MORBUS CHRON, MIASMAL, VAMPIRE: il nuovo sangue svedese

Pubblicato il 08/05/2014

A cura di Luca Pessina

Dopo avervi presentato il report dello showcase che ha visto protagonisti Morbus Chron, Miasmal e Vampire in quel di Gothenburg lo scoro aprile, è giunto ora il momento di scavare più a fondo e di sentire le voci dei diretti interessati. Non siamo più nel 1991, tuttavia il death metal in Europa è indubbiamente vivo e vegeto e i succitati Morbus Chron, Miasmal e Vampire sembrano destinati a costituire parte della cosiddetta prima linea del genere, almeno per quanto riguarda il filone vecchia scuola. Prima che le porte si aprissero e che i rispettivi gruppi si preparassero a calcare il palco per il suddetto showcase abbiamo quindi avuto il piacere di fare una chiacchierata con ognuno di essi, in modo da avere un quadro il più completo possibile su chi siano realmente queste band e su dove vogliano arrivare.

morbus chron - miasmal - vampire - gothenburg locandina 2014

 

MORBUS CHRON – Sogni di sangue

Probabilmente nel giro di un paio d’anni i giovanissimi Morbus Chron, già definiti da un certo Tomas Lindberg “la miglior death metal band svedese del momento”, non avranno bisogno di grandi presentazioni. Da tempo si parla del quartetto come di una promessa in procinto di diventare realtà e noi di Metalitalia.com siamo dello stesso avviso, tanto da non esitare a inserire già da ora “Sweven” fra i migliori album death metal del 2014. Dopo aver omaggiato gli Autopsy con il loro debut album, gli svedesi hanno ora imboccato una strada personalissima, basata su una imprevedibile commistione di stili e registri. Lo showcase organizzato a Gothenburg per il lancio del disco, al quale hanno preso parte anche Miasmal e Vampire, è stato non a caso un successone e in quell’occasione non abbiamo potuto esimerci dallo scambiare quattro chiacchiere con il leader Robert Andersson, ragazzo umile e disponibile, ma anche decisamente timido!

Morbus Chron - band - 2014

“SWEVEN” E’ SICURAMENTE UNA DELLE SORPRESE DEL 2014. AVEVATE GIA’ FAVOREVOLMENTE IMPRESSIONATO CON I VOSTRI VECCHI LAVORI, MA IL NUOVO ALBUM SEGNA UNA DECISA MATURAZIONE…
“In molti ci stanno dicendo che siamo passati dall’essere una tribute band degli Autopsy a qualcosa di ben poco definibile. Onestamente, trovo difficile descrivere la nostra musica o parlare di come sia stato scritto questo album. Per me l’influenza primaria rimangono gli Autopsy, oppure i primissimi Death, ma questa volta ho cercato di mischiare i loro insegnamenti con delle trovate mie, non necessariamente derivate dall’ascolto di altra musica metal. Se poi siamo finiti ad assomigliare ad altri gruppi, allora non so cosa rispondere, perchè la mia cultura in materia metal è tutto sommato limitata; non sono esattamente un collezionista o un cultore, non conosco tanti gruppi quanto altri miei amici o coetanei”.

SO PERO’ CHE SEI L’UNICO COMPOSITORE DELLA BAND…
“Sì, diciamo che ho composto da solo il 90% del nostro repertorio. Non vorrei però che l’apporto degli altri ragazzi passasse inosservato: i pezzi vengono arrangiati insieme in sala prove e ognuno è libero di portare qualche input. So suonare più o meno tutti gli strumenti della nostra band, ma il tocco degli altri ragazzi è indispensabile”.

FORSE IL VOSTRO SOUND E’ ORA DIVENTATO MOLTO PERSONALE PROPRIO PERCHE’ NON TI SEI LASCIATO CONDIZIONARE DALL’ASCOLTO DI ALTRE METAL BAND…
“Sì, può essere così, anche se, intendiamoci, io il metal lo ascolto, eccome! Semplicemente, oltre agli Autopsy o ai Death, non so citare gruppi che mi abbiano realmente impressionato. La musica recente dei Morbus Chron deriva da miei esperimenti con altre sonorità, mescolati appunto con l’amore che nutro per queste due band storiche”.

IL VOSTRO DEBUT ALBUM, “SLEEPERS IN THE RIFT”, E’ STATO DA PIU’ PARTI CELEBRATO COME UN ECCELLENTE RIELABORAZIONE DEL SUONO AUTOPSY. PERCHE’ GLI AUTOPSY TI PIACCIONO TANTO?
“Non so spiegarlo con esattezza. Dal primo momento in cui li ho ascoltati, ho capito che il loro era il death metal che faceva per me. E’ sporco, sguaiato, sghembo, ma anche imprevedibile e attento alla melodia. Mi piace tutto di quella band: il suono di chitarra, la voce, le ritmiche…”.

CON “SWEVEN” VI SIETE PERO’ ALLONTANATI DA QUESTO REVIVAL OLD SCHOOL CHE TANTO CLAMORE HA GENERATO NEGLI ULTIMI ANNI…
“Sì, noi continuiamo a considerarci una death metal band, ma non ci sentiamo esattamente parte di un filone specifico. Da qualche tempo suoniamo e componiamo con molta spontaneità, senza voler rientrare a tutti i costi in una determinata scena. ‘Sweven’ è il frutto di questa attitudine, mentre il debut album era stato scritto con determinati parametri in mente: volevamo suonare alla Autopsy e lo abbiamo fatto”.

COSA NE PENSI DI MIASMAL E VAMPIRE, VOSTRI NUOVI COMPAGNI DI ETICHETTA E PROTAGONISTI ASSIEME A VOI DI QUESTO SHOWCASE? PENSI CHE SI POSSA PARLARE DI UNA NUOVA ONDATA DI DEATH METAL BAND SVEDESI, SIMILE A QUELLA CHE SCOSSE LA SCENA NEI PRIMISSIMI ANNI NOVANTA?
“Entrambe queste band mi piacciono molto, anche e soprattutto perchè ognuna di esse ha un proprio stile. Per questo motivo, venendo alla seconda parte della tua domanda, non credo che tutti noi possiamo essere così facilmente accostati ai vari Entombed e Dismember, che erano i leader dell’ondata di cui parli. Quelle formazioni erano legate da profonda amicizia, avevano lo stesso background e degli stili molto simili. Vuoi per il tipo di influenze o per il produttore, erano facilmente inseribili in un singolo filone. Noi, Vampire e Miasmal non abbiamo granchè in comune. Certo, suoniamo death metal, ma le influenze, i suoni, il modo di stare sul palco sono molto diversi. Per ora ci sentiamo legati gli uni agli altri solo perchè svedesi e facenti parte della stessa casa discografica”.

COME E’ STATO LAVORARE CON NICKE ANDERSSON E FRED ESTBY IN SEDE DI PRODUZIONE? HAI NOMINATO ENTOMBED E DISMEMBER E LORO SONO STATI A LUNGO I LEADER DI QUESTI DUE GRUPPI…
“Ci è piaciuto molto lavorare cone entrambi: Nicke ci ha dato una grossa mano agli esordi, mentre Fred ci ha seguito per gli ultimi due lavori. Sono due persone decisamente esperte e molto pratiche: sanno come lavorare in studio e sanno come maneggiare il death metal. Non credo che in Svezia esistano molte persone più ferrate di loro per questi due aspetti. E’ stato come seguire dei maestri e indubbiamente la loro mano si è fatta sentire. Come dicevo, con Fred abbiamo già collaborato un paio di volte e già ora posso dirti che non mi dispiacerebbe appoggiarmi a lui anche in futuro”.

SIETE STATI INVITATI DAGLI AT THE GATES PER APRIRE IL LORO PROSSIMO TOUR EUROPEO. PENSO SIATE ENTUSIASTI DELLA COSA…
“Sì, certamente. Per noi è un onore essere stati scelti da una band così importante. Ci hanno voluto perchè sono fan della nostra musica e ciò è davvero fantastico. Sarà il nostro primo vero tour europeo e non vediamo l’ora di misurarci con dei palchi tanto importanti”.

VI CONSIDERATE UNA LIVE BAND?
“Sinora non abbiamo suonato tantissimo, ma credo che stiamo migliorando. Di recente abbiamo tenuto alcune date con i Necrowretch e ci siamo accorti di come il nostro affiatamento stesse crescendo di concerto in concerto. Per ora abbiamo suonato quasi sempre il materiale degli esordi, ma il prossimo tour ci vedrà proporre parecchi pezzi di ‘Sweven'”.

CHE OBIETTIVI AVETE COME BAND? DOVE VI VEDETE DA QUA A CINQUE ANNI?
“Non so esattamente cosa rispondere. Non crediamo di essere fatti per andare in tour sei mesi all’anno. Credo che, rispetto ad altre band nostre coetanee, cercheremo di tenere un profilo più basso e di suonare solo quando ci saranno le giuste condizioni. Entro cinque anni avremo sicuramente pubblicato almeno un altro album e spero che questo concida con un miglioramento della nostra proposta e delle nostre esibizioni live. Non so che altro aggiungere!”.

 

MIASMAL – Forche e bastoni

I Miasmal sono l’anima ignorante della scena death metal di Gothenburg. Dimenticatevi melodie, tecnica e testi dalle velleità poetiche: il gruppo guidato dal chitarrista/cantante Pontus Redig non va per il sottile, tanto da incorporare spesso e volentieri influssi hardcore e punk nella propria proposta. Di certo non una band per palati fini, i Miasmal sono quel tipo di gruppo che ha nelle esibizioni live il suo punto di forza. Il contratto con Century Media Records li esporrà ad un pubblico più ampio, ma ciò difficilmente influirà sulla loro attitudine “no compromise”. E’ proprio il leader della formazione – incontrato prima dello show tenuto a Gothenburg con Morbus Chron e Vampire – a spiegarci meglio la natura del progetto e ad illustrarci i suoi obiettivi…

Miasmal-band-2014

I MIASMAL SONO IL GRUPPO PIU’ HEAVY E “ROZZO” FRA I TRE PRESENTI ALLO SHOWCASE DI QUESTA SERA. RACCONTACI QUALCOSA IN PIU’ SUL VOSTRO BACKGROUND…
“Sì, suoniamo senz’altro in maniera molto diversa da Morbus Chron e Vampire. Penso che le nostre influenze siano differenti da quelle degli altri ragazzi; idem la nostra attitudine. Siamo più selvaggi e ‘punk’, andiamo dritto al sodo!”.

COSA NE PENSI DI MORBUS CHRON E VAMPIRE, VOSTRI NUOVI COMPAGNI DI ETICHETTA E APPUNTO PROTAGONISTI ASSIEME A VOI DI QUESTO SHOWCASE? PENSI CHE SI POSSA PARLARE DI UNA NUOVA ONDATA DI DEATH METAL BAND SVEDESI, SIMILE A QUELLA CHE SCOSSE LA SCENA NEI PRIMISSIMI ANNI NOVANTA?
“Non credo, perchè sinora non abbiamo avuto grossi rapporti con nessuno di loro. Seguo i Morbus Chron sin dagli inizi e li apprezzo molto, ma loro sono di Stoccolma, mentre noi di Gothenburg, quindi per il momento non abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza. I Vampire sono stati una piccola sorpresa per me: a quanto pare, siamo concittadini, ma non li avevo mai visti o sentiti sino a poco tempo fa. Anche loro sono un gruppo validissimo, ma, come puoi sentire, non abbiamo molti elementi in comune con loro. Per me non si puà parlare ancora di scena o di nuova ondata, almeno se prendi in esame queste due band e la nostra”.

DESCRIVI LO STILE DEI MIASMAL PER CHI ANCORA NON VI CONOSCE…
“Suoniamo death metal con energia e attitudine hardcore-punk. Ho avviato questa band per suonare musica diretta e senza fronzoli, radicata in alcuni dei miei generi musicali preferiti. Non abbiamo grandi pretese di innovazione, siamo qui solo per ‘spaccare’ e divertirci”.

SO CHE SEI COINVOLTO IN ALTRI PROGETTI MUSICALI. I MIASMAL SONO LA TUA VALVOLA DI SFOGO PER IL TUO LATO PIU’ BARBARO?
“Sì, almeno per quanto riguarda il mio lato death metal. Suono negli Agrimonia e con loro ho dato vita a una sorta di crust hardcore/metal progressivo, con composizioni molto lunghe e diversi cambi di registro. I Martyrdod sono un altro gruppo con cui suono e questi sono più prettamente crust hardcore. I Miasmal sono la mia death metal band, ma anche qui è difficile nascondere il retaggio punk. Siamo senz’altro una band molto diretta”.

TI SARESTI MAI ASPETTATO DI FIRMARE PER UNA ETICHETTA MOLTO IMPORTANTE COME LA CENTURY MEDIA?
“No, onestamente il loro interesse è stato una sorpresa. Devo però dire che i ragazzi della label sono veri appassionati di queste sonorità: hanno sotto contratto dei gruppi mainstream che garantiscono loro un certo tipo di guadagno, ma quando si tratta di ascoltare metal estremo non hanno alcun pregiudizio. Sono molto bravi ad adattarsi alle esigenze di ognuna delle loro band”.

“CURSED REDEEMER” E’ IL TITOLO DEL VOSTRO SECONDO ALBUM. IN COSA SI DIFFERENZIA DAL DEBUT ALBUM “MIASMAL”?
“Credo che siamo migliorati come songwriter in questi ultimi anni. Il disco possiede sempre una carica hardcore, ma i pezzi hanno più carattere e sono facilmente memorizzabili. Non credo che ci allontaneremo mai da questo stile, ma è mia intenzione lavorare maggiormente sui ritornelli e sulle melodie in futuro. Voglio scrivere canzoni che siano death metal ma anche orecchiabili. Troppe death metal band di oggi pensano solo ad accumulare riff su riff per poi dimenticarsi di dare al tutto una struttura chiara e digeribile”.

QUANTO E’ IMPORTANTE LA DIMENSIONE LIVE PER I MIASMAL?
“E’ importantissima. Questa musica è nata per essere suonata dal vivo. Potrei quasi arrivare a dire che le registrazioni di un nuovo disco sono un pretesto per poter organizzare successivamente nuovi concerti e tour. Siamo in attività da poco, ma abbiamo già suonato parecchio dal vivo. Come ti dicevo, la nostra mentalità è strettamente punk, quindi ogni occasione per suonare live è ben accetta. Siamo ben poco schizzinosi”.

CHE COSA TI HA PORTATO A SUONARE DEATH METAL?
“Parli di dischi? ‘Left Hand Path’ degli Entombed, senza dubbio. Poi l’energia propria di questo genere, il suo impatto… mi ritrovo in tantissimi aspetti di questa musica”.

QUALI SONO LE INFLUENZE PRIMARIE DEI MIASMAL?
“Entombed, Disfear, Anti Cimex, Discharge… siamo di Gothenburg, ma non abbiamo niente a che vedere con le sonorità che la gente solitamente associa alla nostra città. Anzi, trovo curioso che all’estero si parli così tanto di In Flames e compagnia: da queste parti non sono assolutamente così popolari”.

IL DISCO DEATH METAL SVEDESE PIU’ SOTTOVALUTATO DI SEMPRE?
“Domanda difficile… forse ‘An Evil Shade of Grey’ dei Cemetary, anche se la produzione fa un po’ schifo”.

COSA FARANNO I MIASMAL NEI PROSSIMI MESI?
“Speriamo di poter trovare qualche altro gruppo con cui andare in tour entro la fine dell’anno. Supportare un nome più grande non sarebbe affatto male, ma ci andrebbe bene anche il solito tour underground. Non abbiamo grosse pretese. Cercherò poi di comporre qualche altro brano, ma dovrò stare anche attento agli impegni delle mie altre band. In ogni caso, prima o poi ci vedrete calcare dei palchi vicino a voi”.

 

VAMPIRE – Artigli dall’oscurità

I Vampire sono solo al debutto, ma già denotano una determinazione e una consapevolezza dei propri mezzi non da poco. D’altronde, i membri cardine di questa misteriosa formazione di Gothenburg non sono esattamente dei novellini: in un modo o nell’altro i Nostri fanno da tempo parte della scena underground locale e questa nuova band è solo uno dei vari progetti che li hanno visti protagonisti negli anni. “Vampire”, il loro album di debutto, ci ha colpito per le sue strutture ficcanti e per le melodie contagiose, elementi lontani anni luce da certe soluzioni iper complesse che molte death metal band di oggi tendono ad adottare. Il frontman Hand Of Doom, nell’intervista che segue (svoltasi poco prima dello showcase che la band ha tenuto a Gothenburg con Morbus Chron e Miasmal), ci svela tutto sulla sua visione del death metal, così come le velleità del gruppo, che, a quanto sembra, non ha certo intenzione di fermarsi qui…

vampire - band - 2014

COSA NE PENSI DI MIASMAL E MORBUS CHRON, VOSTRI NUOVI COMPAGNI DI ETICHETTA E PROTAGONISTI ASSIEME A VOI DI QUESTO SHOWCASE? PENSI CHE SI POSSA PARLARE DI UNA NUOVA ONDATA DI DEATH METAL BAND SVEDESI, SIMILE A QUELLA CHE SCOSSE LA SCENA NEI PRIMISSIMI ANNI NOVANTA?
“Credo che i paragoni tra di noi, così come quelli fra questa cosiddetta ‘ondata’ e quella di vent’anni fa, siano molto forzati. Adoro il nuovo album dei Morbus Chron, ma non li conosco bene personalmente e non trovo che la nostra musica e la loro abbiano molti elementi in comune. Non credo invece di aver mai ascoltato i Miasmal! Li sto scoprendo oggi. Di certo noi come Vampire non abbiamo alcuna intenzione di vestire i panni di revival band ad ogni costo, nè di volerci mettere sullo stesso piano di un gruppo come gli Entombed. Facciamo parte di epoche e di stili diversi, con tutto il rispetto possibile”.

IN EFFETTI IL VOSTRO DEATH METAL NON E’ ESATTAMENTE VICINO AI PIU’ FAMOSI CANONI SVEDESI…
“Sì, devo dire che non stiamo neppure attenti a suonare strettamente death metal. Alcuni nostri riff sono più vicini a certo speed e thrash metal. Come dicevo, non ci è mai interessato suonare alla Entombed, tanto per fare un esempio. Se vuoi che parli di gruppi svedesi, allora preferisco citare Merciless ed Obscurity”.

SIETE COMUNQUE VISTI COME PARTE DI UN FILONE CHE CERCA DI RECUPERARE LO SPIRITO DEI PRIMI ANNI NOVANTA…
“Vi è forse una sola cosa che ci accumuna veramente a quelle band nate oltre vent’anni fa: la ricerca della forma canzone. Siamo contrari a tutto questo tecnicismo e a queste strutture forzate che si sentono in tanto metal di oggi. Non vorrei apparire un eretico, ma quando compongo penso di frequente ad artisti pop e alle fluidità delle loro hit. In sostanza, cerco di inserire riff metal su basi pop: i Possessed su Lady Gaga”.

POSSIAMO VEDERE QUESTA TUA ULTIMA DICHIARAZIONE COME IL MANIFESTO DEI VAMPIRE?
“Certamente. Ho fatto parte per anni di un gruppo di black-death metal molto tecnico, i The Legion, e mi sono sempre lamentato dell’ampollosità e della lunghezza dei nostri pezzi. Ero il classico membro che non è mai entusiasta del nuovo materiale e della direzione che il gruppo sta prendendo. Con i Vampire ho cercato di allontanarmi il più possibile da quello stile: la nostra è musica che va dritta al cuore, che smuove e intrattiene senza dover essere decifrata”.

QUALI SONO LE DINAMICHE ALL’INTERNO DEI VAMPIRE? CHI COMPONE? CHI DECIDE COSA PUBBLICARE?
“La musica viene composta da me e dal chitarrista Black String. Solitamente ci troviamo in sala prove, uno presenta dei nuovi riff all’altro e poi discutiamo su come poter migliorare questo materiale di partenza. Sinora abbiamo sempre lavorato in armonia e siamo riusciti a trovare uno stile che soddisfacesse entrambi. Ultimamente noto che Black String è attratto da composizioni più lunghe e progressive, mentre io sono da sempre per la semplicità. Vedremo come si evolveranno le cose in futuro: probabilmente il prossimo disco sarà più variegato di ‘Vampire’…”.

QUAL E’ IL TUO BACKGROUND DI ASCOLTATORE E MUSICISTA METAL?
“Ho poco più di trent’anni e sono cresciuto musicalmente negli anni Novanta. Per anni mi sono nutrito di black metal, soprattutto norvegese. Ho ascoltato e suonato black metal per la maggior parte della mia adolescenza. Poi, attorno al duemila, ho iniziato a scrivere per una fanzine e grazie a quest’ultima sono entrato in contatto con tonnellate di altra musica. La vera svolta per me è arrivata in quegli anni: da black metaller sono diventato onnivoro”.

COME SIETE FINITI SU CENTURY MEDIA RECORDS?
“Il nostro demo è stato molto ben accolto nell’underground e abbiamo ricevuto diverse offerte da etichette del settore. La Century Media è un colosso ma negli anni ha dimostrato di saper maneggiare bene un gruppo ancora piccolo come il nostro. Sono genuinamente interessati al nostro tipo di musica e non desiderano cambiarci. Siamo contenti del loro sforzo promozionale e di cosa ci stanno mettendo a disposizione”.

NON VI INTERESSA DIVENTARE UNA SORTA DI CULTO UNDERGROUND COME MOLTI ALTRI GIOVANI GRUPPI DEATH METAL DI OGGI?
“Certamente no, altrimenti non avremmo firmato per una label tanto grossa. Numerose band si nascondono dietro questa specie di mentalità underground per giustificare la pochezza della loro musica o il loro scarso successo. Come Vampire siamo convintissimi di avere un repertorio di buon livello e faremo di tutto per farlo ascoltare a quante più persone possibile. Ci piacciono i demo, i vinili, ecc, ma anche YouTube, Facebook e tutti i mezzi promozionali tipici dei giorni nostri. Perchè mai dovremmo voler nasconderci? Chi parla di underground in certi termini dovrebbe evitare del tutto di pubblicare dischi e limitarsi a suonare in casa sua, se è così contrario alla popolarità”.

COME VI MUOVERETE PER PROMUOVERE “VAMPIRE”?
“Come dicevo, siamo dell’idea di voler fare il possibile per promuovere la nostra musica, quindi cercheremo di esibirci live quanto prima. Tuttavia, non vogliamo finire in dei tour poco adatti a noi, tanto per suonare dal vivo. Abbiamo in mente di trovare un compromesso tra quantità e qualità, a livello di uscite live. L’etichetta desidera mandarci in tour e cercheremo di trovare una soluzione soddisfacente per tutti”.

HAND OF DOOM, BLACK STRING… AVETE DECISO DI PRESENTARVI CON DEI NOMI D’ARTE, ANZICHE’ CON I VOSTRI NOMI DI BATTESIMO. SPIEGACI QUESTA SCELTA…
“Adesso è facile trovare informazioni su di noi in rete, ma all’inizio ci era piaciuta l’idea di non rivelare nulla e lasciare che fosse la musica a parlare. I soprannomi sono utili per far sì che l’ascoltatore si cali nel nostro mondo senza preconcetti. Mi è sempre piaciuta poi l’aura misteriosa che personaggi come Quorthon hanno sempre avuto. Non è necessario sapere tutto su un artista; anzi, solitamente meno cose si sanno, meglio è. L’ascolto di un disco diventa un’esperienza ancora più magica e misteriosa. Inoltre, i Vampire sul palco non sono affatto le stesse persone della vita di tutti i giorni. Ci teniamo a mantenere questa distinzione”.

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