METALLICA: Live & Acoustic From HQ: Helping Hands Concert & Auction

Pubblicato il 17/11/2020

A cura di Davide Romagnoli

“Live & Acoustic From HQ: Helping Hands Concert & Auction”: ecco qui la nuova – ed anche prima – esibizione dei Metallica in live streaming, direttamente sulla piattaforma americana NugTv, pronta ad entrare nelle case di ogni fan che si rispetti. Un titolo – quello dello show – che è già di per sé esemplificativo di tutto quello contenuto in queste due ore e passa di materiale disponibile in pay-per-view con diverse modalità. Metà sezione acustica e metà elettrica, entrambe messe a disposizione per la causa umanitaria della loro associazione All Within My Hands, a cui viene devoluto tutto il ricavato. I diversi ‘pacchetti’ acquistabili comprendevano, oltre la possibilità di visione dello show per 48 ore, anche t-shirt, gadget, show in mp3 (interessante il fatto che non ci fosse neanche un file della qualità più alta nemmeno nel pacchetto da 95 dollari!) e la possibilità di essere in collegamento sulle pareti (il Virtual Wall) durante lo show, magari interagendo con la band tra un pezzo e l’altro, coronando, per alcuni, il sogno di una vita. Sabato 14 novembre, dunque, dal loro studio di San Rafael, California, vero e proprio quartier generale della band, Hetfield, Hammet, Trujillo e Lars si offrono in tutta la loro notorietà per un’occasione di beneficienza che sicuramente ha nel fattore umanitario la principale motivazione d’essere. Attraverso il marchio Metallica, infatti, All Within My Hands fornisce healthcare, assistenza, cibo e supporto a molte situazioni in difficoltà in quello che Lars chiama “our beautiful planet”. Vediamo di che si tratta poco sotto e proviamo a darne un giudizio critico, tenendo sempre ben in considerazione la validità del progetto e i suoi scopi primari. 

 

L’entrata in Mercedes per iniziare a promuovere una fondazione umanitaria non è certo il modo più funzionale alla credibilità del tutto, ma alla fine conosciamo bene Lars, i suoi soci e come funziona il business e dunque, tutto sommato, non ci preoccupiamo più di tanto della forma introduttiva; infierire su questo sarebbe come sparare sulla croce rossa (per restare in ambito di aiuti e assistenze ai bisognosi). Sappiamo anche, notandolo poco dopo sulla Virtual Wall (insieme alle faccine di molti fan collegati in streaming attraverso il vip ticket), che Mercedes è uno degli sponsor principali dell’evento, con Salesforce, Analog Devices, il loro whisky Blackened e altri amici benestanti e benvestiti. Tutti uniti, dunque, a ‘fare il proprio’ per la causa della fondazione. E, anche qui, va tutto bene. La descrizione delle varie attività di All Within My Hands (a cui, simpaticamente, non si negherà di certo la domanda “ma quante sono?”) occupano gran parte dello spazio dello show che consta di – pause comprese – due ore e quarantasei minuti. Insieme alle varie diramazioni dell’attività umanitaria della fondazione c’è sicuramente il solito carrozzone di autocelebrazione latente che già avevamo avuto modo di vedere più volte. Tutto un po’ ‘dovuto’ ma, anche qui, tutto sommato, le iniziative che puntano a fare del bene e aiutare i bisognosi, soprattutto in tempi come questi – dove lo stesso vicino di casa è guardato con sospetto – sono cose sempre e comunque positive, comunque le si voglia vedere. Bene anche qui, dunque.
Evviva, però, quando la musica inizia davvero. E subito la trasposizione quarantena time di “Blackened” ci immette in un clima davvero familiare e ci fa ritrovare il buon Hetfield come l’amico che ci era mancato nel lockdown, con in mano una chitarra acustica ed i suoi fidi compagni a fargli compagnia. Il ritornello ‘in maggiore’ funziona bene e ci fa ben sperare in altre rivisitazioni come questa (purtroppo, però, come dice Hetfield stesso, è l’unica cosa che i Metallica hanno fatto nel 2020). Stessa fortunata sorte per “When A Blind Man Cries” dei Deep Purple, piacevole cover da ascoltare comodamente da casa, guardando i Metallica che da miti diventano quasi quegli amici che senti suonare in una chiamata Zoom, mentre si è quarantenati in casa senza possibilità di sorta. Questo piacevole sentore familiare, però, si avvilisce presto quando si fa caso a come le parti di Lars siano incredibilmente sempre le stesse, e il pattern di batteria non cambi mai, così come i fill ripetitivi, che pian piano diventano sempre più scontati e piuttosto poveri, oltre che arricchiti da un ensemble abbastanza disallineato e fuori forma. La situazione di live streaming non può mettere le pezze delle ultime post-produzioni a cui la band ci ha abituato, ed è davvero un peccato sentire che la band suona proprio malino, contando anche che la situazione acustica (o comunque contenuta) non ha quei suoni massificanti o quelle produzioni d’alto budget capaci di coprire una formazione che suona sempre più imprecisa, tour dopo tour, manifestando la grande problematica – che già pesa da anni – del non trovarsi più a suonare insieme.
Se già si è superato lo scoglio di una “Nothing Else Matters” con una performance tra le peggiori mai sentite, arrivare alla parte elettrica e sentire l’esecuzione di “Disposable Heroes” o di “Master Of Puppets” è piuttosto avvilente. La prima, da chicca che poteva essere, diventa un momento in cui drizzare le orecchie e storcere il naso, piangendo i tempi che furono. Certo, la versione è quella ‘ri-elettrificata’ dalla stessa rivisitazione acustica, ma comunque ciò non toglie quanto sembri proprio arrangiata coi piedi, soprattutto nella parte di batteria. Piedi nudi, naturalmente, perché ora Lars non può non cavalcare anche lui l’onda che ormai imperversa tra tutti i drummer più hipster. “Master Of Puppets” è invece proprio suonata male, come se si trattasse di una cover band di infimo livello.
Che si sia forse estremi nel giudicare in questo modo può starci, ma se ci si fa caso – avendo la possibilità di risentire il tutto – si fa proprio fatica ad entusiasmarsi per l’esecuzione in sé. E per chi è cresciuto col Verbo di alcuni grandi album e show come quelli che la band è riuscita a fare in passato, questo è un bel colpo al cuore. L’essere fan – come siamo tutti, peraltro – è un conto, la finalità umanitaria è un altro, le grandi canzoni non si toccano di certo, ma la performance di una band immortale di serie A come questa, però, deve essere giudicata come tale.
Lo stesso Hetfield, all’inizio, afferma che il tutto è stato preparato in una settimana e – pur credendogli benevolmente, presupponendo il fatto che non ci siano state probabilmente che poche ore di prove – non ci si può ritenere soddisfatti di quanto poco interesse il gruppo abbia nel ritrovare coesione. E soprattutto preparare una sezione acustica che potesse essere davvero interessante, che potesse valere l’interesse (e i soldini) dei fan. La cover di “House Of The Rising Sun” è all’appannaggio di qualsiasi band rock alle prime armi e gli arrangiamenti dei pezzi acustici sono quasi identici a quelli delle versioni originali. Davvero la performance di queste quattordici canzoni è quanto di meglio i Metallica possono dare, soprattutto nella loro versione acustica? Magari non “To Live Is To Die”, e nemmeno “Fade To Black”, ma forse perfino “Mama Said” era troppo da recuperare in così poco tempo. Meglio riciclare la stessa roba togliendo il distorto alle chitarre e spacciarlo per rivisitazione acustica, in pratica.
Soprattutto in un periodo come questo, difficile sotto molti aspetti, la possibilità di intervenire con un grande show ‘diverso’ poteva intrigare molto sia fan che neofiti. La band – ci dispiace quasi insistere -non ha proprio chimica: fa fatica, e oltre a reggersi su un Hetfield ancora una volta portante, qualche guizzo blues di un benvestito Hammet, e un Trujillo che resta un po’ l’unico musicista che ancora a casa, a volte, suona ancora il suo strumento, non ha molto da mostrare. Lars, oltre a saltare via dal sellino alla fine di ogni pezzo, peraltro suonato alla stessa maniera che nella sua versione elettrica (solo peggio, e solo con diverse bacchette), non fa altro che promuovere i Metallica e scherzare un po’ sulla provenienza dei fan interpellati – per giustificare il costo del vip ticket – tra un pezzo e l’altro. La sua trasformazione in Massimo Boldi sembra sempre più inesorabile, e probabilmente dovrebbe accorgersi che avere sempre la prima parola su tutto, apparire forzatamente come protagonista di facciata, fare il manager e il business man non significa smettere di esercitarsi con lo strumento che, effettivamente, si suona per lavoro, oltre che – si spera ancora – come piacere. Il look baffuto dell’ex Suicidal Tendencies è quello da vero chicano di Venice Beach e fa certamente piacere sentirlo raccontare delle sue surfate in Brasile e improvvisare con qualche compagno messicano sulla Virtual Wall, ma musicalmente anche lui è relegato a ben poco, anche e soprattutto nella sezione acustica. Hetfield ci mette cuore, talvolta, ma sembra anche molto distaccato, e non devono sicuramente pesare eccessivamente molti errori di esecuzione (il terribile bridge di “Master Of Puppets”) o di voce, perché comunque riesce a regalare intensità, qua e là, mettendoci il solito contributo. Sulla simpatia dei personaggi, sul voler loro bene, sulla causa umanitaria e sul ritrovarseli come amici d’oltreoceano in diretta streaming, si può comunque essere d’accordo: è, tutto sommato, una bella cosa. Sul fatto che questo “Live & Acoustic From HQ: Helping Hands Concert & Auction” abbia dentro qualcosa per cui valga davvero la pena ‘sentire’ i Metallica suonare, allora no, siamo ben lontani da tutto questo. E ben poco si salva di questa dozzina di canzoni, amaramente ‘dovute’ e per nulla ‘sentite’. Il cuore e l’anima restano solo nel bene che i fondi recuperati potranno servire al prossimo. La musica, quella dei Metallica veri, resta lontana.

 

Setlist:

Acoustic set:
Blackened
Creeping Death
When A Blind Man Cries (Deep Purple cover)
The Unforgiven
Now That We’re Dead
Turn The Page (Bob Seger cover)
Nothing Else Matters
Electric set:
All Within My HandsElectric set
Disposable Heroes
House Of The Rising Sun (traditional folk cover)
Wasting My Hate
For Whom The Bell Tolls
Master Of Puppets
Enter Sandman

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