ORPHANED LAND: ‘The Never Ending Way Of ORwarriOR’ traccia per traccia!

Pubblicato il 02/01/2010

THE NEVER ENDING WAY OF ORWARRIOR

Introduzione e commenti ai testi di Kobi Farhi
Commenti alle musiche di Marco Gallarati

“The Never Ending Way Of ORwarriOR” è un concept-album incentrato su una figura eroica: il Guerriero di Luce. Tale eroe non è nessuno di specifico, ma addirittura potrebbe essere chiunque ascolti il disco; infatti, le tematiche trattate nell’album hanno più o meno a che fare con i problemi che tutti noi affrontiamo nelle vite di tutti i giorni. Specialmente qui, in Medio Oriente, ci sentiamo come intrappolati in un vortice di confusione ed oscurità; vivendo nella nostra regione, ci si rende conto di come col passare degli anni nulla sta cambiando: la gente continua a morire per guerre inutili e tutti restiamo prigionieri di questo sanguinoso ripetersi di eventi. Gli Orphaned Land esistono da ben 18 anni e fin dalla nascita ci siamo occupati delle stesse storie, gli stessi soggetti, in quanto dopo quasi due decadi ci troviamo a vivere ancora in una tragica terra orfana. Per lottare contro questa tragedia abbiamo scelto un’arma pacifica ma assai potente: la nostra musica.

Part I
Godfrey’s Cordial – An ORphan’s Life

1) Sapari
‘Sapari’ significa ‘dimmi’ in ebraico. E’ una canzone nata circa 400 anni fa nello Yemen, parla di un poeta che sta avendo una conversazione con la sua anima. In realtà la sta cercando. Il suo spirito gli risponde che l’anima si trova nei cieli, circondata da luce e sepolta nel ventre di una nave. Questo dialogo si svolge su un piano spirituale, mentre il nostro eroe, il Guerriero di Luce, sta nascendo.
L’apertura di ‘The Never Ending Way Of ORwarriOR’ è affidata alla canzone semplicemente più immediata, bella e coinvolgente di tutto il lavoro: ‘Sapari’ si avvale della strepitosa partecipazione delle female vocals di Shlomit Levi che, assieme al magistrale Kobi Farhi, ricamano melodie vocali suadenti e vigorose, supportate da un riffing e da un carico di arrangiamenti che vi proietteranno in men che non si dica nel concept del lavoro. Un pezzo che dal vivo diventerà un travolgente cavallo di battaglia, ci scommettiamo!

2) From Broken Vessels
Ognuno di noi viene al mondo nell’innocenza e nella purezza. La nostra sorgente di vita, la nostra luce interiore, proviene da un luogo completamente alieno dal mondo in cui viviamo. Poi il viaggio che chiamiamo vita prende il via e presenta diverse difficoltà da affrontare: smarrimento, guerra, paura, fame, corruzione, tristezza, auto-distruzione, eccetera. E con ogni esperienza di cui siamo testimoni noi perdiamo parte della nostra innocenza; la nostra luce interiore si affievolisce. Il Guerriero inizia il suo percorso nel mondo e presto scopre di trovarsi solo, abbandonato, abbattuto e tradito.
‘From Broken Vessels’ è l’esatta trasposizione in musica del contenuto lirico del brano: gli Orphaned Land si lanciano in quello che probabilmente a loro riesce meglio, ovvero la costruzione di un pezzo complesso, articolato e dalle tinte prog che, pur non contenendo al suo interno sezioni acustiche, presenta livelli di aggressione pari a quelli di melodia e dosi di accessibilità perfettamente bilanciate con quelle di tecnicismo. Un prog-death mediorientale di qualità sopraffina.

3) Bereft In The Abyss
Il Guerriero affronta se stesso nel mentre in cui si trova nell’abisso della sua anima. E’ ferito ed intenzionato ad arrendersi, abbandonare la sua vita ed il genere umano. In questo momento, quando sembra aver perso ogni speranza, sente il canto del Padre che lo culla e conforta. Gli dice di risvegliarsi e sorgere! In questo pezzo il Padre pianta il seme della Speranza e del Credo infinito nel cuore del Guerriero.
‘Bereft In The Abyss’ è il primo di una serie di brani di transizione di breve durata, aventi lo scopo, oltre a quello di svolgere la pergamena del concept, di alleggerire la fruizione di un disco sicuramente lungo e arduo da digerire. Impostato su una bella trama di chitarra acustica ed un tappeto di percussioni, il brano è cantato solo nella sua prima metà, nella quale Kobi interpreta i versi con una dolcezza disarmante. Cori orientali e i soliti arrangiamenti elaborati completano un episodio trasudante magia.

4) The Path Part 1 – Treading Through Darkness
Il Guerriero risorge ed inizia un nuovo viaggio, alla ricerca di risposte. Ha voglia di comprendere e capire il mondo che lo circonda. E per fare ciò, sente il bisogno di saperne di più sull’assenza di Luce nel mondo e desidera scoprire cosa è l’Oscurità.
Il brano in questione parte con un’introduzione pacata condotta da keys, chitarra acustica e voce; subentrano poi le percussioni e gli strumenti tipici, in un costante crescendo di pathos e pomposità; infine, ecco i cori e le parti metalliche, anch’esse tendenti ad un crescendo d’intensità e complessità. I sentiti assoli di Yossi Sassi Sa’aron, il classico riffing tecnico-melodico della band ed un paio di sinuose linee vocali davvero da brivido aggiungono interesse ad una traccia che, pur nella sua bellezza, risulta finora la meno interessante del lotto.

5) The Path Part 2 – The Pilgrimage To Or Shalem
La seconda parte del viaggio induce il nostro eroe a dirigersi verso la Città Santa, portandolo ad iniziare un pellegrinaggio verso Gerusalemme. In questo testo chiamiamo Gerusalemme ‘Or Shalem’, che sempre in ebraico sta a significare ‘una luce completa’.
‘The Path Part 2 – The Pilgrimage To Or Shalem’ è un altro esempio di lungo brano in classico stile Orphaned Land, condito da abbondanti dosi di melodia vocale e chitarristica e dalla tipica struttura progressiva, con cambi di tempo ed atmosfera frequenti. La lunghissima sezione strumentale di centro canzone, caratterizzata da assoli alla sei-corde ripetuti e prolungati, precede lo stupendo finale aggressivo di puro stampo melodic death metal. Pezzo da assimilare con calma.

6) Olat Ha’tamid
E’ l’arrivo del Guerriero nella Città Santa, quando presenzia ad una celebrazione religiosa per le strade di Gerusalemme.
La seconda traccia di corta durata dell’album è una fra le più folkish del lotto, straboccante di strumenti tipici, melodie e canti arabeggianti. Paragonabile ad una versione in piccolo della magnifica ‘Nora El Nora’ presente su ‘Mabool’, ‘Olat Ha’tamid’ è coinvolgente solo un pelo meno rispetto all’opener ‘Sapari’. La prima parte del concept si conclude in maniera degna ed assolutamente gioiosa.

Part II
Lips Acquire Stains – The WarriOR Awakens

7) The Warrior
Il Guerriero viene risvegliato dal coma globale in cui si trova il genere umano ed ora è Illuminato. Comprende appieno quanto nella sua terra manchino l’amicizia, la fede, il credo, la pazienza e la compassione. Assieme a ciò, capisce che le scelte che farà nella vita saranno quelle che delineeranno la sua realtà. Promette di provare ad aiutare il suo mondo e gli viene dato il nome di ORwarriOR. ‘Or’ significa ‘luce’ in ebraico, quindi ORwarriOR è un gioco di parole tra ebraico ed inglese.
‘The Warrior’ inaugura la seconda parte della storia presentandoci l’enorme prestazione dell’Orchestra di Nazareth, per quello che a tutti gli effetti è un brano di musica classica, dall’incedere lento e solenne, a cui vengono aggiunte le voci e le parti chitarristiche, ancora una volta queste ultime assolute protagoniste della seconda metà del brano, dove Yossi si protrae a lungo in elucubrazioni soliste. Un’altra traccia che va ascoltata più volte per essere percepita bene, ma che trasuda classe da ogni nota.

8) His Leaf Shall Not Wither
Una canzone di laude per il Guerriero. Il testo è tratto dal salmo 1:3 della Bibbia.
Brano concepito per chitarra acustica e voce, ‘His Leaf Shall Not Wither’ ci regala un’altra perla di gran classe e gusto eccezionale: interventi dell’orchestra e delle tastiere di Steven Wilson si odono qua e là, mentre toccanti arpeggi si dipanano soavi, sostenuti dalle voci di Kobi Farhi e Shlomit Levi in delicato duetto.

9) Disciples Of The Sacred Oath II
Questo brano parla degli altri Guerrieri, i compagni del nostro eroe. Qui canto sia in inglese sia in arabo. Le strofe in arabo sono prese dal capitolo del Corano intitolato ‘La Luce’. E’ uno dei pezzi più importanti del disco.
Uno dei pezzi più importanti del disco, come viene definito da Kobi Farhi, inizia deciso e dinamico grazie ad un attacco fra i più vivaci del lavoro. Durante i suoi otto minuti e mezzo di durata, poi, la traccia in questione si rivela essere l’ennesimo piccolo capolavoro degli Orphaned Land, in perfetto equilibrio tra le aggressioni melodiche in growl delle parti più violente e la solennità evocata dalla voce pulita di Kobi e dalla struttura multi-strato del brano, in effetti uno dei più interessanti e rappresentativi dell’intera tracklist.

10) New Jerusalem
Il Guerriero si trova ancora nella Città Santa, intento a compiere le buone ed oneste azioni che ha scelto per la sua esistenza. Si guarda indietro e ripensa a come la Terra Santa sia diventata una terra orfana; a come la Città Santa sia divisa a causa delle guerre; a come tutte le cose belle siano andate perse in guerre senza senso; a come Dio venga sfruttato per gli interessi personali di politici che usano la religione come strumento di manipolazione delle masse. Si trova a riflettere su tutto ciò, mentre lui e i suoi compagni guerrieri costruiscono e plasmano la Nuova Gerusalemme, ‘La Luce Completa’, Or Shalem.
‘New Jerusalem’ è uno degli episodi più belli e toccanti di ‘The Never Ending Way Of ORwarriOR’. Impostata stranamente su una struttura che ricorda la forma-canzone classica, la traccia si sviluppa attraverso strofe femminili su base acustica, un bridge groovy con cori sempre in female vocals ed un ritornello arioso e solare cantato dal solito espressivo Kobi Farhi. Dopo una lunga sezione centrale acustica dedicata a percussioni, violino, tastiere e pianoforte, il pezzo termina in crescendo con una ripresa di cori stavolta maschili. Davvero stupendo.

11) Va’yehi Or
‘Va’yehi Or’ significa ‘accogli la luce’. Questo è un inno che viene cantato nei Cieli per il Guerriero. Gli viene detto di riempire il suo cuore con la forza, capace di annientare ogni dubbio ed ogni paura.
‘Va’yehi Or’ è un pezzo abbastanza atipico per gli Orphaned Land, sebbene la band ci abbia abituato ad aspettarci di tutto dalla sua creatività: la traccia ha un’andatura regolare, a tratti di stampo gotico, ma soprattutto di natura psichedelica; la voce recitata si mischia al cantato vero e proprio, in più lingue, e viene quasi costantemente supportata da cori e gorgheggi sognanti e stranianti, utili a proiettare l’ascoltatore in quell’aura di psichedelia di cui si parla poco sopra. Fosse stato più lungo sarebbe apparso noioso, mentre nella sua brevità acquista importanza.

12) M I ?
Dubbi. Il Guerriero pondera gli avvenimenti sull’orlo di un’imponente Guerra. Sperimenta la paura e affronta la lotta più dura per un essere umano: il confronto interiore con il proprio Io.
‘M I?’, un titolo che chiaramente evoca dubbi: ‘sono io?’, si chiede il protagonista, e la risposta si trova in questa corta traccia acustica di transizione. In questo particolare brano gli Orphaned Land mostrano tutto il loro amore per il progressive colto e raffinato di un gruppo quale i Porcupine Tree, e non a caso Steven Wilson ha attivamente partecipato al processo di creazione e realizzazione di ‘The Never Ending Way Of ORwarriOR’. Episodio che sa molto poco di Medio Oriente e ben più d’Europa.

Part III
Barakah –Enlightening The Cimmerian

13) Barakah
La Guerra sta per esplodere e al Guerriero viene dato un nuovo nome: Barakah, che vuol dire ‘benedizione, il Benedetto’.
Terza e ultima parte del concept, l’Illuminazione del Cimmero: ‘Barakah’ è un pezzo piuttosto vivace e dinamico, continuamente in bilico tra un incedere death melodico e groovy e sezioni più di stampo folkish, addirittura dal sapore spagnoleggiante a centro canzone, con battimani e assolo di chitarra araba a mo’ di flamenco. La voce ha in questa canzone un’importanza non predominante, ma anche qui Kobi alterna recitazione, growl e pulito in modo molto naturale. Con ‘Barakah’ ci si prepara al glorioso finale…

14) Codeword: Uprising
I Guerrieri della Luce non combattono come noi, affrontano una diversa battaglia. Indossano vestigia di Buio, in quanto essi cercano il Cuore di Tenebra, il centro del potere, la fonte del Male, la Pura Oscurità. Una volta che l’hanno trovata, si lasciano esplodere in una luce eterna, curando e guarendo tutto ciò che è attorno a loro. Ecco perché noi li chiamiamo ‘i terroristi della Luce’.
‘Codeword: Uprising’ è certamente l’episodio più aggressivo e violento della tracklist, quello nel quale il growl di Kobi Farhi e il riffing tecnico-melodico di Yossi Sassi e Matti Svatizky si fanno più sentire. Il pezzo, ovviamente, non è aggressione pura, ma presenta l’uso ripetuto di strumenti tipici – soprattutto percussioni – ed un chorus dal carattere arioso e più pacato. Dovendo rappresentare musicalmente il sacrificio dei ‘terroristi della Luce’, era inevitabile che la traccia in questione risultasse la più veloce e pesante. Nettamente fra le migliori!

15) In Thy Never Ending Way (Epilogue)
Go in peace and find thy faith, evolve thy self and lose all hate
So a heaven you may create
In thy never ending way
The storm still rages inside
Le prime due righe della strofa che vedete qui sopra riportata sono le parole che chiudono la storia narrata dagli Orphaned Land. A portare a compimento il concept, infatti, troviamo un outro pianistico commovente, che fa da seconda parte ad una traccia epica e solare, le cui note spensierate e speranzose non possono far altro che cancellare per un po’ i pensieri cupi e tenebrosi con cui ogni giorno, un po’ per uno e con modalità diverse, tutti siamo costretti a convivere. Perché per tutti la tempesta continua ad infuriare…

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