A cura di Luca Pessina
Guardare indietro di dieci anni significa spesso accorgersi di quanto certi dischi abbiano smesso di essere ‘nuovi’ senza però perdere un grammo della loro urgenza. Nel 2026 tocca alle uscite del 2016 entrare ufficialmente nel territorio delle ricorrenze, riportando sotto i riflettori un’altra annata che ha avuto un certo peso specifico nell’evoluzione del death metal contemporaneo.
In questa nuova puntata della rubrica torniamo quindi a pescare dal nostro vasto archivio per riesaminare quell’annata, passando in rassegna dieci album che, a un decennio di distanza, conservano intatta la loro forza e la loro rilevanza. Si tratta di uscite che, in alcuni casi, hanno inciso in modo profondo sul death metal degli anni successivi, sia sul piano stilistico che su quello concettuale, contribuendo a ridefinire linguaggi, atmosfere e approcci compositivi.
Come sempre, la selezione è frutto di scelte necessariamente parziali: il 2016 ha offerto moltissimo e non tutto poteva trovare spazio. Abbiamo però cercato di bilanciare nomi storici e realtà allora emergenti, dischi già canonizzati e altri che hanno guadagnato peso col tempo, diventando punti di riferimento soprattutto in ambito underground o semplicemente confermandosi ascolti divertenti anche a distanza. Dieci album diversi tra loro, ma accomunati dalla capacità di resistere alla prova degli anni.
Pronti a riavvolgere il nastro fino al 2016? Buona (ri)scoperta e buon (ri)ascolto.
ALTARAGE – “Nihl” (Iron Bonehead)
Che gli Altarage non fossero l’ennesimo gruppo clone di Portal, Mitochondrion e Antediluvian lo si era già intuito lo scorso anno… CONTINUA
ASPHYX – “Incoming Death” (Century Media)
Non è davvero il caso di aspettarsi stravolgimenti, cambi di direzione o ripartenze da zero dagli Asphyx… CONTINUA
BLOOD INCANTATION – “Starspawn” (Dark Descent)
Quasi senza averci lasciato il tempo di apprezzare del tutto “Interdimensional Extinction”, il loro EP di debutto ufficiale, i Blood Incantation escono ora con un primo album destinato a spazzare via l’intera produzione precedente… CONTINUA
CHTHE’ILIST – “Le dernier crépuscule” (Profound Lore)
Campane a morto riecheggiano su una lugubre città portuale. Il richiamo di un culto immondo, originario delle profondità insondabili degli oceani… CONTINUA
GORGUTS – “Pleiades’ Dust” (Season Of Mist)
Sicuramente Luc Lemay ha un’idea del tutto particolare di death metal… CONTINUA
INTERMENT – “Scent of the Buried” (Pulverised)
Da quando il rientro sulle scene degli Interment ha preso definitivamente il volo con la pubblicazione di “Into the Crypts of Blasphemy”, il loro primo vero full-length… CONTINUA
IRKALLIAN ORACLE – “Apollyon” (Nuclear War Now)
Giù, sempre più giù, fino al cuore palpitante dell’Inferno, immersi in una tenebra che odora di morte e peccati capitali… CONTINUA
KATALEPSY – “Gravenous Hour” (Unique Leader)
L’anello di congiunzione tra l’approccio ultratecnico di Origin e Suffocation e il groove schiacciasassi di Despised Icon e Dying Fetus… CONTINUA
ULCERATE – “Shrines of Paralysis” (Relapse)
L’immagine che meglio di ogni altra rispecchia la musica degli Ulcerate, sia a livello visivo che concettuale, è quella di un’eruzione vulcanica nel cuore della notte… CONTINUA
WORMED – “Krighsu” (Season Of Mist)
In un mondo musicale inflazionato all’inverosimile, dove tramite home recording, autoproduzioni e tour low-cost… CONTINUA










