OGGETTI SMARRITI: 10 album hard rock degli anni ’10

Pubblicato il 13/12/2025

A cura di Giovanni Mascherpa

L’hard rock nella sua forma più viscerale, tradizionale,  forgiata secondo i sacri dettami dei migliori gruppi che di questi sono stati i capostipiti, per buona parte degli anni ’90 e i primi 2000 è stato un affare da nostalgici. Qualcosa che, o era suonata dai gruppi storici – gli unici considerati degni di poter portare avanti quel determinato modo di essere perché ne erano i capostipiti, i patriarchi – oppure non se ne faceva nulla.
Non che le giovani formazioni frequentanti l’hard rock più datato fossero scomparse dalla circolazione, solo che rimanevano costantemente in seconda fascia, quasi mai incapaci di uscire dal cono d’ombra proiettata dai vecchi giganti. Era difficile che qualche nuova band potesse misurarsi con quanto inventato all’epoca da Led Zeppelin, Deep Purple, Thin Lizzy, Black Sabbath, andando ancora più indietro The Who, Cream, The Doors, ed uscirne illeso.

Negli anni ’10 i cicli e ricicli storici che coinvolgono un po’ tutti i fenomeni artistici e, in questo caso, la musica, hanno invece fatto germogliare tutta una generazione di strumentisti senza alcun timore di sfidare i ‘mostri sacri’ sul loro terreno, ognuno a modo suo, realizzando opere che fatalmente non hanno avuto il medesimo impatto dei precursori, eppure in molti casi si sono fatte ammirare ben oltre i i circuiti underground, grazie a canzoni di brillantissima scrittura, doti tecniche meravigliosamente ad uso e impreziosimento delle stesse, una carica che su questo fronte non si sentiva da tempo.
Il passato decennio ha visto così succedersi diverse piccole perle di hard rock settantiano dalle molteplici influenze, accomunate da ottimo bilanciamento di feeling, potenza e cura delle melodie, omaggi ai numi ispiratori mai troppo smaccati: tra il 2010 e il 2019 la produzione di album hard rock, tra vecchi leoni e soprattutto le nuove leve, ha conosciuto una significativa impennata, in quantità e qualità.

Tanti di questi, a distanza di anni, hanno dimostrato di non perdere vigore, passato l’hype iniziale – hype che, va detto, in taluni casi neanche pervenuto, al momento dell’uscita del disco.
Abbiamo così scelto di passare in rassegna dieci album hard rock degli anni ’10, alcuni più noti, altri meno; alcuni firmati da artisti poi cresciuti di fama nel tempo, oppure lì arrivati al loro zenith o quasi, altri rimasti più nell’ombra, in certi casi persino già scomparsi dalle scene musicali, per svariati motivi.

RIVAL SONS – “Pressure & Time” (Earache)


Ancora una volta la band di Long Beach lascia tutti a bocca aperta grazie alla sua miscela di hard rock, blues e psichedelica che paga dazio in primis ai seminali Led Zeppelin. (CONTINUA)

 

WITCHCRAFT – “Legend” (Nuclear Blast)


Le canzoni di “Legend” sono amabili scorribande in sentieri calmi e tranquilli, con la giusta dose di elettricità e un amore per la melodia – specie negli arrangiamenti – che rende la loro proposta mai escludente ma sempre coinvolgente. (CONTINUA)

 

GRAVEYARD – “Lights Out” (Nuclear Blast)


Snello, privo di sovrastrutture, essenziale, diremmo: questi sono gli elementi che rendono spettacolare “Lights Out”. (CONTINUA)

 

THE VINTAGE CARAVAN – “Voyage” (Nuclear Blast)

I The Vintage Caravan sono riusciti nel miracolo: quello di dimostrare al mondo che finalmente è sorta una nuova generazione di musicisti in grado di raccogliere il testimone lasciato dai dinosauri in via d’estinzione. (CONTINUA)

 

KADAVAR – “Berlin” (Nuclear Blast)

La rombante miscela esplosiva composta dal classico intreccio formato da basso, chitarra e batteria rivisita ed attualizza il sapore deciso del torrido hard rock forgiato da Cream e The Jimi Hendrix Experience. (CONTINUA)

 

UNCLE ACID AND THE DEAD BEATS – “The Night Creeper” (Rise Above)

Gli Uncle Acid & The Deadbeats si sono superati, il loro quarto studio album è la quintessenza della loro musica, che ha saputo in un certo senso estremizzare e contaminare ulteriormente quanto già sentito nei pur ottimi lavori passati. (CONTINUA)

 

HORISONT – “Odyssey” (Rise Above)

Giunti al quarto capitolo discografico, gli Horisont dimostrano di aver acquisito una straordinaria maturità artistica, per merito di un’opera regale e complessa, dalla quale emergono le migliori virtù distillate dal variegato mondo del classic rock. (CONTINUA)

 

BRUTUS – “Wandering Light” (Svart)

Un ritorno col botto, questo dei Brutus: siamo certi che i nuovi brani faranno fuoco e fiamme dal vivo! (CONTINUA)

 

SCORPION CHILD – “Acid Roulette” (Nuclear Blast)

I cinque texani realizzano una manciata di composizioni vivide e cangianti, altresì lievemente alleggerite dal marcato retaggio blues palesato dai microsolchi dell’esordio in favore di un approccio musicale più irruento e fantasioso. (CONTINUA)

 

ZODIAC – “Grain Of Soul” (Napalm)

Uno stile caldo e morbido, progettato attorno a un chitarrismo che fa le fusa a riff datati con piglio deciso e ne arricchisce la portata tramite un utilizzo attento e poco invasivo dell’organo, portato a dare il suo contributo anche nelle esibizioni dal vivo. (CONTINUA)

PROSSIMI CONCERTI

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.