Martha, memorie di una strega

Pubblicato il 17/09/2007

Sguardi Altrove Film Festival, nel corso della manifestazione Festival, promossa e sostenuta dall’Assessorato Sport e Tempo Libero del Comune di Milano, mercoledì 19 settembre alle ore 22, presso la Mediateca di S. Teresa (Via della Moscova 28, Milano), presenta il documentario MARTHA memorie di una strega, di Giovanni Calamari. La proiezione sarà introdotta dal regista.

Dura e imponente come le Dolomiti. Dolce e fragile come i sentieri che tagliano l’altipiano dello Sciliar. Martha è lo specchio di una montagna antica fatta di tradizioni, di fiabe, di erbe profumate, di fatica e di solitudine. Nasce a Bolzano e cresce a Castelrotto, un delizioso e ordinato borgo altoatesino. Troppo ordinato, però. Martha capisce in fretta di essere fuori posto, di non riuscire a seguire la strada tracciata per lei dagli altri. Inizia così una lunga e faticosa ricerca d’identità. Affronta se stessa, il paese, la famiglia con passo deciso, lo stesso delle interminabili camminate in montagna. Sulle sue spalle, insieme al peso dello zaino, porta quello delle sofferenze di tutte le donne che, prima di lei, hanno provato a sgretolare quella gabbia fatta di sassi di prati e di vasi alle finestre. Martha disegna. Disegna sull’erba, sotto il sole, per fermare il senso del proprio affanno. Traccia scudi colorati per proteggersi. Balla intorno al fuoco e racconta storie di fate e di nani. Si spoglia di tutto: vestiti e paure. In paese la chiamano “la malattia di Martha”. La giovane donna che voleva i pantaloni alla fine troverà la magia. “Sono una strega”. E poco importa se qualcuno non ci crede.

Il regista, Giovanni Calamari, così parla del proprio lavoro: “Ho cominciato a lavorare al progetto cinque anni fa, nel 2003, quando durante la fase di ricerca del materiale per un documentario sulla stregoneria nell’arco alpino italiano, ho incontrato Martha. Sono bastate poche ore di conversazione con lei per capire che la sua storia doveva essere raccontata. Due anni dopo il mio soggetto su Martha ha vinto il primo premio del concorso “Autori da scoprire”, indetto dalla Provincia di Bolzano, che consisteva in un piccolo finanziamento di ventimila euro. La produzione e’ durata due mesi, abbiamo lavorato con una troupe ridotta al minimo che ha seguito Martha tutti i giorni. Questo metodo di lavoro, da me già collaudato nel precedente documentario “Il porno alla Sbarra”, mi ha permesso di entrare in contatto stretto con Martha e di tracciare i segni della sua anima, di ascoltare il suo modo di pensare e di vivere, così diverso dal mio. L’ascoltavo, cercavo di capirla travolgendola di domande tornavo sulle stesse più volte ma sentivo che mi sfuggiva qualcosa: allora ho smesso di chiedere e’ ho cominciato a seguirla, in silenzio lungo i sentieri, tra i boschi, sulle cime delle montagne e così ho capito il suo mondo fatto di fantasia, di dolore, di bellezza e di saggezza”.

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