MOTIONLESS IN WHITE: Chris Motionless sullo scrivere con autori esterni alla band “tutte le band più amate lo fanno”.

Pubblicato il 26/01/2020

Chris ‘Motionless’ Cirulli, leader dei MOTIONLESS IN WHITE, ha parlato nella nostra recente intervista del lavorare con autori esterni alla band, scelta contestata da molti, soprattutto nella comunità metal. Ecco uno stralcio della discussione:

PENSI CHE LAVORARE CON ALTRI AUTORI POSSA INTACCARE LA REPUTAZIONE DI UN GRUPPO? PERCHE’ SECONDO TE QUASI TUTTI LO NASCONDONO?
– Se non lavori da solo alla musica l’impatto della stessa nei confronti del pubblico è meno efficace? Penso sia una cosa assolutamente stupida. So per certo che quasi tutte le band più amate di questo mondo lavorano con altre persone, che lo ammettano o meno, e probabilmente non sarebbero mai così grossi senza il contributo di certi produttori che li hanno aiutati a sviluppare il proprio sound, quindi non stiamo facendo niente di particolare o di diverso da quello che fanno tutti gli altri artisti nei termini di lavorare con altre persone. Il fatto è che ne parliamo apertamente. La solita vecchia storiella del cazzo in cui la band si trova nella stessa stanza e si improvvisa tutti insieme è una visione distorta che viene inculcata nelle teste del pubblico, non è così che funziona nella maggior parte dei casi quindi non me ne starò qui a raccontare queste stronzate ai miei ascoltatori.

PENSI CHE NELLA COMUNITA’ METAL IN PARTICOLARE LA QUESTIONE SIA PIÙ OSTEGGIATA CHE ALTROVE?
– Penso che la comunità metal sia estremamente critica nei confronti di tutte le cose in cui la musica metal assomiglia al pop o a tutto quello che è più mainstream, dove un sacco di artisti lavorano con autori e dove molti si fanno scrivere le canzoni per intero. La gente si spaventa perchè pensa che i propri artisti preferiti non scrivano le proprie canzoni e questo non si addice ad una band. Io vi dico che ci siamo in ogni passo della creazione di un brano, che si riscriva una parte di esso o meno noi siamo presenti, ogni input esterno passa attraverso di noi quindi è una situazione nemmeno lontanamente paragonabile a quella di un artista pop al quale viene recapitata una canzone fatta e finita.

FORSE LA COSA E’ DESTINATA A MORIRE CON L’AVVENTO DEI FAN PIÙ GIOVANI…
– Forse sì, lo spero. E’ frustrante sapere che le band devono nascondere qualcosa a causa delle opinioni di un pubblico incolto. A un certo punto però sai che ti dico? Cazzi loro. Noi siamo sempre stati onesti e trasparenti.

L’intervista completa è disponibile a questo indirizzo.

 

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