Metal su tela – Intervista a Roberto Toderico e SoloMacello

Pubblicato il 06/07/2020

A cura di Sara Sostini

Se è vero che l’abito non fa il monaco e non si giudica un libro solo dalla copertina, è altrettanto vero che un album senza copertina perderebbe una parte di sé. Negli ultimi anni la cura per gli artwork per dischi e vinili (ed in alcuni casi, cassette) è senza dubbio cresciuta, rendendoli in moltissimi casi parte integrante (ed inscindibile) della musica che accompagnano e contribuendo a creare un vero e proprio alone di ‘culto’ per determinati tratti, scuole o stili, soprattutto nelle frange più estreme del metal (basti pensare a personaggi come Travis Smith, Necrolord, Dehn Sora, Paolo Girardi, tra i tanti). Abbiamo fatto due chiacchiere con un paio delle ‘punte di diamante’ nostrane, Roberto Toderico e SoloMacello: il primo, responsabile di alcuni tra gli artwork più trucidi in ambito black/death, produce tonnellate di inchiostro infernale, mentre il secondo crea paesaggi e personaggi onirici con uno tratto digitale unico ed immediatamente riconoscibile per carica oscura e psichedelia; due stili diversi, due latitudini geografiche diverse, una passione in comune: quella di disegnare per e con la musica. Ci hanno raccontato di come sono stati chiamati a rispondere ad una ‘vocazione’ più forte (in alcuni casi) del buon senso, di quanto metal e illustrazioni siano saldati nelle loro vite e di quali dischi potete trovare in rotazione nelle loro auto.

Loghi dei due illustratori: a sinistra Roberto Toderico, a destra Solomacello

CIAO AD ENTRAMBI: NOME REALE, NOME D’ARTE, PROVENIENZA, GENERE METAL PREFERITO.
– Roberto: nome reale Roberto Toderico, nome d’arte Roberto Toderico che pare sia minaccioso uguale, napoletano (o’sol, o’mar, Satana, a’pizz’… i soliti clichè), genere metal predominante: death metal svedese (Stk per essere pignoli).
– Luca: Luca Martinotti, peggio conosciuto come SoloMacello, da Biella. Genere preferito black metal, senza ombra di dubbio.

SULLA VIA PER DAMASCO CHI TI HA ACCECATO PRIMA, IL DISEGNO O IL METAL? COME SI SONO UNITI POI I DUE MONDI?
– Roberto: In ordine di comparizione nella mia vita è arrivato prima il disegno e la mia stramba simpatia per i villains, i cattivi di fumetti, cartoni animati e film; mai avuto interesse a disegnare quel caschetto biondo di merda di He-Man, per capirci… Poi negli anni ‘80 si vedevano metallari e punk per le strade, le prime magliette dei Maiden, le borchie, i capelloni, Slayer scritto sui muri: io ‘dovevo’ scoprire il Metal… e così fu. Sono sempre stato per vocazione un ‘vandalo’ ai tempi della scuola: disegnavo sui banchi, sulle mura, nei cessi e pare che a qualcuno piacesse a tal punto che i miei banchi manco li lavavano… Lungi da me pensare che un giorno avrei lavorato per il metal con i miei disegnini!
– Luca: Sicuramente il disegno, imbratto tutto quello che mi capita a tiro da prima di imparare a camminare. Il metal è arrivato molto dopo e nel più classico dei modi: a scuola c’era uno smercio pazzesco di cassette (ho una certa età) e quando mi hanno passato “The Number of the Beast” è stato come avere tra le mani il Graal.

Esempi di ‘disegnetti’: a sinistra la copertina di “Partisan” dei Sodom (2018) di Roberto Toderico, a destra un artwork creato per i Mastodon da SoloMacello

“PER VIVERE FAI I DISEGNETTI” È UNA DELLE AFFERMAZIONI PIÙ STEREOTIPATE DI QUESTO SETTORE: SFATIAMOLA. QUAL È DAVVERO IL LAVORO DI UN ILLUSTRATORE, IN PARTICOLARE NELL’AMBIENTE MUSICALE ESTREMO?
– Roberto: Il lavoro dell’illustratore più o meno consiste nell’inseguire i nemici, schiacciarli mentre fugg… ah! no, forse non è così. Consiste nel dormire poco, sopportare le stupide faccende umane quando l’unica cosa di cui ti frega in terra è il metal, pianificare e disegnare dalle dieci alle venti ore di fila, rispettare le scadenze a costo di rimetterci occhi e arti. Il tutto condito da centinaia di altri piccoli aspetti tecnici dai quali dipende la riuscita di una release discografica o il suo totale fallimento. E’ proprio quel lavoretto che, come si dice, può fare gratis anche tuo cugino nei fantomatici ‘cinque minuti’.
– Luca:
Per fortuna non me l’hai mai detto nessuno anche se qualcuno ancora si stupisce che per vivere disegno copertine di dischi. Vorrei raccontarti qualche storia fantastica su quanto sia figo fare l’illustratore ma la verità è che il lavoro è lavoro, in qualsiasi ambito. Giornate buone, giornate ottime e giornate di sole bestemmie.
La differenza è che, lavorando da solo, ho la mia routine, i miei orari e ascolto metal a volume infernale tutto il giorno.

COME NASCE DI SOLITO UN ARTWORK PER UN ALBUM? LAVORI SU IDEE DATE DAL GRUPPO, ASCOLTI QUALCHE SAMPLE MUSICALE OPPURE IN ALTRO MODO?
– Roberto: A dirlo adesso mi sembra quasi facile ma per arrivare ad un workflow regolare c’è voluto del tempo. Riassumerei la cosa per sommi capi così: il gruppo mi parla di idee, ascoltiamo musica, titoli, testi, visioni apocalittiche, la cover dipinta come la cappella Sistina, eccetera. Poi riporto tutti con i piedi per terra infrangendo sogni e speranze e, a quel punto, i casi che si presentano sono due:
1) Prendo tutto e lo lancio dalla finestra.
2) Salvo il salvabile e provo (non sempre riesco) a trasformarlo in un concept degno di esser visto.
Ci sarebbe anche il punto 3, ovvero “Il gruppo ha l’idea del secolo!” ma non capita spesso quando sguazzi nell’underground più putrido e malato… Se il gruppo decide di lasciarmi campo libero dopo le direttive salienti mi sento molto più a mio agio, devo dire! Noi che facciamo i disegnini abbiamo addosso delle responsabilità che voi umani…
– Luca: Mi piace essere ispirato dall’immaginario dei miei clienti quindi parto sempre da una chiacchierata con le band e faccio del mio meglio per concretizzare le loro idee.

“POSSO AVERE IL LOGO PIÙ GRANDE? PUOI MANDARMI UN DISEGNO DA UN’ALTRA PROSPETTIVA? PUOI SPOSTARE LE FIAMME A DESTRA? INSERISCI PIÙ TESCHI?”. QUANTO È DIFFICILE CONCILIARE LA PROPRIA VISIONE CON QUELLA DEL COMMITTENTE? QUESTO SUCCEDE ANCHE NEL MONDO METAL?
– Roberto: Da questo punto di vista mi reputo fortunato rispetto a tanti artisti nelle mie condizioni, perché prima di decidere di sacrificare la mia vita al Dio (Ronnie James, chiaramente) Metallo ho buttato il sangue come grafico pubblicitario dal 1999 al 2013 circa, calcando agenzie pubblicitarie, clienti matti, lavori alienanti… Quindi sono addestrato per ogni evenienza e so come guidare i miei metallari lontano dalle assurdità di chi (a ragione) non sa una ceppa di questi aspetti tecnici.  Ah, dimenticavo che ho anche una pazienza fuori dal comune: se non l’avete in dotazione, siete già morti e non lo sapete.
– Luca: Commissionarmi un artwork è un po’ come andare da un tatuatore, le band vengono da me perchè già conoscono quello che faccio, quindi non capita quasi mai che qualcuno mi chieda cose lontane dal mio stile. E quando capita gli faccio cambiare idea (ride, ndr). Il cagacazzo può sempre capitare ma raramente mi sono trovato male a lavorare con qualcuno, tra metallari ci si capisce.

DISEGNARE NON È UN’AZIONE CHE PUÒ ESSERE COMPIUTA A COMANDO. A VOLTE BASTA IL DISCO GIUSTO NELLO STEREO, ALTRE INVECE SI CONSUMANO RISME DI CARTA ALLA RICERCA DELL’INTUIZIONE GIUSTA. VOI COME DISEGNATE MEGLIO?
– Roberto: Difficilmente butto risme di carta, avrò strappato si e no quattro fogli in dieci anni (sono un eroe ecologico!). La verità è che quando non ho l’intuizione o la voglia non faccio neanche finta di disegnare. Passo molto tempo a pensare cosa disegnare: gioco ai videogame, esco a fare bagordi, vedo film, a volte fingo anche di allenarmi in palestra… ma nella testa sto pianificando cosa disegnare magari per tre o quattro artwork alla volta.
La musica è essenziale per me, è perennemente accesa nella mia testa anche quando non l’ascolto, ma quello che sento non ha sempre a che vedere con quello che voglio disegnare… Ho un grande, grandissimo casino in testa.
– Luca: La carta purtroppo l’ho abbandonata anni fa ma il processo è sempre lo stesso.
A volte è molto facile, a volte faticosissimo, ma ho la fortuna di fare un lavoro che amo e lo faccio da talmente tanto tempo che, anche quando mi capita il momento di vuoto pneumatico o di blocco totale, quasi sempre riesco a trovare l’illuminazione giusta. Che può venire in tanti modi diversi, il disco o la canzone perfetti per quel momento, cazzeggiando online, una sigaretta modificata… dipende dalle giornate e dai progetti su cui sto lavorando.

UN GRUPPO PER IL QUALE VORRESTI PRIMA O POI DISEGNARE QUALCOSA.
– Roberto: Lavorerei volentieri per molti gruppi che adoro ma il mio immaginario stonerebbe particolarmente… Tirando fuori due nomi due: mi concederei anima e cuore per gli At the Gates e se riuscissi a lavorare per Peter Tagtgren e gli Hypocrisy sarebbe un momento di gloria celestiale.
– Luca: Negli anni mi sono tolto diversi sfizi, ma se proprio devo nominarne uno dico Iron Maiden, il mio primo amore.

L’ARTWORK DI CUI SEI PIÙ ORGOGLIOSO, QUELLO CHE PROPRIO INCORNICERESTI.
– Roberto: Non sono un grande ‘fan’ delle mie opere, alcune le espongo sulle pareti solo per non riempire i mobili. Quello che ad esempio ho necessariamente esposto è l’artwork che ho dipinto per i Coffin Birth! Quel mostro di quadro è di due metri di larghezza e sta proprio al centro della camera da letto… Ecco perché spesso vado in bianco.
– Luca: Magari non sarà il più bello che ho fatto ma posso dire con orgoglio di avere lavorato ad un disco di Morricone.

SOGGETTO PREFERITO DA DISEGNARE?
– Roberto: (Ci pensa, ndr) faccio prima a dire cosa odio disegnare: le catene. Le catene sono Il Male. Sono il peso dell’esistenza. Sono l’annientamento della volontà. Sono… du’ palle enormi!
– Luca: Adoro la fantascienza, quindi tutto quello che è sci-fi.

Il tratto dei due illustratori. a sinistra il poster per il trentennale degli Asphyx nel 2017; a destra il poster per la data dei Mayhem ai Magazzini Generali nel 2019.

MATITA, PENNE O PENNELLI?
– Roberto: La penna. Dovessi scegliere tra fucile, pistola, coltello, ascia, motosega… sceglierei comunque prima la penna.
– Luca: Wacom (marca di tavoletta grafica, ndr).

ALAN MOORE O H. R. GIGER?
– Roberto: H.R. Giger senza esitazione… Pioniere dell’incubo, visionario al di fuori di tutte le epoche, tutti gli dobbiamo qualcosa.
-Luca: (Ride, ndr) Perchè scegliere?

LOVECRAFT, POE O KING?
– Roberto: H.P.Lovecraft, e per lui vale lo stesso discorso di Giger con in più la follia pura… Geniacci rari. Con i libri di King però ci stiravo le magliette ai tempi della scuola.
– Luca: Lovecraft (King in gioventù).

PAOLO GIRARDI O COSTIN CHIOREANU?
– Roberto: Paolo c’ha l’Inferno nelle mani e il metallo nell’anima, è il distruttore di mondi.
– Luca: Altra scelta difficile, due stili completamente diversi. Costin per la versatilità pur essendo sempre perfettamente riconoscibile e Girardi per la tecnica mostruosa. Quindi non scelgo (ride, ndr).

HIERONYMUS BOSCH O SALVATOR DALÌ?
– Roberto: Gustave Dorè e scansatevi tutti.
– Luca: Bosch.

VINILE, CD O CASSETTA?
– Roberto: Tutto. Rimarrò sepolto vivo nei supporti audio. Salvatemi.
– Luca: Vinile.

TRE DISCHI CHE NON MANCANO MAI NELLA TUA AUTO.
– Roberto: ZZ Top – “Tejas”, Monster Magnet – “God Says No” , Supersuckers – “The Evil Powers Of Rock’n’Roll”. Guido la macchina come fosse un trattore tra le balle di fieno.
– Luca: Wolves in the Throne Room – “Two Hunters”, At The Gates – “Slaughter of the Soul”, Slayer – “Seasons in the Abyss”.

I DIECI ARTWORK PREFERITI NELLA STORIA DEL METAL; SE VUOI, SPIEGACELI.
– Roberto: Iron Maiden – “Killers”
A nove anni l’ho comprato per la copertina, che cazzo ne sapevo io di cosa mi aspettava nelle cuffiette? Derek Riggs ci ha inventati in quanto ‘artisti nel Metal’ (che poi non siamo usciti proprio come lui è colpa esclusivamente nostra).

Ozzy Osbourne – “The Ultimate Sin”
Quasi tutto il mio immaginario proviene dagli 80’s fino a metà 90’s. Cover fantastica, album essenziale.

Megadeth – “Peace Sells… “
Altro album/cover essenziale. Ed Repka maestro dei colori sfascia-retina.

Motorhead – “Orgasmatron”
Sebbene Petagno abbia disegnato valanghe di artworks che adoro, il binomio stesso Petagno/Motorhead è imprescindibile.

The Mifits – “Earth A.D.”
Il vero inchiostro old-school sfociato poi nel metal e nello skate punk. Misfits precursori.

Down – “Nola”
Riconosceresti quel volto tra mille, riconosceresti quei riff tra mille… e subito ti apparirebbe quel volto davanti. Mi sbaglio (ride, ndr)?

Morbid Angel – “Altars of Madness”
Sceglierne uno dal catalogo di Dan Seagrave è difficile, ma in questo caso l’album fa la differenza.

Emperor – “In The Nightside Eclipse”
Necrolord ai massimi livelli.

Type O Negative – “Slow, Deep & Hard”
Non sempre c’è bisogno di dipingere come Caravaggio per fare una cover che rimarrà nei secoli dei secoli.

Heartwork – “Carcass”
Giger + Carcass è la formula più devastante dopo il nucleare.

Luca: Più che dieci sono decine.
Ovviamente tutti i dischi degli Iron con le copertine di Derek Riggs.
Le copertine di Micheal Whelan di “Arise” e “Cause of Death”.
Tutte le copertine dei Motorhead.
Tutte le copertine di Necrolord, dagli Emperor ai Dissection ai Bathory.
Le copertine dei Mastodon di Paul Romano, in particolare “Leviathan”. Un capolavoro. Potrei andare avanti per ore.

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