Regno Unito: secondo un sondaggio il 64% degli artisti professionisti pensa di cambiare lavoro

Pubblicato il 02/09/2020

Encore Musicians, piattaforma di booking britannica, ha condotto uno studio sugli effetti che la pandemia ha prodotto sui musicisti professionisti.

Sui 560 musicisti da cui è composto il campione del sondaggio, in media è stato riscontrato un calo di circa l’87% delle date programmate nel periodo da agosto a dicembre 2020 rispetto al 2019, e quindi una grossa fetta di guadagno annuale calcolata intorno ai 13 mila euro per ogni artista. Quasi la metà degli artisti inoltre non ha date pianificate fino a fine anno e non ha ricevuto nessun tipo di aiuto economico dal Governo inglese. Questo ha quindi già costretto circa quattro musicisti su dieci a cercare un lavoro fuori dal mondo musicale.

La situazione interessa tutti i musicisti, di tutti i generi, dai più famosi a quelli che hanno appena iniziato la carriera musicale e molti di loro, circa il 64% degli intervistati nel sondaggio, stanno pensando di abbandonare questo lavoro.

Il fondatore di Encore Musicians, James McAulay, dichiara:

“Siamo perfettamente consapevoli del danno che la pandemia ha fatto ai mezzi di sussistenza dei nostri musicisti, ma sono rimasto scioccato nel vedere quante poche date siano rimaste in agenda per la maggior parte degli artisti nel 2020. Questo problema si fa sentire in tutto il settore, da artisti veterani a giovani musicisti all’inizio della loro carriera. Il governo deve agire ora per assicurarsi che i nostri musicisti non vengano lasciati indietro”.

L’industria musicale del Regno Unito produce circa 5,2 miliardi di sterline l’anno e dà lavoro a 200 mila persone.

La O2 Academy di Londra prima della pandemia

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