Regno Unito: LED ZEPPELIN, THE WHO, KING CRIMSON e altri chiedono al Governo di aumentare i diritti sullo streaming

Pubblicato il 21/04/2021

Musicians’ Union e Ivors Academy assieme alla campagna #BrokenRecord e a più di 150 artisti tra cui Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones dei LED ZEPPELIN, Roger Daltrey dei THE WHO e Robert Fripp dei KING CRIMSON e Paul McCartney hanno inviato una lettera al Primo Ministro inglese Boris Johnson per richiedere una revisione dei parametri sulla base dei quali gli artisti vengono pagati dai servizi di streaming.

Attualmente il Governo inglese sta esaminando l’impatto che lo streaming sta avendo sull’economia del settore musicale e la lettera punta ad un aggiornamento della legge vigente, a parere dei firmatari non adeguata ai cambiamenti che l’industria musicale ha subito negli ultimi anni.

Horace Trubridge di Musicians’ Union dichiara:

“Lo streaming sta rimpiazzando la radio e gli artisti dovrebbero essere protetti allo stesso modo. In un momento in cui, per via della pandemia, tutto quanto si è spostato online, gli artisti il cui lavoro è la composizione e l’esecuzione di musica, sono stati penalizzati da una legge che non si è adeguata al cambiamento tecnologico avvenuto”.

Crispin Hunt di Ivors Academy aggiunge

“Nello streaming a farla da padrone è la canzone ma i compositori non ricevono un adeguato beneficio per quello che fanno e quindi devono lottare per vivere con quello che guadagnano. Le case discografiche ora sono diventate solo delle società di marketing. Senza costi di produzione e distribuzione, i loro straordinari profitti dovrebbero venire condivisi in modo più equo con gli autori.
Il nostro settore ha una storia sfortunata in cui artisti, interpreti e cantautori l’uno contro l’altro. Con questa lettera, finalmente parliamo con un’unica voce per dire ‘quando è troppo, è troppo’”.

Il testo della lettera:

“Caro Primo Ministro,
le scriviamo a nome dell’attuale generazione di artisti, musicisti e cantautori del Regno Unito.

Per troppo tempo piattaforme di streaming, etichette discografiche e altri giganti di Internet hanno sfruttato artisti e compositori senza ricompensarli equamente. Dobbiamo riportare il valore della musica al suo posto: nelle mani dei produttori di musica.

Lo streaming sta rapidamente sostituendo la radio come principale mezzo di comunicazione musicale. Tuttavia, la legge non ha tenuto il passo con il ritmo del cambiamento tecnologico e, di conseguenza, interpreti e cantautori non godono delle stesse protezioni che godono in radio.

I musicisti di oggi hanno pochissime entrate per le riproduzioni dei loro brani: la maggior parte degli artisti riceve minuscole frazioni di un centesimo per streaming e i musicisti turnisti non ricevono nulla.

Per rimediare a questo, solo due parole devono cambiare nel Copyright, Designs and Patents Act del 1988. Ciò modernizzerà la legge in modo che gli artisti di oggi ricevano un’adeguata quota dei ricavi, proprio accade con le radio. Non costerà un centesimo al contribuente, ma metterà più soldi nelle tasche dei contribuenti britannici e aumenterà le entrate per i servizi pubblici come il NHS.

Ci sono prove di multinazionali che esercitano un grande potere e cantautori che per questo sono in difficoltà. Un rinvio immediato da parte del governo all’Autorità per la Concorrenza e i Mercati è il primo passo per affrontare questo problema. I cantautori guadagnano il 50% dei ricavi radiofonici, ma solo il 15% in streaming. Crediamo che in un mercato veramente libero la canzone verrà maggiormente valorizzata.

In definitiva, però, abbiamo bisogno di un regolatore per garantire il trattamento legale ed equo dei produttori di musica. Il Regno Unito ha un’orgogliosa storia nel proteggere i suoi produttori, imprenditori e inventori. Riteniamo che i creatori britannici meritino le stesse protezioni di altri settori verso la svalutazione del lavoro.

Affrontando questi problemi, renderemo il Regno Unito il posto migliore al mondo per essere un musicista o un cantautore, permetteremo agli studi di registrazione e alla scena del Regno Unito di prosperare ancora una volta, rafforzeremo la posizione di leader mondiale del nostro settore culturale, consentiremo al mercato della musica di prosperare e faremo emergere una nuova generazione di talenti.

La esortiamo a portarle avanti questi obbiettivi e a fare in modo che l’industria musicale faccia parte del suo programma crescita mentre diamo il via alla ripresa economica post-Covid”.

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