METAL LORDS – Ritorno a scuola (di metal)

Pubblicato il 24/04/2022

Dopo il successo mondiale di “Bohemian Rhapsody” il biopic musicale è tornato prepotentemente di moda, così abbiamo avuto poco dopo “Birdman” e “The Dirt”, mentre quest’anno sarà il turno di Elvis e Aretha Franklin. Anche la nostra musica preferita ha trovato nuovo spazio al cinema, ma se il controverso “Lords Of Chaos” era ispirato alla scena black norvegese degli anni ’90 il quasi omonimo “Metal Lords” è invece il ben più classico romanzo di formazione adolescenziale (della serie ‘un ragazzo incontra una ragazza’) partorito dal famigerato algoritmo di Netflix mettendo insieme 2/3 di “American Pie” e 1/3 di “School Of Rock”. A differenza di “Cobra Kai” (dove i produttori si erano lamentati di non aver abbastanza soldi per pagare i diritti a AC/DC e Def Leppard), stavolta il colosso californiano ha deciso di non badare a spese, e così il primo motivo d’interesse per il film è dato dalla colonna sonora, curata da Ton Morello in persona. Se il pezzo originale (“Machinery Of Torment”, suonato al concerto finale che fa le veci del ballo di fine anno) è già di per sè una bella bombetta, ancora più libidinosa è la playlist delle citazioni che comprende una sfilza di classici (Metallica, Pantera, Judas Priest, Iron Maiden), al punto da potersi permettere “War Pigs” dei Black Sabbath durante il training montage, pezzo poi ripreso sui titoli di coda. Come se non bastasse, c’è pure un cameo di quattro superstar (che appaiono al protagonista in un momento topico, un po’ come gli spiriti del Natale di Dickens), ma forse ancora più interessante è il fatto che oltre ai nomi ‘da copertina’ ci siano diverse finezze (dai poster dei Pallbearer e Paradise Lost agli adesivi dei Blood Incantation, senza dimenticare la presenza di Zeal & Ardor e Mastodon nella soundtrack così come il drumkit professionale), a riprova di come le menti (o quanto meno i consulenti) dietro al progetto siano realmente appassionati di questa musica. Di fronte cotanto ben di Satana non è certo un problema se la caratterizzazione dei personaggi ad opera dallo sceneggiatore D.B. Weiss (lo stesso di “Game Of Thrones”) è scritta col pennarello a punta grossa, che tanto alla fine è facile ritrovare storie di vita vissuta tanto nei protagonisti (il metallaro duro e puro sociopatico, l’amico sfigato convertito da quest’ultimo al metallo, la ragazza che si mette in mezzo al bromance…) quanto nei comprimari (i bulli che vessano i due protagonisti, il belloccio dall’animo sensibile che suona Ed Sheraan, il padre ricco e assente), trasportando lo scenario del classico college americano alla scuola della  provincia italica. E proprio questo effetto nostalgia che, insieme alla già citata colonna sonora e ad alcune gag particolarmente riuscite (dall’inseguimento in auto al tutorial sul facepainting, per tacere della doppia cassa su “Shape Of You” e la presa in giro sulla presunta virilità del vero metallo) fanno soprassedere sulla trama farcita di cliché, anche se la storia d’amore tra i due protagonisti è molto più ‘delicata’ rispetto agli standard di genere e la malattia psichica (molto simile alla sindrome di Tourette) della protagonista sembra più un riuscito tentativo di sensibilizzazione che un pretesto comico o la consueta ‘libbra di carne’ in nome del politically correct. Chiudiamo un occhio anche sulle licenze poetiche nella sceneggiatura (musicisti che salgono sul palco senza aver mai provato insieme? Un suonatore di tamburino che diventa Tommy Lee con i tutorial su YouTube? Un poster di “I The Mask” degli In Flames tra i classici degli anni ’80/90?), mentre è doveroso citare anche la riuscita prova corale del cast: oltre ai tre giovani protagonisti (tra cui il mini-me di Steven Wilson) menzione speciale per il veterano Joe Manganiello, il cui personaggio – se pur immaginario – ha tutto per poter essere credibile nel ruolo dell’ex metallaro divenuto dottore. L’hype intorno a questa pellicola probabilmente si sgonfierà nel giro di qualche settimana, per poi essere rimpiazzato dal nuovo imperdibile film/serie della N rossa – non stiamo per intenderci parlando di un instant-classic come “Morte a 33 Giri” o “Mississippi Adventure”: per quello casomai c’è il più recente e altrettanto valido “Deathgasm” – ma per quanto stereotipato “Metal Lords” resta un film godibilissimo, consigliato a chiunque abbia ascoltato la musica del diavolo in età scolare (chi di noi non avrebbe voluto suonare in una band post-death metal chiamata ‘Scopatori Cranici’, per di più con una sala prove propria in taverna?) e ben più realistico di quanto alcuni di noi vorrebbero credere.

Di seguito la lista delle principali canzoni presenti nel film:

SKULLFLOWER – “Machinery Of Torment”
JUDAS PRIEST – “Metal Gods”
IRON MAIDEN – “The Trooper”
AVENGED SEVENFOLD – “Hail To The King”
JUDAS PRIEST – “Painkiller”
METALLICA – “For Whom The Bell Tolls”
BLACK SABBATH – “War Pigs”
MASTODON – “Blood And Thunder”
JUDAS PRIEST – “Grinder”
MOTORHEAD – “Ace Of Spades”
OZZY OSBOURNE – “Dee”
METALLICA – “One”
PANTERA – “Cowboys From Hell”
METALLICA – “Master Of Puppets”
ZEAL & ARDOR – “Trust No One”
GUNS ’N ROSES – “Since I Don’t Have You”
METALLICA – “Whiplash”
PANTERA – “I’m Broken”

PROSSIMI CONCERTI

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.