MEGADETH: il nuovo “Th1rt3en” traccia per traccia

Pubblicato il 26/10/2011

A cura di Luca Galvagni

Il dodicesimo album in studio dei Megadeth, “Endgame”, fu accolto molto bene da fan e critica, risultando uno dei migliori lavori del nuovo millennio per la band americana. Dopo l’uscita di quel disco la band concentrò i propri sforzi su un’intensa attività live e decise nel 2010 di proporre per le tappe del tour di quell’anno tutto “Rust In Peace” dal vivo, con l’intento di celebrare il ventennale di uno dei capolavori dello speed-thrash metal. Per l’occasione Mustaine si riconciliò con l’amico di una vita, il bassista David Ellefson, che a quel punto fece ritorno nel gruppo otto anni dopo la sua dipartita. Il tredicesimo album della band, poco fantasiosamente intitolato “Th1rt3en” è quindi molto atteso dai metallari di tutto il globo, speranzosi di ascoltare ancora una volta una prova convincente come accaduto col lavoro precedente e curiosi di risentire i Megadeth con lo storico bassista Ellefson. Qui a Metalitalia.com non potevamo quindi lasciarci sfuggire la possibilità, grazie a Roadrunner Records, di ascoltare in anteprima la nuova fatica degli statunitensi, in modo da potervi riportare le nostre prime impressioni al riguardo.

MEGADETH – “Th1rt3en”

01. Sudden Death     
02. Public Enemy No. 1          
03. Whose Life (Is It Anyways?)            
04. We the People     
05. Guns, Drugs & Money     
06. Never Dead     
07. New World Order     
08. Fast Lane     
09. Black Swan     
10. Wrecker     
11. Millenium of the Blind     
12. Deadly Nightshade     
13. 13     

Durata: 57:33

Data di pubblicazione: 08/11/2011

Etichetta/Distribuzione: Roadrunner Records/Warner

Sito: www.megadeth.com

SUDDEN DEATH – 05:07

La prima traccia del disco si apre con uno stile marziale che fa da cornice ad un lungo ed ispirato guitar-solo di Broderick, al termine del quale le chitarre danno vita ad un efficace riff monolitico – dal quale sovente emergono fraseggi solisti dello stesso Broderick. L’atmosfera è quella giusta per lasciare il proscenio ad un Mustaine declamatorio che, dall’alto del pulpito, predica morte e devastazione con il suo inequivocabile stile. Le linee vocali sono riuscitissime ed il ritornello colpisce dritto nel segno. Buona la prima.

PUBLIC ENEMY NO. 1 – 04:15

Il primo singolo estratto dall’album è una cavalcata, dal neanche tanto celato sapore hard rock, nel più classico Megadeth style. Le linee vocali sono ancora una volta di alto livello e l’ascia di Broderick fulminea e tagliente. Vista la natura del pezzo, siamo sicuri che “Public Enemy No. 1” sarà un nuovo cavallo di battaglia dal vivo, adattissimo ad incendiare i futuri show.

WHOSE LIFE (IS IT ANYWAYS?) – 03:49

Secondo singolo ed altro punto a favore del gruppo. Il lavoro alla batteria prevalentemente martellante dell’ex Eidolon Shawn Drover serve a tenere a bada il riffing di chitarra, estremamente dinamico e coinvolgente. Il buon vecchio Dave, dalla sua, risulta ancora una volta impeccabile.

WE THE PEOPLE – 04:33

Thrash al calor bianco con un Broderick immenso che marchia il pezzo con un rifferama tortuoso e assoli taglienti. Lo stile accusatorio di Mustaine ben calza con il tema cospiratorio sul quale è incentrato il testo; ancora una volta il singer e, non dimentichiamocelo, chitarrista, riesce a dare il giusto mood alla canzone. Altro punto a favore della band.

GUNS, DRUGS & MONEY – 04:19

Episodio sicuramente non eclatante ma estremamente godibile, vista la sua sorprendente natura rock. “Guns, Drugs & Money” racconta una classica storia rock’n’roll (ambientata però in un posto poco rock come il Messico)  fatta di alcool, droghe e violenza portando alla mente il leggendario Alice Cooper.

NEVER DEAD – 04:32

Questo è il terzo ed ultimo singolo del CD e la seconda canzone della tracklist, al pari di “Sudden Death”, ad affidare il proprio incipit ad un sound marziale ed atmosferico. Ancora una volta ci imbattiamo in un thrash violento e tortuoso, con un Mustaine infervorato al punto giusto.

NEW WORLD ORDER – 03:56

Grazie all’eccellente performance del leader indiscusso della band, “New World Order” si segnala tra i pezzi meglio riusciti dell’intero lavoro.  Il songwriting è semplice ma buonissimo, risultando impreziosito da un chorus vincente e dallo stile ruffiano che rese un piccolo capolavoro il tanto discusso, ai tempi dell’uscita, “Youthanasia”. Come si evince dal titolo, le liriche sono focalizzate su un tema caro a Dave e molto ricorrente di questi tempi, ossia la presenza di una società segreta che risponde al nome di Illuminati, intenta a porre le basi per costituire un Nuovo Ordine Mondiale.

FAST LANE – 04:04

In linea con lo storico stile thrash del combo, “Fast Lane” dimostra come esso sia abile a disegnare con la propria musica scenari angosciosi ed apocalittici.  Lo spaventoso rumore di una ruota dentata posto all’inizio ed alla fine della canzone, serve a rendere maggiormente claustrofobico il mood della canzone stessa. Per quattro minuti si prova la sensazione di rimanere rinchiusi in un vicolo cieco, senza nessuna possibilità di fuga.

BLACK SWAN – 04:10

Il finale di  “Fast Lane” è collegato all’inizio di “Black Swan” tramite un assolo pirotecnico e, come per il capitolo precedente, anche qui abbiamo un buon thrash metal concepito per non fare prigionieri. Protagonisti assoluti sono senza dubbio Broderick, autore di una prova maiuscola per tutto l’album e Mustaine, abile nel proporre linee vocali di indubbio valore memore di quanto già fatto ai tempi di “Countdown To Extinction” e “Youthanasia”.  Nulla di trascendentale, ma siamo sicuri che i fan apprezzeranno.

WRECKER – 03:51

Anche questa volta i Nostri sono intenti a proporci uno spigoloso e roccioso thrash metal. Quello che sorprende è un approccio al cantato talvolta vicino addirittura ai Sex Pistols, da sempre una delle influenze della band.  The “Wrecker” non sarà certo uno dei migliori pezzi dei Megadeth e neanche del disco, ma si lascia ascoltare volentieri ed alla fine risulta ancora una volta godibile grazie ancora  all’accoppiata Mustaine e Broderick.

MILLENIUM OF THE BLIND – 04:15

Le struggenti melodie iniziali e, inutile rimarcarlo, l’ennesimo assolo di buon gusto fanno ben sperare, riordando quanto fatto con il precedente “Endgame” in “The Hardest Part Of Letting Go… Sealed With A Kiss”. In realtà la canzone non riesce a confermarsi su alti livelli e a decollare definitivamente, finendo  per presentarsi come un triste riempitivo. Un Broderick sempre ispirato non può da solo salvare i propri compagni dalla pochezza di questo lento che finisce per accartocciarsi su se stesso in più punti. Rimane forte la sensazione di essersi trovati di fronte ad un qualcosa di catatonico ed insipido.

DEADLY NIGHTSHADE – 04:53

Questo è davvero un pezzo strano. Ai primi ascolti pare scontato e superfluo, ma quando si inizia ad assimilarlo si fa apprezzare  grazie ad  un bel groove di basso di Ellefson e ad un Broderick sempre encomiabile. Inoltre si ricorda per un ritornello che sembra una cantilena, ma che alla fine riesce ad insinuarsi in testa per non uscire più.

TH1RT3EN – 05:49

Per capire il senso del brano, e quindi del titolo del disco, occorre ricordare che nella cultura anglosassone il tredici corrisponde, per i superstiziosi, alla sfortuna come il diciassete da noi. “Th1rt3en” è quindi autobiografico e ci ricorda come Dave si sia rialzato più volte nel corso della sua carriera, rispondendo ai problemi che lo affligevano a suon di musica per tredici volte in quasi trent’anni di carriera. Ora, arrivato al capitolo numero tredici, la volontà è quella di sfidare scaramanticamente il destino, per tornare al più presto con un altro lavoro. Musicalmente la track a cui è affidata la chiusura del disco è aperta da un arpeggio destinato ad intervallarne le varie fasi; la prova al microfono è emozionante e sofferta e si regge su un riffing debordante classicamente metal.  Il solito arpeggio chiude delicatamante un disco grintoso.

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