplode in maniera definitiva con una linea vocale che rimarrà a lungo nella vostra testa.

8- The Morning’s Call Thorsen e soci tornano a pigiare sull’acceleratore in questa traccia dai forti connotati power metal. Semplice e diretta nella costruzione, presenta un break prolungato in prossimità dell’assolo che aggiunge un inizialmente insospettabile vena progressive. Ad accendere la miccia alla fine ci pensa l’ennesimo ritornello vincente, al solito giocato su tonalità alte e con melodie solari e coinvolgenti.

9- In This Void Un’altra traccia dalle tinte neoclassiche e inquadrabile all’interno della scena power metal. Questa volta le soluzioni melodiche non paiono così efficaci, relegando la traccia ad un gradino sotto la media sin qui ascoltata.

10- A Painting On The Wall In chiusura i Labyrinth ci regalano un’altra traccia di spessore che, alternando cambi di tempo ed atmosfera, induce il pezzo su sentieri power-prog capaci di chiudere in bello stile un ritorno quanto mai positivo.

 

 

 

INTERVISTA A CURA DI Matteo Cereda

COME E’ NATA L’IDEA DI COMPORRE LA SECONDA PARTE DI “RETURN TO HEAVEN DENIED”?
Roberto: “Casualmente! Nello stesso modo in cui molte altre cose sono accadute all’interno di questa band”.
Olaf: “E’ sempre difficile dare una risposta esatta riguardante i motivi che spingono un gruppo a realizzare un album. In questo caso direi che si e’ trattato della volontà da parte di tutti di ritrovarsi dopo qualche anno e per le condizioni che si sono create in tutto questo tempo. Inoltre hanno giocato un ruolo fondamentale anche le aspettative e le richieste della gente nonchè degli addetti ai lavori, che da sempre ci chiedono informazioni su “Return To Heaven Denied” o sulla  possibilità di risentire la band tornare a quello che da sempre viene considerato il nostro vero sound. Per cui ci e’ sembrato naturale, realizzando questa “reunion”, tornare anche a quel tipo di sound. In fondo questo e’ quello che sappiamo fare meglio, quando siamo tutti insieme”.
Andrea C.: “E’ stata la naturale conseguenza dopo il rientro di Olaf. Volevamo ripartire da dove eravamo arrivati”.

AVETE RISCONTRATO DELLE ANALOGIE CON IL PERIODO DI “RETURN TO HEAVEN DENIED DURANTE LA COMPOSIZIONE DEL DISCO?
Olaf: “Ovviamente si, le sensazioni sono rimaste pressochè intatte, e rispetto all’epoca del primo album, ovviamente c’è da aggiungere che sono passati diversi anni, in cui ciascuno di noi ha fatto esperienze diverse. Il tornare tutti insieme a certe atmosfere ha avuto un valore enorme per noi, molto più grande di qualsiasi ragione economica o di mercato”.
Andrea C.: “Le sensazioni sono rimaste intatte. E’ stato come tornare indietro di 10 anni. Non sapevamo cosa sarebbe potuto succedere, ne che risultato avremmo ottenuto. Ci siamo semplicemente lasciati andare, approfittando dell’atmosfera che si è creata in modo del tutto spontaneo”.

COME SI E’ SVOLTO IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE E REGISTRAZIONE DELL’ALBUM?
Andrea C.:  “Per quanto riguarda la stesura dei brani, abbiamo lavorato come  ai tempi di ‘Return To Heaven Denied’. Io ed Olaf a scrivere la musica, come ti dicevo prima in modo totalmente spontaneo. Questa volta però abbiamo avuto la possibilità di condividere con Roberto sin da subito il nuovo materiale, in modo tale che potesse scrivere le melodie con i giusti tempi e condividerle con noi. Le registrazioni le abbiamo effettuate all’Ithil Studio di Imperia. Giovanni Nebbia (sound engineer) ha capito sin da subito quali fossero le nostre esigenze e il risultato finale ci soddisfa a pieno. La produzione è come al solito affidata alla band. Olaf ha seguito la maggior parte del lavoro. Ha davvero grandi doti nelle vesti di produttore oltre che di musicista”.

NEL NUOVO DISCO SI AVVERTE UN RITORNO ALLE SONORITA’ POWER METAL ANCHE SE NON MANCANO GLI STACCHI PROGRESSIVI, SEI D’ACCORDO?
Olaf: “Sì, che poi e’ quello che facevamo già all’epoca. Labyrinth viene da sempre considerato un monicker legato al power metal, ma se in questo genere ci mettiamo gruppi come Blind Guardian, Edguy, Gamma Ray, Hammerfall, allora a mio avviso le cose non tornano del tutto, perché credo che oltre ai classici brani che fanno parte di questo stile, i Labyrinth abbiano sempre avuto anche un altro modo di vedere la musica, come dimostrano in passato le composizioni di ‘Heaven Denied’, ‘The Night Of Dreams’, ‘Touch the Rainbow’ giusto per citarne alcuni.
Roberto: “Hai appena elencato alcuni degli aspetti tipici del sound Labyrinth, anche nei precedenti album, pur essendo molto power, potevo trovare comunque alcuni elementi da te citati”.
Andrea C.: “La nostra musica è stata spesso etichettata come Power Metal, ma personalmente non mi sono mai trovato molto d’accordo. Ovvio, canzoni come ‘Moonlight’ e ‘Thunder’ sicuramente riprendono le caratteristiche del genere, ma abbiamo sempre spaziato in aree diverse. ‘Night Of Dreams’, ‘Heaven Denied’, gli ultimi nostri lavori ne sono l’esempio. Anche in questo caso ci siamo divertiti a scrivere senza pensare al risultato finale, senza minimamente pensare di copiare noi stessi. Abbiamo gusti ed influenze diverse, che spaziano nei vari generi del metal e non solo. Ci piace farle emergere e condividerle con chi ci ascolta”.

MI HA COLPITO MOLTO LA TITLETRACK, UNA VIA DI MEZZO TRA BALLATA E MID TEMPO ATMOSFERICO CHE RAGGIUNGE VETTE DI ESPRESSIVITA’ NOTEVOLI, CI POTRESTE DIRE QUALCOSA IN PIU’ SU QUESTA CANZONE?
Olaf: “Non e’ un caso che questo pezzo sia la titletrack. Come ti ho già detto prima, se è vero che insieme abbiamo un sound riconosciuto da molti all’interno del power metal, è altrettanto vero che abbiamo nel nostro DNA anche delle sonorità più melodiche e d’atmosfera”.
Roberto: “Questo è semplicemente il nostro modo di vedere le ballate”.
Andrea C.: “E’ partita dai soliti quattro accordi. L’idea era quella di scrivere una ballata classica, molto diretta e di forte emozionalità. Gli arrangiamenti hanno fatto il resto. Di sicuro è uno dei punti di maggiore espressività raggiunti dalla band nei vari anni. Inoltre l’aiuto di Mariano Dapor, violoncellista dell’orchestra sinfonica di Sanremo, ha fatto sì che il pezzo maturasse ulteriormente”.

UN’ALTRA TRACCIA PARTICOLARMENTE STIMOLANTE MI E’ SEMBRATA “LIKE SHADOWS IN THE DARK” COSA CI POTETE DIRE SU QUESTA CANZONE?
Olaf: “Chi mi conosce bene, sa che i Fates Warning sono una delle mie maggiori influenze di sempre e, anche se non oserò mai accostarmi minimamente a loro, credo sia naturale che la loro influenza si faccia sentire. Siamo tutti diventati musicisti perchè ci piaceva questa musica ed in particolare alcune band, che poi nel corso degli anni diventano il nostro bagaglio culturale”.
Andrea C.: “Band come i Fates Warning sono tra le più amate da noi. Soprattutto per me e Olaf sono un punto di riferimento. Diciamo che il pezzo cerca di ripercorrere certe sonorità, ovviamente in puro stile Labyrinth. Come ti dicevo prima è difficile trovare pezzi del genere in un album Power Metal. Indipendentemente dai gusti, ciò che ci ha sempre caratterizzato è la capacità di spaziare attraverso sonorità diverse”.

IL DISCO SI APRE CON UNA SORTA DI REPRISE DI “MOONLIGHT”, INOLTRE AL TERMINE DELLA CANZONE “TO WHERE WE BELONG” SI AVVERTE IL SUONO DI UN TUONO. E’ UN RIFERIMENTO ALLA PASSATA “THUNDER” PER CASO?
Olaf: “In realtà l’inizio è nella stessa tonalità della chiusura del primo album (‘Die for Freedom’), ed abbiamo deciso di ricominciare la seconda parte ripartendo da dove ci eravamo fermati con la prima. Negli anni ho scritto molti concept, e ho già utilizzato questa tecnica di ‘richiami’ che tendono a portare alla memoria qualcosa, pur non ricopiando nella sua interezza il pezzo originale. Credo che sia divertente, sia per chi l’ascolta che per noi, nel momento in cui ci lavoriamo e cerchiamo di trasmettere questi brevi dejà-vu. Quando realizzi una parte 2 credo che qualche riferimento alla prima (specialmente dopo così tanti anni), sia quasi doverosa, altrimenti che senso avrebbe, ad esempio in un film, realizzare un continuo che non ha assolutamente niente a che vedere con la parte precedente?”.
Andrea C.: “Oltre al titolo ci siamo divertiti a riprendere alcuni spunti dal predecessore. Ci sono altre piccole chicche in tal senso, ma lasciamo agli ascoltatori la ricerca. Il disco, come hai potuto ascoltare, non è la copia di ‘RTHD’, ma il naturale successore. Non ci siamo dimenticati dell’ultimo corso, ma avendo deciso di scrivere una parte 2, ci piaceva l’idea di collegarlo in piccoli aspetti al primo”.

QUALI SONO LE TEMATICHE PRINCIPALI AFFRONTATE NEI TESTI, C’E’ UNA SORTA DI FILO CONDUTTORE CHE LEGA LE VARIE TRACCE?
Olaf: “Sì, all’epoca i concept non erano assolutamente popolari,ma già con il nostro primo album del 1996 avevamo iniziato a seguire un filo logico per i nostri testi, pur non volendo dare loro un legame troppo estremo in termini di continuità narrativa. Questo album continua il concept che già all’epoca si era diviso tra ‘No Limits’ e ‘Return To Heaven Denied’, anche se in una maniera un po’ originale ed onirica.
In pratica e molto brevemente: nei primi 2 album abbiamo raccontato la storia di un amore impossibile tra un Dio ed una donna mortale, che – condannata dagli altri Dei – venne allontanata e rinchiusa all’interno della ‘Dreamland’, una terra del sonno eterno, circondata da un enorme labirinto per far si che nessuno riesca mai a trovarla.
In ‘No Limits’ raccontammo di questo Dio all’ interno del labirinto in cerca della sua donna… In ‘RTHD pt1’ raccontammo invece del ritrovamento della donna e della fuga dal labirinto, con la decisione finale da parte di entrambe di non fuggire più, ma di affrontare gli dei facendo ritorno a quel paradiso che venne loro negato. L’album terminava con la morte del Dio in cambio della libertà della donna amata. Questa seconda parte accade esattamente 11 anni dopo, ed in pratica tutto l’album racconta di questo sogno che la donna vive in una notte d’autunno, in cui il suo vecchio amore torna a parlarle e cerca di riunirsi a lei, proprio attraverso quella terra dei ‘Sogni’ di cui lei era stata regina a lungo durante la sua prigionia…”.

ANALIZZANDO A POSTERIORI LA VOSTRA CARRIERA NON C’E’ UN PO’ DI RAMMARICO NEL CONSTATARE CHE LE OTTIME PREMESSE DI SUCCESSO DOPO “RETURN TO HEAVEN DENIED” SIANO STATE UN PO’ TRADITE? INSOMMA DOPOTUTTO ALL’EPOCA AVETE FATTO UN TOUR EUROPEO E AVEVATE UN OTTIMO SEGUITO IN TUTTA EUROPA…
Olaf: “Rammarico? Per avere fatto musica in tutti questi anni invece che un altro lavoro che non avrei mai digerito, per avere realizzato dischi che, a prescindere dai gusti personali rimarranno per sempre e che hanno portato persone da tutti gli angoli del mondo a ringraziarci e a scriverci come se fossimo vecchi amici, per avere girato il mondo, essere stati in classifica in diversi paesi ed avere conosciuto cosi tanti posti e persone che prima di suonare mi ci sarebbero volute 3 o 4 vite? La vita è fatta di alti e bassi, qualsiasi cosa si faccia e in qualunque modo si viva… Be’, se io dovessi provare rammarico, credo che allora in proporzione, il 99% della popolazione dovrebbe suicidarsi, ah, ah. Io mi considero estremamente fortunato, per tutto quello che ho avuto e per quello che sto continuando ad avere grazie alla MIA musica. Se poi il rammarico  si misura solo in termini di successo interplanetario o meno, allora lo ripeto: dovremmo essere un unico grande popolo di depressi (cosa in effetti non troppo lontana dalla realtà, se dovessi perdere tempo a sentire le chiacchere dei soliti 4 gatti che oggi fanno un uso massiccio di internet per riversare le loro frustrazioni su qualcun altro)”.
Roberto: “Nella vita si fanno delle scelte che determinano il proprio futuro, non ho rimpianti e con i ‘se’ ed i ‘ma’ non si va da nessuna parte. Tutto è servito, ogni singolo sbaglio ogni piccolo traguardo. Siamo ancora qui, motivati e disillusi più che mai, con un nuovo disco che ci rende orgogliosi e credo sia davvero una grande ricchezza”.
Andrea C.: “Come sempre è solo il tempo che dà le risposte giuste. Personalmente sono orgoglioso di tutta la nostra produzione. Abbiamo sempre fatto si che la musica nascesse spontanea, senza decidere a tavolino quale fosse la scelta migliore. Non sempre però è una scelta che paga e non nascondo che i cambi di rotta spiazzarono il nostro vecchio pubblico. Abbiamo però reclutato nuovi fan, non prettamente amanti del power e ad oggi possiamo contare sicuramente su un pubblico più vasto. Chi ascolta i Labyrinth, lo fa proprio perchè è difficile prevedere a priori come suonerà un nostro album e noi facciamo di questa scelta il nostro marchio di fabbrica”.

HO RISCONTRATO DURANTE L’ESIBIZIONE DELL’ITALIAN GODS OF METAL UN OTTIMO FEELING FRA DI VOI, COM’E’ LA SITUAZIONE ALL’INTERNO DEL GRUPPO ORA CHE E’ RIENTRATO OLAF?
Roberto:
“La situazione è esattamente come l’hai vista all’IGOM, sei persone che cercano di divertirsi facendo di tutto per evitare discussioni sterili, dando il massimo per un comune risultato.
Andrea C.: “Siamo cresciuti insieme, come amici prima che come musicisti. Ritrovarci a 35 anni suonati nuovamente insieme sul palco è stata un’emozione molto forte”.

AVETE GIRATO O AVETE IN PROGRAMMA DI GIRARE QUALCHE VIDEOCLIP PER L’USCITA DEL NUOVO ALBUM?
Andrea C.: “L’idea c’è, ma girare un video senza i giusti mezzi diventa controproducente. Vedremo, se avremo i mezzi per farlo, sicuramente ci impegneremo al massimo. Inoltre, purtroppo, i media non si interessano molto al metal in generale non in Italia almeno, per cui si rischia di investire soldi, sempre che ce ne siano, nel modo sbagliato”.

 
AVETE GIA’ PROGRAMMATO UN TOUR PER PROMUOVERE AL MEGLIO IL NUOVO DISCO?
Andrea C.: “Come avrai notato abbiamo ricominciato a calcare palchi importanti con buona pace di molti. Sicuramente ci sarà un tour a supporto del nuovo lavoro, ma in tutta sincerità dipenderà dai ritorni che riceveremo per questa nuova fatica”.

VOLETE LASCIARE UN MESSAGGIO A TUTTI I LETTORI DI METALITALIA.COM?
Andrea C.: “Spero che il nostro nuovo lavoro possa portare del sano divertimento. E’ l’unico obiettivo che un gruppo dovrebbe porsi e noi speriamo davvero di esserci riusciti”.
Olaf: “Voglio ringraziare personalmente tutte quelle persone che nel corso di questi anni mi hanno incitato a realizzare questo lavoro, ed in fondo questo album è anche vostro, come forse mai nessun altro album precedente”.

 

 

 

 

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