Nel 2008 il più grande disastro della storia del music business: l’incendio dell’archivio della Universal

Pubblicato il 12/06/2019

Una nuova inchiesta condotta da The New York Tmes Magazine, ha fatto luce sul devastante incendio che nel 2008 distrusse parte degli studi cinematografici della Universal ad Hollywood e con essi centinaia di migliaia di master originali (ossia i supporti multitraccia utilizzati per la stampa delle copie che vengono immesse sul mercato, nonchè per eventuali future ristampe) di innumerevoli artisti di fama mondiale.

L’incendio si sviluppò alle 4 di mattina da un edificio il cui tetto era in manutenzione e delle squadre di operai avevano solo un’ora prima terminato di posare a fiamma delle strisce di catrame. Il fuoco divampò e distrusse vari edifici, arrivando fino a un enorme magazzino denominato “video vault”. Nonostante il nome, non conteneva solo le copie originali film e altro materiale video della NBCUniversal derivante delle riprese condotte presso gli studi, ma custodiva anche l’archivio dei master della Universal Music Group e delle numerose case discografiche da essa controllate.

All’epoca la Universal, per evitare una pioggia di critiche e dover rendere conto agli artisti della distruzione dei loro master, smentì pubblicamente che le registrazioni fossero andate perse e dichiarò che la perdita riguardava il materiale video. L nuova inchiesta condotta dal The New York Times Magazine, e l’ex direttore dell’archivio, Randy Aronson, ha confermato però la distruzione di innumerevoli master, tra cui quelli di dischi di AEROSMITH, NIRVANA, NINE INCH NAILS, GUNS N’ ROSES, POLICE, CHUCK BERRY, RAY CHARLES, LES PAUL, EMINEM, B.B. KING, LYNYRD SKYNYRD, IGGY POP, STING, R.E.M., EMINEM, SOUNDGARDEN e moltissimi altri.

Parecchi di questi gruppi non vennero messi al corrente di quanto accaduto e lo stanno apprendendo solo ora, come si evince da dichiarazioni di THE HOLE, THE ROOTS o R.E.M. riportate da Pitchfork a poche ore dalla pubblicazione dell’inchiesta di The New York Tmes Magazine.

Sebbene non si conoscano tutti i dettagli di ciò che è andato perso, la stima è di circa 500.000 titoli. Alla luce delle nuove rivelazioni può essere considerato il più grande disastro nella storia del music business, calcolato inizialmente in 150 milioni di dollari ma in realtà difficilmente stimabile, in quanto la perdita dei master con le tracce originali comporta un danno economico a lungo termine, andando interessare anche tutte quelle operazioni di ristampa a partire dalle tracce originali che vengono effettuate nel corso degli anni.

Tutti i dettagli nel lungo articolo pubblicato da The New York Tmes Magazine

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